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	<title>rred-blog &#187; Il geometra sbagliato</title>
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		<title>Pensieri sui libri di Angelo Calvisi (Jacopo Nacci &#8211; NewClearWordz)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:46:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Calvisi ha scritto una trilogia: Maledizione del sommo poeta, Il geometra sbagliato, Il Principe di Persia. Maledizione del sommo poeta cambia completamente se, dopo averlo letto, si legge Il geometra sbagliato e si ripensa il primo libro alla luce del secondo. Perché Maledizione del sommo poeta è un libro che lì per lì si prende [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3473&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3472" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog3.jpg?w=147&#038;h=211" alt="" width="147" height="211" /></a><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank"><strong>Calvisi</strong></a> ha scritto <a href="../2009/05/27/la-trilogia-di-angelo-calvisi/" target="_blank">una trilogia</a>: <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank"><strong><em>Maledizione del sommo poeta</em></strong></a>, <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank"><strong><em>Il geometra sbagliato</em></strong></a>, <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><strong><em>Il Principe di Persia</em></strong></a>. <em>Maledizione del sommo poeta</em> cambia completamente se, dopo averlo letto, si legge <em>Il geometra sbagliato</em> e si ripensa il primo libro alla luce del secondo. <span id="more-3473"></span>Perché <em>Maledizione del sommo poeta</em> è un libro che lì per lì si prende a ridere: perché la figura del visionario, del rimastone, del tipo che si fa i viaggi, ottiene, come risposta automatica della cultura diffusa, il riso. Ma poi la lettura del <em>Geometra sbagliato</em> agisce retroattivamente sul lettore: ci si vergogna di aver riso. Perché ci si rende conto che in realtà non c’è alcuna differenza – nell’universo di Calvisi – tra la fenomenologia del rimastone e quella della persona affetta da disagio mentale, cambia solo lo schema culturale di riferimento, nel primo caso la reazione è il riso, nel secondo la tristezza e la compassione. È vero che, man mano che si cresce, i rimastoni fanno sempre meno ridere e mettono sempre più malinconia. Ma c&#8217;è qualcosa che rimane, anche solo a livello di consuetudine sociale, di aspettative altrui alla fine del racconto degli aneddoti del paesello, che si fatica sempre a eliminare del tutto. Ecco, forse bisogna pensarci. Perché poi tu leggi <em>Maledizione del sommo poeta</em> e pensi che insomma, è un libro, è fatto apposta, è fatto apposta perché tu rida, nessun matto è stato preso in giro per scrivere questo libro, niente di tutto ciò è successo. Allora ridi. E poi, quando leggi il secondo e capisci qual è il tema della trilogia, pensi: cacchio, non c&#8217;era niente ridere. E allora pensi a tutte le altre volte che non c&#8217;è niente da ridere, pensi che non c&#8217;è da ridere nemmeno per scherzo, nemmeno dell&#8217;idea platonica.</p>
<p style="text-align:justify;">Perché poi in Calvisi non c’è alcuna immagina romantica del matto. Il matto non è un genio, il matto non è oracolare, il matto ha anche visioni grette, provinciali, imprecise, deragliate dall’immaginario più banale: Dante al reparto reggae del negozio di dischi che “ha i rasta” (cioè i dreadlock) e si fa una canna.</p>
<p style="text-align:justify;">Da <em>Principe di Persia</em>:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>E così siamo montati a cavallo, anzi sono montati Geeva e gli uomini in nero. Sulla groppa di questi fantastici animali, che la mia vista non può contenere con un’unica occhiata, galoppiamo verso la destinazione definitiva. Sono ripiegato su me stesso dentro lo zaino che Geeva porta sulla schiena. La corsa dei cavalli si distende tra i sentieri di una foresta dove la terra è fatta di terra, e l’acqua del fiume non è altro che acqua, e tutto è quello che è, solamente quello che è.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Gli animali fantastici che la vista non può contenere con un’unica occhiata mi hanno ricordato la <em>Poetica</em> di Aristotele, è la stessa immagine che Aristotele usa quando dice che la narrazione deve poter essere abbracciata da un solo sguardo della memoria, che il racconto deve essere fatto in modo che il lettore se lo ricordi tutto, mentre legge. Allora ho pensato che, sempre nella <em>Poetica</em>, Aristotele dice che la causalità del racconto deve essere più forte di quella della realtà, in cui tra molti eventi non c’è concatenazione. Nella trama no, nella trama gli eventi devono essere collegati da una causalità forte. Invece il <em>Principe di Persia</em> dice che “la terra è fatta di terra, e l’acqua del fiume non è altro che acqua, e tutto è quello che è, solamente quello che è”. Calvisi registra la realtà, le sue narrazioni sono piene di azioni che non si possono ricordare con un solo sguardo della memoria perché la causalità è debole, perché Calvisi riporta la realtà (anche se è una realtà che ha inventato lui) esattamente come è, con la sua frammentarietà, la sua causalità debole, la contingenza degli eventi. Non è detto che questo sia un bene per il lettore, cognitivamente è abbastanza pesante e dispersivo, ma sembra un’operazione concettuale e mi sembra interessante.<br />
Se nella causalità forte della narrazione noi, per un patto tra autore e lettore, vediamo l’imitazione della realtà, quando in realtà la realtà è fatta di contingenze decisamente più slegate, e se nella follia, rispetto alla realtà, noi vediamo una minor capacità di comprendere i legami tra le cose che popolano la realtà, allora un modo per rappresentare la follia nella narrazione è quello di registrare la realtà: l’effetto, stante il patto tra autore e lettore, è quello di assistere alla visione del mondo di un folle, con un focus d’attenzione che si sposta continuamente su cose che non hanno una stretta correlazione con la coerenza del racconto, ma come se ce l’avessero (perché è un racconto e ce lo aspettiamo).</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Principe di Persia</em>, poi, almeno nella prima parte, è narrato come un romanzo d’avventura, solo che il protagonista è matto. Anche la parte persiana, quella presa di peso dal videogioco, è narrata come un romanzo d’avventura, ma accade come un videogioco: nel videogioco la grafica è funzione dell’ambientazione, ma l’azione non è correlata in modo forte alla trama, si può pensare anzi che la trama di un videogioco è concepita come pretesto per stressare l’abilità manuale del videogiocatore; anche le sottotrame, i piccoli schemi, le microsequenze, sono relativamente libere dalla trama generale: quindi se l’ambientazione dà atmosfera, spesso, di contro, le azioni non danno vita a una struttura narrativa coerente o anche solo interessante, evolvente: la prima parte <em>Principe di Persia</em> narra con il piglio di un romanzo d’avventura accadimenti che hanno una non-trama da videogioco, e vi regna tutta la plurivocità e multidirezionalità – che si risolve nell’immobilità – del disagio mentale, una frenesia circolare, senza futuro.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel <em>Principe di Persia</em>, rispetto agli altri due romanzi, della trilogia, il protagonista è più attivo, si lascia meno vivere, interagisce con il contesto in maniera più decisa, dà addirittura vita a una rivolta. Filippo La Porta, in riferimento al <em>Geometra sbagliato</em>, scrive che la malattia nega l’altro e la sua diversità, più precisamente <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/rassegna.aspx?bk=9788895731001/20080725092719/La+strana+allegrezza+di+Tito%2c+di+Filippo+La+Porta+-+/" target="_blank">scrive</a> di <em>immaginazione masturbatoria, autoreferenziale, che nega l’altro e la sua diversità</em>. Noi, in ambito morale, biasimiamo chi sente poco o male, trattiamo l’iposensibilità come fosse un atto volontario, imputiamo una colpa, non ci viene mai in mente che essere iposensibile possa essere un handicap. Mi pare che invece <em>Il geometra sbagliato</em> riesca a fare questo: a portare empatia e compassione verso uno che, per dire, non riconosce la moglie e l’assimila ad altre donne. Di questo personaggio, e di quello di <em>Maledizione del sommo poeta</em>, nei due romanzi c’è tutta la passività. Invece, nel <em>Principe di Persia</em>, il protagonista è attivo, ma è talmente attivo da trovare una sua via d’uscita. Quindi nei romanzi di Calvisi c’è o la compassione per una situazione involontaria (<em>Sommo poeta</em>, <em>Geometra</em>), o l’apprezzamento per una capacità di autoredenzione spinta dalla volontà (<em>Principe di Persia</em>). Calvisi sembra dire che dove c’è una deficienza del sentire non c’è volontà (<em>Sommo poeta</em>, <em>Geometra</em>), e dove c’è volontà vedrai che c’è una via d’uscita, dove c’è volontà c’è redenzione (<em>Principe di Persia</em>), perché il male è un handicap non una colpa.</p>
<p style="text-align:justify;">C’è un’ambiguità nel <em>Principe di Persia</em>, nella figura demiurgica di Mechner, il programmatore del videogioco, e nell’incontro tra il protagonista e il demiurgo Mechner. Nell’ultima parte il protagonista sembra essere per la prima volta cosciente di essere in un videogioco. Dopo un crescendo, nel quale il protagonista esce dal videogioco e si ritrova nel reale, il protagonista torna nel videogioco ma rendendosi conto che è un videogioco: ha la lucidità – per la prima volta – di comprendere dove si trova. A quel punto viene bersagliato, minato nella mente, c’è un deragliamento linguistico e uno si chiede “ma non era arrivato alla lucidità”? Poi capisci che c’è un’attività che non dipende da lui, è un’attività di cui la sua mente è vittima, e appare il padre eterno, Mechner, la matrice: è lui che lo sta attaccando. Alla fine Mechner lascia al protagonista la possibilità di scegliere di quale memoria (reale) vuole vivere, da dove ricominciare. Mi pare ambiguo questo demiurgo che ti chiude in un videogame e poi compare come un guardiano di fine ultimo livello e ti lascia la possibilità di vivere nel reale, ma a pensarci bene è il videogioco stesso che è fatto così: se porti a termine la missione hai vinto, sei libero. La volontà del protagonista, che si muove autonomamente e in rivolta, è premiata con la grazia del demiurgo Mechner.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Jacopo Nacci, <a href="http://newclearwordz.splinder.com/post/21663611/Pensieri+sui+libri+di+Angelo+C" target="_blank">NewClearWordz</a></p>
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		<title>Il principe di Persia: dalle Mille e una notte all&#8217;avant-Pop &#8211; loop</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 21:15:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Principe di Persia, di Angelo Calvisi (Round Robin, pp 109), è un breve romanzo costruito sulla falsariga di Prince of Persia, il celebre videogioco ideato da Jordan Mechner all&#8217;inizio degli anni &#8216;90, cui il testo si riferisce apertamente sin dal titolo. Si parte infatti da un&#8217;Intro con &#8220;la storia della mia avventura d&#8217;esordio, quella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3444&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3445" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog2.jpg?w=164&#038;h=236" alt="chiuso per turno" width="164" height="236" /><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><strong><em>Il Principe di Persia</em></strong></a>, di <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank">Angelo Calvisi</a> (Round Robin, pp 109), è un breve romanzo costruito sulla falsariga di Prince of Persia, il celebre videogioco ideato da Jordan Mechner all&#8217;inizio degli anni &#8216;90, cui il testo si riferisce apertamente sin dal titolo. Si parte infatti da un&#8217;<em>Intro</em> con &#8220;la storia della mia avventura d&#8217;esordio, quella del vecchio floppy&#8221;, per poi passare attraverso i livelli e le vite &#8211; tipiche di ogni videogioco d&#8217;avventura &#8211; e arrivare fino all&#8217;<em>Outro</em> e ai <em>Credits</em>, gli immancabili titoli di coda.<span id="more-3444"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il racconto nella prima parte mostra i pensieri e le azioni del protagonista del videogame. Lo stile &#8211; godibile e scorrevolissimo &#8211; che all&#8217;inizio ricorda quello di alcune novelle medioevali o di certi racconti delle <em>Mille e una notte</em>, tende gradualmente a infittirsi di omaggi, ammiccamenti e riferimenti al variegato universo finzionale nel quale l&#8217;uomo contemporaneo è ineluttabilmente immerso. Citazioni di film &#8211; vere e proprie ekfrasi (come la descrizione di alcuni combattimenti ricalcata su quelli di Matrix, o le sembianze del capo degli scheletri che richiamano i tratti di Indiana Jones) &#8211; e calibrate allusioni a una vastissima gamma di libri e canzoni (da De André a Johnny Stecchino, da Dostoevskij a i Goonies) indicano, emergendo, da una parte la materia di cui è impastata la psiche del protagonista, dall&#8217;altra &#8211; con il loro stesso affiorare -  la possibilità di salvezza: il rigoglìo dei ricordi è la chiazza di luce in fondo al tunnel.</p>
<p style="text-align:justify;">Il protagonista del <em>Principe di Persia</em> (tipo che oscilla tra l&#8217;eroe epico delle prime pagine e il costipato personaggio romanzesco in cerca d&#8217;autore &#8211; o meglio, più che d&#8217;autore di un&#8217;identità che lo collochi nel mondo dei fenomeni strappandolo al marasma degli input irregolari e spumeggianti come geyser nel tessuto narrativo &#8211; nelle ultime), il protagonista, dicevamo, privo di nome, si trova ad affrontare dal suo originalissimo punto di vista &#8211; per il lettore lui è e rimane dall&#8217;inizio alla fine <em>il Principe di Persia</em> (la trovata romanzesca, ammettiamo, è delle migliori) &#8211; i motivi archetipici della storia della letteratura: si susseguono i temi del doppio, del rapporto col sé e con la propria nemesi &#8211; temi che il Principe affronta semplicemente reincarnandosi e una volta reincarnato ripercorrendo e affrontando nuovamente &#8211; come in ogni avventura videoludica &#8211; le medesime situazioni, i suoi stessi precedenti errori, le erranti antiche proiezioni di sé. Il testo si riavvita così su se stesso per rilanciarsi a un livello conoscitivo superiore, progredendo in forma di spirale, e mostrando un andamento &#8211; soprattutto rispetto ai casi di reinizializzazione (quali l&#8217;accesso ai successivi livelli o i ritorni in vita) &#8211; paragonabile al meccanismo narrativo del <em>Castello</em> kafkiano, parallelismo strutturale la cui continuità viene meno solo in relazione al finale, di segno opposto nei due casi.</p>
<p style="text-align:justify;">Da un punto di vista letterario il Principe è insieme apice e superamento del fenomeno dell&#8217;avant-pop. L&#8217;evoluzione del protagonista ottiene pieno compimento al di fuori della trovata post-moderna dell&#8217;incarnazione letteraria di un episodio videoludico. La realizzazione della vicenda del Principe avviene infatti nei capitoli finali <em>al di là</em> della fatidica scritta <em>Game Over</em>: oltre quelli che sarebbero considerati gli usuali confini di un testo concepito secondo le consuetudini della letteratura pop.</p>
<p style="text-align:justify;">Segnaliamo infine che il Romanzo oltre a marcare la sublimazione di uno dei fenomeni letterari più chiacchierati dai primi anni Novanta a questa parte, chiude, all&#8217;interno dell&#8217;opera dello stesso Calvisi, la cosiddetta &#8216;trilogia della follia&#8217;, costituita dal <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank"><strong><em>Geometra sbagliato</em> </strong></a>e da <em><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank"><strong>Maledizione del Sommo Poeta</strong></a></em>, rispetto ai quali anche si pone come elemento di superamento e di rottura.</p>
<p style="text-align:right;">Paolo Imbonati, <a href="http://www.looponline.info/index.php/libri/154-angelo-calvisi-qil-principe-di-persia-dalle-mille-e-una-notte-allavanti-popq" target="_blank">loop</a></p>
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		<title>sabato, la cité, 18:30</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 09:46:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
firenze &#62; borgo san frediani 20-r &#62; la cité libreria
*
Il Principe di Persia
di Angelo Cavisi

*
Discuteranno di questo e di tutta la trilogia sulla follia
(Il Geometra sbagliato, Maledizione del sommo poeta e Il Principe di Persia):
-
&#62;&#62; Angelo Calvisi (autore)
&#62;&#62; Jacopo Nacci (scrittore)


[SABATO7novembre18:30LACITE BorgoSanFrediani20-rFIRENZE]

Posted in (p)Recensioni &#38; vanità Tagged: 7 novembre, Angelo Calvisi, firenze, Il geometra sbagliato, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3379&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><strong>firenze</strong> <strong>&gt;</strong> borgo san frediani 20-r <strong>&gt;</strong> <strong>la cité libreria</strong></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#000080;"><strong>*</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><em>Il Principe di Persia</em></a><br />
</strong>di<strong> <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank">Angelo Cavisi</a></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-3380" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog.jpg?w=180&#038;h=258" alt="chiuso per turno" width="180" height="258" /><span id="more-3379"></span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#ff6600;">*</span></strong></p>
<p style="text-align:center;">Discuteranno di questo e di tutta la<a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/05/22/trilogia-sulla-follia-con-le-parole-del-suo-proprio-autore/" target="_blank"><strong> trilogia sulla follia</strong></a><br />
(<em><span style="color:#000080;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Il Geometra sbagliato</a></span>, <span style="color:#ff6600;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank">Maledizione del sommo poeta</a></span> e <span style="color:#ff6600;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank">Il Principe di Persia</a></span></em>):</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="text-align:left;"><strong>&gt;&gt; Angelo Calvisi </strong>(autore)<br />
<strong>&gt;&gt; Jacopo Nacci </strong>(scrittore)</p>
<p style="text-align:center;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align:right;">[SABATO7novembre18:30LACITE BorgoSanFrediani20-rFIRENZE]</p>
<p style="text-align:center;">
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: 7 novembre, Angelo Calvisi, firenze, Il geometra sbagliato, il principe di persia, jacopo nacci, la cité, maledizione del sommo poeta, presentazione, sabato, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3379&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Principe di Persia, personaggio creato da Jordan Mechner, è il celebre protagonista di una serie di videogiochi, e alle situazioni narrate nei vari titoli della collana si è ovviamente attinto a piene mani. Per la struttura circolare del racconto si citi almeno Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, il western di Sydney Pollack [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3318&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><strong>Il Principe di Persia</strong></a>, personaggio creato da Jordan Mechner, è il celebre protagonista di una serie di videogiochi, e alle situazioni narrate nei vari titoli della collana si è ovviamente attinto a piene mani. Per la struttura circolare del racconto si citi almeno <em>Corvo Rosso non avrai il mio scalpo</em>, il <em>western</em> di Sydney Pollack con Robert Redford. I “serti di vittoria” (alla fine dell’intro) sono una citazione tratta dal monologo iniziale del <em>Riccardo III</em> di Shakespeare. La locuzione “lugubre idiota” (che nel capitolo i. è declinata al plurale) è contenuta in una pagina di Dostoijesvski che non ho più trovato. <span id="more-3318"></span>Nella descrizione del primo naufragio (capitolo ii.), molte citazioni tratte da una situazione analoga raccontata nelle <em>Mille e una notte.</em> Il macigno di forma sferica che appare subito dopo l’ingresso del Principe nella grotta (capitolo iii.) appartiene alla stessa famiglia di quello che rotola dietro a Indiana Jones ne<em> I predatori dell’arca perduta</em>. Lo stesso Indiana Jones è chiaramente rappresentato nella figura del capo degli scheletri (capitolo iv.), il quale è vestito come l’eroe di Spielberg ed è, come lui, armato di una frusta. Il nome del personaggio che il Principe incontra nelle grotte (Walsh, che appare la prima volta nel capitolo iii.), è omaggio a uno dei <em>Goonies</em>, che più avanti (nella scena dell’organo fatto di ossa, capitolo vii.) saranno citati in maniera esplicita. Il tugurio e le lastre d’ardesia dove si legge per la prima volta il nome di Jordan Mechner, e che appaiono nel capitolo v., vogliono riferirsi ai programmi televisivi <em>Grande Fratello</em> e <em>Isola dei Famosi</em>. Il sogno di Clarence (ancora dal <em>Riccardo III</em> shakespiriano) è ricordato nella descrizione dei tesori presenti nella grotta (capitolo vii.). Il Secondo livello (capitolo viii.) si apre con una citazione da <em>Romeo e Giulietta</em> (l’”agata sull’indice di un assessore” è l’immagine con cui comincia il celebre discorso di Mercuzio del Primo Atto), mentre poco più avanti, la frase del “sole che scivola al di là delle dune” per andare a “violentare altre notti” si deve a Fabrizio De Andrè (<em>Il testamento di Tito</em>, nell&#8217;album <em>La buona novella</em>). Il sindaco dell’oasi (capitolo viii.) vuole ricordare, nell’aspetto e nel vestiario, il Grillo Parlante del Pinocchio disneyano. “Non mi somiglia per niente”: lo dice il Principe nel capitolo viii., quando vede per la prima volta il ritratto di Jordan Mechner (e allo stesso proposito lo dirà anche nel capitolo xxiii.); è una citazione del film di Benigni <em>Johnny Stecchino</em>. Geeva, il grillo che fa amicizia con il Principe nel medesimo capitolo viii., ricorda, nel nome, Eta Beta, l’extraterrestre compagno di Topolino in tante avventure tecnologiche, che negli Stati Uniti si chiama Eega Beeva. L’incipit del capitolo ix. è un maldestro calco dantesco (“Or sen va per un secreto calle / tra ’l muro de la terra e li martiri, / lo mio maestro, e io dopo le spalle”: Inf. X, 3). Nello stesso capitolo, l’apparizione dello stemma con il coniglio bianco cita il film <em>Matrix</em>. La neve che porta la morte, nel capitolo ix., è un omaggio alla saga dell’<em>Eternauta</em>, il fumetto di Oesterheld/Lopez, che si apre proprio con una nevicata radioattiva. L’ultima citazione del capitolo ix. è nelle righe conclusive, quando si allude chiaramente al finale del film <em>Il pianeta delle scimmie</em>. Gli “altari d’oro” (di Tesippo: capitolo x.) li ho trovati da qualche parte in Marquez. Sempre nel capitolo x., il Principe precipita in una buca piena di serpenti. Lo stesso accade a Indiana Jones (ancora!) nel primo capitolo della saga cinematografica. Inoltre anche il Principe, come il celebre Indy, odia i serpenti. Il ragazzino che sembra il fratello minore del protagonista, e che nel capitolo x. viene decapitato per non aver saputo rispondere a un indovinello, è il Principe di Persia presente in <em>Turandot</em>, l’opera pucciniana. Un’arena simile a quella descritta nel capitolo x. (quando il Principe viene ucciso dagli scimmioni), si vede in <em>Odissea Americana</em>, albo a fumetti della collana dedicata a Zagor, personaggio pubblicato e creato (con il <em>nom de plume</em> di Guido Nolitta) da Sergio Bonelli. Il dialogo tra il Principe e il fantasma del Sultano (capitolo xi.) ricalca quello tra Amleto e lo spirito del padre. Nel capitolo xii., salutando Baghdad, il Principe di Persia cita l’<em>Addio ai monti </em>di manzoniana memoria. Poco più avanti il protagonista incontra alcuni guerrieri dall’aspetto “formidabile”, che combattono con le tecniche dei personaggi di Matrix. Sono gli Uomini in Nero, così chiamati per ricordare soprattutto la setta di avversari del detective dell’Impossibile, Martin Mystère, il personaggio a fumetti creato da Alfredo Castelli e pubblicato dalle edizioni del già menzionato Sergio Bonelli. Non si dimentichi, però, che si chiamano Men in Black anche i bizzarri investigatori dei due omonimi film interpretati da Will Smith e Tommy Lee Jones. L&#8217;Operazione Arcangelo, di cui si comincia a parlare nel capitolo xii., ha lo stesso nome di una missione condotta dal colonnello Walter E. Kurtz in <em>Apocalypse Now</em> di Francis Ford Coppola. All’inizio del capitolo xiii., le “ombre della notte” che, “arretrando, lottano contro la luce che avanza”, il “tumuletto di talpa” e i pastori che si “stanno soffiando sulle dita per scaldarsi” citano testualmente l’<em>Enrico VI</em> &#8211; <em>Parte Terza</em>, ancora di Shakespeare. Nel Terzo livello, i nomi dei due infermieri alludono naturalmente ad Ascanio Celestini, mentre nel nominare le analisi a cui si sottopone il protagonista (capitolo xv.) si vuole rendere omaggio a Giuseppe Berto e al suo romanzo di ambientazione manicomiale <em>Oh, Serafina!</em>. I “seni attoniti” di Beatrice (capitolo xvi.) sono presi pari pari da Marquez (<em>L’amore ai tempi del colera</em>). Ghinazzi, che compare nel capitolo xvii. e ha lo stesso cognome del cantante Pupo, cita Jago e fa parlare il Principe come un Otello. Nell’inizio del Quarto livello si intrecciano citazioni e suggestioni da Pinter (<em>La serra</em>), Manganelli (<em>La palude definitiva</em>) e Leopardi (<em>Ultimo canto di Saffo</em>). Nel capitolo xix. (i racconti del Principe nel palazzo dei carabinieri) si cita ancora Otello, il discorso al Senato Veneziano, e nuovamente Leopardi (<em>L’infinito</em>) per la “profondissima quiete” che coglie il protagonista durante la sua metamorfosi. Il Museo di Tesippo, capitolo xx., allude al Beaubourg parigino. Nel capitolo xxi., gli “incappati come i pellegrini nell’anno del Giubileo” sono un vago riferimento a Dante (Inf. XVIII, 29) e la frase “sto per entrare in un regno in cui regna la follia” è citazione letterale dal videogioco Resident Evil. L’ultimo livello, il Quinto, si apre con una citazione dal film <em>Fight Club</em> e, ancora, dalla <em>Palude</em> manganelliana. Più avanti si cita ancora <em>Apocalypse Now</em> (gli elicotteri e il testo letto dalla voce registrata), mentre la descrizione relativa al “Salto dell’Ubriaco” (nel capitolo xxiii.) si deve a Stephen King (in uno dei primi capitoli di <em>‘Salem’s Lot</em>). Sempre nel capitolo xxiii., i momenti che precedono l’esecuzione echeggiano la medesima situazione narrata ne <em>Lo Straniero</em> di Albert Camus. Sebastiano Vassalli, con <em>Stella avvelenata</em>, è citato nel capitolo xxiv., più precisamente nel paragrafo che descrive l’inverno genovese. La canzone di Edoardo Bennato citata nell’outro è <em>Quando sarai grande</em>, tratta da <em>Burattino senza fili.</em></p>
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<p style="text-align:right;"><strong><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank">Angelo Calvisi</a>,<a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"> Il Principe di Persia</a></strong></p>
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		<title>Stasera con Calvisi da nero su bianco</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 07:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visto l&#8217;imbarazzante successo di pubblico di ieri sera abbiamo deciso su due piedi di replicare e oggi pomeriggio alle 18:27 tra bicchieri di vino e tranci di pizza (forse) parleremo nuovamente di follia e letteratura col fuggiasco Angelo Calvisi &#8211; che domani se ne torna in quel di Genova &#8211; altre occasioni amici non ce [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3218&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Visto l&#8217;imbarazzante successo di pubblico di ieri sera abbiamo deciso su due piedi di replicare e oggi pomeriggio alle 18:27 tra bicchieri di vino e tranci di pizza (forse) parleremo nuovamente di follia e letteratura col fuggiasco<a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank"><strong> Angelo Calvisi</strong></a> &#8211; che domani se ne torna in quel di Genova &#8211; altre occasioni amici non ce ne saranno davvero!</p>
<p><img class="size-thumbnail wp-image-3219  alignleft" title="il mio cuore ha 2 battiti.ai" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/il-geometra-sbagliato.jpg?w=104&#038;h=150" alt="il mio cuore ha 2 battiti.ai" width="104" height="150" /><img class="size-thumbnail wp-image-3223   alignright" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/principe-di-persia-blog4.jpg?w=104&#038;h=150" alt="chiuso per turno" width="104" height="150" /></p>
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<p style="text-align:center;"><span id="more-3218"></span></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;"> </span><span style="color:#ff0000;"><strong>ore 18:27</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong>libreria nero su bianco</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#008000;">piazza san cosimato 14 </span>- <span style="color:#000080;">trastevere</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><em>folle folle folle aperitivo con calvisi&#8230;</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-thumbnail wp-image-3220  aligncenter" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/maledizione-del-sommo-poeta1.jpg?w=104&#038;h=150" alt="chiuso per turno" width="104" height="150" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>&#8230; aspettando l&#8217;outing</em></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: Angelo Calvisi, aperitavitti, Il geometra sbagliato, maledizione del sommo poeta, nero su bianco, p.za san cosimato, principe di persia, trastevere, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3218&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Maledizione del Sommo Poeta di Angelo Calvisi &#8211; Lungotevere.net</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 09:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Roma, 21 ott 2009 - Angelo Calvisi è il protagonista e anche l&#8217;autore di una storia a tratti surreale ma anche molto vera, che rispecchia il malessere dell&#8217;uomo contemporaneo, la sua difficoltà ad affermarsi, ad essere qualcuno, a lasciare un segno nella vita. La storia di cui stiamo parlando è quella raccontata in Maledizione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3199&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3200" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/maledizione-del-sommo-poeta.jpg?w=170&#038;h=243" alt="chiuso per turno" width="170" height="243" /> <strong>Roma, 21 ott 2009 </strong>- Angelo Calvisi è il protagonista e anche l&#8217;autore di una storia a tratti surreale ma anche molto vera, che rispecchia il malessere dell&#8217;uomo contemporaneo, la sua difficoltà ad affermarsi, ad essere qualcuno, a lasciare un segno nella vita. <span id="more-3199"></span>La storia di cui stiamo parlando è quella raccontata in <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank"><strong>Maledizione del Sommo Poeta</strong></a>, edito da Round Robin (<a href="http://www.roundrobineditrice.it/">www.roundrobineditrice.it</a>). Il libro è il secondo volume di una trilogia che parte con <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank"><strong>Il Geometra Sbagliato</strong></a> e si concluderà con <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><strong>Il Principe di Persia</strong></a> (che verrà, tra l&#8217;altro, presentato venerdì 23 ottobre alle 21.30 all&#8217;Altroquando, in via del governo vecchio, 80).</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Maledizione del sommo poeta&#8221; è la storia di un 35enne ossessivo e mentalmente instabile, perseguitato dal desiderio di lasciare un segno nella letteratura, proprio come il Sommo Poeta Dante Alighieri, la cui ingombrante presenza pesantemente si impone nella vita del protagonista dalla più tenera età. Da allora in poi la vita di Angelo Calvisi diventa compromessa per sempre, oppressa dal senso di sconfitta generato da quella volontà continuamente delusa. E la maledizione di Angelo Calvisi è quella di crescere rimanendo però sempre un po&#8217; bambino e un po&#8217; inetto, di non riconoscere i propri limiti, di volersi elevare al di sopra delle masse, non rassegnandosi all&#8217;anonimato, senza arrendersi all&#8217;idea di non essere in grado di farlo. Tra l&#8217;altro il protagonista deve fare i conti con tutta una serie di personaggi che affollano la sua mente dialogando tra loro e intralciando le sue azioni quotidiane. Su tutti campeggia il Sommo Poeta, che ritroviamo appollaiato sul camino a ricordare costantemente al protagonista la sua inadeguatezza, a fumare marijuana o a giocare a ruba bandiera con la propria cuffietta. Divertentissimo l&#8217;abbassamento grottesco di questo personaggio, eterno compagno di viaggio del protagonista e l&#8217;ironia con cui è giocata tutta la narrazione che si snoda entro un arco temporale di tre giorni, essenzialmente al di dentro della mente del protagonista, che tenta di far fronte agli eventi, spesso non riuscendo a gestirli, trascinandosi nella vita, lasciandosi vivere passivamente preparandosi al meglio ad attendere la morte. Il tutto in uno stile veramente spassoso, che da subito coinvolge il lettore fino a farlo scoppiare dalle risate di fronte alla pagina.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">L&#8217;andamento sintattico sgrammaticato ricalca esattamente i ritmi e le strutture del parlato e dà vita ad una serie di vicende esilaranti che riflettono perfettamente il mondo caotico e pieno di fantasia del personaggio protagonista.</p>
<p style="text-align:justify;">I flussi di coscienza, le ossessioni, i dialoghi con gli strampalati personaggi, le vicende che non si comprendono quanto siano vere o finte creano un impasto veramente variegato di immagini e colori che ci fanno calare in un turbine mentale del tutto diverso dal solito modo di guardare il mondo. Il romanzo nella sua brevità e scorrevolezza è del tutto godibile. Divertente ma anche in grado di far riflettere. Al di là del gioco, che riesce a far si che il lettore si diverta moltissimo, rimane infatti la percezione di una dimensione più problematica, di un&#8217;angoscia esistenziale, di una difficoltà ad entrare in contatto con il mondo. Una condizione dolorosa che si fa sempre più strada nel racconto, che si percepisce sempre di più dietro l&#8217;umorismo. Un testo spassosissimo eppure amaro che concretizza e riflette le sfaccettature della follia.</p>
<p style="text-align:right;">Benedetta Casaretti,<a href="http://www.lungotevere.org/news.asp?id=5385&amp;s=3&amp;a=20" target="_blank"> lungotevere.net</a></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: Angelo Calvisi, dante, genova, Il geometra sbagliato, il principe di persia, letteratura, libri, maledizione del sommo poeta, narrativa, round robin, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3199&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Angelo Calvisi &#8211; Il Principe di Persia</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 07:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricordo che mi ero innamorato della figlia del Sultano, bella come il sorriso del cielo in una sera d’estate…, sembra l&#8217;inizio di una canzone medievale, o di una novella delle Mille e una notte, invece è quello del Principe di Persia, terzo capitolo della tua trilogia sulla follia. Da dove viene questa trilogia, perché andrebbe [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=2823&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong><em><img class="alignleft size-full wp-image-2833" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/09/principe-di-persia-blog1.jpg?w=167&#038;h=232" alt="chiuso per turno" width="167" height="232" />Ricordo che mi ero innamorato della figlia del Sultano, bella come il sorriso del cielo in una sera d’estate</em>…, sembra l&#8217;inizio di una canzone medievale, o di una novella delle <em>Mille e una notte</em>, invece è quello del <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank">Principe di Persia</a>, terzo capitolo della tua trilogia sulla follia. Da dove viene questa trilogia, perché andrebbe letta e quali sono le caratteristiche che accomunano e che distinguono ciascuno dei tre libri? <span id="more-2823"></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Se in alcune parti, incipit compreso, il Principe ricorda i romanzi medievali o le <em>Mille e una notte</em> io sono contento. In effetti la mia volontà era proprio quella di riecheggiarli, anche perché si tratta di letture che sono tra le mie preferite. Per tornare alla tua domanda, direi che la trilogia sulla follia nasce principalmente da un interesse nei confronti della malattia mentale. Sono stato spinto anche da mozioni propriamente letterarie, ovvero il piacere di manipolare un po&#8217; la lingua (e qui devo riconoscere i debiti che ho contratto con scrittori come Celati o Nori), il divertimento di scrivere storie stralunate che facessero ridere ma anche commuovere, il desiderio di parlare allegoricamente (lo dico sottovoce) dei nostri tempi e della nostra società. Tutti questi fattori, però, sono subentrati in un secondo momento. Come dicevo, all&#8217;inizio il mio interesse era quello di riflettere a voce alta (il primo testo della trilogia, <em>Maledizione del Sommo Poeta</em>, nasce come monologo teatrale) sulla condizione dei malati di mente. Mi chiedi, inoltre, perché andrebbero letti e quali sono le caratteristiche dei singoli libri. Be&#8217;. <strong><em><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Il geometra sbagliato</a> </em></strong>secondo me è un discreto racconto, tiene abbastanza bene, il finale non te lo aspetti e ti sorprende. E poi mi pare di poter dire che Tito Pozzi sia un bel personaggio. La <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank"><strong><em>Maledizione del Sommo Poeta</em></strong></a> è un testo più frammentario, c&#8217;è meno storia, la vicenda si svolge nell&#8217;arco di tre giorni, principalmente nella mente del protagonista. Il suo pregio è quello di fare ridere. Ci sono parecchi momenti in cui è francamente difficile trattenere le risate, anche se poi il finale è piuttosto raggelante. <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><strong><em>Il Principe di Persia</em></strong></a> è un libro diviso in due parti. La prima è una (classica, vorrei dire, ma in fondo tanto classica non è) storia d&#8217;avventura, mentre la seconda illumina di una luce nuova tutto quello che è accaduto in precedenza. Non ci sono le situazioni buffe che abbondavano nei primi due racconti e nel complesso mi pare che si tratti di un libretto agile che si fa apprezzare soprattutto per l&#8217;intuizione che lo regge (quella di guardare sotto un&#8217;altra angolazione il protagonista di un celebre videogioco) e per le implicazioni (se vogliamo simboliche) che questa intuizione comporta.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong> <em>Il Principe di Persia</em> è costruito come un videogioco. Il protagonista è il protagonista del videogioco. E come in molti videogame alla fine di ogni quadro in qualche modo si ricomincia. La prima volte che l&#8217;ho letto ho pensato che c&#8217;è un altro libro organizzato in maniera simile &#8211; e sospetto che pur conoscendolo tu non l&#8217;abbia tenuto presente per l&#8217;ideazione di questo &#8211; è <em>Il Castello</em> di Kafka. L&#8217;avevi tenuto presente? Quali sono stati i tuoi referenti principali in questo caso? </strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">I referenti del <em>Principe</em> sono una marea, anche perché la stesura della prima versione è cominciata più di 15 anni fa, quindi puoi immaginare quanta roba sia sedimentata tra le cento pagine che compongono questo racconto. I romanzi medievali e le <em>Mille e una notte</em> che tu hai citato prima ci rientrano sicuramente, ma anche i gialli Mondadori, i fumetti di Sergio Bonelli (da <em>Zagor</em> a <em>Martin Mystére</em>), e Shakespeare, e i videogiochi, i film di Lucas e Spielberg, il cinema western, le terrificanti fiabe incise sui dischi a 45 giri che collezionavo da bambino… <em>Il Castello</em> di Kafka, invece, non l&#8217;ho ancora letto. È una lacuna imperdonabile, lo so, ma sto per rimediare perché ho già posizionato il libro sul comodino.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Uno scrittore francese una volta ha detto che a ogni libro originale che viene scritto toccherà in sorte di essere riscritto per almeno 400 volte. Questo è un libro con un&#8217;Idea, è un archetipo, è un libro che quello scrittore francese (a proposito, ti ricordi chi è?) avrebbe certamente segnalato tra quelli originali. È facile immaginare come ti sia venuta l&#8217;idea, ma parlaci lo stesso di come è nata, di come è cresciuta. </strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Mi sono laureato all&#8217;inizio degli anni &#8216;90. Nei lunghi mesi in cui scrivevo la tesi di laurea, di tanto in tanto interrompevo le nauseanti sessioni di studio giocando al <em>Principe di Persia</em>, intendo la prima avventura di cui, peraltro, non ricordo il titolo. Ho definito le mie sessioni di studio “nauseanti”, ed è proprio così. Fino a quel momento mi ero interessato solo di poesia. Scrivevo poesie, mi stavo laureando con una tesi riguardante Montale e Caproni, poco più avanti avrei fatto accidentalmente parte del gruppo collegato alla rivista «Altri Luoghi» che, in prevalenza anche se non esclusivamente, si occupava di scrittura in versi. Tutta questa immersione teutonica e autistica nella poesia ebbe come risultato una crisi di rigetto nei confronti della poesia stessa, una crisi che esplose proprio nel momento della scrittura della tesi. Per distrarmi e per salvaguardare la mia igiene mentale cominciai a scrivere alcune prosette ispirate alle vicende del videogioco. Dirò meglio: si trattava di semplici descrizioni di quello che accadeva sullo schermo. Successivamente il lavoro si è strutturato in forma di racconto e di tale racconto, nel corso del tempo, ne ho scritte almeno cinque versioni. Non ero mai soddisfatto soprattutto per un motivo linguistico, visto che tutte le versioni risentivano di un modello (quello manganelliano) veramente mal digerito. Inoltre in esse si adombrava una critica nei confronti del sistema massmediologico-politico e del suo principale rappresentante (che ancora oggi ammorba così pesantemente la vita pubblica del Belpaese) che regolarmente, ad ogni rilettura, non potevo non riconoscere come stucchevole e velleitaria. Per circa dieci anni ho abbandonato il progetto, anche se continuavo a pensare che scrivere un racconto ispirato a un videogioco fosse un&#8217;idea piuttosto buona. All&#8217;inizio del 2008, dopo aver pubblicato <em>Il Geometra</em> e la prima edizione della <em>Maledizione</em>, ho rimesso mano al <em>Principe</em> che, ripulito dalla fastidiosa patina manganelliana e liberato da ogni esibizionismo anti-berlusconiano, è diventato il terzo capitolo della trilogia.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Lungo la narrazione vengono fuori gradualmente e via via sempre più intensamente i frammenti di una memoria guasta fatta di citazioni, brandelli di informazioni finzionali, pezzi di videogame, film, canzoni, echi letterarie; tutto questo magma indistinto sembra dipingere l&#8217;immaginario di un uomo dei nostri tempi che ha finito per impigliarsi nella miriade di input ricevuti, rischiando di annegarci, certamente di perdercisi. È così? </strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Sì, è esattamente così. I Police, se non sbaglio nell&#8217;album <em>Ghost in the machine</em>, cantavano “Too much information driving me insane”. Quindi, se vuoi, nel racconto puoi continuare a vedere una critica nei confronti dell&#8217;utilizzo distorto dei sistemi di comunicazione di massa, ma di certo la cosa è più sfumata rispetto alle prime versioni del <em>Principe</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Nella nota biografica c&#8217;è scritto che morirai nel 2012 e che i Maya non c&#8217;entrano. Che succederà nel 2012 capace di condizionare la tua morte? E che farai fino ad allora? </strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Il 2012 vedrà la pubblicazione del racconto che sto scrivendo in questo momento, e che si dovrebbe intitolare <em>L&#8217;Argentino</em>. Dopo quella data agli occhi del mondo io sarò morto. In realtà mi sarò semplicemente trasferito sul pianeta E&#8217;d'N, dove mi dedicherò alla coltivazione dei bulicci, frutti simili ai cachi tipici di lassù. Oppure no. Nel 2012, assai abbattuto per l&#8217;insuccesso commerciale del mio <em>Argentino</em> e dei miei altri capolavori, mi suiciderò platealmente di fronte al palazzo dell&#8217;Accademia di Svezia, dove si sta per celebrare la consegna del premio Nobel per la letteratura a Giulio Mozzi. Oppure no. Nel 2012, mentre le agenzie di stampa lanciano la notizia dell&#8217;inserimento dell&#8217;Argentino nella cinquina del premio Campiello, sarò ucciso con un colpo di Cassano da un tifoso sampdoriano invidioso non tanto delle mie glorie letterarie, quanto del mio perdurante stato di ebbrezza per la recente vittoria in campionato del Genoa Cricket &amp; Football Club. Scherzi a parte, la mia morte nel 2012 è davvero legata all&#8217;<em>Argentino</em>, a ciò che accade tra le sue pagine, ma permettimi di alimentare un po&#8217; di mistero per stuzzicare i miei tre o quattrocentomila lettori, che se mi vogliono bene dovranno aspettare fino a quella data per rileggermi. Fino ad allora, se vorranno mantenere i contatti con me, non dovranno fare altro che cercarmi su YouTube, dove (con lo pseudonimo di Polan1970) inserirò le sequenze di un lungometraggio che scriverò appena terminato <em>l&#8217;Argentino</em> e che realizzerò con l&#8217;amico Paolo Dotti.</p>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 06:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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Incomincio col dire che mi ero innamorato della figlia del Sultano, bella come il sorriso del cielo in una sera d’estate. La Daughter, dico, l’unica figlia del Sultano, che lui le voleva un mondo di bene perché, oltre a essere sua figlia, carne della sua carne, lei gli ricordava come un incubo ricorrente la moglie [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=2808&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2842" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/09/principe-di-persia-blog2.jpg?w=180&#038;h=258" alt="chiuso per turno" width="180" height="258" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em><span id="more-2808"></span>Incomincio col dire che mi ero innamorato della figlia del Sultano, bella come il sorriso del cielo in una sera d’estate. La Daughter, dico, l’unica figlia del Sultano, che lui le voleva un mondo di bene perché, oltre a essere sua figlia, carne della sua carne, lei gli ricordava come un incubo ricorrente la moglie morta di parto. E io l’amavo, la Daughter, come si amano le mattine di maggio che si marina la scuola e si va ai parchi di Nervi a prendere il sole, e nell’animo ti fa capolino il primo nucleo di quel senso di vuoto irrimediabile di cui tanto si è detto e altrettanto si dirà</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi è il <strong><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank">Principe di Persia</a></strong>? Un cacciatore di dote oppure un uomo innamorato? È un eroe, un patriota? Oppure è soltanto un avventuriero privo di scrupoli? E soprattutto: cosa succederà nella sua vita quando sullo schermo comparirà la scritta Game Over?</p>
<p style="text-align:center;">****</p>
<p style="text-align:justify;">Angelo Calvisi è nato nel 1967 a Genova, dove lavora per una cooperativa di servizi sociali. Divide i suoi interessi tra la scrittura e la recitazione. Morirà nel 2012, ma le profezie maya non c&#8217;entrano. Per la Round Robin, oltre al <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><strong>Principe di Persia</strong></a>, ha già pubblicato <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001/Il+geometra+sbagliato/" target="_blank"><strong>Il Geometra Sbagliato</strong></a> (2007) e <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank"><strong>Maledizione del Sommo Poeta</strong></a> (2009). I tre racconti compongono una trilogia dedicata alla malattia mentale.</p>
Posted in our books Tagged: Angelo Calvisi, daughter, follia, game over, genova, Il geometra sbagliato, il principe di persia, letteratura pop, maledizione del sommo poeta, narrativa, prince of persia, Sultano, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/2808/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/2808/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/2808/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/2808/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/2808/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/2808/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/2808/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/2808/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/2808/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/2808/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=2808&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il principe di Persia</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 10:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il principe di Persia. Angelo Calvisi. A settembre. Ho già i brividi. La pelle d&#8217;oca. Esce a Calvisi, Angelo Settembre, Il principe dei brividi. Ho già la Persia. La pelle di Calvisi, esce in Persia. Il principe d&#8217;oca, già Angelo. Ho Settembre. Calvisi d&#8217;oca, la pelle di Persia, del Principe Angelo, esce a settembre&#8230; o [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=2523&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2522" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/08/principe-di-persia-blog.jpg?w=169&#038;h=242" alt="chiuso per turno" width="169" height="242" /><em><span style="color:#333333;">Il principe di Persia. Angelo Calvisi. A settembre. Ho già i brividi. La pelle d&#8217;oca. Esce a Calvisi, Angelo Settembre, Il principe dei brividi. Ho già la Persia. La pelle di Calvisi, esce in Persia. Il principe d&#8217;oca, già Angelo. Ho Settembre. Calvisi d&#8217;oca, la pelle di Persia, del Principe Angelo, esce a settembre&#8230; o mio dio, è il libro dell&#8217;anno, cazzo cazzo cazzo&#8230;</span></em></p>
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<p style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><strong>Il principe di Persia</strong></a></span> va a completare la <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/05/22/trilogia-sulla-follia-con-le-parole-del-suo-proprio-autore/" target="_blank"><strong>Trilogia sulla follia</strong></a> dell&#8217;autore genovese <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank"><strong>Angelo Calvisi</strong></a>, interamente edita da <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/index.aspx" target="_blank">Round Robin</a>. <span id="more-2523"></span>È una cosa che tra qualche anno la trovate nelle antologie scolastiche, ora, detto così, sembra una cazzata, e invece&#8230;</p>
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<p style="text-align:justify;">INTRO</p>
<p style="text-align:justify;">Ricordo che mi ero innamorato della figlia del Sultano, bella come il sorriso del cielo in una sera d’estate. La Daughter, dico, l’unica figlia del Sultano, che lui le voleva un mondo di bene perché, oltre a essere sua figlia, carne della sua carne, lei gli ricordava come un incubo ricorrente la moglie morta di parto. E io l’amavo, la Daughter, come si amano le mattine di maggio che si marina la scuola e si va ai parchi di Nervi a prendere il sole, e nell’animo ti fa capolino il primo nucleo di quel senso di vuoto irrimediabile di cui tanto si è detto e altrettanto si dirà.<br />
Stiamo parlando di un amore che io, povero lavoratore stagionale, non pensavo neppure di portare a compimento. Come sperare di conoscerla, la meravigliosa principessa, che la miravo di sfuggita solo durante i cortei imperiali? Appunto, il classico amore irrealizzabile. Ma a un certo momento, come nelle favole, accade qualcosa che cambia gli eventi e li rivolge in mio favore. Intendo dire che il Sultano deve improvvisamente partire e alla testa di un poderoso esercito si mette in marcia verso una terra lontana, per debellare gli squadroni di fanatici integralisti che vorrebbero esportare la loro fede abietta fin dentro la cinta di Baghdad, e ridurre la nostra gente in schiavitù. Nelle remote propaggini dell’impero si combatte duramente, il bene contro il male, la civiltà contro la barbarie, e le prime fasi del conflitto sono favorevoli alla parte avversa. Le notizie dal fronte, riportate dai più eminenti giornali, gettano nel panico la popolazione e per rimpolpare le schiere già decimate, vengono richiamati in servizio migliaia di uomini. Il sottoscritto, a causa delle disgraziate vicissitudini patite in gioventù, l’obbligo di leva se lo scampa per la sua qualifica di orfano, ma comunque, in città, non è che fossero tutte rose e fiori. Le necessità del riarmo avevano provocato una grave congiuntura, e le conseguenze della crisi si avvertivano principalmente nel settore alimentare. Erano storie grame per tutti, anche per me. Trascorrevo il mio tempo bighellonando negli spacci del mercato nero, assieme ad altri disperati disposti a qualunque nefandezza per procurarsi un pezzo di pane da mettere sotto i denti. In questi frangenti di fame cupa mi sosteneva soprattutto il mio fremito libidinoso. Era il sogno della Daughter, insomma, a portarmi via dalle miserie e nella mia capanna venivo cullato da coltri come di spirito impalpabile, uno spiritello benevolo che, nonostante la meschinità delle contingenze, ti fa credere in un futuro migliore, in una vita che prima o dopo sarà infarcita di godimenti e mangiate indimenticabili. Fantasticavo che se il Sultano era assente, quatto quatto potevo scavalcare le mura del palazzo imperiale e vanificando la sorveglianza dei cani e delle guardie, presentarmi alla Daughter per manifestarle apertamente il mio amore. Un piano da sconsiderati, ne convengo, ma una notte che avevo bevuto un goccio e mi sentivo più ardente del solito, mi decido a metterlo in pratica. Mi libero dai cani, che riduco all’impotenza con pezzi di carne intrisi nel sonnifero, eludo le guardie, che le corrompo distribuendo cartoline delle dive del cinema, e giungo infine sotto il davanzale della Daughter. Inizio così a invocare il suo nome, sospiro languidamente, e dopo un po’ ecco che la principessa si affaccia. Ella, vedendomi per la prima volta, fa un’espressione sbalordita, ma tutta amichevole, tutta di soddisfazione, dato che la mia innegabile prestanza la colpisce diritta nel segno. Per farla breve: quella notte chiacchieriamo e chiacchieriamo senza combinare un granché, però ci fissiamo susseguenti rendez-vous, e in questo modo la storia d’amore continua con un sollazzo che non descrivo nei dettagli perché non sarebbe un comportamento da gentiluomo. Mi limito a raccontare che, perdurando l’assenza del Sultano, tutte le sere valico le mura e raggiungo la principessa nella sua camera. Poi la prendo per mano, la porto con me nel giardino, e sotto l’incantevole luna possiamo procedere con i nostri baci e le carezze, e vi garantisco che in vita mia non ho mai conosciuto niente che sia più spassoso di questo amore.<br />
Pertanto, benché nel mondo si combattano strenue battaglie, io mi godo in totale menefreghismo il mio momento magico, quello che abbiamo tutti, una volta o l’altra, nella vita, e non mi interrompe nella copula neppure l’odore di morte che il vento ci conduce, il riverbero osceno che proviene dai campi lordi di sangue. E a pensarci bene, temo che sia stato proprio il mio distacco a incollerire le divinità immortali, che prontamente arriva la dea della iella a perpetrare il suo agguato. Succede che durante uno di questi convegni notturni con la Daughter, ci coglie nel verziere il canonico Jaffar, Gran Visir del Sultano, mago di successo e politico di vaglia, almeno all’apparenza. In verità, o lettori, Jaffar l’azzimato non è altro che una canaglia, un arrampichino giunto alla soglia del potere in virtù di parentele generate negli anfratti di un postribolo. Sua madre, una mondana ben nota alle cronache scandalistiche, nel corso di una notte di burrasca si era fatta inseminare da un cugino di secondo grado del Sultano, la pecora nera della famiglia imperiale, sempre ubriaco e vomitoso. Da una tale commistione di infamie si incarnò il suddetto Jaffar, il quale, dopo una giovinezza spesa a frequentare locali ambigui e a disturbare le assemblee plenarie con atteggiamenti eccentrici, attorno ai trent’anni aveva deciso di dedicarsi allo studio della magia, tentando altresì di farsi largo nell’agone politico. Tra un’apparizione alle stazioni televisive di sua proprietà e un intervento nei comizi della destra, il moretto della biga rossa, come ormai era soprannominato Jaffar per il colore dei suoi capelli e della sua vettura, scalava posizioni su posizioni nella classifica dei notabili della città. Dopo la carica di assessore ai sacri misteri, la carriera del figlio del lupanare fu una galoppata perentoria verso gli alti ruoli del comando, una galoppata che si arrestò solo di fronte all’imprevista resistenza del Sultano, che non ne voleva sapere di mollare lo scettro per i sopraggiunti limiti d’età.<br />
Era dunque questo tomo di Jaffar, solitario nel parco, impegnato in chissà quali turpi traffici, che la sera in questione casualmente sorprese la Daughter e l’umile narratore nel loro romantico picnic. Una volta accortosi di noi, Jaffar ci spiava nell’ombra schiumando fiele. Nei suoi biechi propositi, infatti, egli voleva per sé la fanciulla, magari sposarla, ma non per amore. Il suo vero obiettivo, naturalmente, era sistemarsi sul trono del Pavone. Così, dopo averci sgamato nella pienezza degli abbracci, Jaffar raduna i suoi sgherri. Sono tutti lì ad aspettare che l’incontro sia concluso, ma devono aspettare a lungo perché le tenere effusioni vanno avanti fino all’alba. E all’alba scatta la trappola. Sono appena uscito dal giardino, e mentre caracollo tra i vigneti e sono in pace con l’universo, sento un fruscio che proviene dai cespugli. In un attimo una raffica di randellate mi si abbatte sul capocollo e io blam, svenuto. Mi risveglio nei sotterranei del palazzotto del Visir, e proprio dai sotterranei dovevo cominciare la missione.<br />
Mi era stata concessa un’ora.<br />
Un’unica, miserabile ora per togliermi dai pasticci, ma anche per liberare la Daughter che nel frattempo era stata catturata dagli sgherri del maledetto e imprigionata in una camera nascosta. Un’ora, sessanta minuti. Un solo istante di ritardo poteva significare la morte per me e la rovina della principessa, che sarebbe stata vinta dalle malie e avrebbe dovuto sposare il repellente Visir. Nei sotterranei, in quegli ambienti dirupati dove non ero mai stato, le lancette dell’orologio giravano veloci. Ho combattuto contro guerrieri di tutti i livelli, con punti-ferita maggiori dei miei, ho lasciato sul pavimento i corpi esanimi di un sacco di assassini senza scrupoli e soprattutto ho corso come un keniota degli altopiani, scampando imboscate e tagliole e spunzoni. E alla fine ho vinto. Ho liberato la Daughter e per un istante la mia scimitarra si è incrociata con quella di Jaffar. Anzi, quasi quasi lo acciuffavo, era stretto alle corde, il furfante, ma prima del fendente decisivo, grazie ai suoi poteri magici, egli è riuscito a dileguarsi, e con una risata perfida da far gelare il sangue è sparito in una botola segreta.<br />
Può darsi che l’interminabile preambolo che avete appena letto vi ricordi qualcosa. Niente di più facile: è la storia della mia avventura d’esordio, quella del vecchio floppy, e forse la sapevate già. Sono si-curo, però, che il seguito non lo sapete e quindi vi dirò che dopo le grandi celebrazioni e le pacche sulle spalle per la missione condotta a buon fine mi sono fatto sorprendere da un anelito di umana tenerezza, e nel pieno tripudio di popolo che mi aveva eletto a idolo ho impalmato il mio amore, l’ho impalmato davanti a migliaia di invitati nel corso di un sontuoso banchetto che il riconoscente Sultano, rientrato con serti di vittoria dalla perigliosa campagna d’Egitto, aveva preparato per la Daughter e per me, il suo figliolo acquisito, paladino dell’intera Baghdad, che ormai, alle orecchie di tutti, ero conosciuto come</p>
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<p style="text-align:center;">PRINCE OF PERSIA<br />
(licensed by Nintendo®)</p>
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<p style="text-align:justify;">etc etc. a settembre. esce. Gli altri due titoli della trilogia, se uno volesse qualcosa intanto: <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001/Il+geometra+sbagliato/" target="_blank"><strong>Il geometra sbagliato</strong></a>, <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070/Maledizione+del+Sommo+Poeta/" target="_blank"><strong>Maledizione del Sommo poeta</strong></a>. E poi a settembre. Cià.</p>
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Posted in our books Tagged: Angelo Calvisi, follia, genova, Il geometra sbagliato, il principe di persia, maledizione del sommo poeta, settembre, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/2523/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/2523/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/2523/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/2523/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/2523/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/2523/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/2523/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/2523/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/2523/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/2523/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=2523&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ragionamento su Calvisi</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 23:39:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Due tipi di pazzia 





Nei giorni scorsi ho pensato molto ai due libri di Calvisi, mi dicevo che raccontavano due tipi di pazzia che tempo fa sentii sommariamente descrivere da uno strizzacervelli, ma soprattutto che riconoscevo e riconosco come fondati non solo teoricamente: sia introspettivamente, in quella &#8211; piccolissima &#8211; quota di pazzia che alberga [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=2398&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><strong>Due tipi di pazzia </strong></p>
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<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2399" title="il mio cuore ha 2 battiti.ai" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/07/il-geometra-sbagliato.jpg?w=161&#038;h=228" alt="il mio cuore ha 2 battiti.ai" width="161" height="228" />Nei giorni scorsi ho pensato molto ai due libri di <strong>Calvisi</strong>, mi dicevo che raccontavano due tipi di pazzia che tempo fa sentii sommariamente descrivere da uno strizzacervelli, ma soprattutto che riconoscevo e riconosco come fondati non solo teoricamente: sia introspettivamente, in quella &#8211; piccolissima &#8211; quota di pazzia che alberga in me, sia nella crescente, infinita quantità di pazzia che continuo a scoprire negli altri.<br />
<span id="more-2398"></span><br />
La prima delle due pazzie, mi dicevo, si esprime attraverso un’avarizia invincibile di sé, e produce un raggrumarsi di chi ne è portatore; la seconda pazzia invece è animata da una prodigalità dissipatrice della propria persona. E queste differenze sono rese benissimo da Calvisi. Nella realtà c’è qualche incursione breve di ciascuna pazzia in quella di natura opposta, ma il carattere dominante di ognuna delle due riemerge presto, inevitabilmente, dopo piccolissime deviazioni.<br />
Avari e prodighi… ci porta già alla prima cantica dantesca… e forse non è un caso.</p>
<p style="text-align:justify;">Avevo letto i due libri a distanza di tempo: il primo – che poi è quello scritto per secondo – quasi un anno fa; il secondo, un mese fa. Penso che quello che lasciano i libri nella memoria e nel senso della vita di chi li legge sia molto più importante di qualsiasi “valore letterario” (non so che sia la letteratura, in verità, ma non intendo attaccare ora una polemica su quest’argomento). E mi dicevo: questo sedimento che certi libri lasciano nella memoria di chi li legge è più importante di quello che il libro dice veramente.</p>
<p style="text-align:justify;">Nella mia memoria l’avaro ossessivamente concentrato era quello che si sentiva maledetto dal <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank"><strong>Sommo Poeta</strong></a>, il prodigo era naturalmente il geometra sbagliato, disorientatissimo e fecondo inventore di spazi e di luoghi mutevoli e fiabeschi. Ricordo che quando lessi <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001/Il+geometra+sbagliato/" target="_blank"><strong>Il geometra sbagliato</strong></a>, mi figurai che il personaggio si trovava seduto o affacciato a un cestello all’estremità di una lunghissima e flessibilissima molla d’acciaio capace di estendersi e di ritrarsi. Pur se l’altra estremità della molla era ancorata a un piccolo spazio della terra, o forse era tenuta in mano da un essere misterioso e potente – la pazzia? -,  lui disegnava-percorreva traiettorie fantastiche, incontrava tante persone, raccontava a se stesso storie straordinarie. Questa immagine di Tito Pozzi la porto ancora con me: un essere leggero, pur nella sua tragedia.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2401" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/07/maledizione-del-sommo-poeta2.jpg?w=180&#038;h=258" alt="chiuso per turno" width="180" height="258" />Ho riletto le due storie in questi giorni, perché desideravo comunque fare il punto sulle due pazzie, e sui due libri stessi. E ho verificato che la memoria non mi aveva ingannato: aveva solo estremizzato alcuni tratti, soprattutto in riferimento alla storia del maledetto dal Sommo Poeta.</p>
<p style="text-align:justify;">Nell’universo di Dante l’inferno è non solo il regno delle pene più fantasiose e atroci, ma anche l’imbuto frazionato in zone circolati e concentriche da cui i dannati e i diavoli addetti a ciascuna specie di peccatori non si possono staccare (quest’idea della chiusura  o autochiusura in uno stesso luogo, del localismo come inferno, è anche nell’impressionante dramma di Sartre, <em>A porte chiuse</em>). Ricordo una parte bellissima scritta dal Sommo Poeta. Quando Dante fugge di fronte ai diavoli che lo inseguono e poi si lascia scivolare giù per la discesa steso su Virgilio che gli fa da slittino, una volta giunto al girone successivo alza lo sguardo e vede, affacciati alla rovina, gli esseri infernali che li hanno rincorsi con le ali spiegate, sicuramente furiosi perché impossibilitati a raggiungerli: quei diavoli sono infatti inchiodati alla zona loro assegnata dall’architetto dell’universo (CANTO XXIII, vv. 37 e sgg.). L’intensificazione massima della fissità nel Divino Poema è naturalmente al centro della terra, a cui si arriva non a caso attraverso regioni di ghiaccio. Penso che il pazzo maledetto dal Sommo Poeta, la prima creatura di Calvisi, pur senza darsene conto abbia localizzato il fondo dell’inferno al centro non della terra/universo (impossibile, ovviamente, al giorno d’oggi, una simile localizzazione: anche per un pazzo!), ma del proprio corpo, in quel blocco di carne  in cui ci sono il baricentro di sé, le budelle, gli orifizi e gli organi di riproduzione e di espulsione, fra cui un pisello a forma di sombrero. Mi è venuto in mente a tal proposito anche un terribile (questo sì, terribile) <a href="http://www.youtube.com/watch?v=_r9MKuLEwEg" target="_blank">video</a> che è stato pure ospitato sul blog della <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/index.aspx" target="_blank"><strong>RR</strong></a>: si trattava di Roberto Piumini che in una classe di scuola elementare recitava con fare teatrale e autorevole una filastrocca sulla cacca, e i bambini, con un’espressione da ebeti, che non era di sicuro la loro naturale, ripetevano alla fine di ogni ritornello: “è la mia cacca”. E forse quest’esperienza didattica è stata fatta passare come pedagogicamente avanzata: se fossi stata la madre di uno di quei bambini, sarei andata a gridare contro lo scrittore, i maestri, il direttore…</p>
<p style="text-align:justify;">Il pazzo maledetto dal Sommo Poeta è feroce, ma non cinico: non ha la forza né la lucidità per coinvolgere altri a recitare l’inferno, a condividerlo con lui. L’inferno se lo vive in proprio fino alle estreme conseguenze. In verità, ci sono dei piccoli tentativi di fuoriuscita o qualcuno che arriva nel suo covo puzzolente a cercar di cambiare le cose: ma sono mutamenti che muoiono prima ancora di esser nati, da cui il maledetto si difende con determinazione.<br />
C’è nella storia anche il paradiso: che nel tempo di miscredenza e di estetismo degradato che viviamo, non può che essere il paradiso della cosiddetta letteratura, della cosiddetta arte, del successo nel mondo mediatico.<br />
Il Dio vero e proprio, quello dantesco, compare una sola volta nel romanzo: però è un dio più che terribile, astiosetto, e manda sulla terra uno straordinario sciame di santi queruli a perseguitare il maledetto. Questo dio ha il suo alter ego nel Sommo Poeta e i suoi emissari in scrittori di successo di questi nostri tempi, persecutori meritevoli di odio (mi è venuto da ridere pensando a uno di loro dall’aspetto pacioso, Giulio, alle prese con il pazzo).<br />
Certo, la fissità della pena non è proprio quella del povero diavolo Lucifero, incastrato da Dante nell’anello di roccia che si trova al  centro dell’universo, ma si sa, in tempi di relativismo morale anche la fissità assoluta traballa… C’è poi una Vespa (nel senso di veicolo a due ruote) che decide con maggiore determinazione di quanto faccia il suo padrone, e c’è un enorme negozio di dischi, che chissà che cos’è davvero. Questa relatività stralunata degli spazi e delle geografie l’ho trovata in uno scrittore spagnolo, Juan José Millas; segue a distanza di più di un secolo gli stravolgimenti temporali che abbiamo conosciuto nei “grandi” che si insegnavano a scuola: Proust, Joyce, Svevo, ecc., imitati poi da tanti altri, tanti, al punto che fino a poco tempo se uno raccontava una storia mettendo gli eventi in ordine cronologico pareva proprio banale e vecchio. Oggi pare che si sia tornati un poco alla tradizione, per quest’aspetto, non so se sia proprio così o se è solo una mia impressione. Provo comunque una grande empatia nei confronti di chi percepisce lo spazio, per pazzia o per disorientamento genetico, come qualcosa che muta continuamente.<br />
E poi il personaggio ambiguissimo della Morte: vuole morire il pazzo maledetto o no? Non si sa bene. L’avrebbe voluta per sé, la morte, il Lucifero dantesco almeno per poter smettere di masticare i tre traditori? Non si sa.</p>
<p style="text-align:justify;">Il geometra Tito Pozzi, personaggio poeticissimo (nulla ha a che fare,  in questo caso, l’aggettivo “poeticissimo” con la “letteratura” e l’“arte” cui ho accennato prima), come dicevo, si muove con un andamento sghembo, talvolta a spirale. Anche lui dispone di una Vespa, nel senso che ho detto sopra. Anche per lui i luoghi non hanno alcuna consistenza oggettiva. Ma lui ha la capacità di trasformare gli spazi che attraversa in scenari magici, di fare della zucca una carrozza fatata, di sottoscala antri pieni di fantasmi o pirati. Prendo a caso: “… mentre procedo con la Vespa PX per le strade cittadine, cioè che sembro una nuvola gialla per la mantellina da geometri che si gonfia per l’aere”. Poco dopo il geometra Tito cade con la Vespa e accanto a lui, coricato a terra, si stendono tanti altri che guardano il cielo e che&#8230; non dico come si conclude l’episodio. E quando lui e il geometra Bodoni si spogliano nudi, lo fanno perché così diventano invisibili. E quando il geometra Bodoni scoreggia, manifesta così la sua  immensa felicità… Smetto di rivelare particolari e di rovinare la scoperta a chi non ha ancora letto il libro.</p>
<p style="text-align:justify;">A questo punto, vorrei porre una domanda a chi ha letto tutti e due i libri: se impazzissi, saresti il maledetto dal Sommo Poeta oppure il geometra Tito Pozzi?<br />
Io, non c’è dubbio, vorrei essere il geometra Tito Pozzi, ma non so se ne sarei all’altezza. Certe volte ribollono anche in me, che sono nobile persona, miserie ansiose proprie del pazzo maledetto.</p>
<p style="text-align:justify;">Vorrei chiedere qualcosa anche ad Angelo Calvisi:<br />
Non gli chiedo perché ha dato il nome di Angelo Calvisi al maledetto. So che non può essere, quello che ha per protagonista il maledetto, un vero racconto autobiografico, in primo luogo perché nulla di quello che si scrive, specialmente se esce bene, è davvero autobiografico; e poi perché un pazzo maledetto con la smania addosso che lo porta a un moto perpetuo non avrebbe potuto scrivere un libro così. Penso anche per queste ragioni che il libro non sia autobiografico, ma apotropaico.<br />
Invece vorrei chiedergli: <em><strong>Il principe di Persia</strong></em> sarà la sintesi hegeliana dei due libri precedenti?</p>
<p style="text-align:justify;">E ora voglio raccontare una cosa che mi è successa – ma davvero – oggi pomeriggio, in questo pueblo andaluso, a qualche migliaio di chilometri da Genova: mi è successo proprio mentre scrivevo queste riflessioni. È venuto un ragazzo con cui dovevo mettermi d’accordo per l’imbiancatura della facciata della mia casa. Sono uscita con lui sulla strada per mostrargli due buchi che s’erano fatti nel muro vicino alle due sbarre esterne della griglia che protegge  la finestra della stanza a piano terra. Mi accorgo con sbalordimento che i buchi non ci sono più, qualcuno dei vicini deve averli aggiustati, una riparazione perfetta, il cemento liscio e ben sagomato, e pure, in quelle due zone, ridipinto di bianco. Interrogo i vicini, ma tutti negano. Non riesco a scoprire chi ha fatto il lavoro e per conto di chi.<br />
Non so che c’entri questo episodio che mi riguarda con i libri di Calvisi: ci deve essere una connessione misteriosa che io sento oscuramente, ma che non so dire.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Maria Laura Bufano</p>
Posted in la gazza andalusa, our books Tagged: Angelo Calvisi, avari e prodighi, dante, follia, genova, Il geometra sbagliato, il principe di persia, maledizione del sommo poeta, pazzia, tito pozzi, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/2398/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/2398/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/2398/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/2398/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/2398/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/2398/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/2398/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/2398/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/2398/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/2398/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=2398&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La trilogia di Angelo Calvisi</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 08:12:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Perché lui diventerà famoso, e mica solo a Genova!&#8221;



È da poco uscito per la casa editrice romana Round Robin Maledizione del sommo poeta, secondo capitolo della trilogia sulla follia di Angelo Calvisi, scrittore genovese. Questo &#8220;Sommo Poeta&#8221; segue Il geometra sbagliato e precede Il principe di Persia, la cui uscita è prevista per settembre. L&#8217;autore, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=1999&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><strong>&#8220;Perché lui diventerà famoso, e mica solo a Genova!&#8221;</strong></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:justify;">È da poco uscito per la casa editrice romana <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/index.aspx" target="_blank">Round Robin</a> <em><strong><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070/Maledizione+del+Sommo+Poeta/" target="_blank">Maledizione del sommo poeta</a></strong></em>, secondo capitolo della trilogia sulla follia di Angelo Calvisi, scrittore genovese. Questo &#8220;Sommo Poeta&#8221; segue <em><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001/Il+geometra+sbagliato/" target="_blank"><strong>Il geometra sbagliato</strong></a></em> e precede <span style="color:#ff0000;"><em><strong>Il principe di Persia</strong></em></span>, la cui uscita è prevista per settembre. L&#8217;autore, come suggerisce Filippo La Porta, &#8220;Con modi naif e lo stile del parlato, tenta di dare una voce alla follia&#8221;, riuscendo al contempo a rappresentare &#8220;l&#8217;esito esistenziale, oltreché letterario, dell&#8217;uomo precario contemporaneo&#8221;. Nella presentazione alla trilogia presente nel catalogo della Round Robin lo stesso Calvisi dice che &#8220;Ci sono tre libri, tre sofferenze diverse ma uguali, c&#8217;è la lingua dell&#8217;inferno e quella del paradiso, e poi il buio del dolore e la luce del riscatto. C&#8217;è Dante Alighieri, il suo fantasma dispettoso, e da qualche parte un Virgilio privo di senno e di memoria che guida un geometra sbagliato nei sentieri che conducono non tanto alla sommità del monticello purgatoriale, ma a un abisso dove la ragione si arrende. C&#8217;è una certa continuità stilistica, e molti temi che ritornano&#8221;. L&#8217;autore, evidentemente consapevole del suo lavoro, si serve di una lingua pulita, di uno stile cadenzato da anacoluti e ricco di formule tipicamente parlate, perché, come dichiara lui stesso &#8220;ho sempre scritto testi che, almeno inizialmente, avevo intenzione di portare in scena, e quindi di rendere <em>orali</em>&#8220;. <span id="more-1999"></span>Calvisi, che simula il &#8220;parlare un po&#8217; dinoccolato dei matti&#8221;, e che ricorda lo stile di Paolo Nori e di Gianni Celati, seppur con evidenti tratti distintivi &#8211; il Nostro infatti è, se mi è concessa quest&#8217;espressione, una versione Pop di Celati, e, aggiungo, più godibile &#8211; Calvisi, dicevo, è stato attratto dal tema della follia da una precisa circostanza biografica, la malattia di un amico d&#8217;infanzia (esperienza che peraltro ha dichiaratamente ispirato la vicenda del primo romanzo), malattia che lo ha portato nel tempo a frequentare concretamente il mondo delle comunità dei presìdi, &#8220;e &#8211; come rivela lui stesso &#8211; di tutte quelle strutture che faticosamente cercano di sostenere le persone in difficoltà. Tra i venti e i trent&#8217;anni ho conosciuto molta gente, e ho maturato l&#8217;idea che per certi versi la visione della realtà di un matto sia molto più lucida di quella dei cosiddetti normali&#8221;. Nei primi due libri della trilogia infatti, tra loro più vicini (&#8220;la trilogia doveva in partenza essere una <em>bilogia</em>&#8220;), entrambi costruiti per mezzo di una sorta di sfogo monologico del protagonista narratore (Tito Pozzi, nel &#8220;Geometra sbagliato&#8221; e, autobiograficamente, Angelo Calvisi, nel &#8220;Sommo poeta&#8221;), vengono rappresentati due percorsi per certi versi opposti di visualizzazione della follia: Tito Pozzi è infatti un matto che cerca disperatamente di costruirsi e immaginarsi un&#8217;esistenza &#8220;normale&#8221;, mentre Angelo Calvisi è una sorta di alienato, sulla falsariga di iconici personaggi fumettistici come il Colombo o il San Francesco di Altan, che, incapace di accettare i propri limiti aspira fortemente a distinguersi dagli altri senza sapersi rassegnare all&#8217;anonimato: &#8220;A partire da quando ho undici anni dico ai miei amici: da grande diventerò famoso e lascerò un segno. I miei amici suggeriscono di non dire cazzate&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">La godibilità dei ritmicamente cadenzati flussi di coscienza calvisiani è arricchita, in questi primi due casi, dalla presenza di singolari quanto strampalati compagni di viaggio, nel Geometra &#8211; seguendo la nota in seconda di copertina &#8211; Tito Pozzi è accompagnato da un &#8220;Virgilio privo di senno e di memoria&#8221; ossessionato da oscuri quanto improbabili complotti, il ragionier Bodoni; mentre nel Sommo Poeta, il fantasma a pungolare l&#8217;invidia copiosamente distillata dai pensieri del protagonista è la stessa immagine di Dante Alighieri, un &#8220;giustiziere maledetto&#8221; e dispettoso che compare appollaiato sul camino, o fumando marijuana con cappello rastafariano, sempre pronto a ricordare al protagonista la propria inadeguatezza. Per quanto riguarda il terzo capitolo della trilogia (che forse sarebbe più corretto definire trittico, non essendoci nei tre libri alcuna continuità dal punto di vista della narrazione nè da quello dei personaggi), &#8220;Il principe di Persia&#8221;, che uscirà in autunno, e il cui progetto è ampiamente anticipato per mezzo di un corposo estratto nel catalogo dell&#8217;audace casa editrice, ci affidiamo ancora una volta alle stesse parole dell&#8217;autore che ammette di muoversi sempre nell&#8217;ambito della descrizione di una patologia, &#8220;ma, in questo caso, il tema della malattia mentale è secondario rispetto ad altri, segnatamente a quello della memoria&#8221;. L&#8217;idea del <em>Principe di Persia</em>, nasce invece con un&#8217;intenzione diversa: &#8220;all&#8217;inizio volevo scrivere un libro di avventure ispirate al protagonista della celebre serie di videogiochi [...], poi il racconto a un certo punto ha deragliato e si è trasformato nella storia di una memoria guasta, di frammenti che faticosamente si ricompongono nella psiche e, forse, di uno spiraglio di salvezza che improvvisamente appare tra i bagliori&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Di Calvisi, tra i più fantasiosi autori che si stiano attualmente muovendo nel panorama narrativo nazionale, si è detto che ricorda i monologhi di Benji, o l&#8217;idiota nell&#8217;<em>Urlo e il furore </em>di Faulkner, così come il protagonista della <em>Macchina mondiale </em>di Volponi, o gli ambienti surreali e verosimili di Gogol, o anche che fa pensare a una sorta di &#8220;Bulgakov bonaccione&#8221;, noi preferiamo concludere rimandando al già citato Altan dei fumetti di San Francesco e di Colombo, e parafrasando una vignetta del navigatore vi consigliamo di stare attenti a Calvisi &#8220;perché lui diventerà famoso, e mica solo a Genova&#8221;!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Francesco Fanti, <a href="http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliCultura.aspx?id=5776" target="_blank">rivist@</a></p>
Posted in our books Tagged: Angelo Calvisi, follia, genova, Il geometra sbagliato, il principe di persia, libri, maledizione del sommo poeta, narrativa, recensione, round robin, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/1999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/1999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/1999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/1999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/1999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/1999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/1999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/1999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/1999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/1999/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=1999&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La Trilogia sulla Follia, attraverso le parole del suo proprio autore, Angelo Calvisi, scrittore genovese</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 07:53:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I
La trilogia sulla follia in partenza doveva essere una “bilogia”. In effetti ho cominciato a scrivere Maledizione del Sommo Poeta e Il Geometra Sbagliato praticamente in contemporanea, tra il 2002 e il 2003. La continuità stilistica e tematica fra questi due testi è piuttosto evidente, così come sono evidenti i miei referenti letterari, che vanno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=1935&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;">I</p>
<p style="text-align:justify;">La trilogia sulla follia in partenza doveva essere una “bilogia”. In effetti ho cominciato a scrivere <strong><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank">Maledizione del Sommo Poeta</a></strong> e <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank"><strong>Il Geometra Sbagliato</strong></a> praticamente in contemporanea, tra il 2002 e il 2003. La continuità stilistica e tematica fra questi due testi è piuttosto evidente, così come sono evidenti i miei referenti letterari, che vanno da Celati al primo Nori, passando magari per il Berto del Male oscuro. In entrambi i racconti è proprio la componente stilistica a evidenziare fin da subito (o quasi) la devianza patologica che affligge la psiche dei protagonisti. Tale aspetto non è altrettanto nitido per larga parte del <strong>Principe di Persia</strong>, che inizia come un semplice racconto d’avventura e che nelle mie intenzioni di partenza come tale doveva svilupparsi. Ma spesso accade che alle intenzioni poi non corrispondono gli esiti, e il racconto d’avventura è diventato la storia di una memoria guasta che, faticosamente, cerca una sua ricomposizione. E così come è differente il tema portante e la struttura, il Principe di Persia si distingue dagli altri due libri della trilogia anche stilisticamente. Potrei parlare di una maggiore precisione descrittiva, forse di una maggiore chiarezza e di una maggiore luce. Una luce bianca, non so se realmente solare o “ospedaliera”, che avvolge il protagonista alla fine della sua vicenda.</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">oppure<span id="more-1935"></span></p>
<p style="text-align:center;">II</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:justify;">Ci sono tre libri, tre sofferenze diverse ma uguali, c’è la lingua dell’inferno e quella del paradiso, e poi il buio del dolore e la luce del riscatto. C’è Dante Alighieri, il suo fantasma dispettoso, e da qualche parte un Virgilio privo di senno e di memoria che guida un geometra sbagliato nei sentieri che conducono non tanto alla sommità del monticello purgatoriale, ma, al contrario, a un abisso dove la ragione si arrende. C’è una certa continuità stilistica, ci sono molti temi che ritornano e, infine, l’autore è sempre lo stesso. Credo che sia sufficiente per parlare di una trilogia! Scrivere una trilogia è una faccenda piuttosto impegnativa e anche vagamente intimidatoria. Inoltre, se devo essere sincero, la trilogia doveva in partenza essere una “bilogia”. <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank"><strong>Maledizione del Sommo Poeta</strong></a> e <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank"><strong>Il Geometra Sbagliato</strong></a> li ho cominciati praticamente in contemporanea, e se uno legge i libri se ne accorge. <span style="color:#ff0000;"><strong>Il Principe di Persia</strong></span>, invece, nasce con un’intenzione diversa. All’inizio volevo scrivere un libro di avventure ispirate al protagonista della celebre serie di videogiochi. Ma come spesso accade, alle intenzioni non corrispondono gli esiti, e il racconto a un certo punto ha deragliato e si è trasformato nella storia di una memoria guasta, di frammenti che faticosamente si ricompongono nella psiche e, forse, di uno spiraglio di salvezza che improvvisamente appare tra i bagliori.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;">scegliete voi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank"><strong>Angelo Calvisi</strong></a></p>
Posted in our books Tagged: Angelo Calvisi, follia, genova, Il geometra sbagliato, il principe di persia, maledizione del sommo poeta, narrativa, round robin, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/1935/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/1935/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/1935/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/1935/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/1935/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/1935/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/1935/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/1935/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/1935/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/1935/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=1935&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Angelo Calvisi – Il geometra sbagliato</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 06:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione al Geometra sbagliato di Angelo Calvisi sul blog giusto due parole:
 Io, gli ultimi tempi, i libri troppo conosciuti, preferisco di no.
Allora mi fa piacere quando sfogliando i cataloghi delle case editrici piccine scopro dei libri che non li conosce quasi nessuno, mi vien curiosità di conoscerli a me. Tipo questo, che l’ha pubblicato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=1923&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><em>Recensione al <strong><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001/Il+geometra+sbagliato/" target="_blank">Geometra sbagliato</a></strong> di Angelo Calvisi sul blog <a href="http://www.giustodueparole.it/2009/05/calvisi-il-geometra-sbagliato/comment-page-1/#comment-148" target="_blank">giusto due parole:</a></em></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1924" title="il mio cuore ha 2 battiti.ai" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/05/il-geometra-sbagliato.jpg?w=180&#038;h=259" alt="il mio cuore ha 2 battiti.ai" width="180" height="259" /> Io, gli ultimi tempi, i libri troppo conosciuti, preferisco di no.<br />
Allora mi fa piacere quando sfogliando i cataloghi delle case editrici piccine scopro dei libri che non li conosce quasi nessuno, mi vien curiosità di conoscerli a me. Tipo questo, che l’ha pubblicato una casa editrice che si chiama Round Robin, c’ha anche un blog, se vi interessa.<br />
Questo è un libro che bisogna stare attenti a come se ne parla, sennò si rischia che poi uno lo legge e sa già delle cose che invece è meglio che non le sappia, se si vuol godere la lettura per benino.<br />
Perché in questo libro c’è un <em>crescendo</em> secondo me molto efficace, e sarebbe un peccato se ve lo rovinassi, questo bel <em>crescendo</em> che ti prende alla sprovvista e finisce che ti porta dove non te lo aspetti.<br />
Allora abbiate pazienza se sarò un po’ ermetica e non si capirà niente (intendo: meno del solito).</p>
<p style="text-align:justify;">Alla fine di questo libro, c&#8217;è un&#8217;eclissi solare, c&#8217;è un silenzio che fa spavento tutto intorno, c&#8217;è un po&#8217; di buio, in generale.<span id="more-1923"></span><br />
A legger questo libro mi è venuto da pensare che, chi più chi meno e ognuno a modo suo, siamo tutti <em>geometri sbagliati</em>. Solo che, sempre chi più chi meno, c’hanno insegnato a nasconderlo abbastanza bene, fare finta di no.<br />
Questo libro, la cosa che mi è piaciuta particolarmente, è la progressione: che all’inizio c’è questo Tito Pozzi che pare quasi un personaggio vagamente fantozziano-charlottiano, ti fa simpatia da subito, e tenerezza, e anche un pochina di compassione forse, perché te lo vedi lì così sprovveduto e candido e che sembra sempre fuori posto, che io all’inizio tra l’altro mi sembrava di assomigliarci tantissimo.<br />
Insomma da principio si sorride molto, e non ti immagini che poi magari dopo, un po’ meno.<br />
Perché dopo un po’ che sei lì a sorridere e a intenerirti sulle miti strampalatezze di Tito Pozzi, ti accorgi che pian piano iniziano a far capolino delle cose che non tornano tanto, e queste cose è come se ti comunicassero un’inquietudine che non te la spieghi, lì per lì, che non ci fai neanche granché caso, ma ti mettono sempre più sul <em>chi va là</em>, e ti sale una certa ansia di non capire bene, e le cose che non tornano sono sempre di più, e insieme all’inquietudine ti salgon su anche dei dubbi su Tito Pozzi, la sua vita, i suoi pensieri.<br />
Fino a che, poi, le cose tornano, ma in un altro modo.<br />
Pensi <em>Ah ecco, vedi</em>, e il libro è finito.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">LaSere</p>
Posted in our books Tagged: Angelo Calvisi, blog, follia, genova, Il geometra sbagliato, recensione, trilogia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/1923/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/1923/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/1923/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/1923/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/1923/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/1923/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/1923/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/1923/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/1923/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/1923/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=1923&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Utile suggerimento per impazzire</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 08:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Certe cose a me vengono spontanee e non so dire se siano la causa o l’effetto dei granchi che mi stanno rosicchiando (ma allegramente, lo giuro!) la base cranica. Ma tant’è, vi voglio ammannire un prezioso e utile suggerimento per misurare l’entità e/o originare un sano impazzimento. Si tratta di ripetere a voce alta (o [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=1811&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Certe cose a me vengono spontanee e non so dire se siano la causa o l’effetto dei granchi che mi stanno rosicchiando (ma allegramente, lo giuro!) la base cranica. Ma tant’è, vi voglio ammannire un prezioso e utile suggerimento per misurare l’entità e/o originare un sano impazzimento. Si tratta di ripetere a voce alta (o anche solo pensare, ma è meno incisivo) la medesima frase o il medesimo concetto. La cosa migliore sarebbe che quando ti viene in mente una frase o un concetto degni di nota (ma anche no, come dite voi gggiovani) cominci a ripetere quella frase o quel concetto, li ripeti, cominci a ripetere il concetto, lo ripeti a voce alta, te lo fissi nel pensiero ma anche lo ripeti, ripeti il concetto e la frase che ti è venuta in mente, magari cambiando un po’ l’ordine delle parole, ma ripeti concetto e frase, a voce alta, sostanzialmente con le stesse parole, per almeno cinque minuti, non importa l’inflessione, importante è che ripeti la frase e il concetto, e adesso non so se vi serve un esempio, ve lo potrei anche fare, deve solo venirmi in mente un esempio che sia calzante, un esempio da farvi per esprimere questa tecnica rivoluzionaria che serve a stimolare il cervello alla base dell’impazzimento, e quindi ora non so se sia il caso di farvelo, questo esempio, anche perché ci vorrebbe una frase degna di essere ripetuta, una frase pregna e degna, una frase che serva come esempio e, insomma, ci vorrebbe una frase (o un concetto).</p>
<p style="text-align:right;">dal blog di <strong><a href="http://geometrasbagliato.wordpress.com/" target="_blank">angelocalvisi</a></strong>,<span id="more-1811"></span></p>
<p style="text-align:right;">autore della mitica trilogia sulla follia in corso di pubblicazione preso la <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/index.aspx" target="_blank">RRED</a>.</p>
<p style="text-align:right;"><strong><em><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Il geometra sbagliato</a> -<a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank"> Maledizione del sommo poeta</a> &#8211; Il principe di Persia</em></strong></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p style="text-align:center;">sapevi che i primi tre libri di Angelo Calvisi andavano a comporre una trilogia?</p>
<p style="text-align:center;">Che pensi del nostro autore?</p>
<p style="text-align:center;">apriamo un dibattito: lascia un commento e iscriviti alla nostra <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/newsletter.aspx" target="_blank">newsletter</a>!</p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: Angelo Calvisi, follia, Il geometra sbagliato, libri, maledizione del sommo poeta, narrativa, principe di persia, romanzi, trilogia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/1811/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/1811/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/1811/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/1811/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/1811/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/1811/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/1811/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/1811/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/1811/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/1811/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=1811&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il geometra sbagliato di Angelo Calvisi</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 16:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Tito Pozzi è un geometra di trent&#8217;anni, che abita a Genova, suona la chitarra, e lavora negli uffici dell&#8217; Amministrazione provinciale. Fin qui, apparentemente, niente di più comune. Ma basta proseguire nel romanzo di Calvisi per accorgersi di come anche queste poche informazioni elementari siano tutt&#8217;altro che solidi dati di fatto. Il Geometra, infatti, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=1483&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1484" title="il mio cuore ha 2 battiti.ai" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/03/il-geometra-sbagliato.jpg?w=180&#038;h=259" alt="il mio cuore ha 2 battiti.ai" width="180" height="259" /> Tito Pozzi è un geometra di trent&#8217;anni, che abita a Genova, suona la chitarra, e lavora negli uffici dell&#8217; Amministrazione provinciale. Fin qui, apparentemente, niente di più comune. Ma basta proseguire nel romanzo di <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank">Calvisi</a> per accorgersi di come anche queste poche informazioni elementari siano tutt&#8217;altro che solidi dati di fatto. <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Il Geometra</a>, infatti, è quanto di più lontano si possa immaginare dall&#8217;ennesimo, futile romanzo generazionale sulle ansie e le insicurezze dei trentenni di oggi. Con una sorprendente abilità mimetica di scrittura, l&#8217;autore mette a fuoco le frustrazioni, i turbamenti e i quotidiani terrori di ognuno di noi, rappresentandoli nella figura sghemba e tormentata di Tito, vittima sacrificale di un mondo ostile e sempre più avaro di umanità.<br />
<span id="more-1483"></span><br />
La malattia mentale del protagonista, di cui il lettore si avvede pienamente solo a lettura inoltrata, è la chiave per entrare in un universo popolato di presenze enigmatiche: un coinquilino fantasma che comunica solo tramite post-it (&#8220;Scusa per la prolungata assenza. Sono andato a un convegno di medicina, poi preparato un esame difficile, poi assistito una zia moribonda che però è sopravvissuta. Ti sono per caso mancato?&#8221;), una &#8216;pianerottolaia&#8217; minacciosamente rapace, un collega bislacco, un &#8220;Virgilio &#8211; come recita la quarta &#8211; privo di senno e di memoria&#8221; ossessionato da oscuri quanto improbabili complotti; personaggi e situazioni la cui ingannevole concretezza ci dà la prova di quanto tenui siano i confini di quella che siamo soliti chiamare &#8216;realtà&#8217;.</p>
<p style="text-align:justify;">Come in ogni opera che abbia un senso definire letteraria, non è tanto la storia a contare, quanto il modo in cui questa storia è raccontata: raramente, infatti, succede di trovare una capacità simile di addentrarsi linguisticamente nei percorsi di una mente &#8216;disturbata&#8217;. Quello che caratterizza Calvisi (in questo come negli altri due romanzi della sua &#8216;trilogia dei mattoidi&#8217;, in corso di edizione presso la <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/index.aspx" target="_blank">Round Robin editrice</a>) è il misto di humour, tenerezza e delicata ferocia con cui tratta un argomento difficile e complesso come la follia. Senza mai tradirne la specifica &#8216;alterità&#8217;, cioè senza pretendere superficialmente di comprendere la malattia attraverso le categorie della salute, l&#8217;autore riesce a mostrarci il mondo attraverso gli occhi ingenui e diffidenti al tempo stesso di Tito, svelando gli aspetti più inquietanti, grotteschi e ridicoli che stanno sotto la realtà di ogni giorno. Un libro intelligente e molto &#8216;colto&#8217; dietro un&#8217;apparenza di estrema semplicità, una lettura piacevolissima che non rinuncia a far riflettere.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Giacomo Pomillo, <a href="http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliCultura.aspx?id=5624" target="_blank">rivist@</a></p>
Posted in our books Tagged: Angelo Calvisi, follia, genova, Il geometra sbagliato, libri, narrativa, tito pozzi <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/1483/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=1483&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>notizie dal geometra</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/01/24/dal-geometra-sbagliato/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/01/24/dal-geometra-sbagliato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 17:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un vecchio post dal blog di Tito Pozzi:
Stamattina mi è arrivata una mail, una mail da un editore piccolo ma serio e ben conosciuto come Manni, e questo editore piccolo ma serio come Manni mi scrive che Il geometra Sbagliato è un romanzo “notevole” (testuale) e mi acclude la scheda compilata dal comitato di lettura, che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=939&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Un vecchio <a href="http://geometrasbagliato.wordpress.com/2007/12/18/grazie-round-robin/" target="_blank">post</a> dal <a href="http://geometrasbagliato.wordpress.com/" target="_blank">blog di Tito Pozzi</a>:</p>
<p style="text-align:justify;">Stamattina mi è arrivata una mail, una mail da un editore piccolo ma serio e ben conosciuto come Manni, e questo editore piccolo ma serio come Manni mi scrive che <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank"><em>Il geometra Sbagliato</em></a> è un romanzo “notevole” (testuale) e mi acclude la scheda compilata dal comitato di lettura, che così recita:</p>
<p class="EC_MsoNormal" style="text-align:justify;"><em>Titolo didascalico, quasi smaccato</em> (in origine il titolo era Viva il Manicomio ndr)<em>, per un romanzo – invece – molto calibrato nel linguaggio e nello sviluppo psicologico dei personaggi. Sviluppo particolarmente delicato, perché l’autore dà voce (la narrazione è in prima persona) al disagio psichico di Tito Pozzi, un malato di mente realmente esistito. </em></p>
<p class="EC_MsoNormal" style="text-align:justify;"><em>L’abilità di Calvisi sta nel condurci, dall’inizio appena un po’ stravagante, ma piuttosto realistico, nel suo più profondo, e irrecuperabile, delirio: grazie a un controllo totale dello stile (che rende, in modo originale e credibile, il processo mentale e linguistico della sofferenza psichica), ma soprattutto attraverso l’attendibilità dell’io: la pazzia di Tito è resa dall’interno, quasi con divertimento, mettendo al riparo il lettore da pietismi e sociologismi.<span id="more-939"></span></em></p>
<p class="EC_MsoNormal" style="text-align:justify;"><em>Un testo maturo, senz’altro pubblicabile, che ha il suo limite nell’angustia della dimensione narrativa, in una certa esilità della storia: l’assenza di un punto di vista esterno, se da una parte è la forza del romanzo, dall’altra si traduce in un senso di mancanza, in una distanza (anche emotiva) dal testo.</em></p>
<p class="EC_MsoNormal" style="text-align:justify;">Insomma, quelli di Manni me lo vorrebbero pubblicare, il romanzetto uscito dal mio petto, previo un contributo alle spese, come sempre più spesso accade. Ora io sono lusingato dell’interesse di Manni, che è più grande di voi e più conosciuto di voi, e mi fanno piacere i giudizi che del testo hanno dato, anche perché mi sembrano giudizi motivati e, nei limiti ravvisati, perfino condivisibili. Mi dà appena appena fastidio il discorso del contributo spese, perché mi pone una domanda: saranno sinceri i loro complimenti? Mi pongo la domanda e poi mi rispondo. E dico: non importa, io ho già pubblicato con un editore che è piccolo, non mi ha chiesto nessun contributo alle spese, e mi tratta come un re.</p>
<p class="EC_MsoNormal" style="text-align:justify;">Denghiù bboi.</p>
<p style="text-align:justify;">
Posted in our books Tagged: Angelo Calvisi, follia, Il geometra sbagliato, Manni, pazzia, round robin, tito pozzi, viva il manicomio <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/939/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/939/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/939/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/939/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/939/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/939/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/939/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/939/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/939/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/939/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=939&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Harold Pinter</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 16:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal diario di Tito, noi siamo con Tito&#8230;
Io sono un attore che non recita, ho pochissima esperienza e probabilmente sono anche un cane. Una volta, però, mi sono sentito un professionista. Era il 2003, e con una compagnia che adesso non esiste più avevamo deciso di mettere in scena uno degli ultimi testi (ad allora) [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=800&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Dal <a href="http://geometrasbagliato.wordpress.com/2008/12/26/harold-pinter/" target="_blank">diario di Tito</a>, noi siamo con Tito&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-801" title="images" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/01/images.jpeg?w=107&#038;h=150" alt="images" width="107" height="150" />Io sono un attore che non recita, ho pochissima esperienza e probabilmente sono anche un cane. Una volta, però, mi sono sentito un professionista. Era il 2003, e con una compagnia che adesso non esiste più avevamo deciso di mettere in scena uno degli ultimi testi (ad allora) di Harold Pinter. Si trattava di <em>Anniversario</em>. Di Pinter, al tempo dell’università, avevo letto <em>Il calapranzi</em> e <em>La serra </em>che, circa vent’anni dopo, avrei ignobilmente plagiato in una parte del romanzetto che la <em>Round Robin</em> pubblicherà a novembre. Successivamente mi ero procurato i due volumi di <em>Tutto il teatro</em> (quelli con la copertina blu della Collezione di Teatro Einaudi) che ho letto e riletto molte volte e insomma tutto questo per dire che a me Pinter piace parecchio. Come dicevo, poi, nel 2003 ho avuto anche il piacere di recitare un suo testo, diretto da una regista vera, in un teatro piccolo ma dignitoso, con una scenografia e delle luci veramente curate, con una locandina che ancora adesso utilizzo per le mie vanterie e l’annuncio al telegiornale della Rai. Come appassionato di teatro, per me Pinter è un punto di riferimento. Con il tempo si è liberato dell’etichetta cucitagli addosso da Martin Esslin nel saggio che ha dato il nome al teatro dell’Assurdo per raggiungere la dimensione non classificabile dei classici. <span id="more-800"></span>Le situazioni presentate da Pinter nelle sue commedie hanno via via perso l’eccentricità degli esordi ed è proprio per questo che a me appare sorprendente (soprattutto negli ultimi lavori) la sua capacità di dosare la tensione e di far deflagrare i dialoghi semplici e apparentemente lineari dei personaggi per disvelare infine tutto il disumano orrore delle convenzioni sociali. A me dispiace che Pinter sia morto, e che sia morto dopo anni di sofferenza e di lotta contro il cancro, e ve lo volevo far sapere.</p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: Angelo Calvisi, harold pinter, Il geometra sbagliato, il principe di persia, teatro <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/800/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/800/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/800/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/800/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/800/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/800/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/800/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/800/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/800/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/800/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=800&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>desde Sevilla&#8230; hasta Zèna</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 16:17:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Venerdì 12 dicembre 2008 &#8211; alle ore 18:00 &#8211; presso il Museo Luzzati di Genova, si terrà la presentazione/reading/discussione congiunta de Cronache da Siviglia, di Federico di Vita e de Il geometra sbagliato di Angelo Calvisi. Interverranno, oltre ai due autori, Gabriele Geri (attore, fine dicitore&#8230;) et Adriano Ercolani (critico letterario, pazzo&#8230;). Non mancate, non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=726&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter size-full wp-image-725" title="locandina081212" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2008/12/locandina081212.jpg?w=500&#038;h=707" alt="locandina081212" width="500" height="707" /></p>
<p style="text-align:justify;">Venerdì <strong>12 dicembre</strong> 2008 &#8211; alle ore <strong>18:00</strong> &#8211; presso il <strong>Museo Luzzati</strong> di <strong>Genova</strong>, si terrà la presentazione/reading/discussione congiunta de <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731049" target="_blank">Cronache da Siviglia</a>, di <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=federico_di_vita" target="_blank">Federico di Vita</a> e de <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Il geometra sbagliato</a> di <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank">Angelo Calvisi</a>. Interverranno, oltre ai due autori, Gabriele Geri (attore, <em>fine dicitore</em>&#8230;) et Adriano Ercolani (critico letterario, <em>pazzo</em>&#8230;). Non mancate, non mancate, sarà una cosa che ricorderete, per carità, fidateve, non mancate&#8230;</p>
Posted in our books Tagged: adriano ercolani, Angelo Calvisi, cronache da siviglia, erasmus, federico di vita, follia, gabriele geri, genova, Il geometra sbagliato, museo luzzati, pazzia, presentazione, Siviglia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/726/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/726/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/726/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/726/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/726/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/726/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/726/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/726/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/726/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/726/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=726&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La strana allegrezza di Tito </title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 10:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Filippo La Porta recensisce così Il geometra sbagliato sul n. 30 di Left, 25-31 luglio 2008; pag. 93.

Con modi naif e lo stile del parlato, Calvisi tenta di dare una voce alla follia.

Sul piano letterario pensate sia possibile dare una voce alla follia? Gli scrittori ci hanno provato innumerevoli volte. Per limitarci al Novecento, e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=323&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Filippo La Porta <a href="http://www.avvenimentionline.it/content/view/2235/143/" target="_blank">recensisce</a> così <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Il geometra sbagliato</a> sul n. 30 di Left, 25-31 luglio 2008; pag. 93.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1283" title="il mio cuore ha 2 battiti.ai" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2008/07/il-geometra-sbagliato.jpg?w=180&#038;h=259" alt="il mio cuore ha 2 battiti.ai" width="180" height="259" /><em>Con modi naif e lo stile del parlato, Calvisi tenta di dare una voce alla follia.</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Sul piano letterario pensate sia possibile dare una voce alla follia? Gli scrittori ci hanno provato innumerevoli volte. Per limitarci al Novecento, e a un modello altissimo, ricordo solo i monologhi di Benji, l&#8217;idiota nell&#8217;<em>Urlo e il furore</em> di Faulkner o anche al protagonista della <em>Macchina mondiale</em> di Volponi, il contadino autodidatta, forse più maniacale e visionario che matto. Ora ci prova meritoriamente con <em>Il geometra sbagliato</em> (pubblicato da un piccolo, coraggioso editore, Round Robin) Angelo Calvisi, genovese, trentenne, che si ispira a una persona reale, conosciuta durante il servizio civile in una comunità di sostegno. Si tratta di Tito Pozzi, oscillante tra momenti di lucidità e momenti di buio psichico, con manie di persecuzione e fenomeni dissociativi.<span id="more-323"></span> Ed è lui a raccontare la propria storia, come a un immaginario magnetofono. Calvisi è bravissimo a mescolare modi naif, con una immediatezza tipica del parlato (stile paratattico, uso di anacoluti: &#8220;Bodoni non è un tipo che sia facile rompere il ghiaccio&#8221;), e una lingua più riflessiva e colta (&#8220;è uno scontro dialettico tra morti di fame&#8221;). L&#8217;inizio del romanzo è irresistibile, angoscioso e esilarante, con la scena del concorso per geometri. Poi l&#8217;ufficio ventoso nel palazzo dell&#8217;amministrazione provinciale. Un po&#8217; Fantozzi, del concittadino Paolo Villaggio, un po&#8217; gli ambienti surreali e verosimili di Gogol e un po&#8217; le strisce dell&#8217;impiegato Bristow. Il protagonista si muove in mezzo alla gente sempre un po&#8217; spaesato e del tutto passivo. A volte fa il finto tonto per difendersi, ma capisce tutto con lucidità estrema. Si sente invece a suo agio e con una &#8220;allegrezza senza fondamento&#8221; tra i matti dell&#8217;ex manicomio, di fronte al suo ufficio. Il lettore avverte con una certa ansietà che la follia comincia a entrare impercettibilmente nella vita di Tito, in forma di deliri persecutori, in cui il coinquilino e la vicina di pianerottolo tramano complotti per eliminarlo. Qui la malattia mentale si mostra in primo luogo come crescente irrealtà, come ipertrofia dell&#8217;immaginazione (o almeno di quella imamginazione masturbatoria, autoreferenziale, che nega l&#8217;altro e la sua diversità). Si ritroverà anche Tito paziente nell&#8217;ex manicomio, e poi in Val d&#8217;Aosta in un posto dove ci sono altri 22 &#8220;geometri esauriti&#8221;. Infine dai padiglioni manicomiali evade insieme al Bodoni, nel frattempo ricoverato tra i &#8220;geometri irrecuperabili&#8221;. La pagina finale è raggelante, e rinvia a una esperienza personale traumatica, di chi ha ispirato la storia. Si mettono tutti una pellicola davanti agli occhi per vedere l&#8217;eclisse del 1999: &#8220;Nel cielo la luna sta per coprire il sole e il mondo è diventato tutto nero&#8221;. Ci troviamo di fronte a quella che Ernesto De Martino chiamava &#8220;crisi della presenza&#8221; (la paura che scompaia il mondo, il senso di una frattura), esperienza che potrebbe riguardare tutti, anche se in una psicopatologia può accadere che per timore che il mondo sparisca lo facciamo preventivamente sparire noi. La follia resta tale &#8211; evidentemente &#8211; ma è importante darle una lingua per imparare a riconoscerla e a estrarne il nucleo di verità stremata.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/roundrobineditrice.wordpress.com/323/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/roundrobineditrice.wordpress.com/323/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/323/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/323/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/323/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=323&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>ed ecco a voi i VIN-CI-TO-RI di questo mese!</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 12:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo estratto tra i contatti alla nostra newsletter i vincitori di questo mese, a cui è stato proposto di SCEGLIERE ALL&#8217;INTERNO DEL NOSTRO CATALOGO il libro che avevano vinto!
MANUELE MECCA ha scelto Camden Town, ALESSANDRA ZACCARDI Il geometra sbagliato!































Invita un amico ad iscriversi alla nostra newsletter: aiutaci ad allargare la nostra comunità!
A partire da settembre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=304&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Abbiamo estratto tra i contatti alla nostra <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/newsletter.aspx" target="_blank">newsletter</a> i vincitori di questo mese, a cui è stato proposto di SCEGLIERE ALL&#8217;INTERNO DEL NOSTRO <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/catalogo.aspx" target="_blank">CATALOGO</a> il libro che avevano vinto!</p>
<p>MANUELE MECCA ha scelto <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=8890148098" target="_blank">Camden Town</a>, ALESSANDRA ZACCARDI <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Il geometra sbagliato</a>!</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2008/07/camdentowngrande.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-305" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2008/07/camdentowngrande.jpg?w=196&#038;h=291" alt="" width="196" height="291" /></a><a href="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2008/07/calvisigrande.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-306" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2008/07/calvisigrande.jpg?w=192&#038;h=288" alt="" width="192" height="288" /></a></p>
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<p style="text-align:justify;">A partire da settembre riprenderà l&#8217;estrazione del vincitore mensile!</p>
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		<title>Intervista ad Angelo Calvisi</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 13:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Angelo Calvisi?
Ho quarantun’anni e sono genovese, su questo non ci piove. Poi posso dirti che sono un individuo pieno di contraddizioni, un po’ sociopatico, con molti dubbi su tutto e poche, pochissime certezze. Faccio un lavoro bislacco (lavoro in una cooperativa di servizi sociali per minori) e conduco [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=295&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2008/07/m.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-296" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2008/07/m.jpg?w=290&#038;h=162" alt="" width="290" height="162" /></a><strong>Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Angelo Calvisi?</strong><br />
Ho quarantun’anni e sono genovese, su questo non ci piove. Poi posso dirti che sono un individuo pieno di contraddizioni, un po’ sociopatico, con molti dubbi su tutto e poche, pochissime certezze. Faccio un lavoro bislacco (lavoro in una cooperativa di servizi sociali per minori) e conduco una vita ancora più bislacca. E per giunta sono un accanito tifoso del Genoa.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Autore <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/index.aspx" target="_blank">Round Robin</a>. Come sei entrato a contatto con questa casa editrice?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono imbattuto nel primo titolo della <em>Round Robin</em> (<a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=8890148004" target="_blank">Il mio cuore ha due battiti</a> di Vignozzi) nel 2004 o nel 2005, non ricordo. La veste grafica del volumetto mi piaceva e siccome accade che gli editori appena nati siano tra quelli che leggono i manoscritti loro inviati, ho mandato un racconto intitolato Maledizione del sommo poeta. Dopo un paio d’anni (meglio tardi che mai!) sono stato contattato da Stefano Milani, il direttore editoriale della <em>Round Robin</em>, ma ormai il libretto era già stato stampato dalla <em>Oèdipus</em> di Francesco Forte, un signore d’altri tempi a cui va, oltre che il mio ringraziamento, tutto il mio affetto. Avevo comunque pronto un racconto intitolato <em>Viva il manicomio</em>, che ho sottoposto a Milani, il quale lo ha accettato e, dopo un cambio di titolo, lo ha mandato in libreria.<span id="more-295"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Il geometra sbagliato</a> è il titolo del tuo nuovo romanzo. Parliamone un po&#8217;.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il geometra sbagliato parla di un quasi trentenne che non sa che fare della sua vita. Suona la chitarra e si barcamena tra un lavoro che non gli piace e un’assurda relazione “epistolare” con il suo coinquilino. Detta così sembra la solita storia generazionale e di formazione, ma sinceramente non credo che inscrivere il mio testo in questa griglia gli renda piena giustizia. Il fatto è che non posso permettermi di essere troppo preciso, perché nell’arco della storia il protagonista conoscerà, per così dire, uno sviluppo esistenziale che, se anticipato, priverebbe il lettore di molto gusto.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;Il geometra sbagliato&#8221; è il secondo capitolo, se così possiamo definirlo, di quella che sembrerebbe una serie; è infatti il seguito di &#8220;Maledizione del sommo poeta&#8221;, edito da Oèdipus edizioni. Ebbene, parliamo adesso della tua esperienza editoriale?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">La parola “serie” non credo sia del tutto calzante. In effetti non è che Il geometra inizi laddove termina Maledizione. C’è una continuità tematica e stilistica, questo è fuori di dubbio, però i personaggi e le situazioni sono diverse. Ma l’argomento della domanda è la mia esperienza editoriale. Che dire? I primi libri li ho pubblicati per la gloriosa Theoria a metà degli anni ’90, editore a cui sono giunto attraverso i buoni uffici di Massimo Canalini, il guru di Transeuropa. Per Transeuropa dovevo pubblicare un racconto che poi, invece, non ha mai visto la luce. Theoria, tra le altre cose, mi ha permesso di conoscere Giulio Mozzi, il famoso scrittore e talent-scout, che magari ti rifiuta un testo (legittimamente, per carità) salvo poi chiederti dei soldi, con lettere piene di melassa che ho conservato, per sovvenzionare una fondazione da lui presieduta, fondazione che nelle intenzioni avrebbe dovuto occuparsi della tutela e della diffusione degli scrittori italiani! Oggi, al posto dei Vittorini e dei Calvino, ci sono i Mozzi (nomen sunt omen) e questa è la realtà editoriale del nostro paese, dove per pubblicare devi pagare. Tanto per dire: pochi mesi fa, era appena uscito Il geometra per Round Robin, ho ricevuto una mail dall’editore Manni. L’editore Manni è un piccolo/medio editore di assoluto prestigio che è distribuito su scala nazionale, a cui avevo inviato il manoscritto. Pubblica gente come Edoardo Sanguineti, per intenderci. Be’, anche l’editore Manni era pronto a pubblicare Il geometra, però dietro versamento di un congruo contributo alle spese di pubblicazione. Insomma, i grandi editori, prigionieri a loro dire dell’economia di larga scala, non investono sugli sconosciuti a meno che, al di là della qualità della scrittura, non annusino il “caso” editoriale o non ci siano spintarelle da parte delle agenzie letterarie (che a loro volta, per prestarti attenzione, ti chiedono, in linea di massima, dei bei dollaroni); i piccoli editori, a cui forse (mi viene da dire: istituzionalmente) spetterebbe il compito di scouting e di ricerca in senso lato, ti chiedono dei soldi. Poi ci sono le mosche bianche come la Oèdipus o come la Round Robin. Che non ti chiedono un euro, si sbattono per vendere la singola copia, e ti fanno sentire un re. Ma sono mosche bianche, appunto, o almeno questa è la mia esperienza.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ci sarà un terzo libro?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Dovrai chiedere conferma ai ragazzi della Round Robin, ma credo di poter anticipare che il 2009 vedrà la pubblicazione dell’episodio conclusivo della trilogia (il titolo provvisorio è Il Principe di Persia) e la seconda edizione di Maledizione del sommo poeta. Questi tre titoli (oltre ai due appena ricordati c’è anche Il geometra sbagliato, ovviamente) rappresentano un cerchio che si apre e si chiude. Già nel Principe di Persia la scrittura e la struttura del testo sono piuttosto diverse dai primi due capitoli della trilogia, ma d’ora in poi tali differenze dovranno essere ancora più radicali. Lo richiede la mia evoluzione di scrittore, se così posso esprimermi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ogni scrittore ha un proprio percorso, un proprio stile&#8230; Stephen King scrive di horror, Jane Austen scriveva di storie d&#8217;amore&#8230; Angelo Calvisi cosa scrive?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Prima della pubblicazione del Geometra per la Round Robin, la rivista Re:, curata da Tommaso Lisa e Alessandro Raveggi, due giovani studiosi fiorentini, ha inserito un ampio stralcio del mio testo in un volume che aveva come tema le “Poetiche della precarietà”. Ecco, credo che proprio la precarietà (lavorativa, certo, ma anche emotiva e sociale) sia l’argomento centrale del mio lavoro.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>&#8220;Leggere poco e scrivere tanto, o leggere tanto e scrivere poco?&#8221;&#8230; oggi non la scrittura sembra essere divenuta una filosofia, si sente dire che si legge poco ma che si scrive tanto, oppure che gli italiani sono tutti aspiranti scrittori&#8230; tu cosa ne pensi? Luoghi comuni con un fondo di verità o&#8230; semplici pregiudizi?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Guarda, io rispondo per la mia esperienza. Se sono in un periodo in cui scrivo, allora non leggo molto. Viceversa, se sono in una fase in cui mi guardo attorno e sono alla ricerca di spunti e stimoli, leggo tanto, di tutto, e specialmente mi dedico alla visione di molti film. In generale, comunque, credo che, per scrivere, la lettura di altri autori sia necessaria, proprio indispensabile, oserei dire…</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>C&#8217;è un libro che avresti voluto scrivere tu, magari un classico, oppure un romanzo che vorresti &#8220;rifare&#8221;, modellare a tuo modo, come un remake?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Gli scrittori che ammiro sono molti e tra i tanti libri che si avvicinano alla mia idea di scrittura e di letteratura avrei voluto scrivere A clockwork orange, di Anthony Burgess, da cui è stato tratto il celebre film di Kubrick. A proposito. Più che di libri, a me piacerebbe fare dei remake letterari di film. Fatti salvi i diritti d’autore, mi piacerebbe cimentarmi con una riscrittura di 8 1/2 di Fellini o di Rumbe Fish di Coppola. D’altra parte ci sono dei cineasti (tra cui lo stesso Fellini) che hanno affermato di essersi avvicinati al cinema perché non si sentivano in grado di scrivere un romanzo. A me, invece, piacerebbe occuparmi di cinema. Non so se ne ho il talento. Di certo non posseggo né i soldi per le attrezzature né la vocazione all’accentramento necessari a un regista. E quindi mi accontento di far muovere le mie figurine sulla pagina scritta.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Romanzi gialli o rosa?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Romanzi gialli.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Se il mondo fosse di un colore, questo colore quale vorresti che fosse?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Blu, senza ombra di dubbio. Il blu.</p>
<p style="text-align:justify;">
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<p style="text-align:right;"><em>Fonte: <a href="http://mmushroom.splinder.com/post/17846684/intervista+ad+Angelo+Calvisi" target="_blank">MUSHROOM’S BLOG</a>. </em></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/roundrobineditrice.wordpress.com/295/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/roundrobineditrice.wordpress.com/295/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/295/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/295/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/295/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/295/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/295/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/295/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/295/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/295/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/295/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/295/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=295&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>dalla mano dell’angelo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 10:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fui sorpreso dall’improvvisa e violenta erezione mentre defecavo. Ero appena tornato dalla passeggiata domenicale con Camillo, il mio botolo, e veramente, veramente, non c’era motivo, no. Certo, in corso Italia avevo visto qualche bella signora, e a un certo punto mi parve addirittura di averne sentita una sussurrare lievemente il mio nome. Marco, Marco… Mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=271&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Fui sorpreso dall’improvvisa e violenta erezione mentre defecavo. Ero appena tornato dalla passeggiata domenicale con Camillo, il mio botolo, e veramente, veramente, non c’era motivo, no. Certo, in corso Italia avevo visto qualche bella signora, e a un certo punto mi parve addirittura di averne sentita una sussurrare lievemente il mio nome. Marco, Marco… Mi ero sbagliato, è naturale, e la scarica di adrenalina che, sul momento, mi aveva attraversato, una volta giunto a casa faceva già parte del mio archivio mentale. Insomma, nessun motivo. Ma mentre mi apprestavo ad evacuare, voilà. Ascoltavo distrattamente la voce di mia moglie, che in cucina canticchiava preparando il pranzo, e il pene mi si fece di pietra. Provai a dargli due schiaffi, ma lui macché. Se ne stava col capino imbizzarrito, superbo, tracotante. E allora cominciai ad adoperarmi per la sua soddisfazione, e più mi adoperavo più il pensiero sfuggiva. Dove andasse, non so, ma andava, andava, interminabili spazi, sovrumani silenzi… Mi venne una tale nostalgia… E il cazzo non accennava a pacificarsi. Menavo, smenazzavo, e intanto decidevo di non aver mai amato mia moglie, mio figlio. Era il momento di cambiare vita. Uscii dalla toilette, salutai la famiglia, e con l’uccello di pietra nella mano, m’incamminai fiducioso per le strade del mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Racconto di <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank">Angeo Calvisi</a>, autore de <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Il geometra sbagliato</a>.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/roundrobineditrice.wordpress.com/271/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/roundrobineditrice.wordpress.com/271/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/271/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/271/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/271/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/271/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/271/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/271/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/271/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/271/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/271/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/271/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=271&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il geometra a Roma, passa in libreria, e poi a teatro!</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 10:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Giovedì 22 maggio alle ore 21:00 presso la libreria Arion di Via Veneto verrà presentato Il Geometra sbagliato. Il divertente e toccante racconto sulla follia di Tito Pozzi verrà presentato dallo psichiatra Tommaso Losavio ex direttore con l&#8217;incarico della dismissione dell&#8217;ex manicomio Santa Maria della Pietà di Roma, interverranno anche Francesca Orsi, Maria Lina [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=131&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2039" title="il mio cuore ha 2 battiti.ai" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2008/05/il-geometra-sbagliato.jpg?w=180&#038;h=259" alt="il mio cuore ha 2 battiti.ai" width="180" height="259" />- Giovedì 22 maggio alle ore 21:00 presso la libreria Arion di Via Veneto verrà presentato <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Il Geometra sbagliato</a>. Il divertente e toccante racconto sulla follia di Tito Pozzi verrà presentato dallo psichiatra Tommaso Losavio ex direttore con l&#8217;incarico della dismissione dell&#8217;ex manicomio Santa Maria della Pietà di Roma, interverranno anche Francesca Orsi, Maria Lina Pirone, Valerio di Paola e Federico di Vita.</p>
<p style="text-align:justify;">- Sabato 24 maggio alle ore 22:30 al Baffo della Gioconda, in Via degli Aurunci 40 (zona San Lorenzo) di nuovo in scena <em>Il geometra va a teatro</em>, di Maria Lina Pirone. Brillante adattamento teatrale del secondo <a href="http://www.roundrobineditrice.it/file/rred_libri_20071116171142.pdf" target="_blank">romanzo</a> di <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank">Angelo Calvisi</a>!</p>
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		<title>giunte le nozze dell’agnello</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 09:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti (e ultimi round)]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Calvisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Dovevate vedermi, con gli avambracci legati alla sbarra orizzontale, i pioli di ferro infissi tra palmi e polsi. Sudavo sangue come un porco, perché prima di condurmi quassù mi avevano per dispetto fatto passare in mezzo a un roveto, e così avevo la fronte graffiata dalle spine, come una corona di ferite. Dovevate vedermi: il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=81&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Dovevate vedermi, con gli avambracci legati alla sbarra orizzontale, i pioli di ferro infissi tra palmi e polsi. Sudavo sangue come un porco, perché prima di condurmi quassù mi avevano per dispetto fatto passare in mezzo a un roveto, e così avevo la fronte graffiata dalle spine, come una corona di ferite. Dovevate vedermi: il perizoma che cingeva le maniglie dell’amore, che tanto avevano contribuito alla nascita della mia leggenda (anche le donne di Gerusalemme dicevano che copulavo come un nume), mi era stato tolto per mettermi, in piena corsa, un pannolino da incontinenti, perché io, appeso sulla croce da ormai quattro ore, mi continuavo a cagare addosso, e la merda, un po’ liquida, scivolando giù dallo sfintere e dalle cosce, sgocciolava sulle teste dei legionari facendoli incazzare, facendoli vibrare impietose cartelle sulle mie rotule. <span id="more-81"></span>Ma magari si fossero incazzati per benino. Magari mi avessero inferto una spadata o un colpo di lancia e ciao, finita. L’avrebbero fatto più tardi, a freddo, e senza esiti mortali, come potete intuire, perché invece che al cuore mi venne aperta una spaccatura superficiale tra le prima e la seconda costola.<br />
Dovevate vedermi: le gambe, in quella posizione innaturale, un po’ piegate, con un unico chiodo a serrare in unione pecorina la pianta e il collo dei piedi, mi davano un tale delirio doloroso che porcoddio, porcodiddio, continuavo a biascicare, a sillabare, e poi a urlare con volume sempre più alto. &#8211; Non bestemmiare -, piangeva mia madre raggomitolata di sotto, vestita come una vedova, &#8211; Non bestemmiare o ti do uno schiaffo.<br />
Turbato da quelle minacce, io mi fermavo un attimo, poi riprendevo di nuovo a voce bassa per ritornare all’esplosione di invettive un paio di minuti più tardi. Andammo avanti così per tutta la mattina e buona parte del pomeriggio. Ma il culmine della maledizione fu attorno alle 17, 17 e 30. Io ero lì che ansimavo come un mantice, che non riuscivo neanche a comunicare al padre tutto quello che pensavo di lui, quando a un certo punto un boato scosse la terra, e il sole si fece improvvisamente nero. &#8211; Costui è davvero il figlio di dio -, gridarono i poliziotti e i semplici curiosi pervenuti alla mia esecuzione. Ci fu un fuggi-fuggi generale, senza una direzione precisa, un caos biblico che mi ricordava il singolare episodio della distruzione di Sodoma e Gomorra. Soltanto un piccolo botolo, per nulla intimorito dall’atmosfera, si avvicinò trotterellando al mio tormento e, senza guardarsi neppure intorno, alzò la zampina posteriore destra liberando la vescica alla base del palo verticale.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:right;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Angelo Calvisi</a>, autore de <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/extra.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Il Geometra sbagliato</a></p>
<p style="text-align:left;">
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		<title>Il geometra sbagliato </title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 23:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
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scopri qui tutto sul libro di Angelo Calvisi!
booktrailer di Valerio di Paola
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2008/05/04/il-geometra-sbagliato/"><img src="http://img.youtube.com/vi/6h7PJGzTdCY/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:left;">scopri <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">qui</a> tutto sul <a href="http://www.roundrobineditrice.it/file/rred_libri_20071116171142.pdf" target="_blank">libro</a> di <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/extra.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Angelo Calvisi</a>!</p>
<p style="text-align:right;">booktrailer di Valerio di Paola</p>
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