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Posts contrassegnato dai tag ‘la gazza andalusa’

Il nuovo blog

In (p)Recensioni & vanità on Gennaio 27, 2009 at 8:59 pm

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Come avrete già notato abbiamo rivoluzionato la struttura del nostro blog. Ci sembra necessario spendere due parole per presentare la nuova fisionomia del blog della Round Robin editrice. La nuova impaginazione del sito, che consente la vista sinottica degli ultimi tre post evitando il tipico incolonnamento e la conseguente gerarchizzazione, oltre a porre gli articoli sullo stesso piano percettivo, richiama esplicitamente il disegno e le funzioni del giornale quotidiano e, se ce lo consentite, ancor più, delle vecchie riviste letterarie. Ma nel XXI secolo non è più tempo di riviste, ed è la loro eredità – che via via rischia sempre più di perdersi, così come l’incidenza e il peso delle voci critiche – che con questa nuova impostazione cerchiamo di raccogliere. Read the rest of this entry »

POETI DI AL-ALDALÚS – 1 –

In la gazza andalusa, poesia on Novembre 19, 2008 at 11:13 am

I versi di un emiro nostalgico e quelli di un re sfortunato

Abd-ar-Rahman nacque a Damasco da nobile famiglia; in seguito a scontri e a fughe dai persecutori abbasidi, attraverso il Maghreb, giunse nella Spagna araba e, dopo avventure e lotte, divenne il primo emiro indipendente di Cordova, dove regnò a lungo (756-788), e iniziò la costruzione della splendida moschea. Tenne con sé cantori, musicisti e poeti, e fra questi una cantante e suonatrice di laùd, la schiava Achfa. La leggenda vuole che tutte le palme di Spagna siano figlie di un’unica madre, una palma che Abd-ar-Rahman aveva portato dalla lontana Siria e piantato con le sue mani nel giardino del suo palazzo.
La poesia che segue, da lui composta, è dedicata appunto a una palma:

Alla palma

Anche tu, o palma, sei straniera su questo suolo!
Piangi, dunque! Ma, essendo muta, come puoi piangere il mio dolore?
Tu non senti, come io sento, la sofferenza della lontananza.
Se tu potessi sentire, verseresti  amare lacrime.
Alle tue sorelle d’Oriente manderesti i tuoi tristi lamenti,
alle palme che l’Eufrate irriga con le sue acque trasparenti.
Ma per te dimenticanza e ricordo sono lo stesso:
della patria da cui Abbas e il Fato avverso mi trattengono lontano. Read the rest of this entry »

Interno con rivoluzione – intervista a Maria Laura Bufano

In interviste on Novembre 13, 2008 at 11:46 am

il mio cuore ha 2 battiti.ai Il 27 novembre finalmente esce

Interno con rivoluzione

di Maria Laura Bufano

il libro che aspettavamo da anni…


Interno con rivoluzione è un romanzo dai forti tratti autobiografici. Tu però sembri voler mettere in guardia il lettore, quasi scongiurare una sua interpretazione in questo senso sin dalla pagina introduttiva. La prima domanda è, perché? E poi, che rapporto hai tu con l’esperienza che diventa letteratura proiettata e frazionata nella moltitudine dei personaggi?
Parto da qualche considerazione sulla memoria e le memorie. In questi anni il discorso sui doveri della memoria è diventato asfissiante, l’invito a ricordare si è fatto stereotipo. Per me, nel considerare gli eventi del passato, è necessario attivare sguardi diversi. La memoria delle tragedie, dei massacri, dei torti crudeli inflitti da esseri umani ad altri esseri umani, e da gruppi umani ad altri gruppi umani… questa memoria per me richiede uno sforzo continuo, logorante, che non finisce mai, di approssimazione all’oggettività, alla verità dei fatti. Read the rest of this entry »

Giamil e l’amore udrita

In la gazza andalusa, poesia on Ottobre 15, 2008 at 8:07 am

Nella seconda metà del VII secolo, in piena epoca islamica, Giamìl, poeta della tribù beduina degli Udhra, scrive per Bathna o Buthaina versi di amore assoluto. Di lui si sa poco: è certo solo l’anno della morte, il 701. Sono interessanti, nella poesia che segue, alcuni motivi: la presenza dei “denigratori mettimale”, a cui corrisponderanno i “malparlieri” della poesia provenzale; i due amici-confidenti, che ne ricordano altri di liriche dell’età classica (mi viene in mente una disperata di Catullo che comincia proprio con i nomi dei due amici: Furio e Aurelio) e anticipano il tema dell’amicizia nei versi di poeti che ci sono familiari: naturalmente quelli che ci vengono in mente prima di tutti sono gli amici del Dolce Stil Nuovo. C’è anche il motivo della dissimulazione dell’amore per Buthaina, e del finto interesse per altre donne. Il tipo dalle mani distorte è probabilmente un custode dell’amata. I “Negri” erano considerati esseri barbari dagli arabi, che spesso li riducevano in schiavitù, come si legge anche ne Le Mille e una notte. Infine, l’oasi Wadi 1-Qura è il luogo dell’amore felice.
Dopo Giamìl, l’amore casto, appassionato, sofferente, ha preso il nome, nella poesia araba, di “amore udhrita”. Read the rest of this entry »

Poeti arabi dell’età dell’ignoranza

In la gazza andalusa, poesia on Ottobre 7, 2008 at 6:04 pm

Per qualche settimana tornerò a parlare di poeti arabi e di Al Andalús. Potrò proporre solo pochissimi esempi di un mondo vastissimo che è difficile conoscere in Europa perché mancano traduzioni organiche anche delle opere più importanti.
L’età preislamica in arabo prende il nome di Giahiliyyah, età dell’ignoranza, della barbarie. Nel secolo che precedette l’avvento del Profeta fu fiorente la poesia beduina. Per riprendere il filo interrotto ormai da tempo, sono costretta, mio malgrado, a citarmi. Ricordo che in coda al mio articolo sulla poesia andalusa, nella coda di commenti ho accennato a Imru l’Quais.
Imru l’Quais apparteneva a una nobile famiglia medio-orientale, i Kinda. Suo padre, un re locale che aveva cercato di unificare una parte delle genti arabe, era stato ucciso da membri di tribù nemiche e il poeta, chiamato anche “re errabondo”, era giunto fino a Bisanzio per chiedere aiuto all’imperatore Giustiniano; ma, per quel che si sa, morì sulla via del ritorno. Le liriche di Imru l’Quais, che, come ho detto, sarebbe stato condannato dopo qualche decennio come peccatore esemplare da Maometto, contengono già alcuni motivi della grande lirica araba, pure di quella di età islamica: oltre il motivo dell’amore sensuale, che si inserisce tra le lotte tribali, anche le grandi descrizioni del cammello, del cavallo, della natura; la meditazione sulla vita e sulla morte; i lamenti sulle sventure; invettive contro i nemici ed esaltazione del combattimento… Read the rest of this entry »

Memoria storica e invenzione: due romanzi

In la gazza andalusa on Ottobre 1, 2008 at 9:02 am

Fran, l’amico di Siviglia di cui ho parlato nel precedente articolo, nel raccontarmi dell’opposizione al franchismo che serpeggiava nelle scuole superiori e nelle università spagnole negli ultimi anni di vita del dittatore, mi disse anche che lui e i suoi compagni di studi e di lotte leggevano negli anni Sessanta-Settanta i grandi narratori latino-americani, come segno di opposizione al regime. Procurava quei testi un libraio di fiducia e che si fidava a sua volta di loro: era abbastanza facile eludere la censura, poiché le autorità e la stessa guardia civile che, essendo molto ignoranti e non avendo mai sentito parlare di quegli autori, pensavano che fossero del tutto insignificanti.
Mi sono chiesta più volte se alcuni degli scrittori spagnoli più importanti di questi anni si siano formati, almeno in gran parte, leggendo i latino-americani. Se così fosse, in parte si spiegherebbe perché in Spagna di crisi del romanzo si sia parlato molto meno che da noi; e perché vengano tuttora scritti tanti romanzi di ampio respiro, che nascono già come “classici”, o almeno non danno l’impressione di cose destinate a finire presto nel dimenticatoio. Read the rest of this entry »

Memoria storica in Spagna – 2 -

In la gazza andalusa on Settembre 23, 2008 at 10:47 pm

La transizione dalla dittatura alla democrazia in Spagna è avvenuta in modo “dolce”: almeno per quelli non direttamente colpiti dalla guerra civile e dalla dittatura franchista.  Il re Juan Carlos, che pareva durante il franchismo una figura sbiadita, quando ebbe in mano il potere, guidò il paese verso la democrazia. C’è in verità chi mette in dubbio i meriti storici di Juan Carlos in relazione al tentativo di colpo di stato del 1981. Un amico di Siviglia, Fran, mi ha raccontato: “Io negli ultimi anni del franchismo frequentavo l’università. Si era formata una vasta rete di oppositori: nelle università, fra i lavoratori, dove erano vive organizzazioni sindacali e politiche di sinistra, naturalmente illegali… Io da studente ero antifranchista. Era rischioso, se ti prendevano la passavi brutta: soprattutto negli ultimi tempi Franco aveva indurito le pene per gli oppositori. Il franchismo non cessò per opera del re Juan Carlos, ma perché c’era già una lotta diffusa contro il regime, di cui il re dovette tener conto, anche se per puro opportunismo…”. Read the rest of this entry »

Memoria storica in Spagna – 1 -

In la gazza andalusa on Settembre 17, 2008 at 12:30 am

Mi sembra utile, prima di tutto, ricordare qualche frammento di storia cui fanno riferimento le testimonianze che riporto di seguito. Francisco Franco, generale spagnolo, nel 1936, diede inizio alla rivolta contro il legittimo governo repubblicano mentre si trovava alle Canarie. Subito dopo la ribellione si estese al nord del Marocco, a quel tempo colonia spagnola. Truppe marocchine (“i mori” di cui si parla più avanti), portate in Spagna da aerei tedeschi e, incoraggiate dai rivoltosi, durante la guerra civile commisero ogni sorta di nefandezza contro i repubblicani e i civili.
Franco morì nel 1975, dopo 36 anni di dittatura, e le Cortes proclamarono re Juan Carlos di Borbone, dopo una sospensione della monarchia durata 44 anni. Read the rest of this entry »

Il/el culo, il sedere, el trasero

In la gazza andalusa on Settembre 9, 2008 at 10:46 pm

Due semisfere (o, in alcuni casi, due quarti di sfera, che, pressati l’uno contro l’altro, formano una quasi semisfera) contraddistinguono l’animale umano e alludono senza dubbio alla sua origine sublime nelle stelle, nei cieli, in corpi celesti di purissima forma. Questa nobile porzione del corpo umano ha in Italia e in Spagna due nomi: in Italia sedere e culo, in Spagna culo e trasero. La parola culo è quindi comune ai due idiomi.

Sono rimasta dolentemente perplessa nel vedere, in luglio, su Repubblica on-line, alcune foto di una manifestazione di statali a Bologna contro il ministro Brunetta. È un vezzo di quelli che sono al potere di questi tempi indire battute di caccia contro gruppi di cittadini, e intanto il popolo si distrae dai loro misfatti passati, presenti e futuri. Nel caso specifico, il gruppo-selvaggina (gli statali di Bologna) hanno tentato di fare del culo e delle mutande strumenti patetici e teneri di lotta (ecco le foto). Read the rest of this entry »

Proibizioni

In la gazza andalusa on Settembre 3, 2008 at 1:36 am

È il pomeriggio inoltrato del 16 agosto. Sono appena rientrata da una delle mie passeggiate frenetiche lungo la spiaggia che da Conil conduce a Capo Trafalgar. Sulla via del ritorno, ho visto un bambino di press’a poco cinque anni che stava terminando un castello di sabbia con ponte levatoio, fossato, torri; due ragazzi di circa vent’anni che stavano rifinendo un corpo di sirena sabbioso sopra un loro amico, di cui si vedeva appena la faccia (aveva anche i capelli di sabbia); e gruppi di piccolini e di figli-genitori che si erano costruiti nella fascia intermedia fra bagnasciuga e sabbia asciutta fortini ovali rotondi quadrati, alcuni con contrafforti, sempre di sabbia, altri ornati tutti intorno con grosse conchiglie colorate: e dentro stavano loro, accovacciati uno accanto all’altro, a ridere e a proteggersi dal vento fresco di ponente che soffiava dal mare. Read the rest of this entry »

Zapatero, l’immigrazione, l’Europa: ombra e luci

In la gazza andalusa on Luglio 28, 2008 at 9:41 am

Javier Mariás, scrittore e giornalista di alto livello, domenica 6 luglio ha pubblicato sul supplemento settimanale de El País un articolo dal titolo La zona fantasmaCon nuestros votos imbeciles, durissimo con il governo socialista – di cui si dichiara elettore – che, dopo qualche resistenza, ha votato nel Parlamento europeo due norme sull’immigrazione volute dalle destre: la prima, che prevede la possibilità di trattenere in centri di accoglienza (o, in mancanza di questi, persino in celle carcerarie) l’immigrato irregolare fino a un massimo di 180 giorni; la seconda, che consente di rimandare indietro i minori, e non necessariamente ai luoghi di provenienza, ma anche ad altri paesi che formalmente garantiscano una sorta di accoglienza. Read the rest of this entry »

La Spagna e l’immigrazione – gli ultimi mesi

In la gazza andalusa on Luglio 23, 2008 at 11:04 am

Nei primi di aprile si è tenuto a Conil de la Frontera  un convegno, Jornadas sobre inmigración – Integración y conflicto cultural. È intervenuto, fra gli altri, Manuel Peréz Yruela, direttore dell’“Istituto di studi sociali avanzati d’Andalusia” (IESA). Secondo lui, era sorprendente  che la Spagna, non abituata ad accogliere immigrati (negli anni ’90 ne ospitava solo un milione), avesse negli ultimi anni inglobato più di 4 milioni di “regolari” – circa il 10% della popolazione complessiva; primo posto dell’Unione Europea per numero di immigrati – senza che al suo interno nascessero spinte xenofobe maggioritarie. E ciò, aggiungo io, pur dopo la tremenda strage compiuta nella stazione di Atocha di Madrid l’11 marzo 2004 dai terroristi islamisti, che provocò 200 morti.. Read the rest of this entry »

Zapatero, un po’ più di cento giorni

In la gazza andalusa on Luglio 16, 2008 at 9:32 am

Sull’Espresso del 3 luglio è uscito un articolo dal titolo Febbre Zapatero, di Emanuele Giusto, che parla di governo socialista spagnolo in affanno e di netto calo della popolarità del presidente. Sull’Unità, in un articolo pubblicato l’8 luglio – Zapatero, un premier senza paura -, Luigi Bonanate sostiene che il governo socialista “va a gonfie vele”.
Difficile condividere rappresentazioni così lineari di quel che sta accadendo nel paese in cui vivo. La situazione ha molte sfumature che a mio parere non consentono una lettura univoca.
È indubbio che il dibattito politico sia incentrato in Spagna, in questo periodo, sull’economia. Rajoy, leader seriosissimo del Pardido Popular, ha continuato a dire per settimane: “Il signor Zapatero deve riconoscere che questa che sta attraversando l’economia spagnola è una crisi”. Zapatero rispondeva: “Abbiamo serie difficoltà soprattutto nel settore immobiliare. La Spagna tuttavia se la passa meglio del resto d’Europa. Il signor Rajoy pone questione nominalistiche.” E ricordava i provvedimenti presi dal suo governo precedente: 2500 euro per la nascita di un figlio (ha interessato fino a ora 390.000 famiglie), aiuti per l’affitto della casa, soprattutto per i giovani ecc. E continua a dichiarare che non saranno tagliati i servizi sociali e gli appoggi per i più deboli (disoccupati ecc.), pur se è previsto il blocco del 70% dell’offerta di impiego pubblico per il 2009. Ieri, 10 luglio, finalmente Zapatero ha parlato di “crisi”, ma non pare che ciò abbia sortito effetti magici per l’economia spagnola. Read the rest of this entry »

La feria del Colorado

In la gazza andalusa on Luglio 9, 2008 at 10:11 am

Una mattina di giugno, mi ha telefonato la mia amica Carmen, una chica molto bella di un po’ più di cinquant’anni, però ne dimostra quindici di meno. Capelli nerissimi, si considera testimonianza vivente dell’antica dominazione araba.  Mi ha chiamato per chiedermi se andavo con lei alla feria del Colorado. Il mio umore non era buono, avevo la tentazione di restarmene in casa, ma mi sono fatta forza e le ho detto di sì. Tutti sanno che cos’è in Spagna una feria. Quanto al Colorado, si tratta di una frazione di Conil, lontana qualche chilometro dal centro del pueblo.
Penso che quando ci sono queste ferias, a Siviglia come in altre città e in piccoli centri e addirittura in frazioni ancora più piccole, chi arriva da fuori resti impressionato non tanto dai balli che si protraggono per tutta la notte nelle casetas di tela montate negli spazi appositi, ma dalla miriade di donne che, indossando flamencas di ogni colore e disegno, percorrono le vie della città o del paese, andando nella stessa direzione: donne di tutte le età, dalle neonate ancora pelate, che non sanno camminare, a cui hanno messo in testa una fascia che regge una rosa e magari ai piedi minuscole scarpette rosse con i tacones, e se ne stanno in passeggino a guardarsi i piedi così camuffati, fino alle signore di ottantacinque anni. Read the rest of this entry »

AL-ÁNDALUS E DINTORNI – Poesia d’amore arabo-andalusa

In la gazza andalusa, poesia on Luglio 1, 2008 at 9:20 pm

Raccontando di Al-Ándalus, ho parlato assai poco di monumenti e paesaggi, su cui è facile trovare informazioni su guide turistiche, libri specialistici ecc.
Ci sono invece cose che sono parte costitutiva nella storia di queste terre, ma quasi mai giungono all’orecchio dei viaggiatori che percorrono l’Andalusia in lungo e in largo. È difficile per chi non sia uno studioso sentir parlare della grande poesia arabo-andalusa (intrecciata con quella ebraica e cristiana): un immenso movimento – o meglio un fascio di movimenti e di singole individualità -, che ha attraversato i secoli. I canti d’amore la fanno da padroni, spesso accompagnati dalla musica – quindi destinati a banchetti e ad altri momenti di vita sociale -: celebrano l’amore sensualissimo e l’amore spirituale e sublimato, legato, quest’ultimo, per lo più, alle correnti mistiche del sufismo. Read the rest of this entry »

AL-ÁNDALUS E DINTORNI – Alfonso el Sabio e Ibn Arabi

In la gazza andalusa on Giugno 25, 2008 at 12:25 am

Il re cristiano Alfonso X el Sabio è in Spagna un mito, un po’ come in Italia, specialmente in Puglia, lo era l’imperatore Federico II di Svevia. Alfonso X guidò la riconquista di Cadice e di altre città dell’Andalusia; poi, fra il 1252 e il 1284, fu re di Leon e di Castiglia. Pur riconquistatore, favorì davvero l’incontro e lo scambio fra le tre culture, fondando la Escuela de traductores di Toledo, che ebbe il compito di diffondere il castigliano (l’attuale spagnolo), ma anche quello di tradurre in latino (e a volte anche in castigliano) importanti opere letterarie, scientifiche, filosofiche soprattutto arabe.
Alla corte di Alfonso X ci capitò come ambasciatore del comune di Firenze Brunetto Latini, maestro di Dante, che, come si sa, dopo che morì, fu cacciato dall’illustre allievo nell’inferno, sotto una pioggia di falde di fuoco. Brunetto Latini doveva forse aver raccontato a Dante di un grande intellettuale di cui si parlava alla corte di Alfonso el Sabio, Abu Bakr Muhammad ibn al-Arabi al-Hatimi al-Ta’i – che chiameremo semplicemente Ibn-Arabi. Read the rest of this entry »

AL-ÁNDALUS E DINTORNI – Il mitico sbarco degli arabi

In la gazza andalusa on Giugno 18, 2008 at 1:32 pm

Molti paesi della zona in cui vivo aggiungono al nome la specificazione “de la Frontera”, in ricordo della frontiera che si spostava continuamente durante le guerre di riconquista cristiana dei territori arabi. Nella piazzetta principale di Vejer de la Frontera, un paese bianchissimo e meravigliosamente conservato, che si trova in collina, a meno di dieci chilometri da Conil, si affaccia El Jardín del Califa, un edificio di grande fascino, che ha avuto vari usi nel tempo. Ora al suo interno ci sono un albergo e un ristorante gestiti da spagnoli (anche se i cibi che propongono sono del Marocco e del Libano). Sono completamente arabi, dei secoli X e XI, i depositi di acqua scavati nella roccia, che oggi costituiscono una sala del ristorante con una bella volta di pietra. Dopo la riconquista cristiana (1264) l’edificio fu più volte modificato e ampliato. Read the rest of this entry »

Qualche giorno in Italia

In la gazza andalusa on Giugno 10, 2008 at 11:53 pm

A febbraio sono ritornata in Italia, nella ex-mia città lombarda, per una decina di giorni.
Ecco alcune impressioni che ho annotato in quelle sere, quando mi coricavo in casa di amiche. Riprendo quegli appunti senza modificarli con il senno di poi.

Un’umanità, quella della ex-mia città, che si va chiudendo: in bunker. Necessari? Gli immigrati sono qui più cattivi che in Spagna? O sono gli indigeni che rendono con la loro diffidenza più selvaggi i rapporti? Ma non voglio oggi ragionare in chiave sociologica. Read the rest of this entry »

Zapatero

In la gazza andalusa on Giugno 4, 2008 at 10:57 am

Juan Rodriguez Zapatero vinse per la prima volta le elezioni all’indomani dell’attentato della stazione di Atocha (Madrid, 11 marzo 2004) in cui persero la vita quasi 200 persone e altre 2000 furono ferite. Molti dissero che la vittoria di Zp era la punizione inflitta dall’elettorato a José Maria Aznar, allora premier e leader del Partido Popular, che aveva cercato di rafforzare con mezzi sleali l’idea che lo spaventoso attentato fosse opera dell’ETA e non, come presto si seppe, di terroristi islamisti che facevano riferimento ad Al Quaeda. Read the rest of this entry »

Il mio trasferimento, con libri

In la gazza andalusa on Maggio 28, 2008 at 1:37 am

Ero stata un’insegnante felice. Andai in pensione nel 2000 e l’estate di quell’anno venni per la prima volta in questo paese dell’Andalusia, con i miei figli, con cui non facevo vacanza da un secolo. Dopo ritornai a Conil spesso, talvolta anche d’autunno o d’inverno, se ero molto arrabbiata.
L’estate del 2006 decisi d’un tratto che sarei venuta a vivere qui al più presto: mi diedi il tempo di smontare una casa che avevamo abitato per quasi quarant’anni. Non fu una decisione né festosa né triste, sicuramente smaniosa. Non era certo la voglia di una vacanza perpetua nel paesaggio oceanico: i paesaggi di per sé mi fanno sentire fuori posto e persino colpevole, ho bisogno di trovare nelle persone un pretesto che mi legittimi a vivere. Read the rest of this entry »

da Conil

In la gazza andalusa on Maggio 21, 2008 at 11:17 am

Da un anno e mezzo vivo a Conil de la Frontera, in provincia di Cadice. Un’altra volta racconterò di questa mia decisione. Ora, invece, qualche informazione su quest’angolo di terra andalusa. È un paese di ventimila abitanti, sull’Oceano Atlantico. In questa zona si sono succeduti fenici, romani, visigoti, arabi… Il centro storico è bianco. La riconquista da parte dei cristiani avvenne nel XIII secolo, più di duecento anni prima della caduta di Granada. Ci sono segni del passato feudale: soprattutto la torre di Guzman, abbastanza vicina al mare. Read the rest of this entry »