Siamo felici di rendere pubblico sul nostro blog Il mio Marocco, di Maria Laura Bufano. Nel corso di un recente viaggio nel paese maghrebino la nostra Maria Laura ha avuto modo di raccogliere un gran numero di appunti e osservazioni, soprattutto del tipo che si è soliti definire sociale: la nostra autrice ha infatti osservato dall’interno la vita di una famiglia allargata, e le sue sono dunque rilevazioni di natura personale, umana. Frutto del lavoro di Maria Laura è questo “libretto”, come lo chiama lei, che proponiamo qui in forma di lungo post (è il modo più comodo di leggerlo, nel senso che la forma che proponiamo è comoda da essere stampata, soluzione che vista la lunghezza del testo consigliamo). Read the rest of this entry »
Posts contrassegnato dai tag ‘maria laura bufano’
Immigrazione in Spagna e in Italia – 1 -
In la gazza andalusa on Luglio 5, 2009 at 11:56 pmInizio luglio 2009 – Norme sull’immigrazione in Spagna
Inizio luglio 2009 – Norme sull’immigrazione in Italia
Inizio luglio 2009 – I numeri e le percentuali
Come si sa, è stato convertito in legge, dal Parlamento italiano, con voto di fiducia, il decreto sulla sicurezza. In Spagna, in questi stessi giorni, è viva la discussione e la polemica sull’ultima Ley de extranjería (Legge sull’immigrazione) che, approvata dal Governo, andrà, non so quando, in Parlamento (non ci saranno ricatti di voti di fiducia che blocchino la discussione parlamentare e potrà perciò essere ulteriormente emendata).
Prima di ogni altra considerazione, fornisco dati comparativi sulla popolazione spagnola e su quella italiana. Si riferiscono all’anno 2007 e sono tratti da un articolo de El País, e da uno de La Repubblica. Solo per la Spagna dispongo anche di dati più aggiornati. Read the rest of this entry »
Intervista a Juan José
In la gazza andalusa on Giugno 25, 2009 at 11:56 amMediatore culturale che ha lavorato con i rom di Conil
Ho intervistato il giovanissimo Juan José. Lavorava fino a pochi giorni fa come mediatore culturale, si occupava del collettivo dei rom, per conto del Comune di Conil de la Frontera. È stato costretto a lasciare per terminare la facoltà di magistero: “Me encanta la profesión de maestro y también el trabajo de mediator cultural.”
Prima di passare all’intervista sulla sua esperienza con i rom (i “gitani romeni”, di recentissima immigrazione) che vivono a Conil, ricapitolo per il lettore qualche informazione che ho fornito in articoli precedenti.
Romeni immigrati in Spagna negli ultimi anni, fra cui moltissimi rom: 800.000
Numero gitani precedentemente residenti in Spagna: fra 500.000 e 700.000; 250.000 solo in Andalusia.
Conil de la Frontera: pueblo andaluso di 20.000 abitanti, fra cui un numero cospicuo di gitani giunti con precedenti immigrazioni.
M.L. – Quanti sono a Conil i romeni? E di questi quanti sono rom?
J.J.- Il 95 per cento degli immigrati dalla Romania sono rom. Finora hanno chiesto la residenza nel Comune di Conil 63 uomini, 73 donne (compresi anche bambini e bambine). Quelli con cui ho lavorato sono 45 uomini, tra 0 e 60 anni, e 60 donne, tra 0 e 75 anni. Ce ne sono molti non registrati: non conoscono ancora i loro diritti e si spostano in cerca di opportunità migliori di vita.
M.L. – Quando sono arrivati?
J.J. – Da non più di cinque anni, molti più di recente. Read the rest of this entry »
Cattolici ribelli in Spagna – 3
In la gazza andalusa on Giugno 12, 2009 at 12:22 amComunità cristiane tra Spagna e America Latina: intervista a Gesù
Da un bel po’ di tempo vado pensando che la vischiosa visione confessionale (non limpidamente religiosa!) della vita e dei rapporti, tanto diffusa oggi in Italia, dipenda anche dal fatto che nel caso di una vicenda come quella di Beppino Englaro troppi laici si limitino a dire: “La Chiesa faccia il suo mestiere di parlare ai credenti, lo stato laico deve decidere in autonomia”. Nella Spagna di oggi – e forse non solo in Spagna -, di fronte a spettacoli simili a quelli di cui in Italia sono stati protagonisti recentemente (e anche in tempi passati) uomini potenti e ricchi, molti sarebbero entrati pubblicamente nel merito e avrebbero dichiarato che le gerarchie ecclesiali usano continuamente due pesi e due misure: sono feroci con quelli che non hanno potere, cautissime, indulgenti, discrete, problematiche, con i potenti arroganti, pur quando qualche rimprovero non possono proprio fare a meno di muoverlo.
Non solo su vicende quotidiane, ma anche sulle culture religiose, i laici, credenti o no, stentano a entrare nel merito: per esempio, a criticare l’ignoranza in cui vengono lasciati, non per caso, i fedeli dagli stessi ministri di culto. Read the rest of this entry »
“Interno con rivoluzione”: tra Garcia Marquez e Revolutionary road – City
In our books on Giugno 5, 2009 at 3:57 pm
Interno con rivoluzione, di Maria Laura Bufano (Round Robin editrice, pp 360, € 15), narra le vicende di due personaggi di differente origine geografica e sociale: Lidia, pugliese di famiglia laico-borghese, in parte di estrema destra, in parte antifascista; e Paolo, di famiglia proletaria lombarda, con padre fascista e madre comunista. La storia, inizialmente giocata sull’inseguirsi e il crescere dei protagonisti è interamente affidata alla narrazione di lei e si svolge in un arco di tempo compreso fra il 1942 e la primavera del 1973. L’incontro nella città lombarda di F., il crescere delle rispettive personalità sullo sfondo della sezione del PCI e l’immersione nelle battaglie politico-sociali degli anni ‘60 e ‘70 forniscono l’ambiente e le motivazioni incidentali del romanzo. In questo orizzonte si svolgono le travolgenti, toccanti vicissitudini amorose dei due, le fughe, gli inseguimenti, le partenze, i ripensamenti, la nascita dei figli. Traspaiono insieme la forza, la sicurezza di Lidia, e l’aerea essenza di uomo moderno di Paolo, nuova figura di padre capace di curarsi dei figli piccoli senza timore dello scandalo che tali premure avrebbero potuto provocare nell’ambiente dell’epoca.
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Cattolici ribelli in Spagna – 2
In la gazza andalusa on Giugno 1, 2009 at 12:15 amComunità cristiane di base fra Spagna e America latina
Scoprendo il cattolicesimo ribelle in terra di Spagna, di cui ho parlato nel post precedente, mi è parso che il mondo si slargasse, e che pure il cielo diventasse più infinito di com’è. Cerco di spiegare il perché di quest’impressione facendo ricorso anche a un giro di ricordi personali.
Non ebbi in famiglia una vera formazione religiosa. Forse proprio per questo, quando a ventisette anni da Bari mi trasferii a Bergamo – era il ’69 – restai affascinata dal fermento che c’era nel mondo cattolico. I miei compagni pugliesi del Pci mi avevano avvertita: “Vai nell’anticamera del Vaticano, però certo… Milano è vicina, la classe operaia, le lotte operaie…”. Nell’anticamera del Vaticano conobbi il mondo dei credenti e in qualche caso quasi mi dispiaceva non poterlo essere anch’io, credente, quel loro Dio mi era diventato abbastanza simpatico.
Nella mia sezione barese non si era mai parlato di Lettera a una professoressa. Una volta avevo chiesto a un preparatissimo compagno professore universitario di storia che cosa pensasse di don Milani: “Roba da libro cuore”, mi aveva risposto. Avevo peraltro imparato molto – e lo dico senza alcuna ironia – da lui e da quelli come lui: sulla storia del socialismo in Europa, sui limiti delle società con socialismo realizzato, su ciò che era stato lo stalinismo e su tante cose che servivano non solo per rapportarsi al partito, ma anche e soprattutto per leggere il mondo di allora (e pure, attraverso ripensamenti profondi e anche assai traumatici, quello di dopo). Read the rest of this entry »
Cattolici ribelli in Spagna – 1
In la gazza andalusa on Maggio 25, 2009 at 8:54 amQualche settimana fa la stampa spagnola ha dato notizia della rivolta di cattolici – non solo comunità di base, ma anche teologi ed ecclesiastici – alle direttive della gerarchia, soprattutto in materia di libertà di pensiero e di aborto.
In questo mio primo scritto sull’argomento mi limiterò a tradurre/riassumere un articolo de El País del 14 aprile, che dà ampia informazione su tali vicende, riservando una personale riflessione a una seconda puntata.
Come si sa, in questi anni la Conferencia Episcopal ha lanciato crociate contro tutte le leggi laiche del governo socialista: contro il matrimonio gay e il riconoscimento delle coppie di fatto, poi contro la Ley de educación para la ciudadanía, ora si scaglia contro la nuova legge sull’interruzione della gravidanza molto simile alla 194 che c’è in Italia dal 1978 (ricordo che, dal momento in cui è entrata in vigore, per ragioni che non posso spiegare qui, si è ridotto moltissimo il numero delle interruzioni di gravidanza nel nostro paese). Queste sono comunque reazioni che conosciamo bene, in Italia e in Spagna: “Questa qui la conosco, purtroppo”, canta Don Giovanni nell’opera di Mozart. Ma il fatto straordinario è costituito dalla grandiosa e alata contestazione che si è levata contro le gerarchie da parte di settori significativi della stessa Chiesa.
Sono stati pubblicati due manifesti: quello uscito per primo si intitola A proposito dell’aborto; il secondo Di fronte alla crisi della Chiesa. Read the rest of this entry »
Forme della scrittura autobiografica. Tre esempi – Interno con rivoluzione
In our books, rred - approfondimenti on Aprile 25, 2009 at 10:20 amDalla tesi Forme della scrittura autobiografica. Tre esempi con la quale Wu Ming-F si è laureato in Scienze del testo, all‘Università La Sapienza di Roma. Relatore della tesi il professore di Letteratura italiana moderna e contemporanea Aldo Mastropasqua, correlatore il prof. Rocco Paternostro (Critica letteraria). Uno dei tre testi presi in esame da Wu Ming-F nella sua tesi è il nostro Interno con rivoluzione. Pubblichiamo qui l’estratto di tesi che parla del romanzo. Si avvertono i lettori che data l’estesa trattazione tesistica (comprendente anche un corposo riassunto del romanzo), si consiglia la conoscenza del testo. Si sconsiglia altresì la lettura a chi avesse intenzione di leggere il romanzo di Maria Laura Bufano e non l’avesse ancora fatto: vengono anticipati completamente trama e motivi.
Mi preme riassumere brevemente in queste primissime pagine la storia della “scoperta” e della pubblicazione di Interno con rivoluzione, che, in parte, mi riguardano direttamente. Ormai da un paio d’anni infatti lavoro come editor per la Round Robin editrice, la piccola, audace casa editrice romana che, al momento della discussione di questa tesi, avrà pubblicato il romanzo d’esordio di Maria Laura Bufano. Read the rest of this entry »
Cambiare il mondo? L’importante è provarci
In our books on Aprile 12, 2009 at 10:43 am
Trenta anni di storia italiana, tra il dopoguerra e gli anni ‘70, attraverso le vite di Lidia e Paolo. Le ansie, le contraddizioni, le incertezze, gli amori e la passione politica di due ragazzi che diventano adulti su uno sfondo che forse per loro muta troppo rapidamente. O forse sono Lidia e Paolo che cambiano, siamo noi che cambiamo e vediamo tutto da una prospettiva diversa.
Paolo guardò a terra. C’erano due grossi pesci che si contorcevano per smania d’acqua. “Chissà come gli brucia l’aria nel corpo – pensò. – E ora che sono fuori dall’acqua, non hanno neppure la forza di riconoscersi, di farsi compagnia nella morte. Ciascuno magari scambia l’altro per un sasso.
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3 – La leggenda dell’invasione e i destini individuali
In la gazza andalusa on Aprile 8, 2009 at 9:05 amNon posso, ovviamente, nel breve spazio di qualche articolo, dar conto della grande ricchezza di dati, storie, comparazioni, riflessioni, norme assurde, leggende crudeli, che riporta la studiosa nel suo libro avvincente, strumento utilissimo a comprendere i nostri “palestinesi”, i poveri e perseguitati che vivono fra noi, e ancor più a interrogarci sullo sguardo con cui li osserviamo.
In quest’ultimo mio scritto sul libro della Calabrò mi limiterò a proporre la lettura di due ampi passi particolarmente significativi.
Leggiamo dunque quel che dice Anna Rita Calabrò a proposito del numero degli “zingari” presenti a Milano e della presunta invasione che sarebbe avvenuta negli ultimi anni: Read the rest of this entry »
Interno con rivoluzione, su loop
In our books on Aprile 5, 2009 at 8:59 am
Non è facile trovare un libro ambientato nel sessantotto con una struttura narrativa forte ed un intento letterario né banale né presuntuoso. Penso alla letteratura della militanza, ai romanzi che nascono tali ma spesso deviano assumendo la forma boriosa di saggi dal contenuto trito e ritrito.
In Interno con rivoluzione, Maria Laura Bufano ha un obiettivo: narrare la storia di Lidia e quella di Paolo. Tutto il resto è un contorno, certamente necessario a contestualizzare il romanzo, ma mai invadente. Per una volta, insomma, gli anni della rivoluzione non rubano la scena ai veri protagonisti, cioè a chi il cambiamento l’ha voluto, l’ha perseguito e, nel suo piccolo, l’ha anche ottenuto. Lidia e Paolo. Lei fiera e battagliera, figlia di una borghesia che ama vivere al di sopra delle proprie possibilità, si ribella ai genitori e dalla Puglia se ne va in un’innominata città del nord Italia ad insegnare in un liceo. Qui incontra Paolo, taciturno e remissivo, succube ancora inconsapevole dell’asfissiante amore della madre e della sorella. Read the rest of this entry »
1 – Identità e ambivalenza
In la gazza andalusa on Marzo 25, 2009 at 8:12 amA chiusura del nostro discorso precedente (Ci vorrebbe il battipanni + commenti), una mia osservazione e l’invito a leggere un bellissimo articolo.
L’osservazione mia: pur negli articoli che in questi giorni informano sulla piena riabilitazione di Racz, alcuni giornalisti di quotidiani democratici precedentemente citati – quelli con cui vorrei avere il potere di litigare, perché penso che ci si debba arrabbiare, prima che con altri, con chi si sente in vario modo vicino – non rinunciano al soprannome “faccia di pugile”. A parte il fatto che le foto di Racz riproposte fino all’ossessione dai giornali mostrano un uomo con un viso minuto e non con una grossa “faccia di pugile”, vorrei chiedere a chi scrive così: “Perché lo fai? Che soddisfazione ti dà?”. È persino banale ricordarlo: gli stereotipi che vengono ripetuti senza riflettere diventano facilmente armi improprie.
Ed ecco l’invito: leggete lo splendido articolo di Barbara Spinelli del 15 marzo sull’uso del volto e del corpo dei deboli, Quei romeni. Habeas vultus. Read the rest of this entry »
Ci vorrebbe il battipanni
In la gazza andalusa on Marzo 10, 2009 at 2:27 pmLa storia che sto per raccontare non ha per oggetto l’orribile violenza patita da due ragazzi; riguarda invece le modalità con cui due grandi giornali italiani hanno a loro volta raccontato le fasi centrali dell’indagine su questa violenza. Ho preso in considerazione le cronache pubblicate negli ultimi giorni da La Repubblica e dal Corriere della sera – voci importanti della nostra democrazia. Se a dire certe cose fossero tizi che vanno in giro con maiali al guinzaglio o sparano insulti su chiunque abbia l’aria di non far parte della platea rozza e violenta dei loro sostenitori… beh, non ci sarebbe motivo di stupore e forse neppure di scandalo. Ma dalla grande stampa democratica ci si aspetta ben altro. Non so quanto questa storia possa essere considerata esemplare del modo in cui anche questa stampa, cui siamo affezionati, tratta vicende di tal genere: giudicherà il lettore.
Se dovessi ricapitolare e commentare quello che è stato pubblicato su La Repubblica e sul Corriere della Sera in 17 giorni, a partire da quel 14 febbraio, mi ci vorrebbe un libro. Perciò sull’inizio della vicenda andrò in fretta, citando solo due articoli dei primi giorni. Metterò invece a fuoco con maggiore cura i resoconti pubblicati in tre giorni centrali dell’inchiesta, il 3, il 4 e il 5 marzo 2009: in queste 72 ore, nella cronaca nazionale delle due testate on-line (vivo in Spagna e consulto così i giornali italiani; non ho preso in considerazione la cronaca locale), sono usciti ben 10 articoli, più trasmissioni-video. Completezza e accuratezza dell’informazione? Vedremo. Read the rest of this entry »
Interno con rivoluzione su rivist@
In our books on Marzo 7, 2009 at 10:33 am
In Interno con rivoluzione, libro grazie al quale Maria Laura Bufano si aggiudica un posto tra i finalisti del Premio Calvino nel 2001, c’è davvero molto: un’intensa saga familiare, un’appassionante autobiografia, un romanzo di formazione, le confessioni di una donna. Malgrado la varietà di spunti, l’autrice riesce ad armonizzare il tutto consegnandoci un romanzo organico, compiuto e, soprattutto, maturo.
Il punto d’osservazione è quello di Lidia, pugliese di nascita, figlia del dopoguerra e di proprietari terrieri, giovane donna benestante in aperto contrasto con la volubilità della madre e l’asfissia che patisce da uno stuolo di zie zitelle, per le quali tuttavia nutre un profondo affetto che resterà immutato negli anni. Read the rest of this entry »
Il carnevale di Cadice – 2 -
In la gazza andalusa on Marzo 2, 2009 at 9:29 amCi furono vari tentativi, nel tempo, di mettere le briglie a questo carnevale, che però non si lasciò regolamentare. Un documento antico che riporta una protesta di benpensanti, per esempio, se la prende con l’abitudine dei gaditani di tirare, durante Carnevale, il saquillo, un involto pieno di legumi, sulla testa dei passanti: immagino dei più ricchi e perbene. In un giornale gaditano dell’’800 si diceva, sempre a proposito del Carnevale appena trascorso: “Le donne erano in rivolta: il diavolo scorrazzava liberamente.”
Al tempo della guerra civile, nel 1937, Franco cancellò e proibì con un decreto il Carnevale in tutta la Spagna. Mi dicono le mie amiche che vissero durante il franchismo, che a Cadice e nei pueblos della provincia, come Conil, alcuni, particolarmente dotati di picardía (per capire il significato di questo termine, basta far riferimento all’espressione “romanzo picaresco”) e di ironía, actuaban velocemente, per disperdersi quando qualcuno li avvertiva che stava arrivando la Guardia Civil.
Per un decennio il franchismo cercò, sebbene inutilmente, di cancellare persino la memoria del Carnevale. Read the rest of this entry »
Il carnevale di Cadice – 1 -
In la gazza andalusa on Febbraio 23, 2009 at 1:34 pmDa molto tempo ho voglia di scrivere per il blog qualcosa sul Carnevale di Cadice. È un mobilissimo e grande carnevale: secondo molti, con quello pur assai diverso di Santa Cruz de Tenerife (Canarie), è al secondo posto nel mondo, subito dopo il Carnevale di Rio de Janeiro. Ma è proprio difficile parlarne, è un argomento complicatissimo. Per quest’anno darò alcune informazioni basilari; mi impegno, per l’anno prossimo, a scrivere resoconti più completi e vissuti.
Il Carnevale di Cádiz, oggi, è diverso da quello di Venezia e da molti altri a cui va la nostra mente. Quando sono stata nelle strade di Cádiz, fra la folla che festeggiava, ho visto poche persone adulte mascherate: certamente ci sono occasioni – balli e feste – in cui tutti si camuffano, ma la parte più originale e significativa non è costituita dalle maschere, ma dalle actuaciones. Si tratta brevi spettacoli con parole e canti, che si tengono nelle strade e nel Teatro Falla. Non sono professionisti, quelli che actuan (che si esibiscono), dopo aver composto testi e musiche: sono in genere gruppi di cittadini – uniti per attività professionale, per amicizia, per età, per interessi comuni – che lavorano tutto l’anno a scrivere parole e musiche, a imparare il repertorio, a provare insieme. Read the rest of this entry »
Testamenti vitali in Spagna e riflessioni sui fatti italiani
In la gazza andalusa on Febbraio 7, 2009 at 10:11 pmIn Spagna c’è un Testamento vital (l’equivalente del nostro testamento biologico) varato dalla Conferencia Episcopal, che è il livello gerarchico più alto della Chiesa cattolica e rappresenta naturalmente il Vaticano. Certo, molto sommario rispetto ai modelli “laici” presenti nelle diverse Comunidades (che sono regioni con marcata autonomia), su cui darò indicazioni in seguito. E tuttavia, se i vescovi l’avessero varato in Italia, certe crudelissime persecuzioni, unite a minacce alla democrazia, avrebbero trovato più difficoltà a farsi strada. Tra l’altro questo testamento steso dai vescovi spagnoli declina:
“Chiedo che se, a causa della mia malattia, giungessi a trovarmi in una situazione critica irreversibile, non mi si mantenga in vita per mezzo di trattamenti sproporzionati o straordinari; che non mi si applichi l’eutanasia attiva, ma neppure che mi si prolunghi in modo abusivo e irrazionale il processo che mi condurrà alla morte; che mi si somministrino le medicine adeguate per calmare il dolore.” Read the rest of this entry »
Maria Laura Bufano – Intervista a Radio Alma
In interviste on Febbraio 4, 2009 at 11:51 pmI pirati alla marina
In our books on Gennaio 26, 2009 at 4:48 pm
La casa editrice romana Round Robin, oltre a pubblicare opere di autori emergenti, si occupa del nobile progetto “Un libro ti fa evadere” per recapitare libri ai detenuti.
Il Round Robin è un’usanza marinaresca e piratesca di firmare gli accordi o le lettere di protesta. In pratica, invece di fare una lista, si scrivono le firme in maniera circolare così da non far risultare nessuno come capo o istigatore. Allo stesso principio si ispira la piccola e giovane casa editrice Round Robin di Roma. Tanto che dalle pagine del suo sito si può leggere: “Nel maggio del 2002, nel tempo dell’attacco all’informazione e alla cultura italiana, fondare a Roma una casa editrice per divulgare saperi non allineati era un atto di pirateria”. Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia: “Ho finito ora di leggerlo, è lucente!”
In our books on Gennaio 20, 2009 at 11:26 am
Lo scorso mese, con i giudizi dei giurati del “Premio Calvino” su Interno con rivoluzione, abbiamo cominciato a recuperare sul blog testimonianze sotterranee sui nostri libri: giudizi, commenti, pareri, consigli dati quando ancora questi erano in forma di bozze. Qui sotto riportiamo la lettera che Maria Laura Bufano scrisse a Federico di Vita dopo aver letto per la prima volta le bozze di Cronache da Siviglia.
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Ho finito ora di leggerlo. È lucente!
E non si riesce a lasciarlo prima di aver letto l’ultima pagina.
Se in quello che dico non ho capito qualcosa, non ti preoccupare: verificalo con altri. Io ho davvero problemi di comprensione dei testi. Può darsi comunque che ti sia utile in ogni modo.
I capitoli che raccontano di Siviglia, degli amici, di qualche altro luogo sono seguiti da messaggi tuoi e di una ragazza: è una ragazza vera, lontana? È una “Sintesi” delle ragazze che hai amato o vorresti aver amato? Della stranezza della donna? Si fonde alla fine o in alcuni momenti con Viola? Read the rest of this entry »
Interno con rivoluzione al Premio Calvino
In la gazza andalusa, our books on Dicembre 15, 2008 at 11:22 am
Nel 2001, con l’ancora provvisorio titolo di “Pater”, Interno con rivoluzione partecipa al Premio Calvino e viene inserito nella cinquina dei finalisti. Ci sembra di una certa utilità riportare qui sotto quelli che furono i giudizi di lettura dei giurati del Premio Calvino, interpretazioni che seppur non perfettamente aderenti alle nostre – in particolare per quel che riguarda il finale – meritano di essere menzionate.
ATTENZIONE: dalle schede di giudizio dei giurati si evincono trama e finale del romanzo, chi non l’avesse ancora letto prima si procuri il libro…
1 – Scritto benissimo, il libro è la storia di una generazione, quella del sessantotto, ricostruita trent’anni dopo, da un punto di vista femminile – il che vuoi dire, per quella generazione che è anche, ma non solo, femminista. È la storia di un travaglio individuale e collettivo, di una generazione che si batteva con entusiasmo e senza risparmio di energie per cambiare il mondo e cominciava questo cambiamento dalla rottura degli schemi tradizionali e consolidati dei rapporti di genere, di classe, di lavoro. Pero è anche la storia di sofferenze personali e di cedimenti individuali irrimediabili, una storia senza idillio finale. Read the rest of this entry »
Intervista a Maria Laura Bufano
In interviste on Novembre 28, 2008 at 3:18 pm
La fiera della piccola e media editoria “Più Libri più Liberi” di Roma è vicina, ed io vi propongo oggi una nuova intervista. A parlare è Maria Laura Bufano, autrice Round Robin con il suo romanzo “Interno con rivoluzione“.
Prima di cominciare, iniziamo con le presentazioni: chi è Maria Laura Bufano?
Ho insegnato italiano e latino in un liceo di Bergamo. Ora sono in pensione. Ho due figli, una nuora, un nipotino: vivono tutti a Barcellona. Ho scritto varie cose, fra cui due romanzi, entrambi entrati come finalisti del premio Calvino, in anni diversi.
Vivo a Conil de la Frontera, in provincia di Cadice. Ho cambiato cielo – dalla Lombardia all’Andalusia – due anni fa. Questa scelta non è stata certo dettata da un proposito di vacanza perenne. Ho sempre pensato che non abbia senso vivere per tutta la vita nello stesso posto. Non so fare la turista e i paesaggi e i monumenti e le città mi incantano, ma molto meno delle persone, e un po’ mi disorientano. Stare in un posto che non si conosceva bene prima di andarci, entrare nella vita degli altri, è certamente una sfida che rende più vitali, più forti nell’affrontare anche le difficoltà personali, dà la sensazione di essere più liberi. Avrei fatto questa scelta anni fa, se avessi potuto. Ma i figli studiavano e non era possibile, per ragioni pratiche… Read the rest of this entry »
e sabato alle 17:00 tutti a Bergamoooo!!!!!
In our books on Novembre 24, 2008 at 3:31 pm
Ehmm, no, mi rendo conto che detto così, sì.. ho capito, ma no, no, vi assicuro, no, non c’è Roma Atalanta no… Sabato 29 novembre alle 17:00 presso Il caffé letterario in Via San Bernardino 53, ci sarà la prima, unica, sensazionale presentazione del mitico Interno con rivoluzione di Maria Laura Bufano! Interverranno:
> Orazio Amboni (CGIL)
> Stefano Milani, (il manifesto)
> Federico di Vita (Round Robin)
> Maria Laura Bufano, autrice.
Interno con rivoluzione, il libro che aspettavamo da anni.
(Michele Tosto)
POETI DI AL-ALDALÚS – 1 –
In la gazza andalusa, poesia on Novembre 19, 2008 at 11:13 amI versi di un emiro nostalgico e quelli di un re sfortunato
Abd-ar-Rahman nacque a Damasco da nobile famiglia; in seguito a scontri e a fughe dai persecutori abbasidi, attraverso il Maghreb, giunse nella Spagna araba e, dopo avventure e lotte, divenne il primo emiro indipendente di Cordova, dove regnò a lungo (756-788), e iniziò la costruzione della splendida moschea. Tenne con sé cantori, musicisti e poeti, e fra questi una cantante e suonatrice di laùd, la schiava Achfa. La leggenda vuole che tutte le palme di Spagna siano figlie di un’unica madre, una palma che Abd-ar-Rahman aveva portato dalla lontana Siria e piantato con le sue mani nel giardino del suo palazzo.
La poesia che segue, da lui composta, è dedicata appunto a una palma:
Alla palma
Anche tu, o palma, sei straniera su questo suolo!
Piangi, dunque! Ma, essendo muta, come puoi piangere il mio dolore?
Tu non senti, come io sento, la sofferenza della lontananza.
Se tu potessi sentire, verseresti amare lacrime.
Alle tue sorelle d’Oriente manderesti i tuoi tristi lamenti,
alle palme che l’Eufrate irriga con le sue acque trasparenti.
Ma per te dimenticanza e ricordo sono lo stesso:
della patria da cui Abbas e il Fato avverso mi trattengono lontano. Read the rest of this entry »
Interno con rivoluzione – intervista a Maria Laura Bufano
In interviste on Novembre 13, 2008 at 11:46 am
Il 27 novembre finalmente esce
di Maria Laura Bufano
il libro che aspettavamo da anni…
Interno con rivoluzione è un romanzo dai forti tratti autobiografici. Tu però sembri voler mettere in guardia il lettore, quasi scongiurare una sua interpretazione in questo senso sin dalla pagina introduttiva. La prima domanda è, perché? E poi, che rapporto hai tu con l’esperienza che diventa letteratura proiettata e frazionata nella moltitudine dei personaggi?
Parto da qualche considerazione sulla memoria e le memorie. In questi anni il discorso sui doveri della memoria è diventato asfissiante, l’invito a ricordare si è fatto stereotipo. Per me, nel considerare gli eventi del passato, è necessario attivare sguardi diversi. La memoria delle tragedie, dei massacri, dei torti crudeli inflitti da esseri umani ad altri esseri umani, e da gruppi umani ad altri gruppi umani… questa memoria per me richiede uno sforzo continuo, logorante, che non finisce mai, di approssimazione all’oggettività, alla verità dei fatti. Read the rest of this entry »
Poeti arabi dell’età dell’ignoranza
In la gazza andalusa, poesia on Ottobre 7, 2008 at 6:04 pmPer qualche settimana tornerò a parlare di poeti arabi e di Al Andalús. Potrò proporre solo pochissimi esempi di un mondo vastissimo che è difficile conoscere in Europa perché mancano traduzioni organiche anche delle opere più importanti.
L’età preislamica in arabo prende il nome di Giahiliyyah, età dell’ignoranza, della barbarie. Nel secolo che precedette l’avvento del Profeta fu fiorente la poesia beduina. Per riprendere il filo interrotto ormai da tempo, sono costretta, mio malgrado, a citarmi. Ricordo che in coda al mio articolo sulla poesia andalusa, nella coda di commenti ho accennato a Imru l’Quais.
Imru l’Quais apparteneva a una nobile famiglia medio-orientale, i Kinda. Suo padre, un re locale che aveva cercato di unificare una parte delle genti arabe, era stato ucciso da membri di tribù nemiche e il poeta, chiamato anche “re errabondo”, era giunto fino a Bisanzio per chiedere aiuto all’imperatore Giustiniano; ma, per quel che si sa, morì sulla via del ritorno. Le liriche di Imru l’Quais, che, come ho detto, sarebbe stato condannato dopo qualche decennio come peccatore esemplare da Maometto, contengono già alcuni motivi della grande lirica araba, pure di quella di età islamica: oltre il motivo dell’amore sensuale, che si inserisce tra le lotte tribali, anche le grandi descrizioni del cammello, del cavallo, della natura; la meditazione sulla vita e sulla morte; i lamenti sulle sventure; invettive contro i nemici ed esaltazione del combattimento… Read the rest of this entry »
Memoria storica e invenzione: due romanzi
In la gazza andalusa on Ottobre 1, 2008 at 9:02 amFran, l’amico di Siviglia di cui ho parlato nel precedente articolo, nel raccontarmi dell’opposizione al franchismo che serpeggiava nelle scuole superiori e nelle università spagnole negli ultimi anni di vita del dittatore, mi disse anche che lui e i suoi compagni di studi e di lotte leggevano negli anni Sessanta-Settanta i grandi narratori latino-americani, come segno di opposizione al regime. Procurava quei testi un libraio di fiducia e che si fidava a sua volta di loro: era abbastanza facile eludere la censura, poiché le autorità e la stessa guardia civile che, essendo molto ignoranti e non avendo mai sentito parlare di quegli autori, pensavano che fossero del tutto insignificanti.
Mi sono chiesta più volte se alcuni degli scrittori spagnoli più importanti di questi anni si siano formati, almeno in gran parte, leggendo i latino-americani. Se così fosse, in parte si spiegherebbe perché in Spagna di crisi del romanzo si sia parlato molto meno che da noi; e perché vengano tuttora scritti tanti romanzi di ampio respiro, che nascono già come “classici”, o almeno non danno l’impressione di cose destinate a finire presto nel dimenticatoio. Read the rest of this entry »
BUONE VACANZE!!!
In our books on Luglio 29, 2008 at 5:44 pm26 settembre 2008
CRONACHE DA SIVIGLIA,
di Federico di Vita.
Un trovatore dei nostri giorni se ne va per le strade d’Andalusia, raccoglie a caso rami, fiori, pietre, ragazze che non si lasciano afferrare e scrive agli amici storie sbilenche e struggenti come ondate di mare nei giardini, racconti di francesi che si incazzano per il mondiale… Storie perdute tra le pinete in Portogallo, squarci di vita che si propaga dall’ombra dei vicoli intorno a Calle Verde e poi si irradia di luce, la meravigliosa luce di Siviglia. Dove nascono queste cronache.
INTERNO CON RIVOLUZIONE,
di Maria Laura Bufano.
Lidia e Paolo: un arcobaleno di situazioni e sentimenti contrastanti. La formazione, l’iniziazione alla politica, la nascita dei loro figli. In un arco di tempo compreso tra il dopoguerra e i primi anni Settanta, vivono l’inseguirsi degli amori, l’avvicendarsi delle speranze, le continue fughe. Sullo sfondo i difficili anni della ricostruzione, il boom economico e poi la furia di cambiare società e vita, tra schegge di storia della CGIL e del PCI, tra il femminismo e il Manifesto. Un’incisiva voce femminile, in cui, pur nella distanza temporale, è facile riconoscersi tuttora.
20 gennaio 2009
CHIUSO PER TURNO,
di Massimo Zanettini.
Michelangelo è un uomo come ce ne sono tanti, pavido, indolente, abitudinario. Un ristorante di successo, il bip-bip di saluto della Mercedes e le vacanze a Forte “che ci trovi tutta Parma”. E una passione smodata, indecente, per il cibo, maledizione di famiglia già pagata con la vita da suo padre. Un viaggio in Africa accettato con ritrosia, su insistenza dell’eterna fidanzatina, apre uno squarcio nella sua routine di quieta disperazione, svelandone il deserto di rapporti umani. Tra i consigli visionari di Sandokan e l’irrompere di una giovane donna straniera, Michelangelo dovrà decidere se restare, ancora una volta, chiuso per turno.
Ecco i nostri prossimi titoli! Con questi vi salutiamo, ce ne andiamo in vacanza per un po’! Grazie da tutta la redazione a tutti quelli che si sono presi la briga di seguire il nostro blog, ricominciamo da settembre… Buone vacanze!!!
da Conil
In la gazza andalusa on Maggio 21, 2008 at 11:17 amDa un anno e mezzo vivo a Conil de la Frontera, in provincia di Cadice. Un’altra volta racconterò di questa mia decisione. Ora, invece, qualche informazione su quest’angolo di terra andalusa. È un paese di ventimila abitanti, sull’Oceano Atlantico. In questa zona si sono succeduti fenici, romani, visigoti, arabi… Il centro storico è bianco. La riconquista da parte dei cristiani avvenne nel XIII secolo, più di duecento anni prima della caduta di Granada. Ci sono segni del passato feudale: soprattutto la torre di Guzman, abbastanza vicina al mare. Read the rest of this entry »



