La leggerezza è una ragazza olandese con il corpo elastico, è la Giralda di smeraldo, è un mercato pieno di colore che si apre all’improvviso tra le case disabitate. La leggerezza è un calle fiorito, è la fortuna di avere vent’anni in una città straniera, quando tutto ti pare innamorato, ed è il lucente acquerello che brucia nel tempo, e brucia anche se non te ne accorgi. Nelle Cronache da Siviglia di Federico di Vita, le parole hanno il sapore dei datteri e se volano via sono farfalle che lasciano tra le palpebre l’iride perfetta e malinconica della giovinezza. Read the rest of this entry »
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Immigrazione in Spagna e in Italia – 2 -
In la gazza andalusa on Luglio 9, 2009 at 10:19 amInizio luglio 2009 – I numeri e le percentuali
Inizio luglio 2009 – Norme sull’immigrazione in Italia
Inizio luglio 2009 – Norme sull’immigrazione in Spagna
In Spagna ci sono norme che mirano a limitare e a respingere l’immigrazione irregolare, e quindi hanno un volto repressivo, ma sono sotto molti aspetti anche elastiche e rispettose dei diritti umani. In sintesi: l’immigrazione irregolare non è reato, ma infrazione. Chi entra nel territorio spagnolo senza averne il diritto legale, può essere espulso. Però, dopo che ha ricevuto la notifica di espulsione, può ricorrere e fermarsi in Spagna nel mentre il giudice decide se accogliere o meno il ricorso. Quando giunge il decreto di espulsione, molti riescono a fermarsi ugualmente nel paese.
Vengono comunque riconosciuti i diritti all’assistenza sanitaria, alla scuola per i figli, dall’età di 3 anni a 18 anni. I bambini nati su suolo spagnolo, se i genitori non rivendicano per loro altra nazionalità, hanno la cittadinanza spagnola. Read the rest of this entry »
Immigrazione in Spagna e in Italia – 1 -
In la gazza andalusa on Luglio 5, 2009 at 11:56 pmInizio luglio 2009 – Norme sull’immigrazione in Spagna
Inizio luglio 2009 – Norme sull’immigrazione in Italia
Inizio luglio 2009 – I numeri e le percentuali
Come si sa, è stato convertito in legge, dal Parlamento italiano, con voto di fiducia, il decreto sulla sicurezza. In Spagna, in questi stessi giorni, è viva la discussione e la polemica sull’ultima Ley de extranjería (Legge sull’immigrazione) che, approvata dal Governo, andrà, non so quando, in Parlamento (non ci saranno ricatti di voti di fiducia che blocchino la discussione parlamentare e potrà perciò essere ulteriormente emendata).
Prima di ogni altra considerazione, fornisco dati comparativi sulla popolazione spagnola e su quella italiana. Si riferiscono all’anno 2007 e sono tratti da un articolo de El País, e da uno de La Repubblica. Solo per la Spagna dispongo anche di dati più aggiornati. Read the rest of this entry »
Intervista a Juan José
In la gazza andalusa on Giugno 25, 2009 at 11:56 amMediatore culturale che ha lavorato con i rom di Conil
Ho intervistato il giovanissimo Juan José. Lavorava fino a pochi giorni fa come mediatore culturale, si occupava del collettivo dei rom, per conto del Comune di Conil de la Frontera. È stato costretto a lasciare per terminare la facoltà di magistero: “Me encanta la profesión de maestro y también el trabajo de mediator cultural.”
Prima di passare all’intervista sulla sua esperienza con i rom (i “gitani romeni”, di recentissima immigrazione) che vivono a Conil, ricapitolo per il lettore qualche informazione che ho fornito in articoli precedenti.
Romeni immigrati in Spagna negli ultimi anni, fra cui moltissimi rom: 800.000
Numero gitani precedentemente residenti in Spagna: fra 500.000 e 700.000; 250.000 solo in Andalusia.
Conil de la Frontera: pueblo andaluso di 20.000 abitanti, fra cui un numero cospicuo di gitani giunti con precedenti immigrazioni.
M.L. – Quanti sono a Conil i romeni? E di questi quanti sono rom?
J.J.- Il 95 per cento degli immigrati dalla Romania sono rom. Finora hanno chiesto la residenza nel Comune di Conil 63 uomini, 73 donne (compresi anche bambini e bambine). Quelli con cui ho lavorato sono 45 uomini, tra 0 e 60 anni, e 60 donne, tra 0 e 75 anni. Ce ne sono molti non registrati: non conoscono ancora i loro diritti e si spostano in cerca di opportunità migliori di vita.
M.L. – Quando sono arrivati?
J.J. – Da non più di cinque anni, molti più di recente. Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia, «chiedi alla polvere» dell’Andalusia – City
In our books on Giugno 17, 2009 at 9:26 am
Un Erasmus a Siviglia: sei mesi di viaggi, scoperte e studio (?) nella splendida capitale andalusa danno forma a questo romanzo fresco e originale dell’esordiente Federico di Vita, edito da Round Robin. In un’Europa senza più frontiere, tedeschi, italiani, francesi, americani, slovacchi si gettano sulla Spagna come su un frutto maturo, da assaporare con entusiasmo, con foga, ma con la consapevolezza – anche – di avere dalla propria parte tutto il tempo del mondo (Time is on my side, cantavano gli Stones, e la musica degli anni ’60 e ’70 – Dylan in testa – ha un ruolo centrale in queste Cronache). Grazie all’effetto magico dell’Erasmus, che blocca il tempo – quello della vita individuale così come quello del mondo circostante – qualche mese si trasforma in una “bolla di sapone, e chi c’è entrato ora si goda tra le gocce di vapore il delicato estendersi del cerchio, gli anelli arcobaleno all’orizzonte e poi lo scoppio, che arriva subito”. Read the rest of this entry »
Cattolici ribelli in Spagna – 3
In la gazza andalusa on Giugno 12, 2009 at 12:22 amComunità cristiane tra Spagna e America Latina: intervista a Gesù
Da un bel po’ di tempo vado pensando che la vischiosa visione confessionale (non limpidamente religiosa!) della vita e dei rapporti, tanto diffusa oggi in Italia, dipenda anche dal fatto che nel caso di una vicenda come quella di Beppino Englaro troppi laici si limitino a dire: “La Chiesa faccia il suo mestiere di parlare ai credenti, lo stato laico deve decidere in autonomia”. Nella Spagna di oggi – e forse non solo in Spagna -, di fronte a spettacoli simili a quelli di cui in Italia sono stati protagonisti recentemente (e anche in tempi passati) uomini potenti e ricchi, molti sarebbero entrati pubblicamente nel merito e avrebbero dichiarato che le gerarchie ecclesiali usano continuamente due pesi e due misure: sono feroci con quelli che non hanno potere, cautissime, indulgenti, discrete, problematiche, con i potenti arroganti, pur quando qualche rimprovero non possono proprio fare a meno di muoverlo.
Non solo su vicende quotidiane, ma anche sulle culture religiose, i laici, credenti o no, stentano a entrare nel merito: per esempio, a criticare l’ignoranza in cui vengono lasciati, non per caso, i fedeli dagli stessi ministri di culto. Read the rest of this entry »
Cattolici ribelli in Spagna – 2
In la gazza andalusa on Giugno 1, 2009 at 12:15 amComunità cristiane di base fra Spagna e America latina
Scoprendo il cattolicesimo ribelle in terra di Spagna, di cui ho parlato nel post precedente, mi è parso che il mondo si slargasse, e che pure il cielo diventasse più infinito di com’è. Cerco di spiegare il perché di quest’impressione facendo ricorso anche a un giro di ricordi personali.
Non ebbi in famiglia una vera formazione religiosa. Forse proprio per questo, quando a ventisette anni da Bari mi trasferii a Bergamo – era il ’69 – restai affascinata dal fermento che c’era nel mondo cattolico. I miei compagni pugliesi del Pci mi avevano avvertita: “Vai nell’anticamera del Vaticano, però certo… Milano è vicina, la classe operaia, le lotte operaie…”. Nell’anticamera del Vaticano conobbi il mondo dei credenti e in qualche caso quasi mi dispiaceva non poterlo essere anch’io, credente, quel loro Dio mi era diventato abbastanza simpatico.
Nella mia sezione barese non si era mai parlato di Lettera a una professoressa. Una volta avevo chiesto a un preparatissimo compagno professore universitario di storia che cosa pensasse di don Milani: “Roba da libro cuore”, mi aveva risposto. Avevo peraltro imparato molto – e lo dico senza alcuna ironia – da lui e da quelli come lui: sulla storia del socialismo in Europa, sui limiti delle società con socialismo realizzato, su ciò che era stato lo stalinismo e su tante cose che servivano non solo per rapportarsi al partito, ma anche e soprattutto per leggere il mondo di allora (e pure, attraverso ripensamenti profondi e anche assai traumatici, quello di dopo). Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia, sulle tracce di D.F. Wallace
In our books on Maggio 27, 2009 at 11:45 pm
A volte capita d’incontrare dei libri di difficile definizione, sulla cui natura la domanda proposta dalla lettura continua a rimanere aperta.
L’ultimo di questi che mi sia finito tra le mani è Cronache da Siviglia, di Federico di Vita, esordiente scrittore romano edito da Round Robin, piccola ma fantasiosa realtà editoriale.
È difficile definire “Cronache da Siviglia”, più volte durante la lettura ci si domanda che cosa questo volumetto sia. Un libro di viaggio, un epistolario amoroso, uno spaccato d’autobiografia, un romanzetto generazionale, una guida turistica, un manuale atipico di un’esperienza Erasmus? In definitiva “Cronache da Siviglia” rappresenta un’eccentrica shakerata miscela di tutto questo. Dalla sua certamente l’autore ha la vocazione del viaggiatore settecentesco, una predilezione che il lettore avverte, ama parlare minuziosamente di Siviglia, dei suoi vicoli, dei suoi giardini, e lo fa con passione: le sue descrizioni hanno poco della cartolina turistica e molto “della vista del cuore”. Si sente che Siviglia è una città che ama ed è capace di farla amare anche al lettore. Read the rest of this entry »
Cattolici ribelli in Spagna – 1
In la gazza andalusa on Maggio 25, 2009 at 8:54 amQualche settimana fa la stampa spagnola ha dato notizia della rivolta di cattolici – non solo comunità di base, ma anche teologi ed ecclesiastici – alle direttive della gerarchia, soprattutto in materia di libertà di pensiero e di aborto.
In questo mio primo scritto sull’argomento mi limiterò a tradurre/riassumere un articolo de El País del 14 aprile, che dà ampia informazione su tali vicende, riservando una personale riflessione a una seconda puntata.
Come si sa, in questi anni la Conferencia Episcopal ha lanciato crociate contro tutte le leggi laiche del governo socialista: contro il matrimonio gay e il riconoscimento delle coppie di fatto, poi contro la Ley de educación para la ciudadanía, ora si scaglia contro la nuova legge sull’interruzione della gravidanza molto simile alla 194 che c’è in Italia dal 1978 (ricordo che, dal momento in cui è entrata in vigore, per ragioni che non posso spiegare qui, si è ridotto moltissimo il numero delle interruzioni di gravidanza nel nostro paese). Queste sono comunque reazioni che conosciamo bene, in Italia e in Spagna: “Questa qui la conosco, purtroppo”, canta Don Giovanni nell’opera di Mozart. Ma il fatto straordinario è costituito dalla grandiosa e alata contestazione che si è levata contro le gerarchie da parte di settori significativi della stessa Chiesa.
Sono stati pubblicati due manifesti: quello uscito per primo si intitola A proposito dell’aborto; il secondo Di fronte alla crisi della Chiesa. Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia – Pagine tenere, sguaiate o freschissime da e-mail andaluse
In our books on Aprile 21, 2009 at 11:53 pm
Cronache da Siviglia è il romanzo d’esordio di Federico di Vita, classe 1982, studente romano che ha fatto l’Erasmus in Spagna e che da quella esperienza ha ricavato questa veloce narrazione.
Si legge nella seconda di copertina: “un trovatore dei nostri giorni se ne va per le strade dell’Andalusia, raccoglie a caso rami, fiori, pietre, ragazze che non si lasciano afferrare e scrive agli amici storie sbilenche e struggenti come ondate di mare nei giardini, racconti di Francesi che si incazzano per il mondiale… Storie perdute tra le pinete in Portogallo, squarci di vita che si propaga dall’ombra dei vicoli intorno a Calle Verde e poi si irradia di luce […]”.
Nell’atmosfera di Siviglia, città che ha davanti a sé l’Atlantico con uno splendore di sensuale indolenza nei profumi e nei colori, Federico ci parla dei suoi coinquilini e delle scorribande nei locali con gli altri studenti stranieri, racconta le feste finniche in discoteca, le sfide da goliardi “a chi magna dappiù” (p. 84), il suo non perdere neanche un’occasione per ricordare – fiero delle sue “augustissime origini” (p. 29) – chi ha vinto il mondiale. Read the rest of this entry »
In viaggio… tra le righe – Cronache da Siviglia
In our books on Aprile 18, 2009 at 3:38 pm
La letteratura di viaggio (e non da viaggio che è tutta un’altra cosa) è sempre stata una porzione del settore che ha interessato principalmente i viaggiatori indefessi, o i sognatori: coloro che non potendo permettersi di mollare tutto e andarsene in giro per il mondo, riescono a costruirsi i loro viaggi, volando con la fantasia, laddove i piedi o il portafoglio non possono arrivare.
Altra cosa le guide turistiche, unico mezzo di sopravvivenza nei luoghi lontani.
Eppure bisognerebbe ascrivere alle categorie sopra menzionate, un altro tipo ancora di letteratura di viaggio: quella dove il viaggio avviene più o meno dichiaratamente tra le righe, dove la cronaca è quella del viaggio personale, dove le esperienze raccontate sono quelle di vita vissuta dall’autore stesso.
Mi sono capitati tra le mani proprio due libri, nell’ultimo periodo, che mi hanno fatto riflettere proprio su questa tipologia alternativa di letteratura di viaggio. Read the rest of this entry »
Il carnevale di Cadice – 2 -
In la gazza andalusa on Marzo 2, 2009 at 9:29 amCi furono vari tentativi, nel tempo, di mettere le briglie a questo carnevale, che però non si lasciò regolamentare. Un documento antico che riporta una protesta di benpensanti, per esempio, se la prende con l’abitudine dei gaditani di tirare, durante Carnevale, il saquillo, un involto pieno di legumi, sulla testa dei passanti: immagino dei più ricchi e perbene. In un giornale gaditano dell’’800 si diceva, sempre a proposito del Carnevale appena trascorso: “Le donne erano in rivolta: il diavolo scorrazzava liberamente.”
Al tempo della guerra civile, nel 1937, Franco cancellò e proibì con un decreto il Carnevale in tutta la Spagna. Mi dicono le mie amiche che vissero durante il franchismo, che a Cadice e nei pueblos della provincia, come Conil, alcuni, particolarmente dotati di picardía (per capire il significato di questo termine, basta far riferimento all’espressione “romanzo picaresco”) e di ironía, actuaban velocemente, per disperdersi quando qualcuno li avvertiva che stava arrivando la Guardia Civil.
Per un decennio il franchismo cercò, sebbene inutilmente, di cancellare persino la memoria del Carnevale. Read the rest of this entry »
Venerdì, da Melbookstore, in via Nazionale, a Roma
In our books on Febbraio 25, 2009 at 10:11 pmalle ore 18:30 minuto-più-minuto-meno
è lieta* di
presentare
Cronache da Siviglia
di Federico di Vita

Interverranno, oltre all’autore:
Adriano Ercolani (critico letterario)
Gabriele Geri (attore) > forse
Maria Lina Pirone (attrice)
Stefano Milani (giornalista)
[VENERDI'27Febbraio18:30 MELBOOKSTOREViaNazionale254ROMA]
Il carnevale di Cadice – 1 -
In la gazza andalusa on Febbraio 23, 2009 at 1:34 pmDa molto tempo ho voglia di scrivere per il blog qualcosa sul Carnevale di Cadice. È un mobilissimo e grande carnevale: secondo molti, con quello pur assai diverso di Santa Cruz de Tenerife (Canarie), è al secondo posto nel mondo, subito dopo il Carnevale di Rio de Janeiro. Ma è proprio difficile parlarne, è un argomento complicatissimo. Per quest’anno darò alcune informazioni basilari; mi impegno, per l’anno prossimo, a scrivere resoconti più completi e vissuti.
Il Carnevale di Cádiz, oggi, è diverso da quello di Venezia e da molti altri a cui va la nostra mente. Quando sono stata nelle strade di Cádiz, fra la folla che festeggiava, ho visto poche persone adulte mascherate: certamente ci sono occasioni – balli e feste – in cui tutti si camuffano, ma la parte più originale e significativa non è costituita dalle maschere, ma dalle actuaciones. Si tratta brevi spettacoli con parole e canti, che si tengono nelle strade e nel Teatro Falla. Non sono professionisti, quelli che actuan (che si esibiscono), dopo aver composto testi e musiche: sono in genere gruppi di cittadini – uniti per attività professionale, per amicizia, per età, per interessi comuni – che lavorano tutto l’anno a scrivere parole e musiche, a imparare il repertorio, a provare insieme. Read the rest of this entry »
Educazione e potere, l’arroganza dei vescovi
In la gazza andalusa on Febbraio 11, 2009 at 9:44 amNel 2006, il primo governo Zapatero ha varato la Ley Orgánica de Educación (LOE), che fra l’altro introduceva nella scuola spagnola una nuova materia – si è deciso che fosse un insegnamento specifico, con il suo monte-ore e i suoi programmi, non un’insegnamento trasversale che avrebbe potuto venire facilmente eluso -: l’Educación para la Ciudadanía y los Derechos Humanos (per una sintesi particolareggiata di quest’argomento, clicca qui).
Perché il lettore si orienti, è necessario che sia informato sulla durata dei diversi gradi d’istruzione e sui diversi tipi di scuola che ci sono in Spagna. La scuola obbligatoria dura da 6 a 16 anni e si divide in Primaria (i primi 6 anni) e Secondaria (i successivi 4 anni). Poi c’è il bachillerato, per l’accesso all’università, o, in alternativa, varie offerte di Formación Profesional; l’Educación para la ciudadaniá riguarda solo i dieci anni di scuola obbligatoria. Inoltre in Spagna ci sono scuole di tre tipi: públicas, il cui funzionamento è in mano al Ministero dell’Istruzione e alle Comunidades concertadas, costituite da istituti di diverso tipo, di fatto per lo più religiosi, a gestione privata, ma sostenuti con fondi pubblici, con l’obbligo, però, di sottostare a leggi e controlli dello stato; e infine escuelas privadas, sostenute completamente dalle rette molto alte pagate dagli studenti, che riescono a sfuggire in parte alle regole dello stato laico. Read the rest of this entry »
Testamenti vitali in Spagna e riflessioni sui fatti italiani
In la gazza andalusa on Febbraio 7, 2009 at 10:11 pmIn Spagna c’è un Testamento vital (l’equivalente del nostro testamento biologico) varato dalla Conferencia Episcopal, che è il livello gerarchico più alto della Chiesa cattolica e rappresenta naturalmente il Vaticano. Certo, molto sommario rispetto ai modelli “laici” presenti nelle diverse Comunidades (che sono regioni con marcata autonomia), su cui darò indicazioni in seguito. E tuttavia, se i vescovi l’avessero varato in Italia, certe crudelissime persecuzioni, unite a minacce alla democrazia, avrebbero trovato più difficoltà a farsi strada. Tra l’altro questo testamento steso dai vescovi spagnoli declina:
“Chiedo che se, a causa della mia malattia, giungessi a trovarmi in una situazione critica irreversibile, non mi si mantenga in vita per mezzo di trattamenti sproporzionati o straordinari; che non mi si applichi l’eutanasia attiva, ma neppure che mi si prolunghi in modo abusivo e irrazionale il processo che mi condurrà alla morte; che mi si somministrino le medicine adeguate per calmare il dolore.” Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia: “Ho finito ora di leggerlo, è lucente!”
In our books on Gennaio 20, 2009 at 11:26 am
Lo scorso mese, con i giudizi dei giurati del “Premio Calvino” su Interno con rivoluzione, abbiamo cominciato a recuperare sul blog testimonianze sotterranee sui nostri libri: giudizi, commenti, pareri, consigli dati quando ancora questi erano in forma di bozze. Qui sotto riportiamo la lettera che Maria Laura Bufano scrisse a Federico di Vita dopo aver letto per la prima volta le bozze di Cronache da Siviglia.
****
Ho finito ora di leggerlo. È lucente!
E non si riesce a lasciarlo prima di aver letto l’ultima pagina.
Se in quello che dico non ho capito qualcosa, non ti preoccupare: verificalo con altri. Io ho davvero problemi di comprensione dei testi. Può darsi comunque che ti sia utile in ogni modo.
I capitoli che raccontano di Siviglia, degli amici, di qualche altro luogo sono seguiti da messaggi tuoi e di una ragazza: è una ragazza vera, lontana? È una “Sintesi” delle ragazze che hai amato o vorresti aver amato? Della stranezza della donna? Si fonde alla fine o in alcuni momenti con Viola? Read the rest of this entry »
POETI DI AL-ALDALÚS – 2 -
In la gazza andalusa, poesia on Dicembre 10, 2008 at 9:26 amIl più famoso amante-poeta della Spagna araba
Nel 1867 Adolfo Federico de Schack, nel libro tradotto da Juan Valera (ho accennato a questa “catena” letteraria nel precedente articolo), diceva così: “Se l’interesse che si è recentemente svegliato nei confronti della letteratura provenzale si applicasse anche a quella arabo-ispanica, e si facessero pubblicazioni e traduzioni della vita e degli scritti dei poeti andalusi, giungeremmo al dovuto riconoscimento di un memorabile periodo della cultura europea. Non credo che mi accechi una spropositata predilezione nell’assicurare che la poesia dei musulmani spagnoli, nonostante tutte le sue manchevolezze, è molto superiore a quella dei ‘trovatori’ provenzali, per la profondità dei sentimenti e la ricchezza e lo splendore delle immagini, mentre il suo valore e i suoi contenuti storici non sono affatto inferiori. Certamente, a stento si può sperare che questo vuoto nella storia generale della letteratura si riempia al più presto, quando si prende in considerazione la pigrizia che affligge gli orientalisti. Il presente lavoro non è nulla più che un tentativo, un invito a compiere un’impresa tanto grande, che per portarla a termine forse non basterebbe tutta la vita di un uomo. Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia: raccontare con ironia il proprio viaggio Erasmus
In our books on Dicembre 4, 2008 at 12:53 am
Roma, 24 novembre 2008 – Sabato sera a “Scrivere perché”, rassegna di giovani scrittori emergenti, nella libreria Nero su Bianco a Trastevere, è stato presentato Cronache da Siviglia, del venticinquenne Federico di Vita. Dal libro, edito da Round Robin, è stata tratta una performance teatrale che probabilmente verrà riproposta prossimamente. Nato da uno spunto autobiografico, il racconto si snoda sui passi di un viaggio Erasmus compiuto dal giovane scrittore. I testi sono cronache per l’appunto, della incantevole città andalusa, che rimane ancorata al cuore di Di Vita così come alla pagina scritta, intervallati però, come in una sorta di controcanto, da un dialogo epistolare, da una corrispondenza amorosa tra un lui e una lei mai nominati, in modo che ognuno possa vederci quello che crede. L’idea da cui scaturisce il romanzo è allora quella di raccogliere in maniera ordinata le divertenti mail che il giovane scrittore inviava di settimana in settimana agli amici più cari durante il viaggio, raccontando la sua avventura. Rimangono stralci di vita vissuta sorretti costantemente da una leggerezza e da una ironia singolari. Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia su Cremonaonline
In our books on Dicembre 1, 2008 at 6:14 pm
«Questa città mi ha accolto con una giornata di maggio in gennaio e con un giardino di maioliche, palme e aranci carichi di frutta, sono cose che uno ricorda. La strada entra in una realtà più antica e solida, sono felice: è un viaggio verso sud». Sono e-mail reali i capitoli di Cronache da Siviglia di Federico di Vita: il giovane studente universitario, in Erasmus nella città andalusa, ha raccontato la sua esperienza di settimana in settimana ai suoi amici più cari. Come un trovatore dei nostri giorni, vaga per le strade della città, raccogliendo pietre, scorci, pensieri, ragazze che non si lasciano afferrare e descrive i suoi nuovi passi in storie a tratti ironiche e sbilenche, a tratti profondamente emotive, struggenti. Squarci di vita che si propaga dall’ombra dei vicoli intorno a Calle Verde ai colori di spazi aperti in cui Siviglia si irradia di luce. Parallelamente alle cronache, un dialogo epistolare tra l’autore e una ragazza o tra l’autore e la città stessa, in passi lirici il cui enigma affascina e rapisce: «salutarti – si legge in uno di tali passi – è interrompere un momento che non avrebbe nessuna voglia di essere interrotto, è come spezzare un filo, anzi no: è come piegarlo e tenerlo in mano per ritrovarlo la volta successiva».
Fonte: Cremonaonline – Cultura
Intervista a Maria Laura Bufano
In interviste on Novembre 28, 2008 at 3:18 pm
La fiera della piccola e media editoria “Più Libri più Liberi” di Roma è vicina, ed io vi propongo oggi una nuova intervista. A parlare è Maria Laura Bufano, autrice Round Robin con il suo romanzo “Interno con rivoluzione“.
Prima di cominciare, iniziamo con le presentazioni: chi è Maria Laura Bufano?
Ho insegnato italiano e latino in un liceo di Bergamo. Ora sono in pensione. Ho due figli, una nuora, un nipotino: vivono tutti a Barcellona. Ho scritto varie cose, fra cui due romanzi, entrambi entrati come finalisti del premio Calvino, in anni diversi.
Vivo a Conil de la Frontera, in provincia di Cadice. Ho cambiato cielo – dalla Lombardia all’Andalusia – due anni fa. Questa scelta non è stata certo dettata da un proposito di vacanza perenne. Ho sempre pensato che non abbia senso vivere per tutta la vita nello stesso posto. Non so fare la turista e i paesaggi e i monumenti e le città mi incantano, ma molto meno delle persone, e un po’ mi disorientano. Stare in un posto che non si conosceva bene prima di andarci, entrare nella vita degli altri, è certamente una sfida che rende più vitali, più forti nell’affrontare anche le difficoltà personali, dà la sensazione di essere più liberi. Avrei fatto questa scelta anni fa, se avessi potuto. Ma i figli studiavano e non era possibile, per ragioni pratiche… Read the rest of this entry »
ehi, dove andate? sabato c’è la presentazione! la presentazione!!!
In our books on Novembre 20, 2008 at 11:22 am
Sabato 22 novembre alle ore 19:00 presso la libreria Nero su bianco a Piazza San Cosimato 16 (Trastevere, Roma) si terrà una conviviale presentazione dell’ormai a voi noto Cronache da Siviglia, ma sarà una cosa carina eh, dunque venite, ci saranno anche fiumi di vino senza contare la possibilità di parlare liberamente del libro, con l’autore, con un critico, con Vierone (futuro noto attore) dandosi tutto un tono da scanzonati intellettuali anni ‘60, ma anche no…
.
.
Interverranno, di sicuro:
> Lugi Politano, editore Round Robin editrice
> Andrea Caterini, critico letterario
> Gabriele Geri, attore
> Federico di Vita, l’autore
> il vino
e, forse, altri… ci vediamo sabato!
Cronache da Siviglia, la parabola universale dell’esperienza Erasmus.
(Margherita Mangione)
POETI DI AL-ALDALÚS – 1 –
In la gazza andalusa, poesia on Novembre 19, 2008 at 11:13 amI versi di un emiro nostalgico e quelli di un re sfortunato
Abd-ar-Rahman nacque a Damasco da nobile famiglia; in seguito a scontri e a fughe dai persecutori abbasidi, attraverso il Maghreb, giunse nella Spagna araba e, dopo avventure e lotte, divenne il primo emiro indipendente di Cordova, dove regnò a lungo (756-788), e iniziò la costruzione della splendida moschea. Tenne con sé cantori, musicisti e poeti, e fra questi una cantante e suonatrice di laùd, la schiava Achfa. La leggenda vuole che tutte le palme di Spagna siano figlie di un’unica madre, una palma che Abd-ar-Rahman aveva portato dalla lontana Siria e piantato con le sue mani nel giardino del suo palazzo.
La poesia che segue, da lui composta, è dedicata appunto a una palma:
Alla palma
Anche tu, o palma, sei straniera su questo suolo!
Piangi, dunque! Ma, essendo muta, come puoi piangere il mio dolore?
Tu non senti, come io sento, la sofferenza della lontananza.
Se tu potessi sentire, verseresti amare lacrime.
Alle tue sorelle d’Oriente manderesti i tuoi tristi lamenti,
alle palme che l’Eufrate irriga con le sue acque trasparenti.
Ma per te dimenticanza e ricordo sono lo stesso:
della patria da cui Abbas e il Fato avverso mi trattengono lontano. Read the rest of this entry »
Un viaggio lungo un sogno
In our books on Novembre 16, 2008 at 12:08 am
Queste ultime parole fuggono via come farfalle. La luna d’estate nascosta nelle vele tra i palazzi o il freddo sguardo di un’inglese sgusciano ugualmente inafferrabili. E allora sarà bene che io smetta il tentativo di pescarle. Quello che rimane lo stringo tra le mani come una conchiglia, dentro si sente l’eco di Siviglia. Lo porterò con me tra le città, almeno per un po’.
La Spagna, l’Andalusia, Sevilla. E’ in questa città arabeggiante, piena di giardini che entrano nell’anima, di vicoli, di tapas, di parole pronunciate senza la classica “s” riecheggiante nella mente del resto del mondo quando si pensa alla Spagna, bagnata dalle fredde acque dell’Atlantico, che è ambientato Cronache da Siviglia, trasposizione letteraria dell’erasmus di Federico di Vita. La città rappresentata dalla Giralda, dal Guadalquivir, dalle edicole ornate con i santi, dove la settimana lavorativa e studentesca termina il venerdì. Read the rest of this entry »
Il rapporto fra la popolazione maggioritaria – gagé/payos – e la minoranza sinta e romaní in Spagna e in Italia
In la gazza andalusa, rred - approfondimenti on Novembre 5, 2008 at 3:37 pmPropongo questa volta un resoconto provvisorio e sicuramente molto imperfetto sui rapporti fra la minoranza sinti e rom e la maggioranza dei gagé: in Spagna e in Italia. Non sono antropologa né sociologa, anche per questo la mia proposta è un’approssimazione assolutamente non professionale e potrà contenere errori e sarà di sicuro assai incompleta, a partire dalla bibliografia cui faccio riferimento. Ho lasciato da parte, comunque, i dubbi su me stessa e sulla legittimità dell’operazione, e ho raccolto in un ragionamento le informazioni di cui disponevo, che – di questo ero sicura – non andavano disperse. Infatti mi è sembrato, dopo aver letto, da non specialista, diversi saggi, e raccolto in vario modo dati e storie, che fosse “obbligatorio” organizzare questi elementi in una proposta di confronto che mi pare attualmente manchi fra i due paesi, e che qualcuno potrebbe riprendere e approfondire in modo più esauriente, scientifico e professionale.
Anche sotto questo profilo la Spagna e l’Italia, per tanti aspetti, nel bene e nel male, nazioni sorelle, oggi divergono. È utile, credo, interrogarsi su queste divergenze, sui motivi che le hanno determinate: probabilmente non è possibile trovare risposte esaurienti a certe manifestazioni della follia umana, e neppure a quelle di ragionevole mitezza che paiono talvolta germogliare d’improvviso. Ma non importa: quel che forse conta è proprio porsi le domande. Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia – ANSA
In our books on Ottobre 20, 2008 at 3:10 pm
L’ERASMUS ANDALUSO DI FEDERICO DI VITA TRA IRONIA E POESIA
(NOTIZIARIO LIBRI) (ANSA) – ROMA, 17 OTT – FEDERICO DI VITA – CRONACHE DA SIVIGLIA (ROUND ROBIN – PAG. 155 – 12,00 EURO) - «Questa città mi ha accolto con una giornata di maggio in gennaio e con un giardino di maioliche, palme e aranci carichi di frutta, sono cose che uno ricorda. La strada entra in una realtà più antica e solida, sono felice: è un viaggio verso sud». Sono e-mail reali i capitoli di “Cronache da Siviglia” di Federico di Vita: il giovane studente universitario, in Erasmus nella città andalusa, ha raccontato la sua esperienza di settimana in settimana ai suoi amici più cari. Come un trovatore dei nostri giorni, vaga per le strade della città, raccogliendo pietre, scorci, pensieri, ragazze che non si lasciano afferrare e descrive i suoi nuovi passi in storie a tratti ironiche e sbilenche, a tratti profondamente emotive, struggenti. Read the rest of this entry »
Memoria storica e invenzione: due romanzi
In la gazza andalusa on Ottobre 1, 2008 at 9:02 amFran, l’amico di Siviglia di cui ho parlato nel precedente articolo, nel raccontarmi dell’opposizione al franchismo che serpeggiava nelle scuole superiori e nelle università spagnole negli ultimi anni di vita del dittatore, mi disse anche che lui e i suoi compagni di studi e di lotte leggevano negli anni Sessanta-Settanta i grandi narratori latino-americani, come segno di opposizione al regime. Procurava quei testi un libraio di fiducia e che si fidava a sua volta di loro: era abbastanza facile eludere la censura, poiché le autorità e la stessa guardia civile che, essendo molto ignoranti e non avendo mai sentito parlare di quegli autori, pensavano che fossero del tutto insignificanti.
Mi sono chiesta più volte se alcuni degli scrittori spagnoli più importanti di questi anni si siano formati, almeno in gran parte, leggendo i latino-americani. Se così fosse, in parte si spiegherebbe perché in Spagna di crisi del romanzo si sia parlato molto meno che da noi; e perché vengano tuttora scritti tanti romanzi di ampio respiro, che nascono già come “classici”, o almeno non danno l’impressione di cose destinate a finire presto nel dimenticatoio. Read the rest of this entry »
Memoria storica in Spagna – 2 -
In la gazza andalusa on Settembre 23, 2008 at 10:47 pmLa transizione dalla dittatura alla democrazia in Spagna è avvenuta in modo “dolce”: almeno per quelli non direttamente colpiti dalla guerra civile e dalla dittatura franchista. Il re Juan Carlos, che pareva durante il franchismo una figura sbiadita, quando ebbe in mano il potere, guidò il paese verso la democrazia. C’è in verità chi mette in dubbio i meriti storici di Juan Carlos in relazione al tentativo di colpo di stato del 1981. Un amico di Siviglia, Fran, mi ha raccontato: “Io negli ultimi anni del franchismo frequentavo l’università. Si era formata una vasta rete di oppositori: nelle università, fra i lavoratori, dove erano vive organizzazioni sindacali e politiche di sinistra, naturalmente illegali… Io da studente ero antifranchista. Era rischioso, se ti prendevano la passavi brutta: soprattutto negli ultimi tempi Franco aveva indurito le pene per gli oppositori. Il franchismo non cessò per opera del re Juan Carlos, ma perché c’era già una lotta diffusa contro il regime, di cui il re dovette tener conto, anche se per puro opportunismo…”. Read the rest of this entry »
Spettacolo di presentazione di Cronache da Siviglia
In our books on Settembre 23, 2008 at 4:54 pmLa Round Robin editrice è lieta di invitarvi al Teatro Petrolini (Via Rubattino 5, Roma) per spettacolo di presentazione di Cronache da Siviglia di Federico di Vita. La performance si terrà venerdì 3 ottobre 2008 alle ore 20:45 e verrà replicata la sera stessa alle 22:15.
Interpreti: Gabriele Geri e Maya Pirone. Musica: Andrea Belli (voce). Franco Pietropaoli (chitarra).
Ingresso 12€ (libro & spettacolo).
Cronache da Siviglia - intervista a Federico di Vita
In interviste on Settembre 18, 2008 at 7:00 pm
“Una città bellissima”, sembra esultare in molti stralci la tua voce. Dov’è Siviglia? E come la guarda negli occhi un romano?
Sta in quel rigonfiamento del continente giù, in basso a sinistra, quella specie pancia che si chiama Andalusia. Ventre fecondo, ampolla fertile e materna, talamo su cui l’Europa si è unita all’Africa, fisicamente, nelle ere geologiche, e poi culturalmente, grazie agli innesti della cultura araba. Sono cose ovvie queste che ti dico, ma il bello, la meraviglia quando arrivi in questi posti – meraviglia che contagia anche chi viene dall’Italia, da Roma, stupore capace di travolgere persone abituate alle stratificazioni architettoniche, alla bellezza – dipende proprio, ancora oggi, da questo vitale contatto. Da questa fecondazione, da questa continua gestazione. Mi ricordo perfettamente la luce che inondava le vie strettissime e poi, proprio ora, mi ritorna in mente un piccolo filmato girato col telefonino da mio vicino di casa, il mio amico Tibault. Inquadrava Calle Archeros fino al punto in cui incrocia Calle Verde, poi saliva fino a riprendere tra le piante rampicanti l’insegna col nome della via formata da maioliche, per poi passare alla via, strettissima, ombre scure e tagli di luce accecante, e infine virare al suo volto: stupito e sorridente. Vivevamo lì. Questo rimane, a un romano, come a un francese o ad un’inglese. Read the rest of this entry »
Il/el culo, il sedere, el trasero
In la gazza andalusa on Settembre 9, 2008 at 10:46 pmDue semisfere (o, in alcuni casi, due quarti di sfera, che, pressati l’uno contro l’altro, formano una quasi semisfera) contraddistinguono l’animale umano e alludono senza dubbio alla sua origine sublime nelle stelle, nei cieli, in corpi celesti di purissima forma. Questa nobile porzione del corpo umano ha in Italia e in Spagna due nomi: in Italia sedere e culo, in Spagna culo e trasero. La parola culo è quindi comune ai due idiomi.
Sono rimasta dolentemente perplessa nel vedere, in luglio, su Repubblica on-line, alcune foto di una manifestazione di statali a Bologna contro il ministro Brunetta. È un vezzo di quelli che sono al potere di questi tempi indire battute di caccia contro gruppi di cittadini, e intanto il popolo si distrae dai loro misfatti passati, presenti e futuri. Nel caso specifico, il gruppo-selvaggina (gli statali di Bologna) hanno tentato di fare del culo e delle mutande strumenti patetici e teneri di lotta (ecco le foto). Read the rest of this entry »
Intervista a Federico di Vita
In interviste on Settembre 2, 2008 at 10:42 am
Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Federico di Vita?
Per ora sono uno che ha venticinque anni… Sono indolente ma a volte ho qualche idea e allora mi accendo, poi mi piace spostarmi, ho una certa indole del viaggiatore. Sono uno studente, ormai spero per poco: dovrei laurearmi a breve in Scienze Umanistiche, alla Sapienza. Poi credo che andrò a lavorare all’estero. Ecco, una cosa certa c’è: sono nervosamente, perdutamente della Roma.
A breve andrà in stampa il tuo primo libro, “Cronache da Siviglia”. Parliamone.
Tra gennaio e luglio del 2007 ho vissuto grazie al progetto Erasmus a Siviglia. All’inizio non pensavo di scrivere un libro. È successo naturalmente e per caso. Read the rest of this entry »
Zapatero, l’immigrazione, l’Europa: ombra e luci
In la gazza andalusa on Luglio 28, 2008 at 9:41 amJavier Mariás, scrittore e giornalista di alto livello, domenica 6 luglio ha pubblicato sul supplemento settimanale de El País un articolo dal titolo La zona fantasma – Con nuestros votos imbeciles, durissimo con il governo socialista – di cui si dichiara elettore – che, dopo qualche resistenza, ha votato nel Parlamento europeo due norme sull’immigrazione volute dalle destre: la prima, che prevede la possibilità di trattenere in centri di accoglienza (o, in mancanza di questi, persino in celle carcerarie) l’immigrato irregolare fino a un massimo di 180 giorni; la seconda, che consente di rimandare indietro i minori, e non necessariamente ai luoghi di provenienza, ma anche ad altri paesi che formalmente garantiscano una sorta di accoglienza. Read the rest of this entry »
La Spagna e l’immigrazione – gli ultimi mesi
In la gazza andalusa on Luglio 23, 2008 at 11:04 amNei primi di aprile si è tenuto a Conil de la Frontera un convegno, Jornadas sobre inmigración – Integración y conflicto cultural. È intervenuto, fra gli altri, Manuel Peréz Yruela, direttore dell’“Istituto di studi sociali avanzati d’Andalusia” (IESA). Secondo lui, era sorprendente che la Spagna, non abituata ad accogliere immigrati (negli anni ’90 ne ospitava solo un milione), avesse negli ultimi anni inglobato più di 4 milioni di “regolari” – circa il 10% della popolazione complessiva; primo posto dell’Unione Europea per numero di immigrati – senza che al suo interno nascessero spinte xenofobe maggioritarie. E ciò, aggiungo io, pur dopo la tremenda strage compiuta nella stazione di Atocha di Madrid l’11 marzo 2004 dai terroristi islamisti, che provocò 200 morti.. Read the rest of this entry »
Zapatero, un po’ più di cento giorni
In la gazza andalusa on Luglio 16, 2008 at 9:32 amSull’Espresso del 3 luglio è uscito un articolo dal titolo Febbre Zapatero, di Emanuele Giusto, che parla di governo socialista spagnolo in affanno e di netto calo della popolarità del presidente. Sull’Unità, in un articolo pubblicato l’8 luglio – Zapatero, un premier senza paura -, Luigi Bonanate sostiene che il governo socialista “va a gonfie vele”.
Difficile condividere rappresentazioni così lineari di quel che sta accadendo nel paese in cui vivo. La situazione ha molte sfumature che a mio parere non consentono una lettura univoca.
È indubbio che il dibattito politico sia incentrato in Spagna, in questo periodo, sull’economia. Rajoy, leader seriosissimo del Pardido Popular, ha continuato a dire per settimane: “Il signor Zapatero deve riconoscere che questa che sta attraversando l’economia spagnola è una crisi”. Zapatero rispondeva: “Abbiamo serie difficoltà soprattutto nel settore immobiliare. La Spagna tuttavia se la passa meglio del resto d’Europa. Il signor Rajoy pone questione nominalistiche.” E ricordava i provvedimenti presi dal suo governo precedente: 2500 euro per la nascita di un figlio (ha interessato fino a ora 390.000 famiglie), aiuti per l’affitto della casa, soprattutto per i giovani ecc. E continua a dichiarare che non saranno tagliati i servizi sociali e gli appoggi per i più deboli (disoccupati ecc.), pur se è previsto il blocco del 70% dell’offerta di impiego pubblico per il 2009. Ieri, 10 luglio, finalmente Zapatero ha parlato di “crisi”, ma non pare che ciò abbia sortito effetti magici per l’economia spagnola. Read the rest of this entry »
La feria del Colorado
In la gazza andalusa on Luglio 9, 2008 at 10:11 amUna mattina di giugno, mi ha telefonato la mia amica Carmen, una chica molto bella di un po’ più di cinquant’anni, però ne dimostra quindici di meno. Capelli nerissimi, si considera testimonianza vivente dell’antica dominazione araba. Mi ha chiamato per chiedermi se andavo con lei alla feria del Colorado. Il mio umore non era buono, avevo la tentazione di restarmene in casa, ma mi sono fatta forza e le ho detto di sì. Tutti sanno che cos’è in Spagna una feria. Quanto al Colorado, si tratta di una frazione di Conil, lontana qualche chilometro dal centro del pueblo.
Penso che quando ci sono queste ferias, a Siviglia come in altre città e in piccoli centri e addirittura in frazioni ancora più piccole, chi arriva da fuori resti impressionato non tanto dai balli che si protraggono per tutta la notte nelle casetas di tela montate negli spazi appositi, ma dalla miriade di donne che, indossando flamencas di ogni colore e disegno, percorrono le vie della città o del paese, andando nella stessa direzione: donne di tutte le età, dalle neonate ancora pelate, che non sanno camminare, a cui hanno messo in testa una fascia che regge una rosa e magari ai piedi minuscole scarpette rosse con i tacones, e se ne stanno in passeggino a guardarsi i piedi così camuffati, fino alle signore di ottantacinque anni. Read the rest of this entry »
AL-ÁNDALUS E DINTORNI – Poesia d’amore arabo-andalusa
In la gazza andalusa, poesia on Luglio 1, 2008 at 9:20 pm
Raccontando di Al-Ándalus, ho parlato assai poco di monumenti e paesaggi, su cui è facile trovare informazioni su guide turistiche, libri specialistici ecc.
Ci sono invece cose che sono parte costitutiva nella storia di queste terre, ma quasi mai giungono all’orecchio dei viaggiatori che percorrono l’Andalusia in lungo e in largo. È difficile per chi non sia uno studioso sentir parlare della grande poesia arabo-andalusa (intrecciata con quella ebraica e cristiana): un immenso movimento – o meglio un fascio di movimenti e di singole individualità -, che ha attraversato i secoli. I canti d’amore la fanno da padroni, spesso accompagnati dalla musica – quindi destinati a banchetti e ad altri momenti di vita sociale -: celebrano l’amore sensualissimo e l’amore spirituale e sublimato, legato, quest’ultimo, per lo più, alle correnti mistiche del sufismo. Read the rest of this entry »
AL-ÁNDALUS E DINTORNI – Alfonso el Sabio e Ibn Arabi
In la gazza andalusa on Giugno 25, 2008 at 12:25 amIl re cristiano Alfonso X el Sabio è in Spagna un mito, un po’ come in Italia, specialmente in Puglia, lo era l’imperatore Federico II di Svevia. Alfonso X guidò la riconquista di Cadice e di altre città dell’Andalusia; poi, fra il 1252 e il 1284, fu re di Leon e di Castiglia. Pur riconquistatore, favorì davvero l’incontro e lo scambio fra le tre culture, fondando la Escuela de traductores di Toledo, che ebbe il compito di diffondere il castigliano (l’attuale spagnolo), ma anche quello di tradurre in latino (e a volte anche in castigliano) importanti opere letterarie, scientifiche, filosofiche soprattutto arabe.
Alla corte di Alfonso X ci capitò come ambasciatore del comune di Firenze Brunetto Latini, maestro di Dante, che, come si sa, dopo che morì, fu cacciato dall’illustre allievo nell’inferno, sotto una pioggia di falde di fuoco. Brunetto Latini doveva forse aver raccontato a Dante di un grande intellettuale di cui si parlava alla corte di Alfonso el Sabio, Abu Bakr Muhammad ibn al-Arabi al-Hatimi al-Ta’i – che chiameremo semplicemente Ibn-Arabi. Read the rest of this entry »
AL-ÁNDALUS E DINTORNI – Il mitico sbarco degli arabi
In la gazza andalusa on Giugno 18, 2008 at 1:32 pmMolti paesi della zona in cui vivo aggiungono al nome la specificazione “de la Frontera”, in ricordo della frontiera che si spostava continuamente durante le guerre di riconquista cristiana dei territori arabi. Nella piazzetta principale di Vejer de la Frontera, un paese bianchissimo e meravigliosamente conservato, che si trova in collina, a meno di dieci chilometri da Conil, si affaccia El Jardín del Califa, un edificio di grande fascino, che ha avuto vari usi nel tempo. Ora al suo interno ci sono un albergo e un ristorante gestiti da spagnoli (anche se i cibi che propongono sono del Marocco e del Libano). Sono completamente arabi, dei secoli X e XI, i depositi di acqua scavati nella roccia, che oggi costituiscono una sala del ristorante con una bella volta di pietra. Dopo la riconquista cristiana (1264) l’edificio fu più volte modificato e ampliato. Read the rest of this entry »
Qualche giorno in Italia
In la gazza andalusa on Giugno 10, 2008 at 11:53 pmA febbraio sono ritornata in Italia, nella ex-mia città lombarda, per una decina di giorni.
Ecco alcune impressioni che ho annotato in quelle sere, quando mi coricavo in casa di amiche. Riprendo quegli appunti senza modificarli con il senno di poi.
Un’umanità, quella della ex-mia città, che si va chiudendo: in bunker. Necessari? Gli immigrati sono qui più cattivi che in Spagna? O sono gli indigeni che rendono con la loro diffidenza più selvaggi i rapporti? Ma non voglio oggi ragionare in chiave sociologica. Read the rest of this entry »
Zapatero
In la gazza andalusa on Giugno 4, 2008 at 10:57 amJuan Rodriguez Zapatero vinse per la prima volta le elezioni all’indomani dell’attentato della stazione di Atocha (Madrid, 11 marzo 2004) in cui persero la vita quasi 200 persone e altre 2000 furono ferite. Molti dissero che la vittoria di Zp era la punizione inflitta dall’elettorato a José Maria Aznar, allora premier e leader del Partido Popular, che aveva cercato di rafforzare con mezzi sleali l’idea che lo spaventoso attentato fosse opera dell’ETA e non, come presto si seppe, di terroristi islamisti che facevano riferimento ad Al Quaeda. Read the rest of this entry »
Il mio trasferimento, con libri
In la gazza andalusa on Maggio 28, 2008 at 1:37 amEro stata un’insegnante felice. Andai in pensione nel 2000 e l’estate di quell’anno venni per la prima volta in questo paese dell’Andalusia, con i miei figli, con cui non facevo vacanza da un secolo. Dopo ritornai a Conil spesso, talvolta anche d’autunno o d’inverno, se ero molto arrabbiata.
L’estate del 2006 decisi d’un tratto che sarei venuta a vivere qui al più presto: mi diedi il tempo di smontare una casa che avevamo abitato per quasi quarant’anni. Non fu una decisione né festosa né triste, sicuramente smaniosa. Non era certo la voglia di una vacanza perpetua nel paesaggio oceanico: i paesaggi di per sé mi fanno sentire fuori posto e persino colpevole, ho bisogno di trovare nelle persone un pretesto che mi legittimi a vivere. Read the rest of this entry »
da Conil
In la gazza andalusa on Maggio 21, 2008 at 11:17 amDa un anno e mezzo vivo a Conil de la Frontera, in provincia di Cadice. Un’altra volta racconterò di questa mia decisione. Ora, invece, qualche informazione su quest’angolo di terra andalusa. È un paese di ventimila abitanti, sull’Oceano Atlantico. In questa zona si sono succeduti fenici, romani, visigoti, arabi… Il centro storico è bianco. La riconquista da parte dei cristiani avvenne nel XIII secolo, più di duecento anni prima della caduta di Granada. Ci sono segni del passato feudale: soprattutto la torre di Guzman, abbastanza vicina al mare. Read the rest of this entry »

