La leggerezza è una ragazza olandese con il corpo elastico, è la Giralda di smeraldo, è un mercato pieno di colore che si apre all’improvviso tra le case disabitate. La leggerezza è un calle fiorito, è la fortuna di avere vent’anni in una città straniera, quando tutto ti pare innamorato, ed è il lucente acquerello che brucia nel tempo, e brucia anche se non te ne accorgi. Nelle Cronache da Siviglia di Federico di Vita, le parole hanno il sapore dei datteri e se volano via sono farfalle che lasciano tra le palpebre l’iride perfetta e malinconica della giovinezza. Read the rest of this entry »
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Cronache da Siviglia, «chiedi alla polvere» dell’Andalusia – City
In our books on Giugno 17, 2009 at 9:26 am
Un Erasmus a Siviglia: sei mesi di viaggi, scoperte e studio (?) nella splendida capitale andalusa danno forma a questo romanzo fresco e originale dell’esordiente Federico di Vita, edito da Round Robin. In un’Europa senza più frontiere, tedeschi, italiani, francesi, americani, slovacchi si gettano sulla Spagna come su un frutto maturo, da assaporare con entusiasmo, con foga, ma con la consapevolezza – anche – di avere dalla propria parte tutto il tempo del mondo (Time is on my side, cantavano gli Stones, e la musica degli anni ’60 e ’70 – Dylan in testa – ha un ruolo centrale in queste Cronache). Grazie all’effetto magico dell’Erasmus, che blocca il tempo – quello della vita individuale così come quello del mondo circostante – qualche mese si trasforma in una “bolla di sapone, e chi c’è entrato ora si goda tra le gocce di vapore il delicato estendersi del cerchio, gli anelli arcobaleno all’orizzonte e poi lo scoppio, che arriva subito”. Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia, sulle tracce di D.F. Wallace
In our books on Maggio 27, 2009 at 11:45 pm
A volte capita d’incontrare dei libri di difficile definizione, sulla cui natura la domanda proposta dalla lettura continua a rimanere aperta.
L’ultimo di questi che mi sia finito tra le mani è Cronache da Siviglia, di Federico di Vita, esordiente scrittore romano edito da Round Robin, piccola ma fantasiosa realtà editoriale.
È difficile definire “Cronache da Siviglia”, più volte durante la lettura ci si domanda che cosa questo volumetto sia. Un libro di viaggio, un epistolario amoroso, uno spaccato d’autobiografia, un romanzetto generazionale, una guida turistica, un manuale atipico di un’esperienza Erasmus? In definitiva “Cronache da Siviglia” rappresenta un’eccentrica shakerata miscela di tutto questo. Dalla sua certamente l’autore ha la vocazione del viaggiatore settecentesco, una predilezione che il lettore avverte, ama parlare minuziosamente di Siviglia, dei suoi vicoli, dei suoi giardini, e lo fa con passione: le sue descrizioni hanno poco della cartolina turistica e molto “della vista del cuore”. Si sente che Siviglia è una città che ama ed è capace di farla amare anche al lettore. Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia – Pagine tenere, sguaiate o freschissime da e-mail andaluse
In our books on Aprile 21, 2009 at 11:53 pm
Cronache da Siviglia è il romanzo d’esordio di Federico di Vita, classe 1982, studente romano che ha fatto l’Erasmus in Spagna e che da quella esperienza ha ricavato questa veloce narrazione.
Si legge nella seconda di copertina: “un trovatore dei nostri giorni se ne va per le strade dell’Andalusia, raccoglie a caso rami, fiori, pietre, ragazze che non si lasciano afferrare e scrive agli amici storie sbilenche e struggenti come ondate di mare nei giardini, racconti di Francesi che si incazzano per il mondiale… Storie perdute tra le pinete in Portogallo, squarci di vita che si propaga dall’ombra dei vicoli intorno a Calle Verde e poi si irradia di luce […]”.
Nell’atmosfera di Siviglia, città che ha davanti a sé l’Atlantico con uno splendore di sensuale indolenza nei profumi e nei colori, Federico ci parla dei suoi coinquilini e delle scorribande nei locali con gli altri studenti stranieri, racconta le feste finniche in discoteca, le sfide da goliardi “a chi magna dappiù” (p. 84), il suo non perdere neanche un’occasione per ricordare – fiero delle sue “augustissime origini” (p. 29) – chi ha vinto il mondiale. Read the rest of this entry »
In viaggio… tra le righe – Cronache da Siviglia
In our books on Aprile 18, 2009 at 3:38 pm
La letteratura di viaggio (e non da viaggio che è tutta un’altra cosa) è sempre stata una porzione del settore che ha interessato principalmente i viaggiatori indefessi, o i sognatori: coloro che non potendo permettersi di mollare tutto e andarsene in giro per il mondo, riescono a costruirsi i loro viaggi, volando con la fantasia, laddove i piedi o il portafoglio non possono arrivare.
Altra cosa le guide turistiche, unico mezzo di sopravvivenza nei luoghi lontani.
Eppure bisognerebbe ascrivere alle categorie sopra menzionate, un altro tipo ancora di letteratura di viaggio: quella dove il viaggio avviene più o meno dichiaratamente tra le righe, dove la cronaca è quella del viaggio personale, dove le esperienze raccontate sono quelle di vita vissuta dall’autore stesso.
Mi sono capitati tra le mani proprio due libri, nell’ultimo periodo, che mi hanno fatto riflettere proprio su questa tipologia alternativa di letteratura di viaggio. Read the rest of this entry »
Venerdì, da Melbookstore, in via Nazionale, a Roma
In our books on Febbraio 25, 2009 at 10:11 pmalle ore 18:30 minuto-più-minuto-meno
è lieta* di
presentare
Cronache da Siviglia
di Federico di Vita

Interverranno, oltre all’autore:
Adriano Ercolani (critico letterario)
Gabriele Geri (attore) > forse
Maria Lina Pirone (attrice)
Stefano Milani (giornalista)
[VENERDI'27Febbraio18:30 MELBOOKSTOREViaNazionale254ROMA]
jam session – 9
In racconti (e ultimi round) on Febbraio 6, 2009 at 6:13 pmdi Vita/Calvisi
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…ma che sono questi?
- Guarda rimane solo l’asta e il perno. Sono occhiali, sono distrutti, lì c’è un pezzo di lente.
- Ha preso una bella botta. Ditegli di non muoversi. Come è successo?
- Chiamate un’ambulanza, non muoverti. Non muoverti tu. Passami l’ombrello.
- Sto… penso di potermi alzare.
- Aiutami a coprirlo. Ecco, fallo passare, fermo. Tieni l’ombrello.
- Guarda non ce la fai, fermo, non. Fermo. Respira, tranquillo, non ce la fai. Adesso arriva. Non ti muovere. Sta arrivando l’ambulanza, com’è successo? Come hai fatto? Cristo, come hai fatto?! Read the rest of this entry »
Il nuovo blog
In (p)Recensioni & vanità on Gennaio 27, 2009 at 8:59 pm
Come avrete già notato abbiamo rivoluzionato la struttura del nostro blog. Ci sembra necessario spendere due parole per presentare la nuova fisionomia del blog della Round Robin editrice. La nuova impaginazione del sito, che consente la vista sinottica degli ultimi tre post evitando il tipico incolonnamento e la conseguente gerarchizzazione, oltre a porre gli articoli sullo stesso piano percettivo, richiama esplicitamente il disegno e le funzioni del giornale quotidiano e, se ce lo consentite, ancor più, delle vecchie riviste letterarie. Ma nel XXI secolo non è più tempo di riviste, ed è la loro eredità – che via via rischia sempre più di perdersi, così come l’incidenza e il peso delle voci critiche – che con questa nuova impostazione cerchiamo di raccogliere. Read the rest of this entry »
jam session – 8
In racconti (e ultimi round) on Gennaio 25, 2009 at 2:02 amdi Vita/Calvisi
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…questo fiume cresciuto come il pane sotto una coperta, come una pasta col lievito di birra, come una spuma che monta, come la maionese, come una ferita che si gonfia e si apre e si ingiallisce e sanguina, come il ventre di una donna il biondo Tevere è cresciuto gli ultimi giorni dell’altr’anno. Il fiume Tevere, il fiume di Roma, per via della pioggia. Ogni ora che l’acqua saliva il fiume era più pericoloso e bello, avvolgente come una lunga sciarpa i margini dell’Isola, tagliando in alto l’arco dei ponti, da quello di ferro sembrava di camminare sull’acqua. E l’ultimo giorno ad ogni ora in attesa della piena che per la prima volta avrebbe sconfitto gli sproporzionati argini, la gente, avvertita del pericolo, si assiepava attorno ai muraglioni, avvertita del pericolo sperava, a ben vedere, che il fiume straripasse. La piena è scesa, l’acqua ha rioccupato il consueto letto lasciando i marciapiedi sommersi puliti come non lo erano mai stati. E gli spogli platani fioriti di buste rubate a questo sogno danubiano…
Cronache da Siviglia: “Ho finito ora di leggerlo, è lucente!”
In our books on Gennaio 20, 2009 at 11:26 am
Lo scorso mese, con i giudizi dei giurati del “Premio Calvino” su Interno con rivoluzione, abbiamo cominciato a recuperare sul blog testimonianze sotterranee sui nostri libri: giudizi, commenti, pareri, consigli dati quando ancora questi erano in forma di bozze. Qui sotto riportiamo la lettera che Maria Laura Bufano scrisse a Federico di Vita dopo aver letto per la prima volta le bozze di Cronache da Siviglia.
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Ho finito ora di leggerlo. È lucente!
E non si riesce a lasciarlo prima di aver letto l’ultima pagina.
Se in quello che dico non ho capito qualcosa, non ti preoccupare: verificalo con altri. Io ho davvero problemi di comprensione dei testi. Può darsi comunque che ti sia utile in ogni modo.
I capitoli che raccontano di Siviglia, degli amici, di qualche altro luogo sono seguiti da messaggi tuoi e di una ragazza: è una ragazza vera, lontana? È una “Sintesi” delle ragazze che hai amato o vorresti aver amato? Della stranezza della donna? Si fonde alla fine o in alcuni momenti con Viola? Read the rest of this entry »
jam session – 7
In racconti (e ultimi round) on Dicembre 17, 2008 at 12:30 amdi Vita/Calvisi
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…come l’anello che è di ferro, lavorato a mano, sgrossato malamente, dal cerchio imperfetto e dalla sagoma lesa, e che in cima ha una piccola indecisa sfera, e sotto alla sfera, minuscolo, il disegno di un pesce. L’anello, che è un segno del tempo e della dimenticanza, ricordo di un passaggio di mano in mano, cimelio medievale, ornamento occasionalmente femminile, lasciato (per caso?) cadere dalle mareggiate notturne, ehi sono io, non mi riconosci?, in questo letto. E il sonno scese come ogni sera ad insegnarmi una strana preghiera poi la mattina mi sciolse le mani, e ormai senza di te volata via io ritrovai l’anello. E lo stupore con circolare imbarazzo mi chiede se voglio quella, erano anni che lo stavi cercando, vuoi quella? era anni che la stavi cercando, vuoi quella, vuoi quella, vuoi quella… Read the rest of this entry »
desde Sevilla… hasta Zèna
In our books on Dicembre 9, 2008 at 5:17 pm
Venerdì 12 dicembre 2008 – alle ore 18:00 – presso il Museo Luzzati di Genova, si terrà la presentazione/reading/discussione congiunta de Cronache da Siviglia, di Federico di Vita e de Il geometra sbagliato di Angelo Calvisi. Interverranno, oltre ai due autori, Gabriele Geri (attore, fine dicitore…) et Adriano Ercolani (critico letterario, pazzo…). Non mancate, non mancate, sarà una cosa che ricorderete, per carità, fidateve, non mancate…
Cronache da Siviglia: raccontare con ironia il proprio viaggio Erasmus
In our books on Dicembre 4, 2008 at 12:53 am
Roma, 24 novembre 2008 – Sabato sera a “Scrivere perché”, rassegna di giovani scrittori emergenti, nella libreria Nero su Bianco a Trastevere, è stato presentato Cronache da Siviglia, del venticinquenne Federico di Vita. Dal libro, edito da Round Robin, è stata tratta una performance teatrale che probabilmente verrà riproposta prossimamente. Nato da uno spunto autobiografico, il racconto si snoda sui passi di un viaggio Erasmus compiuto dal giovane scrittore. I testi sono cronache per l’appunto, della incantevole città andalusa, che rimane ancorata al cuore di Di Vita così come alla pagina scritta, intervallati però, come in una sorta di controcanto, da un dialogo epistolare, da una corrispondenza amorosa tra un lui e una lei mai nominati, in modo che ognuno possa vederci quello che crede. L’idea da cui scaturisce il romanzo è allora quella di raccogliere in maniera ordinata le divertenti mail che il giovane scrittore inviava di settimana in settimana agli amici più cari durante il viaggio, raccontando la sua avventura. Rimangono stralci di vita vissuta sorretti costantemente da una leggerezza e da una ironia singolari. Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia su Cremonaonline
In our books on Dicembre 1, 2008 at 6:14 pm
«Questa città mi ha accolto con una giornata di maggio in gennaio e con un giardino di maioliche, palme e aranci carichi di frutta, sono cose che uno ricorda. La strada entra in una realtà più antica e solida, sono felice: è un viaggio verso sud». Sono e-mail reali i capitoli di Cronache da Siviglia di Federico di Vita: il giovane studente universitario, in Erasmus nella città andalusa, ha raccontato la sua esperienza di settimana in settimana ai suoi amici più cari. Come un trovatore dei nostri giorni, vaga per le strade della città, raccogliendo pietre, scorci, pensieri, ragazze che non si lasciano afferrare e descrive i suoi nuovi passi in storie a tratti ironiche e sbilenche, a tratti profondamente emotive, struggenti. Squarci di vita che si propaga dall’ombra dei vicoli intorno a Calle Verde ai colori di spazi aperti in cui Siviglia si irradia di luce. Parallelamente alle cronache, un dialogo epistolare tra l’autore e una ragazza o tra l’autore e la città stessa, in passi lirici il cui enigma affascina e rapisce: «salutarti – si legge in uno di tali passi – è interrompere un momento che non avrebbe nessuna voglia di essere interrotto, è come spezzare un filo, anzi no: è come piegarlo e tenerlo in mano per ritrovarlo la volta successiva».
Fonte: Cremonaonline – Cultura
ehi, dove andate? sabato c’è la presentazione! la presentazione!!!
In our books on Novembre 20, 2008 at 11:22 am
Sabato 22 novembre alle ore 19:00 presso la libreria Nero su bianco a Piazza San Cosimato 16 (Trastevere, Roma) si terrà una conviviale presentazione dell’ormai a voi noto Cronache da Siviglia, ma sarà una cosa carina eh, dunque venite, ci saranno anche fiumi di vino senza contare la possibilità di parlare liberamente del libro, con l’autore, con un critico, con Vierone (futuro noto attore) dandosi tutto un tono da scanzonati intellettuali anni ‘60, ma anche no…
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Interverranno, di sicuro:
> Lugi Politano, editore Round Robin editrice
> Andrea Caterini, critico letterario
> Gabriele Geri, attore
> Federico di Vita, l’autore
> il vino
e, forse, altri… ci vediamo sabato!
Cronache da Siviglia, la parabola universale dell’esperienza Erasmus.
(Margherita Mangione)
jam session – 6
In racconti (e ultimi round) on Novembre 16, 2008 at 4:12 pmdi Vita/Calvisi
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… e di una seta di un colore che cambiava come il cielo di marzo in mezzo a tutte le altre cose che non si sapeva dove mettere, e fu ritrovato da Marta molto tempo dopo, diventando a seconda dell’umore un mantello di regina, un sudario, oppure il mare. E si scendeva con un piccolo ascensore oscuro e poi una galleria scavata nella roccia e in fondo al semicerchio dell’uscita, sfrigolante, ecco quel mare. Ecco la faccia all’aria la mattina e il nero del basalto intagliato a strisce dal pelo dell’acqua fino a su, su, verso la montagna, rigogliosa e fumante. E ancora più su la notte che avanza per avvolgere il pallone sul quale vanamente ci inseguiamo e in basso, sopra l’entrata dell’ascensore che porta a quel piccolo mare, la tua tenda e tu, che la apri per un accendino o un cavatappi (la memoria regala già varianti) che è nella mia mano, e io lì che mi imbarazzo, ti guardo e infine chiedo: è tuo?… Read the rest of this entry »
jam session – 5
In racconti (e ultimi round) on Ottobre 29, 2008 at 11:08 am
di Vita/Calvisi
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…e in questo sogno di futura memoria mi accompagnerai tu, mio Capitano. Che con la tua sola presenza inclinavi l’idea pitagorica boema volgendola a sinistra, sempre più a sinistra, e con profitto, tu, centro propulsore, talismano, generatore del gioco, solutore di enigmi, eroe del labirinto, colui che scioglie il nodo matematico con tocco magico, demiurgo che volge in algoritmo chiaro la domanda impossibile, genio buono, amico: ricordi le strade pazze di gioia nel 2001, la notte oscura della monetina, la volta che entrasti all’ala destra contro l’Udinese, la sera del 4 e zitti e a casa, e quanta spensieratezza, i derby col cucchiaio, e il giorno del silenzio, attoniti per la caviglia – ma non tallone di eroe che ci abbandona – e poi il lancio di prima quindi il rigore che qui è valso un mondiale, con la gente in piazze di felicità – ad altri servì più tempo per capire – e la coscienza impressa nelle carte di Madrid “que debe causar una enorme confianza que el bueno juegue en tu equipo” – e tu che tutto sai, non andartene mai, e come un vivo nume non abbandonarci mai… Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia – ANSA
In our books on Ottobre 20, 2008 at 3:10 pm
L’ERASMUS ANDALUSO DI FEDERICO DI VITA TRA IRONIA E POESIA
(NOTIZIARIO LIBRI) (ANSA) – ROMA, 17 OTT – FEDERICO DI VITA – CRONACHE DA SIVIGLIA (ROUND ROBIN – PAG. 155 – 12,00 EURO) - «Questa città mi ha accolto con una giornata di maggio in gennaio e con un giardino di maioliche, palme e aranci carichi di frutta, sono cose che uno ricorda. La strada entra in una realtà più antica e solida, sono felice: è un viaggio verso sud». Sono e-mail reali i capitoli di “Cronache da Siviglia” di Federico di Vita: il giovane studente universitario, in Erasmus nella città andalusa, ha raccontato la sua esperienza di settimana in settimana ai suoi amici più cari. Come un trovatore dei nostri giorni, vaga per le strade della città, raccogliendo pietre, scorci, pensieri, ragazze che non si lasciano afferrare e descrive i suoi nuovi passi in storie a tratti ironiche e sbilenche, a tratti profondamente emotive, struggenti. Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia
In our books on Ottobre 12, 2008 at 11:29 pm
Ecco come una storia semplice, il racconto di una vita comune può diventare la solida base di un romanzo vincente: ce lo mostra in queste sue Cronache da Siviglia Federico di Vita, un giovane studente romano che ha saputo convertire, con spontaneità e leggerezza, un viaggio Erasmus nella sua prima, riuscitissima, fatica letteraria.
In una cornice luminosa e arabeggiante di vicoli e aranceti, di flamenco e mercatini (che, diciamocelo chiaramente, esercitano sempre un discreto fascino sul lettore…), l’autore orchestra un contrappunto delizioso di sguardi innocenti di bambino e riflessioni intime di uomo adulto, il tutto in un flusso di coscienza impazzito che, nel suo disordine, trova comunque una sua segreta organizzazione. L’intento dopotutto, e l’autore ce lo indica nella sua “micropostfazione” (!), era proprio questo: trovare il modo di mettere ordine ad una lunga serie di sgangherate mail che lui stesso aveva scritto ai suoi amici dalla Spagna. E l’ordine di Vita lo trova, regalando al lettore una carrellata di gustosi personaggi che danno vita ad episodi quando spassosi, quando commoventi. Read the rest of this entry »
jam session – 4
In racconti (e ultimi round) on Ottobre 9, 2008 at 12:59 pmdi Vita/Calvisi
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…e frantumi dell’arcipelago erano anche le parole ormai, crinate, spezzettate, imbastardite, dimenate e perdute nella babele della migrazione, suoni inauditi, bestemmie, sensi preclusi alla cognizione, fonemi baluginanti privi di significato, simboli accostati casualmente dai nuovi bambini quindicenni che non si raccapezzano più:!+=Ç @:D
°#߀®-–_ Q€ƒ∂;,.:![][`´~¥‘‹LOL“«*§ .. eppure dell'ansia del disfacimento, e della furia per questa biblica partenza non percepisco nulla, riesco a godermi il pavimento di una novecentesca sontuosa magione, lastre di vetro sotto alle quali nuotano pesci e come in sogno rivedo mia sorella e mio padre nei mari greci, vivi perché abitati dalle creature che ci sfiorano le membra, e nel caos sento un fulgore, una serena ovatta di felicità, quindi lascio la canna, eccoti sei qua... Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia al Teatro Petrolini
In our books on Ottobre 6, 2008 at 9:51 amregia Federico di Vita e Andrea Belli
sceneggiatura Federico di Vita e Gabriele Geri
con Andrea Belli, Gabriele Geri, Franco Pietropaoli, Maria Lina Pirone
al Teatro Petrolini
Due lettori, due cantori: è questa la scarna ma efficacissima formula che ha animato il reading di Cronache da Siviglia, ultima pubblicazione della casa editrice Round Robin che venerdì 3 ottobre ha portato a Teatro Petrolini le disavventure epico-romantiche di un cantore di Siviglia. Due gli spettacoli, brevi ma intensi, che hanno trascinato un nutrito pubblico in una Andalusia onirica e moderna. Il protagonista, nonché autore del libro, Federico di Vita, evoca i giorni di un Erasmus ormai lontano eppure vivo nei ricordi, nelle immagini, nei personaggi. Read the rest of this entry »
jam session – 3
In racconti (e ultimi round) on Ottobre 2, 2008 at 12:59 pmdi Vita/Calvisi
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All’isola del Giglio ci sono i saraghi più grandi del mondo. Arrivano anche a tre, quattro chili, a questi pesci non succede. Sono selvatici e non si possono allevare e la loro carne è più saporita di quella delle orate o delle spigole, sono più rari e non c’è altro modo di averli che pescarli. I saraghi dell’isola del Giglio, quelli grandi, stanno in delle calette rocciose nascosti tra i sassi in mezzo metro d’acqua, ma è quasi impossibile allamarli. Sono scaltri, per arrivare a quella dimensione ne hanno viste di esche… C’è un vecchio che li sa pescare, mi ha detto mio padre, ma esiste un solo modo. Prende una lenza e la adagia lenta nell’acqua, all’amo c’è una cozza appena socchiusa e un lungo tempo nella speranza che il pesce non vedendo il filo teso non immagini la trappola. Tu sei un sarago grande, oh dama misteriosa, tu sei un sarago grande ma io non ti vorrei cacciare, vieni fuori dall’acqua fidandoti, senz’ami, senza cozze, senza sofferenza, senza morte e senza lenza. Ma devi mostrare di volerlo fare, che io sono seduto sullo scoglio coi piedi dentro l’acqua e la mia canna ad ogni buon conto è qui, già armata… Read the rest of this entry »
Spettacolo di presentazione di Cronache da Siviglia
In our books on Settembre 23, 2008 at 4:54 pmLa Round Robin editrice è lieta di invitarvi al Teatro Petrolini (Via Rubattino 5, Roma) per spettacolo di presentazione di Cronache da Siviglia di Federico di Vita. La performance si terrà venerdì 3 ottobre 2008 alle ore 20:45 e verrà replicata la sera stessa alle 22:15.
Interpreti: Gabriele Geri e Maya Pirone. Musica: Andrea Belli (voce). Franco Pietropaoli (chitarra).
Ingresso 12€ (libro & spettacolo).
Cronache da Siviglia - intervista a Federico di Vita
In interviste on Settembre 18, 2008 at 7:00 pm
“Una città bellissima”, sembra esultare in molti stralci la tua voce. Dov’è Siviglia? E come la guarda negli occhi un romano?
Sta in quel rigonfiamento del continente giù, in basso a sinistra, quella specie pancia che si chiama Andalusia. Ventre fecondo, ampolla fertile e materna, talamo su cui l’Europa si è unita all’Africa, fisicamente, nelle ere geologiche, e poi culturalmente, grazie agli innesti della cultura araba. Sono cose ovvie queste che ti dico, ma il bello, la meraviglia quando arrivi in questi posti – meraviglia che contagia anche chi viene dall’Italia, da Roma, stupore capace di travolgere persone abituate alle stratificazioni architettoniche, alla bellezza – dipende proprio, ancora oggi, da questo vitale contatto. Da questa fecondazione, da questa continua gestazione. Mi ricordo perfettamente la luce che inondava le vie strettissime e poi, proprio ora, mi ritorna in mente un piccolo filmato girato col telefonino da mio vicino di casa, il mio amico Tibault. Inquadrava Calle Archeros fino al punto in cui incrocia Calle Verde, poi saliva fino a riprendere tra le piante rampicanti l’insegna col nome della via formata da maioliche, per poi passare alla via, strettissima, ombre scure e tagli di luce accecante, e infine virare al suo volto: stupito e sorridente. Vivevamo lì. Questo rimane, a un romano, come a un francese o ad un’inglese. Read the rest of this entry »
jam session – 2
In racconti (e ultimi round) on Settembre 10, 2008 at 10:46 pmdi Vita/Calvisi
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…ma era un modo di strapparmi, modo di dire, un fare per chiamarmi dopo anni attraversati accanto in questo spazio. Chiamarmi via, fuori dal letto, fuori, chiamarmi mentre passando con la mano il lenzuolo sopra il volto cercavo riparo dal bagliore a chiazze che inondava come pioggia l’aria pulviscolare della stanza. Modo di dire lontano dal sentire, dov’è l’amore? e questo strappo, le conseguenze che riporta altro segno non sono che di giornate, altre, ancora, altre, da passare a erigere strane cattedrali, solitari nello spiovere del tempo, strappati ancora una volta senza amore e resi al mondo, che forse non ha bisogno di noi, no, che preferiamo questo sogno…
jam session – 1
In racconti (e ultimi round) on Settembre 3, 2008 at 10:26 pm
di Vita/Calvisi
E poi mi ritrovai tra i vani di una libreria a largo Argentina, aspettando Benedetta. Perso nel tempo dell’attesa presi a caso un libro, di Manganelli. Era ancora agosto e “oh, avevo, avevo identità; questo appunto mi crucciava, mi logorava; essere un uomo solo, Harun Al-Rashid, e nient’altro; io vedevo passare per le piazze assolate i miei soldati, i dotti, le donne segrete e fuggitive, i poeti, i santi, e mi crucciavo di poter essere solo un’unica persona, solo me stesso, un califfo pittoresco e fantasioso, e dunque tanto più chiuso nei confini senza passaporto del proprio corpo e del proprio compito. Se ero califfo era estremamente impegnativo, anche lussuoso, la sorveglianza esercitata sul mio destino era specialmente accurata. Se talora amavo travestirmi per camminare di notte per la mia città, il mio travestimento mi pesava come una bestemmia contro il mio destino: eppure tutto il mio corpo era una imprecazione. Per questo diventai un uomo da favole e, infine, riuscii a lavorare la mia immagine in modo che nessuno seppe più se ero vero o falso”, e pensai a te…
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…e anche a te. E a te. A tutte voi, pensai, e nella mia mente i vostri corpi in un unico corpo, assemblaggio, groviglio, sperma e sangue, e dolore, e luce. E dove c’era un buco, un buco della memoria, intendo, il salto di qualche fotogramma, come quando al cinema parrocchiale, anni fa, il prete tagliava la pellicola laddove i protagonisti si baciavano, e si proiettavano sullo schermo i numeri a ritroso, dove c’era un buco, dicevo, sistemavo la calce della fantasia, per rendere solida l’impalcatura, per rendere perfetta la creatura. Assemblaggio, groviglio, ideale, assemblaggio, assemblaggio, e alla fine non eri più tu, non eri tu, Benedetta, mentre mi tiravi per il braccio, e mi svegliavi dal sonno, e mi dicevi amore…
… continua continua continua continua continua (ad infinitum)…
Intervista a Federico di Vita
In interviste on Settembre 2, 2008 at 10:42 am
Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Federico di Vita?
Per ora sono uno che ha venticinque anni… Sono indolente ma a volte ho qualche idea e allora mi accendo, poi mi piace spostarmi, ho una certa indole del viaggiatore. Sono uno studente, ormai spero per poco: dovrei laurearmi a breve in Scienze Umanistiche, alla Sapienza. Poi credo che andrò a lavorare all’estero. Ecco, una cosa certa c’è: sono nervosamente, perdutamente della Roma.
A breve andrà in stampa il tuo primo libro, “Cronache da Siviglia”. Parliamone.
Tra gennaio e luglio del 2007 ho vissuto grazie al progetto Erasmus a Siviglia. All’inizio non pensavo di scrivere un libro. È successo naturalmente e per caso. Read the rest of this entry »
BUONE VACANZE!!!
In our books on Luglio 29, 2008 at 5:44 pm26 settembre 2008
CRONACHE DA SIVIGLIA,
di Federico di Vita.
Un trovatore dei nostri giorni se ne va per le strade d’Andalusia, raccoglie a caso rami, fiori, pietre, ragazze che non si lasciano afferrare e scrive agli amici storie sbilenche e struggenti come ondate di mare nei giardini, racconti di francesi che si incazzano per il mondiale… Storie perdute tra le pinete in Portogallo, squarci di vita che si propaga dall’ombra dei vicoli intorno a Calle Verde e poi si irradia di luce, la meravigliosa luce di Siviglia. Dove nascono queste cronache.
INTERNO CON RIVOLUZIONE,
di Maria Laura Bufano.
Lidia e Paolo: un arcobaleno di situazioni e sentimenti contrastanti. La formazione, l’iniziazione alla politica, la nascita dei loro figli. In un arco di tempo compreso tra il dopoguerra e i primi anni Settanta, vivono l’inseguirsi degli amori, l’avvicendarsi delle speranze, le continue fughe. Sullo sfondo i difficili anni della ricostruzione, il boom economico e poi la furia di cambiare società e vita, tra schegge di storia della CGIL e del PCI, tra il femminismo e il Manifesto. Un’incisiva voce femminile, in cui, pur nella distanza temporale, è facile riconoscersi tuttora.
20 gennaio 2009
CHIUSO PER TURNO,
di Massimo Zanettini.
Michelangelo è un uomo come ce ne sono tanti, pavido, indolente, abitudinario. Un ristorante di successo, il bip-bip di saluto della Mercedes e le vacanze a Forte “che ci trovi tutta Parma”. E una passione smodata, indecente, per il cibo, maledizione di famiglia già pagata con la vita da suo padre. Un viaggio in Africa accettato con ritrosia, su insistenza dell’eterna fidanzatina, apre uno squarcio nella sua routine di quieta disperazione, svelandone il deserto di rapporti umani. Tra i consigli visionari di Sandokan e l’irrompere di una giovane donna straniera, Michelangelo dovrà decidere se restare, ancora una volta, chiuso per turno.
Ecco i nostri prossimi titoli! Con questi vi salutiamo, ce ne andiamo in vacanza per un po’! Grazie da tutta la redazione a tutti quelli che si sono presi la briga di seguire il nostro blog, ricominciamo da settembre… Buone vacanze!!!
Conquista tra le tombe
In racconti (e ultimi round) on Giugno 2, 2008 at 2:41 amracconto di Andrea Belli e Federico di Vita
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“Conquista e trasporto verso ogni emozione”. C’è un biglietto quando torno a bordo sul cruscotto del mio autobus. “Un viaggio favoloso”. Mentre esco dalla banchina vedo Peppe con le mani in tasca dirigersi svelto verso il gabbiotto del capolinea, i colleghi, gli altri, mi guardano. Sono a Roma da poco. Dopo il trasferimento di mia moglie ho deciso di seguirla e per via del mio vecchio lavoro ho trovato posto come conducente, lavoro per l’Atac. All’inizio ho faticato ad abituarmi al traffico, ai modi bruschi, le ripartenze isteriche al semaforo, i motorini… poi… ora, ora va meglio. Non conosco quasi nessuno, giusto qualche collega. Checco mi saluta con un colpo di clacson, mentre ci incrociamo, fa un gesto, porta un dito agli occhi “hai visto?”. Faccio di sì con la testa, poi seguito il percorso nell’opposto tragitto. Ma non ho capito. Mi hanno assegnato il 495, faccio un lungo giro. Read the rest of this entry »
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In racconti (e ultimi round) on Maggio 1, 2008 at 11:14 am“Entra, entra, ti stavo aspettando. Scusa i colori, sono molto forti, molto molto forti”.
La testa reclina sul braccio sinistro, il braccio posato sul tavolo, una maglia a righe. La fiamma dei capelli rossi a scomparire il viso, mi aspetta così, con un bicchiere.
“Vieni vieni, ma fermo, io sono immobile. Vieni, guarda, di qua c’è un cumulo di fieno, una capanna, un prato”.
“È l’Inghilterra?”
“È l’Inghilterra… non è l’Inghilterra: è un compromiso. Comunque entra, passa di qua”.
Ora siamo in un bar, c’è una boccetta di vetro con un tappo rosso sul bancone, fa un guizzo di luce: olio agliato.
“Posso prenderne? No?”
“Non c’è”.
“È finito?”.
“Non c’è nessuna boccetta sul bancone. Nessun bancone e nessuna maglia a righe”. Read the rest of this entry »






