Posts contrassegnato dai tag ‘Roma’
Sticazzi
In провокация on Ottobre 12, 2009 at 12:54 am
Sticàzzi /sti’kattsi/ o ’sti cazzi [comp. di 'sti, questi, e cazzi, peni] inter. • fam. dial. rom. inim. Esprime schietto disinteresse, naturale e leggera indifferenza, distacco e sim.: Pronto casa Stichizzi? No. — | Ho comprato delle pere! — | Oltre a essere un’esclamazione sticazzi assurge a livello filosofico in quanto capace di dare forma definitiva alla placida noncuranza, tipica e genuina espressione del punto di vista del romano, Read the rest of this entry »
Trastevere >>> Roma >>> Piazza Mastai >>>
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 23, 2009 at 9:26 amLa Round Robin
presente
con un proprio-proprio stand
stand StAnD STAND
Dal 21al31maggio2009, a Piazza Mastai,
Trastevere
Roma

(e vedete da venì, eh!)
razza de pelandroni…
[aò]
Intervista
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 1, 2009 at 12:40 amAvevo consigliato questo vecchio film di Fellini ad un amico. Perché c’era la scena del tram. La scena, mi ricordavo, in cui Fellini ragazzo con il tram andava a Cinecittà. E parlavo di questa scena, gliene parlavo l’altra sera, come di una scena, come di una lezione di cinema, dove il cinema, proprio lo schermo, è il vetro del tram. La lezione di cinema avviene guardando attraverso questo vetro, la finestra del tram (lo so, lo so… avete capito). Mi ricordavo di una scena in particolare, in cui dal tram Fellini giovane (Sergio Rubini) vedeva una cascata così vicina e vaporosa da bagnare le stesse finestre del veicolo, o forse bagnare addirittura i viaggiatori. Poi mi è venuto il dubbio di avere esagerato a parlare al mio amico di questo film e di questa scena in questo modo, di avergli anzi finanche consigliato il film quasi rimproverandolo per non averlo inserito in un libro che ha scritto, proprio sui tram a Roma. Libro nel quale cita come esempio – per lui la particolarità del tram è che possiede questa peculiare capacità narrativa, questa dote di connettere persone e luoghi, di attraversare storie – e cita, come esempio, dicevo, un film con una certa scena di Aldo Fabrizi, sempre a Roma. Ma come – gli dicevo – ma c’hai messo quello e nemmeno una parola su Intervista?! Read the rest of this entry »
Venerdì, da Melbookstore, in via Nazionale, a Roma
In our books on Febbraio 25, 2009 at 10:11 pmalle ore 18:30 minuto-più-minuto-meno
è lieta* di
presentare
Cronache da Siviglia
di Federico di Vita

Interverranno, oltre all’autore:
Adriano Ercolani (critico letterario)
Gabriele Geri (attore) > forse
Maria Lina Pirone (attrice)
Stefano Milani (giornalista)
[VENERDI'27Febbraio18:30 MELBOOKSTOREViaNazionale254ROMA]
Il trasloco
In our books on Febbraio 17, 2009 at 10:10 amProssimamente per la Round Robin editrice uscirà Il trasloco, di Tommaso di Francesco. Romanzo in epigrammi sulla storia del mitico quotidiano comunista il manifesto.

Il manifesto, quotidiano comunista, è stato ed è uno dei luoghi più particolari del giornalismo e della politica italiana. “Una forma originale della politica” lo ha definito Luigi Pintor che ne è stato il fondatore, con una espressione che voleva evocare proprio l’attuale deserto della sinistra. In questo luogo si sono avvicendate almeno quattro generazioni, centinaia di individualità, generi, volontà, passioni, odi e amori, vittorie (poche), sconfitte (tante) e moltissima fatica malripagata. Con tanti ex, dispersi quando non lontani, in altri media, giornali, radio e tv. Prima nell’originario “quintopiano” di Via Tomacelli 146 a Roma, poi nel meglio arredato terzopiano allo stesso numero civico della medesima via bombardato a fine 2000 da un attentato fascista, e ora dopo il trasloco nella più popolare Via Bargoni, praticamente Porta Portese. Ognuno ha scritto il quotidiano ma anche la sua narrazione, la sua interpretazione, ognuno ha svolto il suo lavoro nel collettivo, lasciando un segno indelebile. Read the rest of this entry »
jam session – 8
In racconti (e ultimi round) on Gennaio 25, 2009 at 2:02 amdi Vita/Calvisi
****
…questo fiume cresciuto come il pane sotto una coperta, come una pasta col lievito di birra, come una spuma che monta, come la maionese, come una ferita che si gonfia e si apre e si ingiallisce e sanguina, come il ventre di una donna il biondo Tevere è cresciuto gli ultimi giorni dell’altr’anno. Il fiume Tevere, il fiume di Roma, per via della pioggia. Ogni ora che l’acqua saliva il fiume era più pericoloso e bello, avvolgente come una lunga sciarpa i margini dell’Isola, tagliando in alto l’arco dei ponti, da quello di ferro sembrava di camminare sull’acqua. E l’ultimo giorno ad ogni ora in attesa della piena che per la prima volta avrebbe sconfitto gli sproporzionati argini, la gente, avvertita del pericolo, si assiepava attorno ai muraglioni, avvertita del pericolo sperava, a ben vedere, che il fiume straripasse. La piena è scesa, l’acqua ha rioccupato il consueto letto lasciando i marciapiedi sommersi puliti come non lo erano mai stati. E gli spogli platani fioriti di buste rubate a questo sogno danubiano…
Il giro del mondo in vent’anni
In racconti (e ultimi round) on Dicembre 5, 2008 at 11:57 amHa cominciato a camminare quando, dopo un grave infarto, il medico gli prescrisse venti minuti di camminata tutti i giorni. Cesare Bottoni, professione ristoratore, decise invece di farne novanta di minuti: in vent’anni ha percorso un tragitto pari a due volte il giro del mondo.
Lungo la Cassia, a Roma, lo conoscono in molti, è apparso anche in TV, e ogni tanto scrivono di lui su qualche giornale.
Quando qualcuno gli chiede come fa ad avere tutta questa costanza, Bottoni risponde che una volta che hai cominciato a camminare non riesci più a smettere.
Sui giornali dicono che ci sono delle persone che lo seguono come se fosse una guida spirituale, lo seguono e lo ammirano come un guru. Eppure Bottoni non dispensa regole di vita, non profetizza, semplicemente cammina. Mette un passo davanti all’altro per quindici chilometri tutti i giorni. In effetti questa sua abitudine ha tutta l’aria di una preghiera cinestetica, che non vuole imporre risposte. Non le impone perché non ha grandi filosofie dietro: Bottoni cammina perché gli piace e non vuole morire a cinquant’anni.
Ma c’è proprio tutto questo bisogno di guru? Bottoni è solo una barca a vela. Un’imbarcazione di terra che ha fatto il giro del mondo senza mai muoversi da Roma. Ogni mattina fa rotta lungo la Cassia lentamente:
Con il Rustica nel migliore dei casi viaggiamo a cinque nodi, equivalenti a nove chilometri all’ora, appena più veloci di una camminata di buon passo.
(La saggezza del Mare, Björn Larsson).
Massimo Zanettini
Cronache da Siviglia - intervista a Federico di Vita
In interviste on Settembre 18, 2008 at 7:00 pm
“Una città bellissima”, sembra esultare in molti stralci la tua voce. Dov’è Siviglia? E come la guarda negli occhi un romano?
Sta in quel rigonfiamento del continente giù, in basso a sinistra, quella specie pancia che si chiama Andalusia. Ventre fecondo, ampolla fertile e materna, talamo su cui l’Europa si è unita all’Africa, fisicamente, nelle ere geologiche, e poi culturalmente, grazie agli innesti della cultura araba. Sono cose ovvie queste che ti dico, ma il bello, la meraviglia quando arrivi in questi posti – meraviglia che contagia anche chi viene dall’Italia, da Roma, stupore capace di travolgere persone abituate alle stratificazioni architettoniche, alla bellezza – dipende proprio, ancora oggi, da questo vitale contatto. Da questa fecondazione, da questa continua gestazione. Mi ricordo perfettamente la luce che inondava le vie strettissime e poi, proprio ora, mi ritorna in mente un piccolo filmato girato col telefonino da mio vicino di casa, il mio amico Tibault. Inquadrava Calle Archeros fino al punto in cui incrocia Calle Verde, poi saliva fino a riprendere tra le piante rampicanti l’insegna col nome della via formata da maioliche, per poi passare alla via, strettissima, ombre scure e tagli di luce accecante, e infine virare al suo volto: stupito e sorridente. Vivevamo lì. Questo rimane, a un romano, come a un francese o ad un’inglese. Read the rest of this entry »
