Calvisi ha scritto una trilogia: Maledizione del sommo poeta, Il geometra sbagliato, Il Principe di Persia. Maledizione del sommo poeta cambia completamente se, dopo averlo letto, si legge Il geometra sbagliato e si ripensa il primo libro alla luce del secondo. Read the rest of this entry »
Posts contrassegnato dai tag ‘Angelo Calvisi’
Pensieri sui libri di Angelo Calvisi (Jacopo Nacci – NewClearWordz)
In our books on Novembre 17, 2009 at 4:46 pmIl principe di Persia: dalle Mille e una notte all’avant-Pop – loop
In our books on Novembre 10, 2009 at 10:15 pm
Il Principe di Persia, di Angelo Calvisi (Round Robin, pp 109), è un breve romanzo costruito sulla falsariga di Prince of Persia, il celebre videogioco ideato da Jordan Mechner all’inizio degli anni ‘90, cui il testo si riferisce apertamente sin dal titolo. Si parte infatti da un’Intro con “la storia della mia avventura d’esordio, quella del vecchio floppy”, per poi passare attraverso i livelli e le vite – tipiche di ogni videogioco d’avventura – e arrivare fino all’Outro e ai Credits, gli immancabili titoli di coda. Read the rest of this entry »
Il principe di Persia, Calvisi – Liblog
In our books on Novembre 7, 2009 at 11:25 am
Come tutti i ragazzi anche io ho sviluppato una malsana passione per i videogiochi che, purtroppo, perdura tuttora. Tra i videogames che hanno segnato la mia infanzia ricordo con piacere Prince of Persia. Perciò quando ho letto il titolo di questo libro di Angelo Calvisi e ho visto la sua bellissima copertina non ho potuto fare a meno di leggerlo. Read the rest of this entry »
sabato, la cité, 18:30
In (p)Recensioni & vanità on Novembre 4, 2009 at 10:46 amcredits
In our books on Ottobre 30, 2009 at 9:49 amIl Principe di Persia, personaggio creato da Jordan Mechner, è il celebre protagonista di una serie di videogiochi, e alle situazioni narrate nei vari titoli della collana si è ovviamente attinto a piene mani. Per la struttura circolare del racconto si citi almeno Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, il western di Sydney Pollack con Robert Redford. I “serti di vittoria” (alla fine dell’intro) sono una citazione tratta dal monologo iniziale del Riccardo III di Shakespeare. La locuzione “lugubre idiota” (che nel capitolo i. è declinata al plurale) è contenuta in una pagina di Dostoijesvski che non ho più trovato. Read the rest of this entry »
Stasera con Calvisi da nero su bianco
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 24, 2009 at 8:44 amVisto l’imbarazzante successo di pubblico di ieri sera abbiamo deciso su due piedi di replicare e oggi pomeriggio alle 18:27 tra bicchieri di vino e tranci di pizza (forse) parleremo nuovamente di follia e letteratura col fuggiasco Angelo Calvisi – che domani se ne torna in quel di Genova – altre occasioni amici non ce ne saranno davvero!


Maledizione del Sommo Poeta di Angelo Calvisi – Lungotevere.net
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 22, 2009 at 10:45 am
Roma, 21 ott 2009 - Angelo Calvisi è il protagonista e anche l’autore di una storia a tratti surreale ma anche molto vera, che rispecchia il malessere dell’uomo contemporaneo, la sua difficoltà ad affermarsi, ad essere qualcuno, a lasciare un segno nella vita. Read the rest of this entry »
Finale
In racconti (e ultimi round) on Ottobre 19, 2009 at 8:57 amdal blog angelocalvisi:
La gente normale scrive l’inizio di un romanzo. Io sono un idiota e ne scrivo la fine. Eccola.
Il testimone invisibile ha assistito a tutto, pezzo dopo pezzo, e si è marcato anche la frenesia dei giornalisti, l’esodo di dio, le storie oltre il quadro. Si è fatto un’idea. Forse, per comprendere la vita, oc corre veramente pensare a certi film francesi, che si può azzerare l’audio perché intanto i dialoghi sono superflui, e ciò che importa sono i movimenti del corpo, i gesti, le espressioni del viso. E cosa salta fuori? La sensazione spiacevole che se vedi un giorno li hai visti tutti. O almeno così la pensa il testimone invisibile, Read the rest of this entry »
Prince of Persia
In our books on Ottobre 8, 2009 at 8:30 amHo combattuto contro guerrieri di tutti i livelli, con punti-ferita maggiori dei miei, ho lasciato sul pavimento i corpi esanimi di un sacco di assassini senza scrupoli e soprattutto ho corso come un keniota degli altopiani, scampando imboscate e tagliole e spunzoni. E alla fine ho vinto. Ho liberato la Daughter e per un istante la mia scimitarra si è incrociata con quella di Jaffar…
Angelo Calvisi – Prince of Persia Read the rest of this entry »
Angelo Calvisi – Il Principe di Persia
In interviste, our books on Settembre 28, 2009 at 8:17 am
Ricordo che mi ero innamorato della figlia del Sultano, bella come il sorriso del cielo in una sera d’estate…, sembra l’inizio di una canzone medievale, o di una novella delle Mille e una notte, invece è quello del Principe di Persia, terzo capitolo della tua trilogia sulla follia. Da dove viene questa trilogia, perché andrebbe letta e quali sono le caratteristiche che accomunano e che distinguono ciascuno dei tre libri? Read the rest of this entry »
Il Principe di Persia
In our books on Settembre 11, 2009 at 12:42 amE così, a quanto pare, all’inizio di ottobre la Round Robin farà uscire il mio terzo libercolo, che si intitolerà Il Principe di Persia. Per me è un cerchio che si chiude, perché ho cominciato a scrivere questo racconto nel 1993, mentre stavo faticando (si fa per dire) sulla mia tesi di laurea. Esistono, nel disordine della mia casetta, almeno cinque manoscritti che recano altrettante differenti versioni del Principe e devo dire che alla vigilia della pubblicazione della versione definitiva provo sensazioni contrastanti. Intanto mi fa piacere, è ovvio, e mi fa piacere perché la casa editrice che pubblica il racconto è per lo più composta da ragazze e ragazzi dei quali non dico che potrei essere padre, ma almeno fratello mooolto maggiore. Read the rest of this entry »
Il principe di Persia
In our books on Agosto 5, 2009 at 11:12 am
Il principe di Persia. Angelo Calvisi. A settembre. Ho già i brividi. La pelle d’oca. Esce a Calvisi, Angelo Settembre, Il principe dei brividi. Ho già la Persia. La pelle di Calvisi, esce in Persia. Il principe d’oca, già Angelo. Ho Settembre. Calvisi d’oca, la pelle di Persia, del Principe Angelo, esce a settembre… o mio dio, è il libro dell’anno, cazzo cazzo cazzo…
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Il principe di Persia va a completare la Trilogia sulla follia dell’autore genovese Angelo Calvisi, interamente edita da Round Robin. Read the rest of this entry »
Ragionamento su Calvisi
In la gazza andalusa, our books on Luglio 17, 2009 at 12:39 amDue tipi di pazzia
Nei giorni scorsi ho pensato molto ai due libri di Calvisi, mi dicevo che raccontavano due tipi di pazzia che tempo fa sentii sommariamente descrivere da uno strizzacervelli, ma soprattutto che riconoscevo e riconosco come fondati non solo teoricamente: sia introspettivamente, in quella – piccolissima – quota di pazzia che alberga in me, sia nella crescente, infinita quantità di pazzia che continuo a scoprire negli altri.
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Maledizione del sommo poeta – loop
In our books on Luglio 6, 2009 at 10:49 pm
“Perché vale la pena vivere?”. Una domanda angosciante, sparata come una bomba a tempo nella testa di un ragazzino undicenne dalla terribile supplente delle medie.
Un ragazzino che diventerà uomo, ma che non riuscirà a trasformarsi in un adulto, schiacciato sotto il peso di una risposta troppo dura per essere elusa, troppo ingombrante per essere ignorata: “Bisogna vivere per lasciare un segno nella vita. Bisogna lasciare un segno come Dante Alighieri”. Con queste due frasi si apre il romanzo di Angelo Calvisi, e con queste due frasi la supplente delle medie condanna il ragazzo, poi uomo (che guarda caso si chiama Angelo Calvisi), ad un’esistenza di perpetua sconfitta, ad una “maledizione infinita”, la Maledizione del Sommo Poeta. Read the rest of this entry »
round round get ’round we get ’round, yeah:
In our books on Giugno 15, 2009 at 10:08 pm
16 & 17
round robin strikes again
domani, esattamente (per chi lo legge poi specifichiamo), domani, si diceva quindi e cioè intendo martedì, martedì 16 giugno 2009 alle ore 17:00, in quel del Porto antico (invero nuovo), e proprio lì, dentro quel mazzo di museo, e cioè il mitico, fantomatico Luzzati di Via Porta Siberia, sì, proprio in Liguria, nella fiera città di Genoa (sic) veniamo a presentar, maledizione!, Maledizione del sommo poeta del, per altro già noto come sampdorian, Calvisi >>

La trilogia di Angelo Calvisi
In our books on Maggio 27, 2009 at 9:12 am“Perché lui diventerà famoso, e mica solo a Genova!”
È da poco uscito per la casa editrice romana Round Robin Maledizione del sommo poeta, secondo capitolo della trilogia sulla follia di Angelo Calvisi, scrittore genovese. Questo “Sommo Poeta” segue Il geometra sbagliato e precede Il principe di Persia, la cui uscita è prevista per settembre. L’autore, come suggerisce Filippo La Porta, “Con modi naif e lo stile del parlato, tenta di dare una voce alla follia”, riuscendo al contempo a rappresentare “l’esito esistenziale, oltreché letterario, dell’uomo precario contemporaneo”. Nella presentazione alla trilogia presente nel catalogo della Round Robin lo stesso Calvisi dice che “Ci sono tre libri, tre sofferenze diverse ma uguali, c’è la lingua dell’inferno e quella del paradiso, e poi il buio del dolore e la luce del riscatto. C’è Dante Alighieri, il suo fantasma dispettoso, e da qualche parte un Virgilio privo di senno e di memoria che guida un geometra sbagliato nei sentieri che conducono non tanto alla sommità del monticello purgatoriale, ma a un abisso dove la ragione si arrende. C’è una certa continuità stilistica, e molti temi che ritornano”. L’autore, evidentemente consapevole del suo lavoro, si serve di una lingua pulita, di uno stile cadenzato da anacoluti e ricco di formule tipicamente parlate, perché, come dichiara lui stesso “ho sempre scritto testi che, almeno inizialmente, avevo intenzione di portare in scena, e quindi di rendere orali“. Read the rest of this entry »
La Trilogia sulla Follia, attraverso le parole del suo proprio autore, Angelo Calvisi, scrittore genovese
In our books on Maggio 22, 2009 at 8:53 amI
La trilogia sulla follia in partenza doveva essere una “bilogia”. In effetti ho cominciato a scrivere Maledizione del Sommo Poeta e Il Geometra Sbagliato praticamente in contemporanea, tra il 2002 e il 2003. La continuità stilistica e tematica fra questi due testi è piuttosto evidente, così come sono evidenti i miei referenti letterari, che vanno da Celati al primo Nori, passando magari per il Berto del Male oscuro. In entrambi i racconti è proprio la componente stilistica a evidenziare fin da subito (o quasi) la devianza patologica che affligge la psiche dei protagonisti. Tale aspetto non è altrettanto nitido per larga parte del Principe di Persia, che inizia come un semplice racconto d’avventura e che nelle mie intenzioni di partenza come tale doveva svilupparsi. Ma spesso accade che alle intenzioni poi non corrispondono gli esiti, e il racconto d’avventura è diventato la storia di una memoria guasta che, faticosamente, cerca una sua ricomposizione. E così come è differente il tema portante e la struttura, il Principe di Persia si distingue dagli altri due libri della trilogia anche stilisticamente. Potrei parlare di una maggiore precisione descrittiva, forse di una maggiore chiarezza e di una maggiore luce. Una luce bianca, non so se realmente solare o “ospedaliera”, che avvolge il protagonista alla fine della sua vicenda.
Angelo Calvisi – Il geometra sbagliato
In our books on Maggio 20, 2009 at 7:14 amRecensione al Geometra sbagliato di Angelo Calvisi sul blog giusto due parole:
Io, gli ultimi tempi, i libri troppo conosciuti, preferisco di no.
Allora mi fa piacere quando sfogliando i cataloghi delle case editrici piccine scopro dei libri che non li conosce quasi nessuno, mi vien curiosità di conoscerli a me. Tipo questo, che l’ha pubblicato una casa editrice che si chiama Round Robin, c’ha anche un blog, se vi interessa.
Questo è un libro che bisogna stare attenti a come se ne parla, sennò si rischia che poi uno lo legge e sa già delle cose che invece è meglio che non le sappia, se si vuol godere la lettura per benino.
Perché in questo libro c’è un crescendo secondo me molto efficace, e sarebbe un peccato se ve lo rovinassi, questo bel crescendo che ti prende alla sprovvista e finisce che ti porta dove non te lo aspetti.
Allora abbiate pazienza se sarò un po’ ermetica e non si capirà niente (intendo: meno del solito).
Alla fine di questo libro, c’è un’eclissi solare, c’è un silenzio che fa spavento tutto intorno, c’è un po’ di buio, in generale. Read the rest of this entry »
Utile suggerimento per impazzire
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 5, 2009 at 9:26 amCerte cose a me vengono spontanee e non so dire se siano la causa o l’effetto dei granchi che mi stanno rosicchiando (ma allegramente, lo giuro!) la base cranica. Ma tant’è, vi voglio ammannire un prezioso e utile suggerimento per misurare l’entità e/o originare un sano impazzimento. Si tratta di ripetere a voce alta (o anche solo pensare, ma è meno incisivo) la medesima frase o il medesimo concetto. La cosa migliore sarebbe che quando ti viene in mente una frase o un concetto degni di nota (ma anche no, come dite voi gggiovani) cominci a ripetere quella frase o quel concetto, li ripeti, cominci a ripetere il concetto, lo ripeti a voce alta, te lo fissi nel pensiero ma anche lo ripeti, ripeti il concetto e la frase che ti è venuta in mente, magari cambiando un po’ l’ordine delle parole, ma ripeti concetto e frase, a voce alta, sostanzialmente con le stesse parole, per almeno cinque minuti, non importa l’inflessione, importante è che ripeti la frase e il concetto, e adesso non so se vi serve un esempio, ve lo potrei anche fare, deve solo venirmi in mente un esempio che sia calzante, un esempio da farvi per esprimere questa tecnica rivoluzionaria che serve a stimolare il cervello alla base dell’impazzimento, e quindi ora non so se sia il caso di farvelo, questo esempio, anche perché ci vorrebbe una frase degna di essere ripetuta, una frase pregna e degna, una frase che serva come esempio e, insomma, ci vorrebbe una frase (o un concetto).
dal blog di angelocalvisi, Read the rest of this entry »
Angelo Calvisi – Maledizione del sommo poeta
In interviste on Aprile 1, 2009 at 8:29 am
Maledizione del sommo poeta è il secondo romanzo della trilogia sulla follia pubblicato dalla Round Robin editrice. Rispetto al Geometra sbagliato notiamo subito una notevole differenza: il nome del protagonista non è Tito Pozzi ma il tuo, Angelo Calvisi. L’opera non si può certo definire autobiografica ma alcune delle ossessioni del personaggio Angelo Calvisi devono essere le stesse dell’autore, come per esempio il segno da lasciare nella vita. Parlaci un po’ dell’Angelo Calvisi protagonista del Sommo poeta e, più in generale del tuo rapporto con questo libro.
Nella Maledizione del Sommo Poeta ci sono talmente tanti episodi collegati alla mia biografia che chiamare il protagonista con il mio nome mi è proprio venuto spontaneo. In questo senso, contrariamente a quello che dici tu, è un libro clamorosamente e vergognosamente autobiografico, e d’altra parte ritengo che ogni libro lo sia. Intendo dire che ogni scrittore è mosso alla scrittura dal proprio vissuto, che necessariamente si riverbera, in maniera più o meno diretta, su quello che scrive. Per assurdo anche Stephen King fa dell’autobiografia, anche Manganelli. Read the rest of this entry »
Il geometra sbagliato di Angelo Calvisi
In our books on Marzo 15, 2009 at 5:43 pm
Tito Pozzi è un geometra di trent’anni, che abita a Genova, suona la chitarra, e lavora negli uffici dell’ Amministrazione provinciale. Fin qui, apparentemente, niente di più comune. Ma basta proseguire nel romanzo di Calvisi per accorgersi di come anche queste poche informazioni elementari siano tutt’altro che solidi dati di fatto. Il Geometra, infatti, è quanto di più lontano si possa immaginare dall’ennesimo, futile romanzo generazionale sulle ansie e le insicurezze dei trentenni di oggi. Con una sorprendente abilità mimetica di scrittura, l’autore mette a fuoco le frustrazioni, i turbamenti e i quotidiani terrori di ognuno di noi, rappresentandoli nella figura sghemba e tormentata di Tito, vittima sacrificale di un mondo ostile e sempre più avaro di umanità.
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maledizione del sommo poeta
In our books on Marzo 10, 2009 at 9:26 amvotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinac’èsolounasettimanavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinac’èsolounasettimanavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinac’èsolouna settimanavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinac’èsolounasettimanavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinac’èsolounasettimanavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinac’èsolo unasettimanavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinac’èsolounasettimanavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinac’èsolounasettimanavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinac’èsolounas ettimanavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinac’èsolounasettimanavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinavotalacopertinac’èsolounasettimanavotalacope
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jam session – 9
In racconti (e ultimi round) on Febbraio 6, 2009 at 6:13 pmdi Vita/Calvisi
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…ma che sono questi?
- Guarda rimane solo l’asta e il perno. Sono occhiali, sono distrutti, lì c’è un pezzo di lente.
- Ha preso una bella botta. Ditegli di non muoversi. Come è successo?
- Chiamate un’ambulanza, non muoverti. Non muoverti tu. Passami l’ombrello.
- Sto… penso di potermi alzare.
- Aiutami a coprirlo. Ecco, fallo passare, fermo. Tieni l’ombrello.
- Guarda non ce la fai, fermo, non. Fermo. Respira, tranquillo, non ce la fai. Adesso arriva. Non ti muovere. Sta arrivando l’ambulanza, com’è successo? Come hai fatto? Cristo, come hai fatto?! Read the rest of this entry »
Maledizione del sommo poeta – scegli la copertina!
In our books on Gennaio 29, 2009 at 11:16 amPer la Round Robin editrice ad aprile esce Maledizione del sommo poeta, il secondo dei tre romanzi sulla follia di Angelo Calvisi. Ma ancora siamo indecisi sulla copertina… AIUTACI A SCEGLIERLA, PARTECIPA AL SONDAGGIO!
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jam session – 8
In racconti (e ultimi round) on Gennaio 25, 2009 at 2:02 amdi Vita/Calvisi
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…questo fiume cresciuto come il pane sotto una coperta, come una pasta col lievito di birra, come una spuma che monta, come la maionese, come una ferita che si gonfia e si apre e si ingiallisce e sanguina, come il ventre di una donna il biondo Tevere è cresciuto gli ultimi giorni dell’altr’anno. Il fiume Tevere, il fiume di Roma, per via della pioggia. Ogni ora che l’acqua saliva il fiume era più pericoloso e bello, avvolgente come una lunga sciarpa i margini dell’Isola, tagliando in alto l’arco dei ponti, da quello di ferro sembrava di camminare sull’acqua. E l’ultimo giorno ad ogni ora in attesa della piena che per la prima volta avrebbe sconfitto gli sproporzionati argini, la gente, avvertita del pericolo, si assiepava attorno ai muraglioni, avvertita del pericolo sperava, a ben vedere, che il fiume straripasse. La piena è scesa, l’acqua ha rioccupato il consueto letto lasciando i marciapiedi sommersi puliti come non lo erano mai stati. E gli spogli platani fioriti di buste rubate a questo sogno danubiano…
notizie dal geometra
In our books on Gennaio 24, 2009 at 6:33 pmUn vecchio post dal blog di Tito Pozzi:
Stamattina mi è arrivata una mail, una mail da un editore piccolo ma serio e ben conosciuto come Manni, e questo editore piccolo ma serio come Manni mi scrive che Il geometra Sbagliato è un romanzo “notevole” (testuale) e mi acclude la scheda compilata dal comitato di lettura, che così recita:
Titolo didascalico, quasi smaccato (in origine il titolo era Viva il Manicomio ndr), per un romanzo – invece – molto calibrato nel linguaggio e nello sviluppo psicologico dei personaggi. Sviluppo particolarmente delicato, perché l’autore dà voce (la narrazione è in prima persona) al disagio psichico di Tito Pozzi, un malato di mente realmente esistito.
L’abilità di Calvisi sta nel condurci, dall’inizio appena un po’ stravagante, ma piuttosto realistico, nel suo più profondo, e irrecuperabile, delirio: grazie a un controllo totale dello stile (che rende, in modo originale e credibile, il processo mentale e linguistico della sofferenza psichica), ma soprattutto attraverso l’attendibilità dell’io: la pazzia di Tito è resa dall’interno, quasi con divertimento, mettendo al riparo il lettore da pietismi e sociologismi. Read the rest of this entry »
Harold Pinter
In (p)Recensioni & vanità on Gennaio 4, 2009 at 5:21 pmDal diario di Tito, noi siamo con Tito…
Io sono un attore che non recita, ho pochissima esperienza e probabilmente sono anche un cane. Una volta, però, mi sono sentito un professionista. Era il 2003, e con una compagnia che adesso non esiste più avevamo deciso di mettere in scena uno degli ultimi testi (ad allora) di Harold Pinter. Si trattava di Anniversario. Di Pinter, al tempo dell’università, avevo letto Il calapranzi e La serra che, circa vent’anni dopo, avrei ignobilmente plagiato in una parte del romanzetto che la Round Robin pubblicherà a novembre. Successivamente mi ero procurato i due volumi di Tutto il teatro (quelli con la copertina blu della Collezione di Teatro Einaudi) che ho letto e riletto molte volte e insomma tutto questo per dire che a me Pinter piace parecchio. Come dicevo, poi, nel 2003 ho avuto anche il piacere di recitare un suo testo, diretto da una regista vera, in un teatro piccolo ma dignitoso, con una scenografia e delle luci veramente curate, con una locandina che ancora adesso utilizzo per le mie vanterie e l’annuncio al telegiornale della Rai. Come appassionato di teatro, per me Pinter è un punto di riferimento. Con il tempo si è liberato dell’etichetta cucitagli addosso da Martin Esslin nel saggio che ha dato il nome al teatro dell’Assurdo per raggiungere la dimensione non classificabile dei classici. Read the rest of this entry »
jam session – 7
In racconti (e ultimi round) on Dicembre 17, 2008 at 12:30 amdi Vita/Calvisi
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…come l’anello che è di ferro, lavorato a mano, sgrossato malamente, dal cerchio imperfetto e dalla sagoma lesa, e che in cima ha una piccola indecisa sfera, e sotto alla sfera, minuscolo, il disegno di un pesce. L’anello, che è un segno del tempo e della dimenticanza, ricordo di un passaggio di mano in mano, cimelio medievale, ornamento occasionalmente femminile, lasciato (per caso?) cadere dalle mareggiate notturne, ehi sono io, non mi riconosci?, in questo letto. E il sonno scese come ogni sera ad insegnarmi una strana preghiera poi la mattina mi sciolse le mani, e ormai senza di te volata via io ritrovai l’anello. E lo stupore con circolare imbarazzo mi chiede se voglio quella, erano anni che lo stavi cercando, vuoi quella? era anni che la stavi cercando, vuoi quella, vuoi quella, vuoi quella… Read the rest of this entry »
desde Sevilla… hasta Zèna
In our books on Dicembre 9, 2008 at 5:17 pm
Venerdì 12 dicembre 2008 – alle ore 18:00 – presso il Museo Luzzati di Genova, si terrà la presentazione/reading/discussione congiunta de Cronache da Siviglia, di Federico di Vita e de Il geometra sbagliato di Angelo Calvisi. Interverranno, oltre ai due autori, Gabriele Geri (attore, fine dicitore…) et Adriano Ercolani (critico letterario, pazzo…). Non mancate, non mancate, sarà una cosa che ricorderete, per carità, fidateve, non mancate…
jam session – 6
In racconti (e ultimi round) on Novembre 16, 2008 at 4:12 pmdi Vita/Calvisi
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… e di una seta di un colore che cambiava come il cielo di marzo in mezzo a tutte le altre cose che non si sapeva dove mettere, e fu ritrovato da Marta molto tempo dopo, diventando a seconda dell’umore un mantello di regina, un sudario, oppure il mare. E si scendeva con un piccolo ascensore oscuro e poi una galleria scavata nella roccia e in fondo al semicerchio dell’uscita, sfrigolante, ecco quel mare. Ecco la faccia all’aria la mattina e il nero del basalto intagliato a strisce dal pelo dell’acqua fino a su, su, verso la montagna, rigogliosa e fumante. E ancora più su la notte che avanza per avvolgere il pallone sul quale vanamente ci inseguiamo e in basso, sopra l’entrata dell’ascensore che porta a quel piccolo mare, la tua tenda e tu, che la apri per un accendino o un cavatappi (la memoria regala già varianti) che è nella mia mano, e io lì che mi imbarazzo, ti guardo e infine chiedo: è tuo?… Read the rest of this entry »
jam session – 5
In racconti (e ultimi round) on Ottobre 29, 2008 at 11:08 am
di Vita/Calvisi
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…e in questo sogno di futura memoria mi accompagnerai tu, mio Capitano. Che con la tua sola presenza inclinavi l’idea pitagorica boema volgendola a sinistra, sempre più a sinistra, e con profitto, tu, centro propulsore, talismano, generatore del gioco, solutore di enigmi, eroe del labirinto, colui che scioglie il nodo matematico con tocco magico, demiurgo che volge in algoritmo chiaro la domanda impossibile, genio buono, amico: ricordi le strade pazze di gioia nel 2001, la notte oscura della monetina, la volta che entrasti all’ala destra contro l’Udinese, la sera del 4 e zitti e a casa, e quanta spensieratezza, i derby col cucchiaio, e il giorno del silenzio, attoniti per la caviglia – ma non tallone di eroe che ci abbandona – e poi il lancio di prima quindi il rigore che qui è valso un mondiale, con la gente in piazze di felicità – ad altri servì più tempo per capire – e la coscienza impressa nelle carte di Madrid “que debe causar una enorme confianza que el bueno juegue en tu equipo” – e tu che tutto sai, non andartene mai, e come un vivo nume non abbandonarci mai… Read the rest of this entry »
jam session – 4
In racconti (e ultimi round) on Ottobre 9, 2008 at 12:59 pmdi Vita/Calvisi
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…e frantumi dell’arcipelago erano anche le parole ormai, crinate, spezzettate, imbastardite, dimenate e perdute nella babele della migrazione, suoni inauditi, bestemmie, sensi preclusi alla cognizione, fonemi baluginanti privi di significato, simboli accostati casualmente dai nuovi bambini quindicenni che non si raccapezzano più:!+=Ç @:D
°#߀®-–_ Q€ƒ∂;,.:![][`´~¥‘‹LOL“«*§ .. eppure dell'ansia del disfacimento, e della furia per questa biblica partenza non percepisco nulla, riesco a godermi il pavimento di una novecentesca sontuosa magione, lastre di vetro sotto alle quali nuotano pesci e come in sogno rivedo mia sorella e mio padre nei mari greci, vivi perché abitati dalle creature che ci sfiorano le membra, e nel caos sento un fulgore, una serena ovatta di felicità, quindi lascio la canna, eccoti sei qua... Read the rest of this entry »
jam session – 3
In racconti (e ultimi round) on Ottobre 2, 2008 at 12:59 pmdi Vita/Calvisi
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All’isola del Giglio ci sono i saraghi più grandi del mondo. Arrivano anche a tre, quattro chili, a questi pesci non succede. Sono selvatici e non si possono allevare e la loro carne è più saporita di quella delle orate o delle spigole, sono più rari e non c’è altro modo di averli che pescarli. I saraghi dell’isola del Giglio, quelli grandi, stanno in delle calette rocciose nascosti tra i sassi in mezzo metro d’acqua, ma è quasi impossibile allamarli. Sono scaltri, per arrivare a quella dimensione ne hanno viste di esche… C’è un vecchio che li sa pescare, mi ha detto mio padre, ma esiste un solo modo. Prende una lenza e la adagia lenta nell’acqua, all’amo c’è una cozza appena socchiusa e un lungo tempo nella speranza che il pesce non vedendo il filo teso non immagini la trappola. Tu sei un sarago grande, oh dama misteriosa, tu sei un sarago grande ma io non ti vorrei cacciare, vieni fuori dall’acqua fidandoti, senz’ami, senza cozze, senza sofferenza, senza morte e senza lenza. Ma devi mostrare di volerlo fare, che io sono seduto sullo scoglio coi piedi dentro l’acqua e la mia canna ad ogni buon conto è qui, già armata… Read the rest of this entry »
jam session – 2
In racconti (e ultimi round) on Settembre 10, 2008 at 10:46 pmdi Vita/Calvisi
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…ma era un modo di strapparmi, modo di dire, un fare per chiamarmi dopo anni attraversati accanto in questo spazio. Chiamarmi via, fuori dal letto, fuori, chiamarmi mentre passando con la mano il lenzuolo sopra il volto cercavo riparo dal bagliore a chiazze che inondava come pioggia l’aria pulviscolare della stanza. Modo di dire lontano dal sentire, dov’è l’amore? e questo strappo, le conseguenze che riporta altro segno non sono che di giornate, altre, ancora, altre, da passare a erigere strane cattedrali, solitari nello spiovere del tempo, strappati ancora una volta senza amore e resi al mondo, che forse non ha bisogno di noi, no, che preferiamo questo sogno…
jam session – 1
In racconti (e ultimi round) on Settembre 3, 2008 at 10:26 pm
di Vita/Calvisi
E poi mi ritrovai tra i vani di una libreria a largo Argentina, aspettando Benedetta. Perso nel tempo dell’attesa presi a caso un libro, di Manganelli. Era ancora agosto e “oh, avevo, avevo identità; questo appunto mi crucciava, mi logorava; essere un uomo solo, Harun Al-Rashid, e nient’altro; io vedevo passare per le piazze assolate i miei soldati, i dotti, le donne segrete e fuggitive, i poeti, i santi, e mi crucciavo di poter essere solo un’unica persona, solo me stesso, un califfo pittoresco e fantasioso, e dunque tanto più chiuso nei confini senza passaporto del proprio corpo e del proprio compito. Se ero califfo era estremamente impegnativo, anche lussuoso, la sorveglianza esercitata sul mio destino era specialmente accurata. Se talora amavo travestirmi per camminare di notte per la mia città, il mio travestimento mi pesava come una bestemmia contro il mio destino: eppure tutto il mio corpo era una imprecazione. Per questo diventai un uomo da favole e, infine, riuscii a lavorare la mia immagine in modo che nessuno seppe più se ero vero o falso”, e pensai a te…
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…e anche a te. E a te. A tutte voi, pensai, e nella mia mente i vostri corpi in un unico corpo, assemblaggio, groviglio, sperma e sangue, e dolore, e luce. E dove c’era un buco, un buco della memoria, intendo, il salto di qualche fotogramma, come quando al cinema parrocchiale, anni fa, il prete tagliava la pellicola laddove i protagonisti si baciavano, e si proiettavano sullo schermo i numeri a ritroso, dove c’era un buco, dicevo, sistemavo la calce della fantasia, per rendere solida l’impalcatura, per rendere perfetta la creatura. Assemblaggio, groviglio, ideale, assemblaggio, assemblaggio, e alla fine non eri più tu, non eri tu, Benedetta, mentre mi tiravi per il braccio, e mi svegliavi dal sonno, e mi dicevi amore…
… continua continua continua continua continua (ad infinitum)…
La strana allegrezza di Tito
In our books on Luglio 26, 2008 at 11:53 amFilippo La Porta recensisce così Il geometra sbagliato sul n. 30 di Left, 25-31 luglio 2008; pag. 93.
Con modi naif e lo stile del parlato, Calvisi tenta di dare una voce alla follia.
Sul piano letterario pensate sia possibile dare una voce alla follia? Gli scrittori ci hanno provato innumerevoli volte. Per limitarci al Novecento, e a un modello altissimo, ricordo solo i monologhi di Benji, l’idiota nell’Urlo e il furore di Faulkner o anche al protagonista della Macchina mondiale di Volponi, il contadino autodidatta, forse più maniacale e visionario che matto. Ora ci prova meritoriamente con Il geometra sbagliato (pubblicato da un piccolo, coraggioso editore, Round Robin) Angelo Calvisi, genovese, trentenne, che si ispira a una persona reale, conosciuta durante il servizio civile in una comunità di sostegno. Si tratta di Tito Pozzi, oscillante tra momenti di lucidità e momenti di buio psichico, con manie di persecuzione e fenomeni dissociativi. Read the rest of this entry »
ed ecco a voi i VIN-CI-TO-RI di questo mese!
In our books on Luglio 24, 2008 at 1:20 pmAbbiamo estratto tra i contatti alla nostra newsletter i vincitori di questo mese, a cui è stato proposto di SCEGLIERE ALL’INTERNO DEL NOSTRO CATALOGO il libro che avevano vinto!
MANUELE MECCA ha scelto Camden Town, ALESSANDRA ZACCARDI Il geometra sbagliato!
Invita un amico ad iscriversi alla nostra newsletter: aiutaci ad allargare la nostra comunità!
A partire da settembre riprenderà l’estrazione del vincitore mensile!
Intervista ad Angelo Calvisi
In interviste on Luglio 21, 2008 at 2:08 pm
Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Angelo Calvisi?
Ho quarantun’anni e sono genovese, su questo non ci piove. Poi posso dirti che sono un individuo pieno di contraddizioni, un po’ sociopatico, con molti dubbi su tutto e poche, pochissime certezze. Faccio un lavoro bislacco (lavoro in una cooperativa di servizi sociali per minori) e conduco una vita ancora più bislacca. E per giunta sono un accanito tifoso del Genoa.
Autore Round Robin. Come sei entrato a contatto con questa casa editrice?
Mi sono imbattuto nel primo titolo della Round Robin (Il mio cuore ha due battiti di Vignozzi) nel 2004 o nel 2005, non ricordo. La veste grafica del volumetto mi piaceva e siccome accade che gli editori appena nati siano tra quelli che leggono i manoscritti loro inviati, ho mandato un racconto intitolato Maledizione del sommo poeta. Dopo un paio d’anni (meglio tardi che mai!) sono stato contattato da Stefano Milani, il direttore editoriale della Round Robin, ma ormai il libretto era già stato stampato dalla Oèdipus di Francesco Forte, un signore d’altri tempi a cui va, oltre che il mio ringraziamento, tutto il mio affetto. Avevo comunque pronto un racconto intitolato Viva il manicomio, che ho sottoposto a Milani, il quale lo ha accettato e, dopo un cambio di titolo, lo ha mandato in libreria. Read the rest of this entry »
dalla mano dell’angelo
In racconti (e ultimi round) on Luglio 14, 2008 at 11:22 amFui sorpreso dall’improvvisa e violenta erezione mentre defecavo. Ero appena tornato dalla passeggiata domenicale con Camillo, il mio botolo, e veramente, veramente, non c’era motivo, no. Certo, in corso Italia avevo visto qualche bella signora, e a un certo punto mi parve addirittura di averne sentita una sussurrare lievemente il mio nome. Marco, Marco… Mi ero sbagliato, è naturale, e la scarica di adrenalina che, sul momento, mi aveva attraversato, una volta giunto a casa faceva già parte del mio archivio mentale. Insomma, nessun motivo. Ma mentre mi apprestavo ad evacuare, voilà. Ascoltavo distrattamente la voce di mia moglie, che in cucina canticchiava preparando il pranzo, e il pene mi si fece di pietra. Provai a dargli due schiaffi, ma lui macché. Se ne stava col capino imbizzarrito, superbo, tracotante. E allora cominciai ad adoperarmi per la sua soddisfazione, e più mi adoperavo più il pensiero sfuggiva. Dove andasse, non so, ma andava, andava, interminabili spazi, sovrumani silenzi… Mi venne una tale nostalgia… E il cazzo non accennava a pacificarsi. Menavo, smenazzavo, e intanto decidevo di non aver mai amato mia moglie, mio figlio. Era il momento di cambiare vita. Uscii dalla toilette, salutai la famiglia, e con l’uccello di pietra nella mano, m’incamminai fiducioso per le strade del mondo.
Racconto di Angeo Calvisi, autore de Il geometra sbagliato.
Il geometra a Roma, passa in libreria, e poi a teatro!
In our books on Maggio 19, 2008 at 11:36 am
- Giovedì 22 maggio alle ore 21:00 presso la libreria Arion di Via Veneto verrà presentato Il Geometra sbagliato. Il divertente e toccante racconto sulla follia di Tito Pozzi verrà presentato dallo psichiatra Tommaso Losavio ex direttore con l’incarico della dismissione dell’ex manicomio Santa Maria della Pietà di Roma, interverranno anche Francesca Orsi, Maria Lina Pirone, Valerio di Paola e Federico di Vita.
- Sabato 24 maggio alle ore 22:30 al Baffo della Gioconda, in Via degli Aurunci 40 (zona San Lorenzo) di nuovo in scena Il geometra va a teatro, di Maria Lina Pirone. Brillante adattamento teatrale del secondo romanzo di Angelo Calvisi!
giunte le nozze dell’agnello
In racconti (e ultimi round) on Maggio 12, 2008 at 10:44 amDovevate vedermi, con gli avambracci legati alla sbarra orizzontale, i pioli di ferro infissi tra palmi e polsi. Sudavo sangue come un porco, perché prima di condurmi quassù mi avevano per dispetto fatto passare in mezzo a un roveto, e così avevo la fronte graffiata dalle spine, come una corona di ferite. Dovevate vedermi: il perizoma che cingeva le maniglie dell’amore, che tanto avevano contribuito alla nascita della mia leggenda (anche le donne di Gerusalemme dicevano che copulavo come un nume), mi era stato tolto per mettermi, in piena corsa, un pannolino da incontinenti, perché io, appeso sulla croce da ormai quattro ore, mi continuavo a cagare addosso, e la merda, un po’ liquida, scivolando giù dallo sfintere e dalle cosce, sgocciolava sulle teste dei legionari facendoli incazzare, facendoli vibrare impietose cartelle sulle mie rotule. Read the rest of this entry »




