<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>rred-blog</title>
	<atom:link href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com</link>
	<description>libro quindi sono</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Nov 2009 13:21:44 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<cloud domain='roundrobineditrice.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://www.gravatar.com/blavatar/a7680704b420b1cbc6239c0c013e19f4?s=96&#038;d=http://s.wordpress.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>rred-blog</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com</link>
	</image>
			<item>
		<title>come (vista la mole</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/20/come-vista-la-mole/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/20/come-vista-la-mole/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[novembre]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo round]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa campbell]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3489</guid>
		<description><![CDATA[considerevole di racconti giunti tra ieri e oggi) ben sapete, corrono rapide le lancette delle ultime ore dell&#8217;Ultimo Round novembrino, se siete dei nostri, affrettatevi!

Posted in (p)Recensioni &#38; vanità Tagged: concorso, novembre, racconti, ultimo round, zuppa campbell      <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3489&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">considerevole di racconti giunti tra ieri e oggi) ben sapete, corrono rapide le lancette delle ultime ore dell&#8217;<a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/ultimo-round/" target="_blank"><strong>Ultimo Round</strong></a> <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/27/ultimo-round-novembre-2009-vedi-foto/" target="_blank">novembrino</a>, se siete dei nostri, affrettatevi!</p>
<p><a href="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/img-barattolo1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3490" title="IMG barattolo" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/img-barattolo1.jpg?w=177&#038;h=300" alt="" width="177" height="300" /></a></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: concorso, novembre, racconti, ultimo round, zuppa campbell <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3489/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3489&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/20/come-vista-la-mole/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/img-barattolo1.jpg?w=177" medium="image">
			<media:title type="html">IMG barattolo</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Lettera per Trenitalia</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/19/lettera-per-trenitalia/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/19/lettera-per-trenitalia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[andrea buoninfante]]></category>
		<category><![CDATA[effequ]]></category>
		<category><![CDATA[la calata del santo a tre gambe]]></category>
		<category><![CDATA[trenitalia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3483</guid>
		<description><![CDATA[dal blog di effequ:

Ci sono occasioni in cui non può proprio farsi a meno di scrivere una bella lettera. La mia pigrizia queste occasioni le filtra per benino. Direi anzi che ne fa scempio. Per talune, però, nulla può. Nella mia vita Trenitalia me ne ha fornite più d’una… questa che segue è la prima, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3483&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;">dal blog di <a href="http://editriceffequ.wordpress.com/2009/11/17/letterapertrenitalia/" target="_blank"><strong>effequ</strong></a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">Ci sono occasioni in cui non può proprio farsi a meno di scrivere una bella lettera. La mia pigrizia queste occasioni le filtra per benino. Direi anzi che ne fa scempio. Per talune, però, nulla può. Nella mia vita Trenitalia me ne ha fornite più d’una… questa che segue è la prima, cioè quella che ha innescato un vero e proprio epistolario tra me e vari funzionari degli ex pubblici trasporti. Seguiranno altri episodi.</p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">Ci tengo a precisare che nulla di quanto segue è inventato. Tutto corrisponde a sacrosanta verità. Coautori di quanto è narrato sono gli stessi protagonisti citati. Non sono per nulla simpatico, io, sono loro ad esserlo!<span id="more-3483"></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Con € 38.64 si può fare una signora cena in un buon ristorante, ci si può andare sette volte al cinema (nove, se il cinema è d’essai!), ci si acquistano due libri in prima uscita (e ci esce pure il caffè) oppure cinque o sei tascabili. Ci si compra per più di un mese il quotidiano o ci si può togliere lo sfizio di farsi venire il mal di pancia comprando e consumando 193 (dico 193) giuggiole.</p>
<p style="text-align:justify;">Invece io e i miei due fratelli, il 9 dicembre scorso, abbiamo deciso di investirli (cadauno!) per acquistare dei biglietti Trenitalia di andata e ritorno Roma Termini-Salerno con l’Intercity Plus.</p>
<p style="text-align:justify;">Abbiamo così ottenuto lo stesso risultato che avremmo conseguito con le giuggiole.</p>
<p style="text-align:justify;">Dalla cifra totale ho voluto togliere un’altra dozzina abbondante di giuggiole (€ 3) che abbiamo voluto sborsare (sempre cadauno!) per accaparrarci i posti sedere. Non l’ho considerata perché, a ben vedere, questi tre euri di prenotazione sono i meglio spesi, perché ci danno la possibilità di richiedere questo bonus che Trenitalia spaccia per rimborso e, soprattutto, il piacere di buttare carta e inchiostro per scrivere queste righe che nessuno leggerà!</p>
<p style="text-align:justify;">Partiti da Roma Termini con elvetica puntualità, io e il mio parentado abbiamo ascoltato negli altoparlanti la voce del capotreno che, con inflessione meno elvetica, ogni tanto ricordava ai signori viaggiatori che il convoglio procedeva in orario. Ciò fino a Minturno, amena località campana che, col tempo che è durata la sosta (circa un’ora e mezza) avremmo potuto anche visitare, se non fosse stato per il naturale ottimismo che accomuna me e i miei congiunti, tutti forti di una trentennale esperienza con i servizi delle FF.SS.-Trenitalia e tutti illusi, per ogni benedettissimo minuto che passava, che da un momento all’altro il treno sarebbe ripartito.</p>
<p style="text-align:justify;">Già! Perché, in tutto questo tempo, chi voleva ascoltare l’inflessione poco elvetica del capotreno, chi anelava a conoscere il proprio imminente futuro, doveva scendere dal convoglio (e pioveva che un Giove Pluvio ferroviere la mandava!!!) per andare a cercarlo, il capotreno. Questi si trovava sotto la copertura in fronzoli rococò della stazione. Cellulare alla mano, ogni tanto chiamava chissà chi e ogni tanto dispensava risposte per nulla rassicuranti a qualche passeggero: «Questi fanno così! Ti chiamano e ti dicono: annuncia mezzora… poi un’ora… poi chi lo sa…», testualmente.</p>
<p style="text-align:justify;">«Ma che è successo?» chiedo io. E quello: «Ma benedetto signore! Se io sono sullo stesso suo treno, come faccio a saperlo?»</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Vedendolo con un cellulare in mano ed immaginando che lo usasse per servizio, mi sono permesso di fargli notare che la mia condizione di viaggiatore e la sua differivano per lo meno per il fatto che io, per stare sul suo stesso treno, pagavo il corrispettivo di 193 giuggiole, mentre lui prende mensilmente un qualcosa che si aggira attorno alle 10.000 delle stesse (ma anche su questo sono ottimista!).</p>
<p style="text-align:justify;">Non si è scomposto, anzi! Mi ha caldamente invitato a non parlare proprio a lui di politica [Lo giuro] (letteralmente!!!) che non se ne intendeva!</p>
<p style="text-align:justify;">Incalzato da capziose domande, quali «che cosa le hanno detto?», «c’è un guasto sulla linea?», lui – fermo sulle labbra quel sorrisetto che tanto ha dato alla nostra Italia – a nenia mi rimandava: «<em>Questi</em> così fanno! Mica te lo dicono!» (ma <em>questi</em> chi, di grazia?) e ancora: «Un’ora, due… chi lo sa?», e a chiosare: «così mi hanno detto e così riferisco a voi».  Ottenendo per lo meno che ciò che in quel momento mi veniva di suggerire come località per le future vacanze sarebbe stato prontamente riportato a questi chissà chi, con la stessa fedeltà usata alla volta dei passeggeri, ho tristemente fatto ritorno al mio posto.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo un po’ che il treno aveva ripreso la sua marcia (per grazia di qualche santo invocato a gran voce da buona parte degli astanti), un collega dell’illuminato capotreno di cui sopra ha avuto l’impudenza di chiedere l’esibizione del biglietto. Rassegnato e stanco, ho solo fatto qualche riferimento al fatto che da un po’ non si udiva negli altoparlanti la voce del mio amico capotreno sull’elvetico incedere del convoglio. Anche quello non si è scomposto evocando il fato, le moire: «E se c’è un guasto che ci si vuol fare!» (allora un guasto c’era! Quale non è dato ai più di conoscere!).</p>
<p style="text-align:justify;">Ora, c’è da sapere (e ne ho messo prontamente a parte il controllore!), che, in trent’anni di frequentazione delle ex (ahimè!) ferrovie dello stato, questa linea l’ho fatta per lo meno tre volte l’anno e mai, a memoria d’uomo, un maledettissimo treno ha raggiunto l’anelato lido nel millantato orario d’arrivo. Saputo ciò, il controllore – anche lui con fermo sulle labbra quel sorrisetto che ha fatto la gloria della nostra Italia – mi ha candidamente risposto che, allora, la causa del ritardo ero senz’altro io e non certamente (cosa che qualche illuminista da strapazzo penserebbe) la cronica incapacità a garantire un servizio pagato più che bene di un’azienda che è costata, nella storia d’Italia, l’equivalente in giuggiole da far star male l’intera umanità passata, presente e a venire! Cifre per le quali la vostra azienda è incapace perfino di garantire le chiappe dei passeggeri da piattole, cimici, zecche e altri parassiti che in altri paesi civili si avviano all’estinzione. E poco ci è mancato che il vostro stipendiato (ma chi sa a chi sto scrivendo!) si cercasse con la mano i virili attributi onde apotropaicamente scacciare malefici influssi!</p>
<p style="text-align:justify;">Vi assicuro che costui – ci sono testimoni! – era ben lungi dal voler fare una battuta sdrammatizzante, cosa che avrei apprezzato, data la mia naturale inclinazione (e almeno in questo credo di avere le credenziali per lavorare con voi) alla farsa, alla macchietta. Sono anche convinto che se quest’episodio si fosse svolto qualche secolo prima e se il controllore avesse avuto la tonaca dei domenicani, in luogo della vostra divisa di dubbio gusto (e qui apro una parentesi che chiudo senza addentrarmi in penose considerazioni sui costi di tanta eleganza!), io ci avrei fatto pure la fine di Giovanna d’Arco!</p>
<p style="text-align:justify;">Giunti finalmente a destinazione (e sempre per opera e virtù della teoria di santi chiamati in causa da buona parte dei viaggiatori) mi sono recato, con una punta di (forse!) comprensibile nervosismo, all’assistenza clienti della stazione di Salerno (erano le 12.30 e non, come da voi promesso, le 10.15). Qui un altro vostro impiegato ha chiesto (a me!!!) il perché del ritardo del treno di cui ero vittima (lo ha chiesto lui a me). Dove le fate le selezioni per la ricerca del personale? Al Bagaglino? Al Gran Guignol? Il senso del ridicolo lo avete tra i requisiti richiesti?</p>
<p style="text-align:justify;">Che dire poi della ricerca da me fatta sui vostri tabelloni degli orari del treno maledetto che lì figurava come un eurostar pur essendo un Intercity (come proclamato dal vostro sito Internet)? Cosa aggiungere poi sulla ricerca, sugli stessi tabelloni, d’un treno per il ritorno? Anche il treno della sera, che internet dava per Intercity,  sui vostri orari era invece un eurostar! Solo la mia natura scettica mi ha portato a chiedere delucidazioni al vostro impiegato che mi ha rifilato il biglietto per il ritorno. Questi mi ha giustamente fatto notare che un conto è quello che si scrive sui tabelloni e un altro è la realtà. Ha anzi aggiunto che, se avessi voluto partire il giorno seguente, quel treno nemmeno l’avrei trovato. I tabelloni? «Ma lasci perdere i tabelloni!»</p>
<p style="text-align:justify;">Così, quella sera stessa, con più o meno la stessa compagnia (uno dei miei fratelli si è voluto bizzarramente chiamare fuori!) mi sono rimesso su un intercity alla volta della capitale. Gli auspici non erano dei migliori. I tabelloni elettronici segnalavano ritardi su tutti i treni. Degno di nota quello di un’ora su un treno per Nocera Inferiore, quando, incamminandosi a piedi da Salerno, la si raggiunge in minor tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora, vale indugiare sui panini e caffè da tribunale dell’Aja acquistati a prezzi d’autosalone dalla ditta cui appaltate il servizio ristoro? Giova commentare la temperatura da forni crematori della carrozza nella quale avevamo prenotato i posti e che a detta dell’altro vostro mirabile impiegato era ineluttabile, ineffabile, inevitabile, irrimediabile a causa di un guasto sull’impianto di condizionamento dell’aria? Occorre ricordare che questi benedetti modernissimi treni hanno i doppi vetri bloccati perché <em>tanto c’è l’impianto di condizionamento</em>? Mi farebbe star meglio aggiungere che più volte a settimana viaggio su un treno della linea Roma-Pescara che ha lo stesso identico problema (ineluttabile, ineffabile, inevitabile, irrimediabile) anche in agosto, e che una volta un controllore voleva chiamare la Polfer perché io – per una mia bizzarria e non perché mi fossi oramai liquefatto – mi rifiutavo di mostrargli il biglietto che quello con criminale pervicacia continuava a chiedermi? E’ necessario aggiungere che il viaggio di ritorno da Salerno a Roma si è concluso alle 23.40 e non già alle 22.16 recitate dal vostro sito internet, dai vostri impiegati, dai vostri tabelloni degli orari?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per tutti questi motivi, chiedo di inviarmi questo Bonus che la vostra azienda offre alle vittime dei vostri disservizi. Le premesse a che si tratti di un’altra presa in giro ci sono tutte. Ma non l’ho mai chiesto prima e voglio vedere di cosa si tratta. Lo faccio per il gusto di vedere che cosa succede. Per vedere di cos’altro siete capaci. Per conoscere gli abissi che l’uomo può raggiungere.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Solamente una preghiera, per quel briciolo di compassione che dovrebbe accomunare gli umani. <strong>NON UTILIZZATE I MIEI DATI PERSONALI PER INVIARMI NOTIZIE, PUBBLICITA’, AMENITA’ DEL TIPO PRESENTE SULLA RIVISTA AMICOTRENO</strong>. Dico ciò perché questo è avvenuto già ad altri e l’invio di cose del genere sarebbe a me gradito più o meno come una delegazione di magistrati o della Guardia di Finanza ad una convention di Forza Italia.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Concludo dicendo che la mia vita con la vostra azienda, come gli episodi che vi ho citato (ma mille altri di tal genere avrei potuto scrivervi), lascia senz’altro l’amaro in bocca, inconveniente questo che il consumo di 193 giuggiole non lascia!</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">Con sincera, inveterata e sedimentata inimicizia</p>
<p style="text-align:center;">Andrea Buoninfante*</p>
<p style="text-align:justify;">P.S. Sono convinto che, se i miliardi stanziati per far realizzare il mai troppo vituperato progetto d’alta velocità alla vostra azienda (tra le altre) li spendessimo in giuggiole, moriremmo sì come colui che visse sperando, ma almeno a pancia piena!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">* Andrea Buoninfante, autore de <em>La calata del santo a tre gambe</em>.</p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: andrea buoninfante, effequ, la calata del santo a tre gambe, trenitalia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3483/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3483&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/19/lettera-per-trenitalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>i libri importanti</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/18/i-libri-importanti/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/18/i-libri-importanti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura italiana contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[libri importanti]]></category>
		<category><![CDATA[ultimi 34 anni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3480</guid>
		<description><![CDATA[Qualche tempo fa abbiamo proposto un sondaggio: chiedevamo ai nostri lettori di indicare quali fossero i libri importanti scritti in Italia negli ultimi 34 anni, vale a dire dal giorno della morte di Pier Paolo Pasolini.
È nostra intenzione portare avanti ancora un po&#8217; quest&#8217;indagine, che ha raccolto diversi pareri e che speriamo serve a delineare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3480&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Qualche tempo fa abbiamo proposto un sondaggio: chiedevamo ai nostri lettori di indicare quali fossero i <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/02/quello-che-manca/" target="_blank"><strong>libri importanti</strong></a> scritti in Italia negli ultimi 34 anni, vale a dire dal giorno della morte di Pier Paolo Pasolini.</p>
<p style="text-align:justify;">È nostra intenzione portare avanti ancora un po&#8217; quest&#8217;indagine, che ha raccolto diversi pareri e che speriamo serve a delineare almeno parzialmente un panorama difficile da inquadrare, essendo noi ancora nel vivo della scena. I libri che sinora sono stati indicati sono questi:<span id="more-3480"></span></p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Gomorra</em>, Roberto Saviano [5 volte]</p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Se una notte d’inverno un viaggiatore</em>, Italo Calvino [3 volte]<br />
- <em>Il nome della rosa</em>, Umberto Eco [3 volte]<br />
- <em>Altri libertini</em>, Vittorio Tondelli [3 volte]<br />
- <em>Le mosche del capitale</em>, Paolo Volponi [3 volte]<br />
- <em>Il tempo materiale</em>, Giorgio Vasta [3 volte]</p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Troppi paradisi</em>, Walter Siti [2 volte]<br />
- <em>Le lezioni americane,</em> Italo Calvino [2 volte]<br />
- <em>Porte aperte</em>, Leonardo Sciascia [2 volte]</p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Improvvisi per macchina da scrivere</em>, Giorgio Manganelli<br />
- <em>La banda dei sospiri</em>, Gianni Celati<br />
- <em>Mosca più balena</em>, Valeria Parrella<br />
- <em>Sostiene Pereira</em>, Antonio Tabucchi<br />
- <em>Petrolio</em>, Pier Paolo Pasolini<br />
- <em>Cargo</em>, Matteo Galiazzo<br />
- <em>Il cappotto di Astrakan</em>, P. Chiara.<br />
-<em> Composita solvantur</em>, Franco Fortini<br />
- <em>L’arte della fuga</em>, G. Pontiggia.<br />
- <em>Nottetempo, casa per casa</em>, Vincenzo Consolo.<br />
- <em>A che punto è la notte</em>, Fruttero&amp;Lucentini.<br />
- <em>Camere separate</em>, Pier Vittorio Tondelli.<br />
- <em>Snack Bar Budapest</em>, M. Lodoli e S. Bre.<br />
- <em>Seminario sulla gioventù</em>, Aldo Busi.<br />
- <em>Treno di panna</em>, Andrea De Carlo.<br />
- <em>Il contagio</em>, Walter Siti<br />
- <em>Lo spasimo di Palermo</em>, Vincenzo Consolo<br />
- <em>La chimera</em>, Sebastiano Vassalli<br />
- <em>La vita apparente</em>, Guido Ceronetti<br />
- <em>La gazza ladra</em>,  Alda Merini<br />
- <em>Canti del caos</em>, Antonio Moresco<br />
- <em>Per il battesimo dei nostri frammenti</em>, Mario Luzi.<br />
- <em>Diceria dell’untore</em>, Gesualdo Bufalino.<br />
- <em>Il principe di Persia</em>, Angelo Calvisi<br />
- <em>Metallo urlante</em>, Valerio Evengelisti<br />
- <em>Gli interessi in comune</em>, Vanni Santoni,<br />
- <em>Appunti per una storia di guerra</em>, Gipi.</p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: letteratura italiana contemporanea, libri importanti, ultimi 34 anni <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3480/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3480/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3480/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3480/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3480/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3480/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3480/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3480/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3480/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3480/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3480&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/18/i-libri-importanti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Pensieri sui libri di Angelo Calvisi (Jacopo Nacci &#8211; NewClearWordz)</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/17/pensieri-sui-libri-di-angelo-calvisi-jacopo-nacci-newclearwordz/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/17/pensieri-sui-libri-di-angelo-calvisi-jacopo-nacci-newclearwordz/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[our books]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Calvisi]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[Il geometra sbagliato]]></category>
		<category><![CDATA[il principe di persia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[maledizione del sommo poeta]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[round robin]]></category>
		<category><![CDATA[trilogia]]></category>
		<category><![CDATA[trilogia sulla follia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3473</guid>
		<description><![CDATA[Calvisi ha scritto una trilogia: Maledizione del sommo poeta, Il geometra sbagliato, Il Principe di Persia. Maledizione del sommo poeta cambia completamente se, dopo averlo letto, si legge Il geometra sbagliato e si ripensa il primo libro alla luce del secondo. Perché Maledizione del sommo poeta è un libro che lì per lì si prende [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3473&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3472" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog3.jpg?w=147&#038;h=211" alt="" width="147" height="211" /></a><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank"><strong>Calvisi</strong></a> ha scritto <a href="../2009/05/27/la-trilogia-di-angelo-calvisi/" target="_blank">una trilogia</a>: <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank"><strong><em>Maledizione del sommo poeta</em></strong></a>, <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank"><strong><em>Il geometra sbagliato</em></strong></a>, <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><strong><em>Il Principe di Persia</em></strong></a>. <em>Maledizione del sommo poeta</em> cambia completamente se, dopo averlo letto, si legge <em>Il geometra sbagliato</em> e si ripensa il primo libro alla luce del secondo. <span id="more-3473"></span>Perché <em>Maledizione del sommo poeta</em> è un libro che lì per lì si prende a ridere: perché la figura del visionario, del rimastone, del tipo che si fa i viaggi, ottiene, come risposta automatica della cultura diffusa, il riso. Ma poi la lettura del <em>Geometra sbagliato</em> agisce retroattivamente sul lettore: ci si vergogna di aver riso. Perché ci si rende conto che in realtà non c’è alcuna differenza – nell’universo di Calvisi – tra la fenomenologia del rimastone e quella della persona affetta da disagio mentale, cambia solo lo schema culturale di riferimento, nel primo caso la reazione è il riso, nel secondo la tristezza e la compassione. È vero che, man mano che si cresce, i rimastoni fanno sempre meno ridere e mettono sempre più malinconia. Ma c&#8217;è qualcosa che rimane, anche solo a livello di consuetudine sociale, di aspettative altrui alla fine del racconto degli aneddoti del paesello, che si fatica sempre a eliminare del tutto. Ecco, forse bisogna pensarci. Perché poi tu leggi <em>Maledizione del sommo poeta</em> e pensi che insomma, è un libro, è fatto apposta, è fatto apposta perché tu rida, nessun matto è stato preso in giro per scrivere questo libro, niente di tutto ciò è successo. Allora ridi. E poi, quando leggi il secondo e capisci qual è il tema della trilogia, pensi: cacchio, non c&#8217;era niente ridere. E allora pensi a tutte le altre volte che non c&#8217;è niente da ridere, pensi che non c&#8217;è da ridere nemmeno per scherzo, nemmeno dell&#8217;idea platonica.</p>
<p style="text-align:justify;">Perché poi in Calvisi non c’è alcuna immagina romantica del matto. Il matto non è un genio, il matto non è oracolare, il matto ha anche visioni grette, provinciali, imprecise, deragliate dall’immaginario più banale: Dante al reparto reggae del negozio di dischi che “ha i rasta” (cioè i dreadlock) e si fa una canna.</p>
<p style="text-align:justify;">Da <em>Principe di Persia</em>:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>E così siamo montati a cavallo, anzi sono montati Geeva e gli uomini in nero. Sulla groppa di questi fantastici animali, che la mia vista non può contenere con un’unica occhiata, galoppiamo verso la destinazione definitiva. Sono ripiegato su me stesso dentro lo zaino che Geeva porta sulla schiena. La corsa dei cavalli si distende tra i sentieri di una foresta dove la terra è fatta di terra, e l’acqua del fiume non è altro che acqua, e tutto è quello che è, solamente quello che è.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Gli animali fantastici che la vista non può contenere con un’unica occhiata mi hanno ricordato la <em>Poetica</em> di Aristotele, è la stessa immagine che Aristotele usa quando dice che la narrazione deve poter essere abbracciata da un solo sguardo della memoria, che il racconto deve essere fatto in modo che il lettore se lo ricordi tutto, mentre legge. Allora ho pensato che, sempre nella <em>Poetica</em>, Aristotele dice che la causalità del racconto deve essere più forte di quella della realtà, in cui tra molti eventi non c’è concatenazione. Nella trama no, nella trama gli eventi devono essere collegati da una causalità forte. Invece il <em>Principe di Persia</em> dice che “la terra è fatta di terra, e l’acqua del fiume non è altro che acqua, e tutto è quello che è, solamente quello che è”. Calvisi registra la realtà, le sue narrazioni sono piene di azioni che non si possono ricordare con un solo sguardo della memoria perché la causalità è debole, perché Calvisi riporta la realtà (anche se è una realtà che ha inventato lui) esattamente come è, con la sua frammentarietà, la sua causalità debole, la contingenza degli eventi. Non è detto che questo sia un bene per il lettore, cognitivamente è abbastanza pesante e dispersivo, ma sembra un’operazione concettuale e mi sembra interessante.<br />
Se nella causalità forte della narrazione noi, per un patto tra autore e lettore, vediamo l’imitazione della realtà, quando in realtà la realtà è fatta di contingenze decisamente più slegate, e se nella follia, rispetto alla realtà, noi vediamo una minor capacità di comprendere i legami tra le cose che popolano la realtà, allora un modo per rappresentare la follia nella narrazione è quello di registrare la realtà: l’effetto, stante il patto tra autore e lettore, è quello di assistere alla visione del mondo di un folle, con un focus d’attenzione che si sposta continuamente su cose che non hanno una stretta correlazione con la coerenza del racconto, ma come se ce l’avessero (perché è un racconto e ce lo aspettiamo).</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Principe di Persia</em>, poi, almeno nella prima parte, è narrato come un romanzo d’avventura, solo che il protagonista è matto. Anche la parte persiana, quella presa di peso dal videogioco, è narrata come un romanzo d’avventura, ma accade come un videogioco: nel videogioco la grafica è funzione dell’ambientazione, ma l’azione non è correlata in modo forte alla trama, si può pensare anzi che la trama di un videogioco è concepita come pretesto per stressare l’abilità manuale del videogiocatore; anche le sottotrame, i piccoli schemi, le microsequenze, sono relativamente libere dalla trama generale: quindi se l’ambientazione dà atmosfera, spesso, di contro, le azioni non danno vita a una struttura narrativa coerente o anche solo interessante, evolvente: la prima parte <em>Principe di Persia</em> narra con il piglio di un romanzo d’avventura accadimenti che hanno una non-trama da videogioco, e vi regna tutta la plurivocità e multidirezionalità – che si risolve nell’immobilità – del disagio mentale, una frenesia circolare, senza futuro.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel <em>Principe di Persia</em>, rispetto agli altri due romanzi, della trilogia, il protagonista è più attivo, si lascia meno vivere, interagisce con il contesto in maniera più decisa, dà addirittura vita a una rivolta. Filippo La Porta, in riferimento al <em>Geometra sbagliato</em>, scrive che la malattia nega l’altro e la sua diversità, più precisamente <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/rassegna.aspx?bk=9788895731001/20080725092719/La+strana+allegrezza+di+Tito%2c+di+Filippo+La+Porta+-+/" target="_blank">scrive</a> di <em>immaginazione masturbatoria, autoreferenziale, che nega l’altro e la sua diversità</em>. Noi, in ambito morale, biasimiamo chi sente poco o male, trattiamo l’iposensibilità come fosse un atto volontario, imputiamo una colpa, non ci viene mai in mente che essere iposensibile possa essere un handicap. Mi pare che invece <em>Il geometra sbagliato</em> riesca a fare questo: a portare empatia e compassione verso uno che, per dire, non riconosce la moglie e l’assimila ad altre donne. Di questo personaggio, e di quello di <em>Maledizione del sommo poeta</em>, nei due romanzi c’è tutta la passività. Invece, nel <em>Principe di Persia</em>, il protagonista è attivo, ma è talmente attivo da trovare una sua via d’uscita. Quindi nei romanzi di Calvisi c’è o la compassione per una situazione involontaria (<em>Sommo poeta</em>, <em>Geometra</em>), o l’apprezzamento per una capacità di autoredenzione spinta dalla volontà (<em>Principe di Persia</em>). Calvisi sembra dire che dove c’è una deficienza del sentire non c’è volontà (<em>Sommo poeta</em>, <em>Geometra</em>), e dove c’è volontà vedrai che c’è una via d’uscita, dove c’è volontà c’è redenzione (<em>Principe di Persia</em>), perché il male è un handicap non una colpa.</p>
<p style="text-align:justify;">C’è un’ambiguità nel <em>Principe di Persia</em>, nella figura demiurgica di Mechner, il programmatore del videogioco, e nell’incontro tra il protagonista e il demiurgo Mechner. Nell’ultima parte il protagonista sembra essere per la prima volta cosciente di essere in un videogioco. Dopo un crescendo, nel quale il protagonista esce dal videogioco e si ritrova nel reale, il protagonista torna nel videogioco ma rendendosi conto che è un videogioco: ha la lucidità – per la prima volta – di comprendere dove si trova. A quel punto viene bersagliato, minato nella mente, c’è un deragliamento linguistico e uno si chiede “ma non era arrivato alla lucidità”? Poi capisci che c’è un’attività che non dipende da lui, è un’attività di cui la sua mente è vittima, e appare il padre eterno, Mechner, la matrice: è lui che lo sta attaccando. Alla fine Mechner lascia al protagonista la possibilità di scegliere di quale memoria (reale) vuole vivere, da dove ricominciare. Mi pare ambiguo questo demiurgo che ti chiude in un videogame e poi compare come un guardiano di fine ultimo livello e ti lascia la possibilità di vivere nel reale, ma a pensarci bene è il videogioco stesso che è fatto così: se porti a termine la missione hai vinto, sei libero. La volontà del protagonista, che si muove autonomamente e in rivolta, è premiata con la grazia del demiurgo Mechner.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Jacopo Nacci, <a href="http://newclearwordz.splinder.com/post/21663611/Pensieri+sui+libri+di+Angelo+C" target="_blank">NewClearWordz</a></p>
Posted in our books Tagged: Angelo Calvisi, genova, Il geometra sbagliato, il principe di persia, libri, maledizione del sommo poeta, narrativa, round robin, trilogia, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3473/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3473/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3473/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3473/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3473/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3473/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3473/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3473/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3473/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3473/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3473&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/17/pensieri-sui-libri-di-angelo-calvisi-jacopo-nacci-newclearwordz/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog3.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">chiuso per turno</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>.</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/16/3470/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/16/3470/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[провокация]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/16/3470/</guid>
		<description><![CDATA[





.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
Federico di Vita
Posted in провокация       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3470&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3469" title="prpvo6" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/prpvo65.gif?w=300&#038;h=100" alt="prpvo6" width="300" height="100" /></p>
<p><span id="more-3470"></span></p>
<p><span style="color:#ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:right;">Federico di Vita</p>
Posted in провокация  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3470/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3470&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/16/3470/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/prpvo65.gif?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">prpvo6</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Matins</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/15/matins/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/15/matins/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 09:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[1992]]></category>
		<category><![CDATA[Louise Glück]]></category>
		<category><![CDATA[Matins]]></category>
		<category><![CDATA[poesia americana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3466</guid>
		<description><![CDATA[I walk the front lawn, pretending
to be weeding. You ought to know
I&#8217;m never weeding, on my knees, pulling
clumps of clover from the flower beds: in fact
I&#8217;m looking for courage, for some evidence
my life will change, though
it takes forever, checking
each clump for the symbolic
leaf, and soon the summer is ending, already
the leaves turning, always the sick [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3466&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">I walk the front lawn, pretending<br />
to be weeding. You ought to know<br />
I&#8217;m never weeding, on my knees, pulling<br />
clumps of clover from the flower beds: in fact<br />
I&#8217;m looking for courage, for some evidence<br />
my life will change, though<br />
it takes forever, checking<br />
each clump for the symbolic<br />
leaf, and soon the summer is ending, already<br />
the leaves turning, always the sick trees<br />
going first, the dying turning<br />
brilliant yellow, while a few dark birds perform<br />
their curfew of music. You want to see my hands?<span id="more-3466"></span><br />
As empty now as at the first note.<br />
Or was the point always<br />
to continue without a sign</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Louise Glück, 1992</p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:justify;">&gt;&gt; [ <em>Vespri</em></p>
<p>Vuoi sapere come passo il tempo?<br />
Cammino sul prato davanti, fingendo<br />
d’estirpare erbacce. Dovresti sapere<br />
che non lo faccio mai, in ginocchio, mentre strappo<br />
mucchi d’erba dal letto di fiori: in realtà<br />
sto cercando il coraggio, qualche prova<br />
che la mia vita cambierà, anche se<br />
ci vuole un’eternità a cercare in<br />
tutti i mucchi il simbolico<br />
trifoglio, e l’estate finisce presto, già<br />
le foglie mutano, gli alberi malati sempre<br />
i primi ad andarsene, i morenti mutano<br />
in giallo brillante, mentre qualche uccello scuro canta<br />
la sua musica da coprifuoco. Vuoi vedere le mie mani?<br />
Vuote ora come la prima nota.<br />
O il punto era di continuare<br />
sempre senza un segno?</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;"><em>trad. it. Cecilia Piantanida</em> ]</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;">NOTE</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Louise Glück </strong>(1943 -). Nata a New York, Glück cresce a Long Island. La poetessa sviluppa un verso libero votato ad un’indagine filosofico-religiosa ed esistenziale, ancorato nella tradizione classica europea. Le poesie di Glück, mantenendo una cogente ma raffinata tensione stilistica svestita del confessionalismo più spinto e dell’intellettualismo gratuito tipico di certa poesia contemporanea, sono segnate da istanze gnomiche e immagini lapidarie che anelano a un lirismo universale dalle note grandemente evocative. Tra i suoi libri di poesia <em>Averno</em> (2006) finalista al National Book Award in Poetry 2006; <em>The Seven Ages</em> (2001); e <em>Vita Nova</em> (1999) vincitore del Boston Book Review’s Bingham Poetry Prize e del New Yorker’s Book Award in Poetry. Le sue altre pubblicazioni includono: <em>Meadowlands</em> (1996); <em>The Wild Iris</em> (1992), per cui la poetessa ha ricevuto il Premio Pulitzer per la Poesia 1992; <em>Ararat</em> (1990), e <em>The Triumph of Achilles </em>(1985). Nel 2008, Glück è stata selezionata per il prestigioso <a href="http://www.poets.org/page.php/prmID/107" target="_blank">Wallace Stevens Award</a> per la pratica poetica. Oggi è <em>writer-in-residence</em> all’Università di Yale.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
Posted in poesia Tagged: 1992, Louise Glück, Matins, poesia americana <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3466/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3466/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3466/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3466/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3466/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3466/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3466/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3466/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3466/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3466/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3466&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/15/matins/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nozioni di Marketing (le avventure di Barabànov e Mariputèn)</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/14/nozioni-di-marketing-le-avventure-di-barabanov-e-mariputen/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/14/nozioni-di-marketing-le-avventure-di-barabanov-e-mariputen/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 13:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti (e ultimi round)]]></category>
		<category><![CDATA[lo smaltimento]]></category>
		<category><![CDATA[paolo gentiluomo]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3459</guid>
		<description><![CDATA[1. l’esito dei corpi in stato di trasloco
-
Una estate per Barabànov non c’era stato mare, o quasi. Giusto un paio di volte c’era stato mare, che era già agosto, mare, e aveva stabilito che quell&#8217;agosto senza mare o quasi, quell&#8217;estate senza mare o quasi, doveva essere un deciso spartiacque della sua vita. Spartiacque vuol dire [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3459&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h6 style="text-align:center;">1. l’esito dei corpi in stato di trasloco</h6>
<p><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="text-align:justify;">Una estate per Barabànov non c’era stato mare, o quasi. Giusto un paio di volte c’era stato mare, che era già agosto, mare, e aveva stabilito che quell&#8217;agosto senza mare o quasi, quell&#8217;estate senza mare o quasi, doveva essere un deciso spartiacque della sua vita. Spartiacque vuol dire una roba in mezzo che poi c’è un di qua e un di là, poteva essere tipo che decideva di non fare più mare d’ora in poi, e allora c’era un prima con mare anche se poco e c’era un dopo senza mare, niente niente.<span id="more-3459"></span><br />
Solo che capite bene che basta una volta che ci hai la debolezza di andare al mare e hai demolito in un attimo il tuo bel proposito mai più mare. Il prima si mescola col dopo, lo spartiacque non ha retto, la tua volontà non ha retto, ti senti un uomo di merda perché non hai rispettato la tua decisione, hai fatto mare, e fosse stato un bel mare. Magari un mare con spiaggia ingolfata di corpi e mare pieno di stronzi galleggianti. E tu per sto mare qui, che c’era il sole coperto, ci hai messo una vita per arrivarci e ti portano via la macchina, perdi un sandalo, ti urtica una medusa, per questo hai infranto lo spartiacque, hai mandato a scatafascio il prima e dopo.</p>
<p style="text-align:justify;">- Complimenti, non c’è che dire, dice Mariputèn. &#8211; Complimenti, cosa viviamo a fare al mare, traslochiamo in campagna.</p>
<p style="text-align:justify;">Avveniva che per l&#8217;ennesima volta Barabànov e Mariputèn cambiassero casa, avveniva per l&#8217;ennesima volta che Barabànov trasportasse le cose più inutili da un posto all&#8217;altro senza considerare la possibilità di liberarsene, approfittare di un trasloco per buttare via delle cose, cose nel vero senso generico della parola, se scrivi cose nel tema senza nemmeno leggere il resto metto due, così alle scuole medie la professoressa pucci che insegnava a Mariputèn che dice: &#8211; La tua stupida memoria si porta dietro le stesse cose inutili che ti porti dietro tu. Ti porti un mobile che serve per dispensa?, no, ti porti uno scatolone di piccole carabattole!, ti ricordi come si interviene in caso di urgente soccorso?, no, ti ricordi come si chiama la mia professoressa di italiano delle medie!, e chissà cosa ti serve di più adesso che il mobile è crollato sul corpo del tuo amico venuto a darci una mano? &#8211; Eh, lo schiaccia inesorabilmente, vero? Dice Barabànov.</p>
<p style="text-align:justify;">- Ed ecco a voi il mirabolante prodigio! Dice Barabànov. Da quando hanno cambiato casa ha messo su un’aria da profeta, a volte pare più un prestigiatore. Dato che Mariputèn non si cura troppo di lui, Barabànov predica all’amico bloccato sotto il mobile.</p>
<p style="text-align:justify;">- Dall’orrida corona del crocifisso si stacca una spina, acuta, lunga, e si conficca nella fronte dell’uomo che resta, con un dolore così straziante, che ne sviene. Così dice Barabànov configgendo nella fronte del dolente amico la più grossa spina prelevata dalla rosa mistica che gloria il suo giardino. Visto che lui non sviene, lo aiuta con una martellata. &#8211; La ferita, fattasi piaga deturpante, fetente, schifosa di vermi, durerà per tutta la vita, assicura Barabànov a Mariputèn che si stringe nelle spalle rassegnata.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ un boccone che è poco digeribile, sta lì come un’oca all’ingrasso senza scelta, piedi inchiodati al suolo e nel becco cibo spinto giù con un pistone. Mariputèn chiede all’amico di Barabànov: &#8211; Ma questi piedi inchiodati? Ce n’era bisogno? Poi riflette a voce alta: &#8211; Forse sarebbe fuggito. Ancora chiede: &#8211; E di questo imbuto, ce n’era bisogno? E riflette: &#8211; Forse avrebbe vomitato. Certo bisogna dire che in quanto a collaborazione&#8230; L’uomo con l’imbuto in bocca e i piedi inchiodati al suolo non riesce a rispondere nemmeno a gesti dato che ha le braccia legate (- Avrebbe potuto tentare di togliersi l’imbuto o schiodarsi i piedi, si era giustificato Barabànov).</p>
<p style="text-align:justify;">La passione per gli uccelli, gli uccelli soprattutto quelli con una grande apertura alare. Limpidamente maestosi nel volo. Le lame, le donne, abitare in campagna. Una casa alla fine di una strada. Si avvistano cerbiatti e cinghiali. E da lì prati e boschi scendono giù fino alla valle dove scorre il fiume. I ghiri demoliscono pian piano il tetto. Molare alcuni preziosi coltelli sì, ma pistole ad aria compressa? Barabànov non è il tipo da armi da fuoco. &#8211; Per i ghiri, dice. &#8211; Che male ti fanno, dice Mariputèn. &#8211; Eh, il tetto! &#8211; Hai visto i tuoi uccelli del cazzo, ci faranno morire tutti con la loro influenza del culo!, dice il loro amico incastrato sotto un mobile.</p>
<p style="text-align:justify;">- Questa volta non vale la pena di starsi a preoccupare per una mano in più o in meno, dice Barabànov, ti soffierò io il naso. Ma l’amico non è tanto turbato dall’assenza della propria mano, mozzata e poi caduta nel tentativo di fargliela crescere sotto l’ascella destra, quanto dal fiotto di sangue che sgorga inarrestabile dalla bocca. &#8211; E presto esaurirà le riserve interne lorde, assicura Mariputèn. Ecco, inghiotte, incapace di comunicazione, pur se gli occhi sono all’alba di una lacrimazione, parrebbe voler dire <em>sto bene</em>. Barabànov dice: &#8211; Forse ti sei confuso, non voglio alcuna gioia da te. E poi gli spara a bruciapelo colla pistola per i ghiri. Che dire. Mariputèn si limita a constatare che sia deceduto. Tagliandogli la gola con una delle preziose lame affilate di recente. Che bel tramonto si vede da qui!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Paolo Gentiluomo</p>
Posted in racconti (e ultimi round) Tagged: lo smaltimento, paolo gentiluomo, racconto <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3459/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3459/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3459/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3459/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3459/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3459/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3459/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3459/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3459/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3459/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3459&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/14/nozioni-di-marketing-le-avventure-di-barabanov-e-mariputen/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Fame</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/13/fame/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/13/fame/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 13:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele geri]]></category>
		<category><![CDATA[talent show]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[vierone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/13/fame/</guid>
		<description><![CDATA[
Posted in (p)Recensioni &#38; vanità Tagged: fame, gabriele geri, talent show, teatro, vierone      <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3457&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/13/fame/"><img src="http://img.youtube.com/vi/bkzfWPPUGAM/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: fame, gabriele geri, talent show, teatro, vierone <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3457/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3457/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3457/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3457/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3457/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3457/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3457/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3457/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3457/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3457/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3457&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/13/fame/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/bkzfWPPUGAM/2.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Lettera a pulp</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/12/lettera-a-pulp/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/12/lettera-a-pulp/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[guadagni]]></category>
		<category><![CDATA[lettera a pulp]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[tiziano scarpa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3454</guid>
		<description><![CDATA[di Tiziano Scarpa
Cari stagionati ragazzi,
i vostri interventi mi hanno procurato un quarto d’ora di sano divertimento. Mi presento. Sono uno stagionato ragazzo che da una decina d’anni scrive di critica letteraria e di altri argomenti cosiddetti culturali. L’ottanta per cento di questi interventi è uscito per noti giornali e riviste di regime, tra i quali [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3454&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;">di <a href="http://www.sparajurij.com/tapes/deviazioni/TizianoScarpa/HASCRITTOSUletteraapulp.htm" target="_blank">Tiziano Scarpa</a></p>
<p style="text-align:justify;">Cari stagionati ragazzi,</p>
<p style="text-align:justify;">i vostri interventi mi hanno procurato un quarto d’ora di sano divertimento. Mi presento. Sono uno stagionato ragazzo che da una decina d’anni scrive di critica letteraria e di altri argomenti cosiddetti culturali. L’ottanta per cento di questi interventi è uscito per noti giornali e riviste di regime, tra i quali il manifesto, Linea d’ombra, Pulp, Liberazione. Gratis. (“Gratis” non è una nuova testata giornalistica, è l’ammontare dei compensi ricavati dall’ottanta per cento della mia attività critica in dieci anni di lavoro).<span id="more-3454"></span> Per una imperscrutabile congiuntura astrale, quattro anni fa (1996) il mio primo romanzo è stato inserito in uno pseudo-movimento letterario. Il risultato è che tutto ciò che ho scritto (e che scriverò) in seguito non veniva (non verrà) valutato così: “È bello? È brutto?” ma così: “È ancora cannibale? Non è più cannibale?”. Sono consulente per l’Einaudi. Ricevo un milione e mezzo lordo al mese per proporre libri da pubblicare, quasi esclusivamente stranieri. Ogni quindici giorni partecipo ai leggendari “mercoledì” della casa editrice torinese. Sotto il tavolo ovale di via Biancamano, intorno al quale si riuniscono prestigiosi consulenti, ci sono ancora appiccicate le insigni gomme da masticare di Pavese e le venerande caccole di Calvino.  Un paio di volte all’anno il Corriere della sera mi chiede un articolo. Cinquecentomila lorde. Faccio conferenze, letture recitate, performance, corsi di scrittura creativa, corsi di aggiornamento per insegnanti, comparsate alla radio, scrivo racconti per riviste di volontariato, brevi pezzi di teatro, articoli. Alcune di queste cose mi vengono remunerate, altre no. Sono tradotto in una decina di lingue (i libri in tre lingue, più altre sette lingue per una commedia radiofonica). Mi avvicino ai quarant’anni. Pago l’affitto di una decorosa e linda topaia. Sono un uomo felice.  La mia esperienza del mercato librario è questa. Per l’imperscrutabile congiuntura astrale di cui sopra, credo di non esagerare se dico di essere stato uno degli esordienti più recensiti della storia della letteratura italiana. Come forse sapete, i rumori di fondo si sono protratti per due o tre anni. Ebbene, proprio nel periodo più assordante, dalla fine del ’96 al ’99, il mio primo romanzo è sparito dalle librerie (cosa normalissima), e anche dai magazzini. Esaurite le sue brave diecimila copie, non è stato più ristampato. Per dire, non ce n’era neanche una copia per tre anni di seguito allo stand Einaudi del Salone del libro di Torino. Questo lo puntualizzo mica per lamentarmi, ci mancherebbe (sono stato uno dei tre o quattro esordienti più fortunati e coccolati degli anni Novanta, ho avuto il privilegio di conoscere e frequentare Giulio Einaudi, la mia casa editrice mi passa un mensile), ma per farvi capire che razza di lucrosa operazione mercantile è stata quella dei cannibali o pulp italiani che dir si voglia.  Perché vi racconto i fatti miei? Per dirvi che potete sbattervi finché volete, pinneggiare soddisfatti fra le onde del mercato editoriale o ringhiargli contro, ma finché di mestiere fate gli intellettuali vivrete per sempre felici in una decorosa e linda topaia in affitto.  Il prossimo anno sarò nella giuria di due concorsi letterari. Leggerò una dozzina di romanzi (fra le 1500 e le 2000 pagine) e una ventina di racconti (solo 100-200 pagine, spero) per il Premio Calvino e il Premio Alice-Inedito. Gratis.  Se faccio una cazzata, giustamente la cosa si viene a sapere. Se non la faccio, però, si viene a sapere di meno. Io sono la merda che sono, ma due anni fa ho rifiutato dieci milioni al mese lordi per fare l’autore di un programma televisivo giovanilistico. Alcuni amici (Alberto Piccinini e Tommaso Labranca, tanto per non fare nomi) invece hanno accettato. Non li biasimo: loro sono saggisti seri, non scrivono romanzetti come me, quindi non possono contare su quell’“indotto” economico di conferenze corsi di scrittura eccetera che ti permette di pagare l’affitto della topaia. E poi in tivù si lavora dodici ore al giorno, con quattro o cinque mesi di ferie non pagate all’anno. I contratti televisivi durano qualche mese, nessuno ti garantisce che te li rinnovino, e la trasmissione può essere cancellata da un giorno all’altro per mancanza di audience. Resta comunque il fatto che dieci milioni lordi al mese per un fesso lavoro pseudointellettuale gridano vendetta di fronte allo stipendio di un insegnante, un traduttore, un dottorando, un ricercatore universitario, un redattore di casa editrice.  Ah, dimenticavo di dire che se scrivi gratis sui giornali non puoi richiedere il patentino di pubblicista, perché la casta dei giornalisti vuole vedere le fatture per prenderti in considerazione. Quindi non puoi fare l’esame per entrare nell’albo, e la previdenza sociale, i rimborsi per cure dentistiche e altre amenità te le scordi.  Io sono la merda che sono, ma da Fabio Fazio a fingere di tifare calcio per fargli dire davanti alla telecamera il titolo del mio ultimo libro non ci sono andato.  Giuseppe Culicchia, altro amico, è andato in India e in Cina e andrà in giro per il mondo a scrivere reportage per una rivista di viaggi. Fa benissimo. Lo invidio, sul serio. A una proposta simile di un’altra rivista, Niccolò Ammaniti ha detto di no, preferisce stare a casa a scrivere. Fa benissimo anche lui, ma l’amico Niccolò credo che sia un pochino più benestante dell’amico Giuseppe.  Io sono la merda che sono, ma il racconto su Max per due milioni, da mettere come didascalia di un servizio fotografico delle topmodel con la fregna d’oro, non l’ho scritto. L’amico Aldo Nove lo fa, e fa bene, perché gli vengono fuori comunque cose eversive, petardi ficcati dentro il buco del culo dorato delle topmodel. E infatti quei racconti li ripubblica dentro i suoi libri, dove non sfigurano affatto, perché a volte le grande letteratura si può trovare persino dentro una schifezza come Max (guardate anche solo l’indice degli autori nella raccolta La fantascienza di Playboy).  Scusate se mi vengono in mente le cose alla rinfusa, ma l’amico Daniele Brolli ha scritto giustamente che è un mondo tutto amalgamato in cui non si distingue più il recensore dall’autore dall’editore dal lettore, e allora vi racconto che sei anni fa ho recensito un romanzo francese. Sceglievo sempre io i libri da recensire, ma la responsabile dell’inserto libri del manifesto (giornale che allora pagava, poco, ma pagava), Alessandra Orsi, quella volta me lo ha suggerito caldamente: la traduttrice era sua amica, diceva che era molto bello, Alessandra Orsi non aveva motivo di non fidarsi. Era la storia (ricordo a fatica) di un intellettuale cinquantenne che spara a zero sull’ambiente letterario parigino senza fare nomi, si fidanza con una ventenne che si stufa delle sue lagne e lo molla. L’intellettuale ci resta malissimo, ma il lettore (io) dà ragione alla ragazza. Lo leggo, e scrivo che secondo me è brutto. Alessandra Orsi non fa una piega, ci rimane un po’ male per la sua amica traduttrice, ma la recensione viene pubblicata. Quattro anni dopo, un artista mi chiede una paginetta per il catalogo di una sua mostra (gratis). Va a Parigi. Torna e mi dice: “Ma che cosa hai combinato? Ho chiesto a un amico parigino di tradurmi in francese la tua paginetta. Lui aveva accettato, ma il giorno dopo mi chiama e dice che non può, ha il veto di uno scrittore suo amico che a quanto pare tu hai stroncato quattro anni fa”. A ottobre, quest’anno, vado tre giorni a Parigi, invitato dal Centre Pompidou. Conosco uno scrittore: “Sono contento che i tuoi libri siano finalmente usciti in Francia”, mi fa. “Io ci avevo provato anni fa, ma quando li ho proposti in consiglio editoriale, uno scrittore funzionario della casa editrice è saltato sulla sedia, mi ha detto che se continuavo a caldeggiarli mi avrebbe tolto il saluto. Poi ho scoperto che l’hai stroncato sei anni fa. Si è costruito tutta una sceneggiatura in testa, è convinto che tu te la sia fatta con la sua ex, perché c’è da dire che quel suo romanzo era autobiografico, lui crede che tu e la ragazza abbiate fatto comunella per denigrarlo. Così ho consigliato i tuoi libri a un altro editore, ma ci sono voluti altri tre anni per farli pubblicare”.  Scrivere critica letteraria è un lavoro di merda (anzi, non è nemmeno un lavoro, perché dicesi lavoro una prestazione remunerata in solido): se scrivi quello che pensi la paghi in forme talmente divertenti e rocambolesche, sùbito o a distanza di tempo, in angoli della psiche altrui o in assai più concreti frangenti della cosiddetta industria culturale…  All’amico Marco Philopat (come vedete siamo tutti amici, ha ragione Daniele Brolli), il quale tra l’altro dovrebbe forse ricordare che lavoro volentieri gratis, rispondo che per Cos’è questo fracasso?, la mia raccolta di articoli e piccoli saggi, mi hanno dato cinque milioni lordi di anticipo sui diritti d’autore: per ogni copia guadagno il cinque per cento del prezzo di copertina, cioè ottocento lire lorde. Quindi, per ricavare altri soldi da quel libro dovrei venderne più di seimila copie. Cinque milioni per un libro di critica è comunque una cifra sbalorditiva, visto che è esattamente ciò che ha preso Antonio Moresco come anticipo sui diritti d’autore per un capolavoro scritto in quindici anni, Gli esordi. L’Einaudi, questa bestia bottegaia che gocciola bava e fatturati dalle fauci, ci rimetterà senz’altro, perché è tantissimo se il mio libro venderà tremila copie. Una casa editrice guadagna il cinque per cento circa sul prezzo di copertina.  Io sono la merda che sono, ma con un atto di sconfinata presunzione ho pensato che il mio libretto (che parla di nefandezze culturali e di come se la passa oggi l’Italia), se usciva in tascabile a sedicimila lire, forse avrebbe avuto qualche possibilità di capitare in mano a un migliaio di ventenni italiani (studenti universitari e non), e questa sarebbe stata una gran cosa, diciamo pure un privilegio per me, ma anche e soprattutto un dovere di intellettuale impegnato (ebbene sì, l’ho detto). Non mi sento affatto prigioniero, come scrive Marco Philopat. Io sono un intellettuale libero, Marco, la libertà la creo con la mia parola, quando essa ne ha la forza. Mi dispiace vederti ancora crogiolare in facilissime logiche di schieramento. Io i miei “ambiti di riferimento libero”, come li chiami tu, li ho strappati con i denti, e ti dirò che non ne sono nemmeno fiero, perché in sé e per sé gli “ambiti” non significano nulla, non valgono nulla, se poi dentro non ci si mettono parole possenti.  A Domenico Gallo, che non conosco e che ha scritto un intervento veramente spassoso, dico: se gli uffici stampa ti mandano doppioni, non andare in libreria sperando di barattarli con dei libri nuovi: vendili direttamente ai remainders, Domenico! Ti danno il dieci-quindici per cento sul prezzo di copertina, nelle annate grasse ci fai un centone, che sembra niente ma intanto è metà di una bolletta del telefono.  Mi arriva a casa una notevole quantità di manoscritti. Ricevo lettere, telefonate e e-mail giustamente ansiose da parte di autori inediti che mi chiedono se ho ricevuto il, se ho trovato il tempo di dare un’occhiata a, se devono aspettare ancora molto per avere un giudizio su.  Se non li leggo, capita che a distanza di settimane o mesi i suddetti autori inediti piombino a una presentazione di un libro (non mio) dove sono invitato a parlare (gratis, ma faccio notare che per presentare un libro bisogna leggerlo, prepararsi, studiare), e con la faccia scura mi sibilano che, certo, ormai sono entrato nell’establishment e non mi degno di sprecare il mio prezioso tempo a.  Ho smesso di fare recensioni, per ora emetto critica letteraria a voce o per iscritto a opere inedite: gratis, perché sono un pavido. Ma alcuni dei vostri interventi su Pulp, cari stagionati ragazzi, mi hanno fatto venir voglia di chiedere un milione più Iva a botta, idem per presentazioni conferenze comparsate articoli raccontini recensioni (in quest’ultimo caso possono andar bene anche pompini dalle addette degli uffici stampa).</p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: critica letteraria, editoria, guadagni, lettera a pulp, scrittura, tiziano scarpa <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3454/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3454&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/12/lettera-a-pulp/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il principe di Persia: dalle Mille e una notte all&#8217;avant-Pop &#8211; loop</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/10/il-principe-di-persia-dalle-mille-e-una-notte-allavanti-pop-loop/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/10/il-principe-di-persia-dalle-mille-e-una-notte-allavanti-pop-loop/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 21:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[our books]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Calvisi]]></category>
		<category><![CDATA[Il geometra sbagliato]]></category>
		<category><![CDATA[il principe di persia]]></category>
		<category><![CDATA[loop]]></category>
		<category><![CDATA[maledizione del sommo poeta]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[trilogia sulla follia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3444</guid>
		<description><![CDATA[Il Principe di Persia, di Angelo Calvisi (Round Robin, pp 109), è un breve romanzo costruito sulla falsariga di Prince of Persia, il celebre videogioco ideato da Jordan Mechner all&#8217;inizio degli anni &#8216;90, cui il testo si riferisce apertamente sin dal titolo. Si parte infatti da un&#8217;Intro con &#8220;la storia della mia avventura d&#8217;esordio, quella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3444&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3445" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog2.jpg?w=164&#038;h=236" alt="chiuso per turno" width="164" height="236" /><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><strong><em>Il Principe di Persia</em></strong></a>, di <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank">Angelo Calvisi</a> (Round Robin, pp 109), è un breve romanzo costruito sulla falsariga di Prince of Persia, il celebre videogioco ideato da Jordan Mechner all&#8217;inizio degli anni &#8216;90, cui il testo si riferisce apertamente sin dal titolo. Si parte infatti da un&#8217;<em>Intro</em> con &#8220;la storia della mia avventura d&#8217;esordio, quella del vecchio floppy&#8221;, per poi passare attraverso i livelli e le vite &#8211; tipiche di ogni videogioco d&#8217;avventura &#8211; e arrivare fino all&#8217;<em>Outro</em> e ai <em>Credits</em>, gli immancabili titoli di coda.<span id="more-3444"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il racconto nella prima parte mostra i pensieri e le azioni del protagonista del videogame. Lo stile &#8211; godibile e scorrevolissimo &#8211; che all&#8217;inizio ricorda quello di alcune novelle medioevali o di certi racconti delle <em>Mille e una notte</em>, tende gradualmente a infittirsi di omaggi, ammiccamenti e riferimenti al variegato universo finzionale nel quale l&#8217;uomo contemporaneo è ineluttabilmente immerso. Citazioni di film &#8211; vere e proprie ekfrasi (come la descrizione di alcuni combattimenti ricalcata su quelli di Matrix, o le sembianze del capo degli scheletri che richiamano i tratti di Indiana Jones) &#8211; e calibrate allusioni a una vastissima gamma di libri e canzoni (da De André a Johnny Stecchino, da Dostoevskij a i Goonies) indicano, emergendo, da una parte la materia di cui è impastata la psiche del protagonista, dall&#8217;altra &#8211; con il loro stesso affiorare -  la possibilità di salvezza: il rigoglìo dei ricordi è la chiazza di luce in fondo al tunnel.</p>
<p style="text-align:justify;">Il protagonista del <em>Principe di Persia</em> (tipo che oscilla tra l&#8217;eroe epico delle prime pagine e il costipato personaggio romanzesco in cerca d&#8217;autore &#8211; o meglio, più che d&#8217;autore di un&#8217;identità che lo collochi nel mondo dei fenomeni strappandolo al marasma degli input irregolari e spumeggianti come geyser nel tessuto narrativo &#8211; nelle ultime), il protagonista, dicevamo, privo di nome, si trova ad affrontare dal suo originalissimo punto di vista &#8211; per il lettore lui è e rimane dall&#8217;inizio alla fine <em>il Principe di Persia</em> (la trovata romanzesca, ammettiamo, è delle migliori) &#8211; i motivi archetipici della storia della letteratura: si susseguono i temi del doppio, del rapporto col sé e con la propria nemesi &#8211; temi che il Principe affronta semplicemente reincarnandosi e una volta reincarnato ripercorrendo e affrontando nuovamente &#8211; come in ogni avventura videoludica &#8211; le medesime situazioni, i suoi stessi precedenti errori, le erranti antiche proiezioni di sé. Il testo si riavvita così su se stesso per rilanciarsi a un livello conoscitivo superiore, progredendo in forma di spirale, e mostrando un andamento &#8211; soprattutto rispetto ai casi di reinizializzazione (quali l&#8217;accesso ai successivi livelli o i ritorni in vita) &#8211; paragonabile al meccanismo narrativo del <em>Castello</em> kafkiano, parallelismo strutturale la cui continuità viene meno solo in relazione al finale, di segno opposto nei due casi.</p>
<p style="text-align:justify;">Da un punto di vista letterario il Principe è insieme apice e superamento del fenomeno dell&#8217;avant-pop. L&#8217;evoluzione del protagonista ottiene pieno compimento al di fuori della trovata post-moderna dell&#8217;incarnazione letteraria di un episodio videoludico. La realizzazione della vicenda del Principe avviene infatti nei capitoli finali <em>al di là</em> della fatidica scritta <em>Game Over</em>: oltre quelli che sarebbero considerati gli usuali confini di un testo concepito secondo le consuetudini della letteratura pop.</p>
<p style="text-align:justify;">Segnaliamo infine che il Romanzo oltre a marcare la sublimazione di uno dei fenomeni letterari più chiacchierati dai primi anni Novanta a questa parte, chiude, all&#8217;interno dell&#8217;opera dello stesso Calvisi, la cosiddetta &#8216;trilogia della follia&#8217;, costituita dal <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank"><strong><em>Geometra sbagliato</em> </strong></a>e da <em><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank"><strong>Maledizione del Sommo Poeta</strong></a></em>, rispetto ai quali anche si pone come elemento di superamento e di rottura.</p>
<p style="text-align:right;">Paolo Imbonati, <a href="http://www.looponline.info/index.php/libri/154-angelo-calvisi-qil-principe-di-persia-dalle-mille-e-una-notte-allavanti-popq" target="_blank">loop</a></p>
Posted in our books Tagged: Angelo Calvisi, Il geometra sbagliato, il principe di persia, loop, maledizione del sommo poeta, recensione, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3444/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3444/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3444/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3444&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/10/il-principe-di-persia-dalle-mille-e-una-notte-allavanti-pop-loop/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog2.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">chiuso per turno</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>- 10 [ultimoround]</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/10/10-ultimoround/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/10/10-ultimoround/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 09:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[novembre]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo round]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa campbell]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3439</guid>
		<description><![CDATA[il 20 scade il concorso del mese di novembre, il 20 scade il concorso di racconti del mese di novembre. il 20 scade questo

Posted in (p)Recensioni &#38; vanità Tagged: foto, novembre, ultimo round, zuppa campbell      <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3439&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">il 20 scade il concorso del mese di <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/27/ultimo-round-novembre-2009-vedi-foto/" target="_blank"><strong>novembre</strong></a>, il 20 scade il <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/ultimo-round/" target="_blank"><strong>concorso di racconti</strong></a> del mese di novembre. il 20 scade questo</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3440" title="IMG barattolo" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/img-barattolo.jpg?w=177&#038;h=300" alt="IMG barattolo" width="177" height="300" /></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: foto, novembre, ultimo round, zuppa campbell <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3439/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3439/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3439/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3439/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3439/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3439/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3439/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3439/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3439/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3439/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3439&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/10/10-ultimoround/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/img-barattolo.jpg?w=177" medium="image">
			<media:title type="html">IMG barattolo</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Una Repubblica fondata sulle tette</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/09/una-repubblica-fondata-sulle-tette/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/09/una-repubblica-fondata-sulle-tette/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 23:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[провокация]]></category>
		<category><![CDATA[hardcore]]></category>
		<category><![CDATA[il corpo delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[il foglio]]></category>
		<category><![CDATA[mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[porno]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3426</guid>
		<description><![CDATA[

Per vie traverse – come sempre sono quelle del web – qualche settimana fa mi sono trovato a leggere questo articolo, nell’edizione online de Il Foglio (quotidiano sui generis quant’altri mai, che comincio a pensare di aver forse sottovalutato negli anni [1]). La mia prima reazione è stata un’espressione di instupidita letizia, seguita da un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3426&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3436" title="prpvo6" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/prpvo64.gif?w=300&#038;h=100" alt="prpvo6" width="300" height="100" /></p>
<p>Per vie traverse – come sempre sono quelle del web – qualche settimana fa mi sono trovato a leggere <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/3637">questo articolo</a>, nell’edizione online de <em>Il Foglio</em> (quotidiano <em>sui generis</em> quant’altri mai, che comincio a pensare di aver forse sottovalutato negli anni <a name="_ftnref1"></a><a href="http://docs.google.com/Doc?id=dct7tf95_25dc7gs4cg&amp;btr=EmailImport#_ftn1">[1]</a>). La mia prima reazione è stata un’espressione di instupidita letizia, seguita da un fervente desiderio di divulgare la buona novella. Perché?<span id="more-3426"></span></p>
<p>Vado a spiegare.</p>
<p>La beffarda vicenda riportata nell’articolo del <em>Foglio</em> (e in quelli ad esso correlati, reperibili <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/3561">qui</a> e <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/3609">qui</a>) ha avuto su di me un effetto balsamico e rinvigorente, perché dimostrava in maniera spettacolare l’irriducibilità del reale, l’impossibilità di travestire, edulcorare, mistificare – dopotutto – i dati di fatto sotto una rete coesa di belle favole. Favole progressiste, in questo caso.</p>
<p>Riassumendo in due righe: in seguito alla nota battuta infelice dell’ineffabile Silvio nei confronti di Rosy Bindi, <em>la Repubblica </em>lancia con gran clamore un’iniziativa di solidarietà e di protesta, invitando le sue lettrici a mostrare apertamente – tramite sottoscrizione di un appello e condivisione di fotografie – il proprio dissenso e il proprio sdegno per l’atteggiamento arrogante e maschilista del premier. E fin qui tutto ok.</p>
<p>Peccato, però, che – come <em>il Foglio </em>si affretta a sottolineare – da anni gli utenti di repubblica.it conoscano e apprezzino la famigerata “colonna destra” del sito, dedicata non agli editoriali né agli elzeviri, ma all’esposizione più o meno gratuita (cioè, non funzionale a <em>informare</em> nessuno di niente) di tette e culi delle più disparate provenienze (vagine celebri, iniziative di solidarietà, upskirt nel tennis, capezzoli vaganti del jet-set italico, etc). Come giustificare la presenza, nella stessa pagina web, di un appello contro la mercificazione del corpo femminile e di un repertorio soft-porn degno di un meccanico d’antan (ma pure di oggi)?  Impossibile, e infatti la direzione del giornale cede alle martellanti e pregnanti accuse della testata concorrente, e rimuove (per lo meno dalla home) le gallerie di foto incriminate.</p>
<p>Il risultato, pare, è eclatante: calo di un terzo dei visitatori nei giorni successivi all’epurazione. Praticamente una catastrofe, un suicidio commerciale: venute meno le truppe mercenarie di amazzoni in spaccata, l’esercito democratico subisce una battuta d’arresto di proporzioni storiche.</p>
<p>Mi fermo qui con l’esposizione dei fatti, per passare a un paio di rapide riflessioni:</p>
<p>1) Più che l’indignazione poté la fica (scusate il francese): anche il più potente collante dell’opposizione – egregiamente rappresentata da <em>Repubblica</em> – cioè il desiderio (per carità, legittimo) di contrastare lo strapotere del Biscione, nulla può di fronte all’improvvisa scomparsa della razione quotidiana di labbra turgide e glutei esposti. <em>La biologia vince sempre</em>, come dovremmo ormai ben sapere, se non fossimo ingenuamente convinti della nostra estraneità al mondo dei fenomeni naturali (questa convinzione è, di fatto, il principio di tutte le catastrofi che sembrano attenderci nei prossimi anni).</p>
<p>2) L’utilizzo di bei corpi femminili a fini commerciali non è un’esclusiva di Mediaset, né della destra. D’altra parte, trattandosi di un elemento di marketing basilare e dall’efficacia comprovata nei secoli, sarebbe ingenuo credere che Zilvio sia l’unico a padroneggiare la tecnica. Vero è, però, che è stato il primo a farne un uso massiccio in TV.</p>
<p>3) Il colpo di genio dell’ometto, insomma, si riassume nella formula <em>fica in TV</em>, col beneplacito dei suoi noti protettori politici. Rare volte, nella storia umana, una rivoluzione così semplice ha richiesto tanto tempo per essere compresa.</p>
<p>4) Come tutte le modificazioni del costume che fanno leva sui cosiddetti <em>bassi istinti</em>, anche questa è irreversibile. Auspicare, come fa il celebratissimo pseudo-documentario <a name="_ftnref2"></a><a href="http://docs.google.com/Doc?id=dct7tf95_25dc7gs4cg&amp;btr=EmailImport#_ftn2">[2]</a> <em><a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/">Il corpo delle donne</a></em>, un soprassalto di coscienza da parte della popolazione femminile italiana (e magari di qualche maschio ideologicamente democratizzato) sarebbe nel migliore dei casi pura utopia (nel peggiore, retorica di bassa lega).</p>
<p>5) Una volta sdoganato il quasi-porno sulla tv nazionale in fascia protetta, l’unico modo per castigare i <em>mores</em> è una severa legislazione bacchettona in ambito televisivo. A parte la fantascientificità di questa ipotesi, è evidente che – come ogni proibizionismo -  un provvedimento simile non farebbe che peggiorare la situazione, favorendo la “discesa in campo” di nuovi profeti dell’avanspettacolo eretto a <em>modus vivendi</em> (e <em>videndi</em>).</p>
<p>6) Ogni tanto, ci piacerebbe vedere qualcuno (partito politico, testata giornalistica, personaggio pubblico) capace di proporre soluzioni concrete <em>partendo dalla realtà dei fatti</em>, e non eludendola in nome di un “<a href="http://www.geagea.com/30indi/30_13.htm">dover essere</a>” (per dirla con l’Idealismo) che è tanto rassicurante quanto dannoso.</p>
<p>7) La mia (swiftianamente) modesta proposta, pertanto, è un servizio televisivo pubblico che offra 6 ore di porno hardcore (con varianti fetish, omo, sadomaso, e quant’altro: il digitale terrestre permette fortunatamente la varietà), alternate a 6 ore di trasmissioni di informazione, inchiesta, approfondimento culturale, cinema d’autore, etc. Scavalcando la concorrenza là dove è sempre stata più forte, la nuova Rai taglierebbe le gambe ai pietosi giochetti da <em>Buona domenica</em> (quelli, per intenderci, in cui avvenenti showgirl discinte tentano di resistere abbarbicate a un <em>toro meccanico</em>, per la gioia degli astanti), che necessariamente impallidirebbero di fronte a triple penetrazioni interraziali e altre amenità. Il pubblico, dopo un nanosecondo di indignazione, <em>entrerebbe in fissa</em>, e si saturerebbe di carnalità nel giro di un paio di mesi. A quel punto, forse, sarebbe pronto per digerire un’ottima puntata di Report, una tavola rotonda su Dostoevskij, una riduzione in 6 ore del Mahābhārata.</p>
<p>D’altra parte, che le persone siano facilmente manovrabili facendo leva su antichi tabù sessuali, lo dimostrò brillantemente anni fa una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=PviMNAZrHas">nota pubblicità</a> in cui venivano adombrati inquietanti rapporti pederotico-zoofili tra una fanciulla adolescente e un prestante quadrupede equino. Chapeau!</p>
<p style="text-align:right;">Davide Martirani</p>
</div>
<hr size="1" />
<p style="text-align:justify;"><a name="_ftn1"></a><a href="http://docs.google.com/Doc?id=dct7tf95_25dc7gs4cg&amp;btr=EmailImport#_ftnref1">[1]</a> Non è da lì, dopotutto, che nacque la meritoria campagna stampa in favore de <em>La versione di Barney</em>, uno dei pochissimi libri dell’ultimo ventennio a cui si possa accostare impunemente la qualifica di “capolavoro”?</p>
<p style="text-align:justify;"><a name="_ftn2"></a><a href="http://docs.google.com/Doc?id=dct7tf95_25dc7gs4cg&amp;btr=EmailImport#_ftnref2">[2]</a> Un documentario, per definizione, dovrebbe <em>documentare</em>, cioè mostrare e testimoniare qualcosa. Nell’opera di Zanardo e Chindemi assistiamo invece a un montaggio elementare di ritagli televisivi abbastanza triti, commentati – non me ne vogliano gli autori – da una voce petulante, che ripete osservazioni condivisibili ma che aprono nuove frontiere al concetto di “ovvio”. Niente <em>fatti</em>, insomma, ma solo <em>opinioni</em>. Parando le accuse, aggiungo che sì, per larghi strati di audience quelle riflessioni sono tutt’altro che ovvie (e, di fatto, nella pratica televisiva esse vengono completamente ignorate): ciò non toglie che ripeterle con tono didattico in venti minuti di <em>noia mortale</em> difficilmente potrà conquistare giovani (e meno giovani) menti alla causa. Il sospetto di autoreferenzialità è forte.</p>
Posted in провокация Tagged: hardcore, il corpo delle donne, il foglio, mediaset, porno, pornografia, rai, repubblica, tv <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3426/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3426&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/09/una-repubblica-fondata-sulle-tette/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/prpvo64.gif?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">prpvo6</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>The Red Poppy</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/08/the-red-poppy/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/08/the-red-poppy/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 13:18:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[1992]]></category>
		<category><![CDATA[Louise Glück]]></category>
		<category><![CDATA[poesia americana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3419</guid>
		<description><![CDATA[The great thing is
not having  a
mind. Feelings:
oh, I have those; they
govern me. I have a
lord in heaven
called the sun, and open
for him, showing him
the fire of my own heart, fire
like his presence.
What could such glory be
if not a heart? Oh my brothers and sisters,
were you like me once, long ago,
before you were human? Did you
permit yourselves
to open [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3419&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">The great thing is<br />
not having  a<br />
mind. Feelings:<br />
oh, I have those; they<br />
govern me. I have a<br />
lord in heaven<br />
called the sun, and open<br />
for him, showing him<br />
the fire of my own heart, fire<br />
like his presence.<br />
What could such glory be<br />
if not a heart? Oh my brothers and sisters,<br />
were you like me once, long ago,<br />
before you were human? Did you<br />
permit yourselves<br />
to open once, who would never<br />
open again? Because in truth<br />
I am speaking now<br />
the way you do. I speak<br />
because I am shattered.<span id="more-3419"></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Louise Glück, 1992</p>
<p style="text-align:justify;">&gt;&gt; [ <em>Il Papavero Rosso</em></p>
<p>La gran cosa<br />
è non avere<br />
una mente. Sentimenti:<br />
oh, ho certo quelli; mi<br />
governano. Ho<br />
un signore in cielo<br />
chiamato sole, e mi apro<br />
per lui, gli mostro<br />
il fuoco del mio cuore, fuoco<br />
come la sua presenza.<br />
Che sarà mai questa gloria<br />
se non un cuore? O miei fratelli e sorelle,<br />
eravate come me una volta, tanto tempo fa,<br />
prima che foste umani? Vi<br />
permettevate<br />
d’aprirvi un tempo, voi che mai più<br />
vi sareste aperti? Perché in verità<br />
sto parlando ora<br />
come parlate voi. Io parlo<br />
perché sono a pezzi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;"><em>trad. it. Cecilia Piantanida</em> ]</p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:center;">NOTE</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Louise Glück</strong> (1943-). Nata a New York, Glück cresce a Long Island. La poetessa sviluppa un verso libero votato ad un’indagine filosofico-religiosa ed esistenziale, ancorato nella tradizione classica europea. Le poesie di Glück, mantenendo una cogente ma raffinata tensione stilistica svestita del confessionalismo più spinto e dell’intellettualismo gratuito tipico di certa poesia contemporanea, sono segnate da istanze gnomiche e immagini lapidarie che anelano a un lirismo universale dalle note grandemente evocative. Tra i suoi libri di poesia <em>Averno</em> (2006) finalista al National Book Award in Poetry 2006; <em>The Seven Ages </em>(2001); e <em>Vita Nova</em> (1999) vincitore del Boston Book Review&#8217;s Bingham Poetry Prize e del New Yorker&#8217;s Book Award in Poetry. Le sue altre pubblicazioni includono: <em>Meadowlands</em> (1996); <em>The Wild Iris</em> (1992), per cui la poetessa ha ricevuto il Premio Pulitzer per la Poesia 1992; <em>Ararat</em> (1990), e <em>The Triumph of Achilles</em> (1985). Nel 2008, Glück è stata selezionata per il prestigioso <a href="http://www.poets.org/page.php/prmID/107" target="_blank">Wallace Stevens Award</a> per la pratica poetica. Oggi è <em>writer-in-residence</em> all’Università di Yale.</p>
Posted in poesia Tagged: 1992, Louise Glück, poesia americana <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3419/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3419/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3419/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3419/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3419/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3419&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/08/the-red-poppy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il principe di Persia, Calvisi &#8211; Liblog</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/07/il-principe-di-persia-calvisi-liblog/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/07/il-principe-di-persia-calvisi-liblog/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 10:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[our books]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Calvisi]]></category>
		<category><![CDATA[follia]]></category>
		<category><![CDATA[il principe di persia]]></category>
		<category><![CDATA[trilogia della follia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3399</guid>
		<description><![CDATA[Come tutti i ragazzi anche io ho sviluppato una malsana passione per i videogiochi che, purtroppo, perdura tuttora. Tra i videogames che hanno segnato la mia infanzia ricordo con piacere Prince of Persia. Perciò quando ho letto il titolo di questo libro di Angelo Calvisi e ho visto la sua bellissima copertina non ho potuto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3399&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3398" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog1.jpg?w=156&#038;h=223" alt="chiuso per turno" width="156" height="223" />Come tutti i ragazzi anche io ho sviluppato una malsana passione per i videogiochi che, purtroppo, perdura tuttora. Tra i videogames che hanno segnato la mia infanzia ricordo con piacere Prince of Persia. Perciò quando ho letto il titolo di questo libro di Angelo Calvisi e ho visto la sua bellissima copertina non ho potuto fare a meno di leggerlo.<span id="more-3399"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il principe di persia inizia dove finiva il primo floppy: il protagonista sposa la Daughter (cioè figlia del sultano) ma presto è costretto a scappare dal palazzo a causa di una congiura del redivivo Jafar.</p>
<p style="text-align:justify;">Sin qui tutto normale, tranne per il fatto che il principe sa di vivere in un videogioco e che dovrà spendere molte vite per arrivare al livello finale. Quello che non sa è che la sua realtà si confonderà sempre più con la nostra e che la sua avventura si trasformerà in un viaggio allucinante nella mente di un pazzo…</p>
<p style="text-align:justify;">Questo breve libro fa parte di un trittico dello stesso autore (gli altri due sono Il Geometra sbagliato e Maledizione del sommo poeta) che ha come tema la malattia mentale. Con stile semplice ed elegante, l’opera ci mostra una storia tragica eppure a suo modo avventurosa attraverso gli occhi di un uomo che ha perso la sua sanità mentale.</p>
<p style="text-align:justify;">Si passa dalla coerenza del videogioco al’incoerenza di una realtà distorta dove si fatica a trovare un senso agli avvenimenti (ammesso che ci sia). Quelle parti, in cui più ci si addentra nella follia, sono sottolineate da uno stile più alto ed intricato, molto evocativo.</p>
<p style="text-align:justify;">Sparsi per l’opera ci sono molti riferimenti alla letteratura classica (italiana e non) ma anche al cinema ed alla televisione tutti riportati nei credits dell’autore.</p>
<p style="text-align:justify;">Se avete un paio di pomeriggi liberi sono sicuro che troverete interessante questo Principe di persia. Essere impazziti per salvare la Daugther non è necessario… però aiuta.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Axel Raven, <a href="http://liblog.blogdo.net/narrativa/il-principe-di-persia-calvisi/" target="_blank">Liblog</a></p>
Posted in our books Tagged: Angelo Calvisi, follia, il principe di persia, trilogia della follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3399/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3399/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3399/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3399&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/07/il-principe-di-persia-calvisi-liblog/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">chiuso per turno</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Bazomba Potanga</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/06/bazomba-potanga/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/06/bazomba-potanga/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti (e ultimi round)]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3395</guid>
		<description><![CDATA[Una donna mi fa piedino in un bar e non la conosco ancora. Per un attimo sono un bambino piccolo e ci sono Rita ed Emanuela ed Elena che giocano nude su pietre aguzze e cocenti, e la maestra mi chiama alla cattedra e improvvisamente nuda fa vedere solo a me le ferite di guerra, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3395&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Una donna mi fa piedino in un bar e non la conosco ancora. Per un attimo sono un bambino piccolo e ci sono Rita ed Emanuela ed Elena che giocano nude su pietre aguzze e cocenti, e la maestra mi chiama alla cattedra e improvvisamente nuda fa vedere solo a me le ferite di guerra, e poi entra il macellaio col grembiule sporco di sangue e da una parte Paola ha gonfie tette che ti entrano negli occhi e dall&#8217;altra Rosalba con il cazzo appeso tra le gambe. Poi seni grossi, seni grossi, seni piccoli, seni piccoli, seni grossi senza sapere mai che dire, consumando i contorni di Antonella, come se questi atteggiamenti fossero parole, mentre Chiara scriveva sulle lenzuola quando aveva la febbre: lei è nuda pellicana che s&#8217;ingozza il membro in un battibaleno, lo ingoia e non c&#8217;è tempo di trattenere uno schizzo perentorio, in faccia e sulla tappezzeria. Ma non è vero e solo ora si fa sul serio.<span id="more-3395"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Ha diversi anni più di me ed è disposta a farmi uno sconto, ha un bel seno e la pelle liscia, scopre subito che è la prima volta, pago l&#8217;intero. Proporzioni ridotte, riccioli rossastri, studia filosofia, questione di dieci minuti, la pago. Piccola nera, dice che m&#8217;ha visto gironzolare lì intorno, non è mica scema lei, vengo subito, accetta anche assegni, la pago in contante. Nera, bella, dice di fare giochi tra palle e cazzo con la lingua, ma solo se sente odore di pulito e m&#8217;invita a farmi un bidè, mi soddisfa e la pago con piacere. E&#8217; brutta e sta alla porta con una lanterna rossa, mi dice vieni?, e io rispondo che non ho tempo, hai paura?, no, ed entro nella sua stanza con un letto, una stufa e una sedia, facciamo veloce e la pago. E&#8217; straniera, corpulenta, mentre si lava mi sorprendo a scostare le tendine della finestra, lei entra e le dico che c&#8217;è una bella vista, e lei dice che no, che si vede il cimitero, io guardo ancora un po&#8217;, richiudo la tenda e mi cade l&#8217;occhio su un giornale che parla di due coniugi massacrati da un treno, un paginone con tanto di foto, e su quelle foto ci pranza il gatto che nel piattino lì poggiato mangia il suo pesce sminuzzato, l&#8217;ho già pagata. E&#8217; piccola, bionda e parla in modo fastidioso, tiene acceso il televisore a un volume alto, l&#8217;abbassa, ma non lo spegne mentre il suo cagnetto continua ad abbaiare, la pago. Ancora piccola, bionda, mi dice se vengo  dai monti,  prendendomi le scarpe che pesano perchè hanno la boccia d&#8217;acciaio sulla punta, si fa tutto come al solito e mentre è sopra che mi lecca le tette mi chiede se le faccio il regalino, il doppio, con calma e io chiedo di venire due volte e lei dice di no e si altera, chiedo allora che mi morda i capezzoli, dice di no, la pago. Caschetto biondastro, la tocco e mi dice di star fermo con le mani, mi si mette sotto e attende che io la penetri, non lo faccio, si chiede se gli uomini sanno becciare e poi me lo chiede direttamente con violenza, ma sai becciare almeno?, vacillo, lei quasi urlando mi dice cosa vuoi che ti faccia, una sega? e io dico fammi venire con la bocca, no no, non lo faccio mica, mi rimetto le mutande e la pago lo stesso. Non ha tratti caratteristici, mi illustra le prestazioni, anche di dietro se non ce l&#8217;hai grosso ma costa di più, faccio sadomaso anche, una cosa fatta bene e mi mostra tutto l&#8217;armamentario e tu cosa hai già fatto?, mi dice e io solo con materiale casalingo, dico, mollette e simili intendo e lei dice lo vuoi il cazzo, no, perchè io faccio anche quello se vuoi, dico no, e lei dice col sadomaso poi non c&#8217;è la scopata, lo sai?, sì, sì, m&#8217;immagino, e lei dice no, te lo dico perchè qualcuno poi vuole anche quello, no faccio io, e lei cosa dici, allora, ci divertiamo un po&#8217;?, tu che dici, fa freddo eh? sì, ci vorrebbero un po&#8217; di vacanze, una settimana, sì, una ogni mese magari, stai giù, ti ho detto di stare giù, ah, ah, fai ah! baciami i piedi, sei il mio schiavo, di&#8217; sì padrona, vuoi provare con la candela?, di&#8217; sì, sì alla tua padrona, se picchio troppo forte dimmelo, sei il mio schiavo, va bene se picchio qui?, no perchè c&#8217;è chi preferisce anche in faccia, dato che era la prima volta non ho fatto le scosse, ma se vuoi, no dico, posso offrirti qualcosa da bere?, pago anche questa. E&#8217; grossa, capelli lunghi neri, insiste per vedere un filmino mentre ci spogliamo, suda, la pago.  E&#8217; con un accento vagamente francese, parla in continuazione, racconta le sue prodezze, dice che ho le mani fredde, la pago. E&#8217; vecchia, grossa, sta alla finestra con una parrucca bionda, in casa le luci sono basse, mi crede straniero, c&#8217;è una foto del papa nello stanzino dove c&#8217;è il letto, la pago soprattutto per questo. E&#8217; nera di colore, mi ferma per strada, la seguo per un po&#8217;, fino ad un albergo che lascia a desiderare, all&#8217;entrata lascio il documento, m&#8217;invita a entrare nella vagina che mi spalanca davanti, non esito a pagarla.</p>
<p style="text-align:justify;">E solo per non andare oltre, smetto. Invece è piccola, bionda, ubriaca, mi tocca la coscia, mi trova sodo, mi mette la lingua sul collo e guida fino a casa. Si trova quindi in mutandine e io con i pantaloni abbassati sul pavimento della cucina. Si tratta di una pompa. E&#8217; alta, nera, con una erre curiosa, mi fa vedere i gatti e bere un bicchiere di vino, quanto basta per metterci nudi. Ha la carne molto bianca e io l&#8217;arrosso con la cintura, poi la penetro nel culo e perdo sangue. E&#8217; di media statura, bionda, mi piace, apre la bocca in modo strano per bere. Mentre guardiamo la luna prima di addormentarci adopero molto le dita. Nulla di più, sono ancora ferito. E&#8217; piccola e ricciola, nera e umorale, ci mischiamo un po&#8217; di saliva dopo che lei ha fatto pipì davanti alla Questura. E&#8217; alta, enorme, m&#8217;invita a cena e mi ritrae, tendo una mano e si ritrae, tende una mano e gioco un po&#8217; con le sue mammelle. E&#8217; piccola e con un ano troppo stretto per essere praticato anche solo con le dita, fuma ogni volta subito dopo. E&#8217; bella, tendente al rosso, ha un bell&#8217;accento, lecco molto e molto la guardo, ci bagniamo insieme. E&#8217; bionda, una volta le accarezzo la lingua colla lingua e un&#8217;altra le misuro i seni con le mani, non affondiamo neanche un paio di colpi, le teste non ci consentono sviluppi. E&#8217; piccola e con un viso piccolo, ingoia tutto. E&#8217; alta e grossa, le guardo la casa e in una stanza non ancora arredata trovo giusto adeguarci all&#8217;ambiente e restare nudi. Capita tra le mani un frustino da cavallo, lo adoperiamo. E&#8217; nera e tatuata, mi è bellissima, non so dire altro. E&#8217; alta con tanta carne, massiccia, non riesco a spostarla, le bacio la bocca che sa di formaggio per arrivare al grosso seno, invece ci addormentiamo. E&#8217; nera e sincera, finisce tutto appena si vede in uno specchio. E&#8217; nera.</p>
<p style="text-align:justify;">Respirerei e invece mi trovo affondato nella merda della mia testa che mi gira, mi gira questa testa che mi martella a tappeto. Ecco di nuovo la donna che mi fa piedino in un bar. Come ti chiami? Bazomba&#8230; Come? Bazomba, Bazomba Potanga. Bazomba Potanga? Proprio così. Non aspettavo altro, e lì ho naufragato.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Paolo Gentiluomo<br />
(pubblicato sulla rivista “Passaggi”, n.3, 1998)</p>
Posted in racconti (e ultimi round)  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3395/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3395/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3395/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3395&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/06/bazomba-potanga/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>La Letteratura, il web e la compulsione a scrivere*</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/04/la-letteratura-il-web-e-la-compulsione-a-scrivere/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/04/la-letteratura-il-web-e-la-compulsione-a-scrivere/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 21:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[commenti]]></category>
		<category><![CDATA[gilda policastro]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[scritture]]></category>
		<category><![CDATA[siti letterari]]></category>
		<category><![CDATA[web 3.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3390</guid>
		<description><![CDATA[A che cosa somiglia di più, mi chiedo, questo schermo munito di tastiera su cui passo ormai molte ore della mia giornata: al vecchio caro foglio bianco che mi si para davanti quando clicco sull’icona di Word, o a una finestra spalancata sul mondo? A ben vedere, questo attrezzo chiamato personal computer, se non lo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3390&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">A che cosa somiglia di più, mi chiedo, questo schermo munito di tastiera su cui passo ormai molte ore della mia giornata: al vecchio caro foglio bianco che mi si para davanti quando clicco sull’icona di <em>Word</em>, o a una finestra spalancata sul mondo? A ben vedere, questo attrezzo chiamato personal computer, se non lo si mette in  rete ha ben poche differenze rispetto a una normale macchina da scrivere.</p>
<p style="text-align:justify;">Si tratta in pratica di uno strumento “privato”, “personale” per l&#8217;appunto, che improvvisamente può diventare di dominio pubblico, con tutte le complicazioni del caso.<span id="more-3390"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Questo per dire che la scrittura sul web – soprattutto quando si parla di quei blog e di quei siti che si aprono ai commenti – è prima di tutto <em>performativa</em>, legata cioè al contesto in cui si sviluppa e ai tempi di reazione dei contendenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Come nota giustamente Gilda Policastro nel suo articolo, in questo senso viene meno quella “distanza critica” che caratterizza ad esempio il dialogo/confronto tra due o più riviste (che alcuni dei siti letterari più importanti in certi casi continuano a fare). Da questo punto di vista internet sembrerebbe quindi abolire quello spazio della <em>riflessione</em> che è di dominio della critica, sacrificandolo alla necessità di tallonare da vicino il proprio argomento, che spesso e volentieri finisce con il trasformarsi (e non sempre suo malgrado) in un grande spot promozionale a favore di questa o di quell’altra parrocchia. Eppure, se da una parte questo discorso mi sembra valere per un genere come la recensione – sempre più spesso relegata al compito di decorare l’informazione (e non vale solo per internet) – direi che la questione dei “commentari” non si può liquidare semplicemente paragonando la discussione a un’arena dove si battono i “tori della tastiera”, anche perché non mancano, come in ogni corrida che si rispetti, i toreri con il loro seguito di <em>picadores</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Propongo allora di non prendere il toro per le corna e di considerare la questione da un altro punto di vista: forse che il problema è legato solo all’ambito dei “blog o siti letterari”?</p>
<p style="text-align:justify;">Quella dei cosiddetti disturbatori è una categoria trasversale, che costituisce una delle componenti del web, ma che evidentemente da più fastidio quando si esibisce in certe arene anziché in altre (motivo per cui alcune di queste vengono chiuse ai commenti). Ecco perché eviterei di usare una categoria quale la Letteratura e mi concentrerei piuttosto sulle <em>scritture</em>, che è lo stesso motivo che mi porterebbe a sostituire l’arena con la palestra, dove la definizione di “agonismo muscolare” perderebbe un po’ di quella violenza di cui si nutre invece ogni corrida che si rispetti. Il web come palestra di scrittura, e dunque come scrittura <em>performativa</em>, lo trovo un buon punto di partenza per una serie di motivi: innanzitutto perché il <em>personal trainer</em> ha modo di disciplinare l’ambiente avendo al tempo stesso la possibilità di allenarsi (molto spesso è qualcuno che quella stessa palestra l’ha in passato frequentata come tesserato), ma senza sentirsi in diritto d’infilzare chi vuol fare di testa sua con gli attrezzi, perché è sufficiente stirarsi un muscolo per capire come regolarsi la volta seguente (leggasi autoregolamentazione). Certo, un po’ come avviene con l&#8217;insistenza nel curare il proprio corpo, anche quella della scrittura in internet sembra essere per certi aspetti una pratica compulsiva, una fissazione che si rafforza con il protrarsi dell&#8217;allenamento, e questo è il motivo per cui mi annovero tra i fautori del cosiddetto web 3.0, dove si rende auspicabile un dialogo effettivo tra la rete e il suo esterno, perché, se proprio devo dirla tutta, a me pare che la scrittura in rete sia più vicina all’oralità che alla scrittura vera e propria. Un’oralità che certamente risente di certi modelli, come quelli del talk show televisivo, dove si fa a chi urla di più, ma non sarà perché forse è la stessa critica ad alzare la voce per farsi sentire, come quando finisce puntualmente a scornarsi sulla questione dei premi letterari, tanto per fare un esempio?</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco che allora sembra non esserci poi tutta questa differenza fra internet e il resto, se non, giustamente, per una questione di maggior visibilità a minor costo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma è tutta qui la prerogativa del web?</p>
<p style="text-align:justify;">Il fatto è che molto spesso i blog o i siti letterari (dai più piccoli ai più grandi e importanti) sono ben poco pluralisti, poiché per pubblicare si devono avere i contatti giusti, essere un minimo conosciuti, come d&#8217;altronde è sempre accaduto per le riviste cartacee e per quanto concerne qualsiasi attività che sia gestita da una redazione (anche se, come ricorda Carla Benedetti nel suo pezzo, c&#8217;è sempre la possibilità di pubblicare una risposta ben articolata). Ora, la rivoluzione del web sembrava proprio consistere nello scavalcamento di questa sorta di barriera, in una libertà pressoché assoluta che si sta però dimostrando di difficile gestione, poiché questa voglia di letteratura (e non solo, ma atteniamoci al nostro caso) si quantifica in un&#8217;appendice di commenti come unico spazio disponibile al confronto, e dove effettivamente assistiamo troppo spesso a diatribe personali che deviano ben presto l&#8217;attenzione dall&#8217;articolo di partenza. Ché poi, a dire il vero, più che di disturbatori (che sono una minoranza) si dovrebbe parlare semmai di affezionati, di blogger (o semplici utenti) che seguono tutte le discussioni e si accalorano nel difendere quello o attaccare quell’altro, mimando quelle stesse dinamiche che si ritrovano in una riunione di condominio o in un’assemblea popolare (sì, è vero, sul web c’è il nick name dietro cui nascondersi, ma io di alcuni dei miei condomini non è che ne sappia poi molto di più). Con questo non voglio affatto mettermi a difendere chi usa lo spazio dei commenti per offendere o attaccare gratuitamente questo o quell&#8217;altra, ma solo precisare che forse certi contenuti e certi modi di veicolarli possono attrarre più facilmente di altri interventi del genere (che naturalmente ogni sito o blog ha la libertà di scegliere come meglio regolamentare).</p>
<p style="text-align:justify;">Cominciamo allora a chiederci da dove viene tutta questa necessità di parlare di Letteratura, soprattutto in un paese dove secondo alcuni sarebbero di più gli scrittori dei lettori.</p>
<p style="text-align:justify;">Forse che questa compulsione a scrivere potrebbe essere incanalata in esperimenti di scrittura collettiva (e già ce ne sono, cito su tutti il <a href="http://www.scritturacollettiva.org/" target="_blank">SIC</a>), alla quale il web si presta per sua natura, e che magari metterebbe anche un freno alla sovrapproduzione di libri e libricini che esiste in Italia? I “tori da tastiera” potrebbero così trasformarsi nelle lepri dietro cui correr coi cani, e chissà, magari a forza di dar loro la caccia si finirebbe pure con lo stanare delle storie interessanti – ma in fondo lo diventano anche certe polemiche, arricchite da personaggi che per quanto ne so potrebbero essere del tutto inventati, e che pure finiscono con l&#8217;appassionarmi nel loro carteggio allo stesso modo di un feuilleton o di una telenovela ben articolata.</p>
<p style="text-align:justify;">Ché poi, a pensarci bene, siamo proprio sicuri che questi siti non sentirebbero la mancanza dei tori scatenati con cui scaldare il pubblico dell&#8217;arena?</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Simone Ghelli</p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>* Questo pezzo nasce a margine di un dibattito iniziato da un articolo di Gilda Policastro, intitolato <a href="http://vibrisse.wordpress.com/2009/10/29/viaggio-tra-le-gazzette-dellera-di-internet/" target="_blank">Viaggio tra le gazzette dell’era di internet</a> e proseguito con le risposte di <a href="http://www.ilprimoamore.com/testo_1603.html" target="_blank">Carla Benedetti </a> e del blog “<a href="http://sulromanzo.blogspot.com/2009/11/gilda-policastro-carla-benedetti-romano.html" target="_blank">Sul Romanzo”</a>.</em></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: blog, commenti, gilda policastro, internet, scritture, siti letterari, web 3.0 <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3390/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3390/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3390/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3390/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3390/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3390/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3390/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3390/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3390/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3390/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3390&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/04/la-letteratura-il-web-e-la-compulsione-a-scrivere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>sabato, la cité, 18:30</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/04/sabato-la-cite-1830/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/04/sabato-la-cite-1830/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 09:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[7 novembre]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Calvisi]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Il geometra sbagliato]]></category>
		<category><![CDATA[il principe di persia]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo nacci]]></category>
		<category><![CDATA[la cité]]></category>
		<category><![CDATA[maledizione del sommo poeta]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[sabato]]></category>
		<category><![CDATA[trilogia sulla follia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3379</guid>
		<description><![CDATA[
firenze &#62; borgo san frediani 20-r &#62; la cité libreria
*
Il Principe di Persia
di Angelo Cavisi

*
Discuteranno di questo e di tutta la trilogia sulla follia
(Il Geometra sbagliato, Maledizione del sommo poeta e Il Principe di Persia):
-
&#62;&#62; Angelo Calvisi (autore)
&#62;&#62; Jacopo Nacci (scrittore)


[SABATO7novembre18:30LACITE BorgoSanFrediani20-rFIRENZE]

Posted in (p)Recensioni &#38; vanità Tagged: 7 novembre, Angelo Calvisi, firenze, Il geometra sbagliato, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3379&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><strong>firenze</strong> <strong>&gt;</strong> borgo san frediani 20-r <strong>&gt;</strong> <strong>la cité libreria</strong></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#000080;"><strong>*</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><em>Il Principe di Persia</em></a><br />
</strong>di<strong> <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank">Angelo Cavisi</a></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-3380" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog.jpg?w=180&#038;h=258" alt="chiuso per turno" width="180" height="258" /><span id="more-3379"></span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#ff6600;">*</span></strong></p>
<p style="text-align:center;">Discuteranno di questo e di tutta la<a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/05/22/trilogia-sulla-follia-con-le-parole-del-suo-proprio-autore/" target="_blank"><strong> trilogia sulla follia</strong></a><br />
(<em><span style="color:#000080;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank">Il Geometra sbagliato</a></span>, <span style="color:#ff6600;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank">Maledizione del sommo poeta</a></span> e <span style="color:#ff6600;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank">Il Principe di Persia</a></span></em>):</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="text-align:left;"><strong>&gt;&gt; Angelo Calvisi </strong>(autore)<br />
<strong>&gt;&gt; Jacopo Nacci </strong>(scrittore)</p>
<p style="text-align:center;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align:right;">[SABATO7novembre18:30LACITE BorgoSanFrediani20-rFIRENZE]</p>
<p style="text-align:center;">
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: 7 novembre, Angelo Calvisi, firenze, Il geometra sbagliato, il principe di persia, jacopo nacci, la cité, maledizione del sommo poeta, presentazione, sabato, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3379/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3379&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/04/sabato-la-cite-1830/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/principe-di-persia-blog.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">chiuso per turno</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>quello che manca &#8211; [se manca]</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/02/quello-che-manca/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/02/quello-che-manca/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 18:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[34 anni]]></category>
		<category><![CDATA[importante]]></category>
		<category><![CDATA[indice]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[necessario]]></category>
		<category><![CDATA[saggistica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3358</guid>
		<description><![CDATA[Indice dei libri importanti usciti negli ultimi 34 anni
(da stilare con i lettori, in Rete)
2 nov 1975 &#8211; 2 nov 2009

importante agg. Che è opportuno o necessario tenere in considerazione, spec. per quanto ne può derivare.
importanza s.f. Possibilità o capacità di influire sull&#8217;equilibrio o sullo svolgimento delle persone o degli ambienti.
[Devoto-Oli, 1967].
.


34 anni dalla morte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3358&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><span style="color:#800000;"><strong>Indice dei libri <em>importanti</em> usciti negli ultimi 34 anni<br />
(da stilare con i lettori, in Rete)</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong>2 nov 1975 &#8211; 2 nov 2009</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>importante</em></strong> agg. Che è opportuno o necessario tenere in considerazione, spec. per quanto ne può derivare.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>importanza</em></strong> s.f. Possibilità o capacità di influire sull&#8217;equilibrio o sullo svolgimento delle persone o degli ambienti.</p>
<p style="text-align:right;">[Devoto-Oli, 1967]<span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#ffffff;">.<br />
</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">34 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. <span id="more-3358"></span>Quali e quanti sono i libri prodotti dal nostro Paese, in questi 34 anni, che si possono definire importanti? Quali i libri dei quali non avremmo potuto fare a meno? Quali quelli che hanno influito sull&#8217;equilibrio del nostro mondo?</p>
<p style="text-align:justify;">Quali &#8211; seguendo l&#8217;etimo (<em>in-</em> e <em>portare</em> = stabilire quali cose non esistono nel proprio Paese, e introdurle, portarle dentro) -   quelli che dovremmo portarci a casa, se dovessimo portare a casa solo ciò che a casa non c&#8217;è, manca?</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>[ciascuno è libero di indicare il numero di titoli che vuole, sia di narrativa che di saggistica, non ci sono altri vincoli oltre a quello temporale: devono essere usciti dopo il 2 novembre 1975]</em></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: 34 anni, importante, indice, Italia, letteratura, libri, narrativa, necessario, saggistica <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3358/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3358/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3358/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3358&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/02/quello-che-manca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>77</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>I giardinetti della mente</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/02/i-giardinetti-della-mente/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/02/i-giardinetti-della-mente/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 23:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[провокация]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[fondamentalismo]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
		<category><![CDATA[mac vs windows]]></category>
		<category><![CDATA[windows]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3350</guid>
		<description><![CDATA[
Tra le guerre fondamentaliste emerse nell&#8217;ultima decade non c&#8217;è solo quella cultural-religiosa; altre forze minacciose si disponevano in campo sul finire di quegli anni &#8216;90. Sinistramente somigliante alla parabola berlusconiana, il ritorno di Jobs nel reame di Cupertino segnava infatti la spettacolare trasformazione di una crisi profonda nella genesi di un impero, lasciando in eredità [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3350&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3353" title="prpvo6" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/prpvo62.gif?w=300&#038;h=100" alt="prpvo6" width="300" height="100" /><br />
Tra le guerre fondamentaliste emerse nell&#8217;ultima decade non c&#8217;è solo quella cultural-religiosa; altre forze minacciose si disponevano in campo sul finire di quegli anni &#8216;90. Sinistramente somigliante alla parabola berlusconiana, il ritorno di Jobs nel reame di Cupertino segnava infatti la spettacolare trasformazione di una crisi profonda nella genesi di un impero, lasciando in eredità a noi, gente di fine decennio, la perniciosa mole di suoi discepoli: i fondamentalisti Mac. <span id="more-3350"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Quanto segue non vuole essere un compendio del conflitto finora vissuto, il cui sviluppo è ampiamente noto a tutti. Dal <em>think different</em> alla mistica categoria degli <em>switcher</em>, dalla controcultura al consolidamento dell&#8217;identità, dalla fase offensiva fino al cultismo dei <em>keynote speech</em>. Dal primo Imac alla svolta Ipod, fino alla maturazione di Mac OS X, all&#8217;Iphone e agli scenari attuali (<a href="http://www.apple.com/pr/library/2009/10/19results.html" target="_blank">affari a gonfie vele</a>, <a href="http://www.notebooks.com/2008/11/18/apple_store/" target="_blank">family feeling&amp;accoglienza</a> dominanti). In mezzo le micidiali schermaglie, caduti da una parte e dall&#8217;altra, io sono un mac, io sono un pc, no IO sono un pc, ehi ma siamo ENTRAMBI pc, aspetta ma allora COSA siamo?</p>
<p style="text-align:justify;">E dunque, io possiedo un pc. O meglio, sono un utente Windows. E non ho mai posseduto un Mac (nonostante sia il primo computer che ho usato, da bambino). Questo mi rende forse un fiero combattente di trincea impegnato a salvare il mondo dalla minaccia degli evangelisti della mela? No. Perché la mia cartolina di esenzione dalla leva è sempre stata un&#8217;acuta (eppur cronica) forma di buon senso.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi diverto quindi a discutere in allegria con i crociati dell&#8217;uno e dell&#8217;altro schieramento. I legionari di Jobs in particolare, nel loro snobismo così <em>cool</em>, reagiscono di solito molto male a una semplice immagine che pure fotografa perfettamente la situazione. Tale allegoria dipinge il mondo Apple come un curatissimo giardino, armonico e bilanciato nelle sue parti ma &#8211; ahimè &#8211; di limitata metratura. Viceversa, il selvaggio mondo PC diventa un parco sterminato e sregolato, che offre tante opportunità quante poche ne sfrutta.</p>
<p style="text-align:justify;">Le obiezioni del devoto interlocutore a questo punto sono due, che in realtà è una sola declinata sui due fronti: sul mio Mac non ho mai avvertito i confini di questo giardinetto; e cosa avrebbe poi di tanto libero il mondo di Windows? <em>Cos&#8217;è che tu fai che io non posso fare? </em></p>
<p style="text-align:justify;">La risposta è complessa e assume contorni quasi filosofici. Rimanda all&#8217;orientamento del mercato nella sua fase post-pionieristica, coinvolge il futuro dell&#8217;informatica in quell&#8217;età che la porterà alla maturazione, e contrappone alla logica dell&#8217;accumulazione e dell&#8217;estensione &#8211; libera ma anarchica &#8211; una sorta di ripiegamento verso la costrizione benevola. Perché questo decennio che si avvia a conclusione è stato anche il decennio in cui la traiettoria di diffusione del mezzo computer nelle coscienze ha toccato il suo picco: d&#8217;improvviso c&#8217;è spazio (e domanda) per ripercorrere il tragitto compiuto e offrire alternative di fruizione. La filosofia Mac è in questo molto simile all&#8217;altro grande agente che ha montato l&#8217;assedio ai bastioni PC, la diffusione in ambito videoludico delle console. Esse offrono &#8211; notoriamente &#8211; la semplificazione e la libertà dagli assurdi vincoli informatici; come il Mac, offrono semplicità tramite l&#8217;erosione degli estremi e la concentrazione sulla linea mediana, appiattendo le diversità. Entrambi, come del resto fa la politica, richiedono che l&#8217;aspirante accentratore abbia la muscolarità che gli permetta un&#8217;operazione del genere, proponendo dunque un sistema ontologicamente guidato. Recintare l&#8217;area mediana per impedire che l&#8217;entropia ridistribuisca gli elementi verso gli estremi dello spettro.</p>
<p style="text-align:justify;">Si creano così i vari giardinetti, straordinarie componenti trasversali all&#8217;animo umano. Politica, religione, capitalismo, potere, computer &#8211; stesso modello evolutivo. Espansione sregolata che apre nuove possibilità (<em>endure &#8211; bottom up</em>) e successivo impulso gerarchico-semplificatore di controllo e rilassamento (<em>enforce &#8211; top down</em>). In molti casi questo processo non è negativo, soprattutto perché naturale. Apple, mettendo da parte per un momento la dimensione di marketing e percezione pubblica, sistema i paletti intorno all&#8217;esperienza informatica e invita chiunque a entrare nel lotto, in un mondo fatato simile a un Truman Show dove il vicino ti saluta sorridente ogni mattina. Confidano, e fanno bene, che una volta assorbito nella <em>Apple philosophy</em> al malcapitato non venga in mente di andare in barca fino ai limiti del creato e sbattere contro il cielo di plastica che lo circonda.</p>
<p style="text-align:justify;">La disputa PC/Mac vive dunque della sua asimmetricità, la quale richiede una certa cura analitica per non essere immediatamente traslata sull&#8217;asimmetria di valore. Un esempio sottovalutato: i pro-Mac, ansiosi di mettere a fuoco l&#8217;avversario, falliscono nella loro proiezione dell&#8217;Altro, che essendo fatto di estremi (bassi e alti) non può essere rapportato all&#8217;Io unitario di Apple (considerano cioè l&#8217;utente PC &#8220;basso&#8221; un <em>benchmark</em> della loro superiorità &#8211; errore superficiale quanto quello degli utenti PC &#8220;pro&#8221; che si comportano nello stesso modo verso la medietà Mac).</p>
<p style="text-align:justify;">Quali sono insomma le costrizioni di Apple? Il regime economico, il controllo sui programmi, l&#8217;invasività, la scarsa flessibilità. Tutte cose che il Vangelo di Job(s) insegna a rovesciare: <em>premium</em> dovuto per la qualità, assicurazione di compatibilità, semplificazione della vita dell&#8217;utente, apprezzamento di una filosofia già perfetta.</p>
<p style="text-align:justify;">Si tratta, ripeto, di una ragionevolissima alternativa, ed è giusto, nel gioco delle parti, che gli adepti compatiscano quel parco disastrato che si scorge in lontananza: scomodo, poco chiaro, ridondante, frammentato, articolato su una blanda area centrale &#8211; Windows &#8211; che non riesce a farsi egemonica sulla natura circostante fatta di pungenti rovi <em>open source</em> e aree inesplorate.</p>
<p style="text-align:justify;">Alcune delle storie che circolano nell&#8217;ameno giardinetto sono pura mitologia auto-conservativa, utile anch&#8217;essa a compattare la narrazione collettiva e il senso di appartenenza (i tanti cupertiniani ancora disposti a sostenere che su Mac non ci sono virus perché è più sicuro). Altre sono un muro incontestabile che fa risplendere le funzionalità del giardino (eppure quanti utenti Windows non vogliono arrendersi alla supremazia di Apple per certi ambiti professionali?).</p>
<p style="text-align:justify;">Certi temerari tentano l&#8217;affondo giocando la carta di Boot Camp (o Parallels), che secondo loro chiuderebbe la partita portando capra e cavoli all&#8217;ombra della mela; ma l&#8217;argomentazione segna in fuorigioco, perché esula dalla contrapposizione filosofica &#8211; oltre a porre l&#8217;accento sull&#8217;unico vero prodotto Mac, il suo sistema operativo (l&#8217;ottimo Snow Leopard, nonostante un  <a href="http://news.bbc.co.uk/1/hi/8304229.stm" target="_blank">bug serio</a>, è già installato su un quinto delle macchine in giro per il mondo, e si appresta a fronteggiare il primo concorrente serio dal 2001, Windows 7). Giocare alla natura selvaggia direttamente dal proprio giardino installando Windows si può, ed è un&#8217;ottima soluzione, ma lo è esclusivamente in termini pratici. Senza contare che, grazie alla convergenza hardware, diventerà sempre più semplice fare il contrario e installare OS X su PC. Sono casi estranei alla discussione identitaria principale.</p>
<p style="text-align:justify;">Il provocatore errante si ritrova dunque, come in un dipinto di Friedrich, a osservare scenari naturali contrapposti, incerto sul da farsi. Facile provocare l&#8217;uno o l&#8217;altro contendente, lo fanno già tutti. Facile anche essere ragionevoli ma ogni tanto <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/sep/28/charlie-brooker-microsoft-mac-windows" target="_blank">sbottare</a>, come in tutte le questioni che diventano di principio.</p>
<p style="text-align:justify;">Meglio quindi continuare a dedicarsi alla provocazione bipartisan, ora l&#8217;uno, ora l&#8217;altro, titillando le rispettive debolezze. Di chi un tempo faceva l&#8217;<em>outsider</em> contro le credenze comuni e poi è diventato pastore ortodosso di un pensiero unitario, e di chi è condannato all&#8217;essere calderone enorme, maggioritario eppure vulnerabile, tragica vittima della sua multiculturalità.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Verloc</p>
Posted in провокация Tagged: computer, fondamentalismo, informatica, mac, mac vs windows, windows <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3350/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3350/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3350/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3350/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3350/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3350/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3350/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3350/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3350/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3350/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3350&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/02/i-giardinetti-della-mente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/11/prpvo62.gif?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">prpvo6</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Buying Stock</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/01/buying-stock/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/01/buying-stock/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 08:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[1993]]></category>
		<category><![CDATA[Buying Stock]]></category>
		<category><![CDATA[Denise Duhamel]]></category>
		<category><![CDATA[preservativo]]></category>
		<category><![CDATA[Smile!]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3329</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;&#8230;The use of condoms offers substantial protection, but does not guarantee total protection and that while there is no evidence that deep kissing has resulted in transfer of the virus, no one can say that such transmission would be absolutely impossible.&#8221; &#8212; The Surgeon General, 1987
I know you won&#8217;t mind if I ask you to [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3329&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="padding-left:60px;text-align:justify;">&#8220;&#8230;The use of condoms offers <em>substantial</em> protection, but does not guarantee <em>total</em> protection and that while there is no evidence that deep kissing has resulted in transfer of the virus, no one can say that such transmission would be absolutely impossible.&#8221; &#8212; <em>The Surgeon General</em>, 1987</p>
<p>I know you won&#8217;t mind if I ask you to put this on.<br />
It&#8217;s for your protection as well as mine&#8211;Wait.<br />
Wait.  Here, before we rush into anything<span id="more-3329"></span><br />
I&#8217;ve bought a condom for each one of your fingers. And here&#8211;<br />
just a minute&#8211;Open up.<br />
I&#8217;ll help you put this one on, over your tongue.<br />
I was thinking:<br />
If we leave these two rolled, you can wear them<br />
as patches over your eyes. Partners have been known to cry,<br />
shed tears, bodily fluids, at all this trust, at even the thought<br />
of this closeness.</p>
<p style="text-align:right;">Denise Duhamel, <em>Smile!</em>, 1993</p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:justify;">&gt;&gt; [ <em>Comprare Azioni</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;padding-left:60px;">“…L’uso del preservativo offre una protezione <em>considerevole</em>, ma non garantisce una protezione <em>totale</em> e mentre non ci sono prove che il bacio profondo abbia condotto alla trasmissione del virus, nessuno può affermare che questa trasmissione sia assolutamente impossibile.” -- <em>The Surgeon General</em>, 1987</p>
<p style="text-align:justify;">So che non ti dispiacerebbe se ti chiedessi di metterti questo.<br />
È per la tua protezione, come per la mia—Aspetta.<br />
Aspetta. Ecco, prima di buttarci in qualsiasi cosa<br />
ho comprato un preservativo per ciascuna delle tue dita. Anche qui—<br />
solo un minto—Apri.<br />
Ti aiuto a mettere questo, sulla lingua.<br />
Stavo pensando:<br />
Se lasciamo questi due arrotolati, li puoi indossare<br />
come bende sugli occhi. È risaputo che i partner piangono,<br />
versano lacrime, fluidi corporei, di fronte a tutta questa fiducia, anche solo al pensiero<br />
di questa vicinanza.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;"><em>trad. it. Cecialia Piantanida</em> ]</p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="text-align:center;">NOTE</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>Stock</em></strong>: ‘Stock’ ha diverse valenze in inglese: non solo quello di “azioni in borsa”, ma anche quello di “scorta”, e “stirpe”.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Denise Duhamel</strong>. Nata in Rhode Island nel 1961. Ha conseguito una laurea e un Master in scrittura creativa al Sarah Lawrence College. È l’autrice di numerose sillogi di poesia, tra cui <em>Ka-Ching!</em> (1009), <em>Two and Two</em> (2005), e <em>Mille et un sentiments</em> (2005). Duhamel ha inoltre pubblicato: <em>Queen for a Day: Selected and New Poems</em> (2001), <em>The Star-Spangled Banner</em>, vincitore del Crab Orchard Poetry Prize (1999); <em>Kinky</em> (1997); <em>Girl Soldier</em> (1996); e <em>How the Sky Fell </em>(1996). La sua poesia è caratterizzata da uno stile semplice ed umoristico e fonde riferimenti alla cultura pop con una pungente critica socio-culturale del presente. Le tematiche, sviluppate sia in verso libero che in varie complesse forme chiuse, includono sesso, discussioni sulla definizione di genere e politica corrente. Ad oggi Duhamel insegna scrittura creativa e letteratura all’Università Internazionale della Florida.</p>
Posted in poesia Tagged: 1993, Buying Stock, Denise Duhamel, poesia, preservativo, Smile! <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3329/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3329/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3329/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3329&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/11/01/buying-stock/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Chiuso per turno &#8211; finzioni</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/30/chiuso-per-turno-finzioni/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/30/chiuso-per-turno-finzioni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 22:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[our books]]></category>
		<category><![CDATA[chiuso per turno]]></category>
		<category><![CDATA[il mangione]]></category>
		<category><![CDATA[massimo zanettini]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo Bricoli]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[parma]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[round robin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3322</guid>
		<description><![CDATA[I libri pubblicati da Round Robin, neonata casa editrice romana, sono belli da vedere e da toccare. Vediamo un po’ come se la cavano con i contenuti.
Mi sono trovato a leggere Chiuso per turno di Massimo Zanettini, giovane consulente informatico parmigiano che qui si cimenta con il suo primo romanzo. Che sia parmigiano lo capiamo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3322&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3323" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/chiuso-per-turno-blog.jpg?w=162&#038;h=231" alt="chiuso per turno" width="162" height="231" />I libri pubblicati da <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/index.aspx" target="_blank">Round Robin</a>, neonata casa editrice romana, sono belli da vedere e da toccare. Vediamo un po’ come se la cavano con i contenuti.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono trovato a leggere <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731063" target="_blank"><strong>Chiuso per turno</strong></a> di Massimo Zanettini, giovane consulente informatico parmigiano che qui si cimenta con il suo primo romanzo. <span id="more-3322"></span>Che sia parmigiano lo capiamo piuttosto bene: storia ambientata a Parma con un protagonista che ama Parma e che con tutto quello che gli capita non smette mai di pensare e di riferirsi a Parma.</p>
<p style="text-align:justify;">Michelangelo gestisce un ristorante, è figlio di un cuoco e la sua famiglia è dedita alla ristorazione da generazioni. Manco a dirlo è un ciccione e la sua più grande paura è la frugalità. Ma, se tutti ci immaginiamo i ristoratori ciccioni come degli omaccioni bonaccioni e gioviali, amici di tutti, dei grossi orsi dal cuore d’oro, Michelangelo non è niente di tutto ciò. È fondamentalmente una persona sola. La sua bulimia alimentare cozza nettamente con la sua anoressia emotiva.</p>
<p style="text-align:justify;">La sua vita è scandita dai silenzi e le cose non dette. Incomunicabilità con il padre che muore lasciando un vuoto nella sua vita. Incomunicabilità con la madre che muore lasciando un vuoto nella sua vita. Incomunicabilità con la fidanzata Renata di cui non conosce i desideri più profondi, e che poi muore, manco a dirlo, lasciando un vuoto nella sua vita. Incomunicabilità che vuole essere scavalcata con un viaggio a Zanzibar consigliatogli da nientepopodimenoché&#8230; Sandokan! Roba da non crederci, ma sì, è proprio lui, la tigre di Mompracem, che si rivela essere una delle trovate meglio riuscite del romanzo, insieme a certi spunti d’ironia cui è impossibile sottrarre una risata. Fatto sta che, una volta in Africa, Michelangelo resta bloccato per cinque giorni in un villaggio sperduto nel bel mezzo del nulla. Paradossalmente le uniche persone con cui riesce ad entrare in contatto sono proprio gli indigeni di questo villaggio a migliaia di chilometri di distanza dalla sua cara vecchia Parma. Ma presto dovrà tornare a casa e non vi farà più ritorno.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco il punto. Questo è un romanzo che non porta da nessuna parte (se non a Parma). Ma forse è proprio lì che vuole arrivare; non a Parma, intendo, ma da nessuna parte. Ci sono una tensione e una speranza di fondo che non vengono mai soddisfatte, e così devono rimanere.</p>
<p style="text-align:justify;">Come quando sei con la tua ragazza, o con i tuoi amici, e senti parlare di un ristorante dalle parti di Parma dove cucinano da Dio, specialità anolini in brodo, e tu è da settimane che hai una voglia inspiegabile di anolini col brodo, perciò decidi all’istante di partire. Sali in macchina, è da pazzi, così senza organizzare nulla, ma prendi parti vai, guidi per ore e poi arrivi. Il ristorante è chiuso. Salta tutto, la tua giornata è rovinata. Potresti cercarne un altro aperto, ma non ne vale la pena, ti eri già costruito un castello di aspettative che certamente verrebbe disatteso. Non sarebbe la stessa cosa. Puoi tornare a casa, ma dopo tutto quello che hai fatto per arrivare fino a lì ti farebbe incazzare ancora di più. Allora stai dritto in piedi di fronte al ristorante ad osservare quel cartello che laconicamente sancisce la fine di tutto: “Chiuso per turno”. Potresti stare lì per ore ad osservarlo e immaginare come sarebbe stato quel bel piatto di anolini. E allora stai lì a fissarlo senza pensare a niente, tanto è andato tutto a puttane e tu non hai mica fretta.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Michele Marcon,<a href="http://www.finzionimagazine.it/pdf/finzioni5.pdf" target="_blank"> <em>finzioni</em> (pag. 15)</a></p>
Posted in our books Tagged: chiuso per turno, il mangione, massimo zanettini, Michelangelo Bricoli, narrativa, parma, romanzo, round robin <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3322/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3322/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3322/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3322&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/30/chiuso-per-turno-finzioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/chiuso-per-turno-blog.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">chiuso per turno</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>credits</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/30/credits/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/30/credits/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[our books]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Calvisi]]></category>
		<category><![CDATA[credits]]></category>
		<category><![CDATA[Il geometra sbagliato]]></category>
		<category><![CDATA[il principe di persia]]></category>
		<category><![CDATA[maledizione del sommo poeta]]></category>
		<category><![CDATA[trilogia sulla follia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3318</guid>
		<description><![CDATA[Il Principe di Persia, personaggio creato da Jordan Mechner, è il celebre protagonista di una serie di videogiochi, e alle situazioni narrate nei vari titoli della collana si è ovviamente attinto a piene mani. Per la struttura circolare del racconto si citi almeno Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, il western di Sydney Pollack [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3318&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><strong>Il Principe di Persia</strong></a>, personaggio creato da Jordan Mechner, è il celebre protagonista di una serie di videogiochi, e alle situazioni narrate nei vari titoli della collana si è ovviamente attinto a piene mani. Per la struttura circolare del racconto si citi almeno <em>Corvo Rosso non avrai il mio scalpo</em>, il <em>western</em> di Sydney Pollack con Robert Redford. I “serti di vittoria” (alla fine dell’intro) sono una citazione tratta dal monologo iniziale del <em>Riccardo III</em> di Shakespeare. La locuzione “lugubre idiota” (che nel capitolo i. è declinata al plurale) è contenuta in una pagina di Dostoijesvski che non ho più trovato. <span id="more-3318"></span>Nella descrizione del primo naufragio (capitolo ii.), molte citazioni tratte da una situazione analoga raccontata nelle <em>Mille e una notte.</em> Il macigno di forma sferica che appare subito dopo l’ingresso del Principe nella grotta (capitolo iii.) appartiene alla stessa famiglia di quello che rotola dietro a Indiana Jones ne<em> I predatori dell’arca perduta</em>. Lo stesso Indiana Jones è chiaramente rappresentato nella figura del capo degli scheletri (capitolo iv.), il quale è vestito come l’eroe di Spielberg ed è, come lui, armato di una frusta. Il nome del personaggio che il Principe incontra nelle grotte (Walsh, che appare la prima volta nel capitolo iii.), è omaggio a uno dei <em>Goonies</em>, che più avanti (nella scena dell’organo fatto di ossa, capitolo vii.) saranno citati in maniera esplicita. Il tugurio e le lastre d’ardesia dove si legge per la prima volta il nome di Jordan Mechner, e che appaiono nel capitolo v., vogliono riferirsi ai programmi televisivi <em>Grande Fratello</em> e <em>Isola dei Famosi</em>. Il sogno di Clarence (ancora dal <em>Riccardo III</em> shakespiriano) è ricordato nella descrizione dei tesori presenti nella grotta (capitolo vii.). Il Secondo livello (capitolo viii.) si apre con una citazione da <em>Romeo e Giulietta</em> (l’”agata sull’indice di un assessore” è l’immagine con cui comincia il celebre discorso di Mercuzio del Primo Atto), mentre poco più avanti, la frase del “sole che scivola al di là delle dune” per andare a “violentare altre notti” si deve a Fabrizio De Andrè (<em>Il testamento di Tito</em>, nell&#8217;album <em>La buona novella</em>). Il sindaco dell’oasi (capitolo viii.) vuole ricordare, nell’aspetto e nel vestiario, il Grillo Parlante del Pinocchio disneyano. “Non mi somiglia per niente”: lo dice il Principe nel capitolo viii., quando vede per la prima volta il ritratto di Jordan Mechner (e allo stesso proposito lo dirà anche nel capitolo xxiii.); è una citazione del film di Benigni <em>Johnny Stecchino</em>. Geeva, il grillo che fa amicizia con il Principe nel medesimo capitolo viii., ricorda, nel nome, Eta Beta, l’extraterrestre compagno di Topolino in tante avventure tecnologiche, che negli Stati Uniti si chiama Eega Beeva. L’incipit del capitolo ix. è un maldestro calco dantesco (“Or sen va per un secreto calle / tra ’l muro de la terra e li martiri, / lo mio maestro, e io dopo le spalle”: Inf. X, 3). Nello stesso capitolo, l’apparizione dello stemma con il coniglio bianco cita il film <em>Matrix</em>. La neve che porta la morte, nel capitolo ix., è un omaggio alla saga dell’<em>Eternauta</em>, il fumetto di Oesterheld/Lopez, che si apre proprio con una nevicata radioattiva. L’ultima citazione del capitolo ix. è nelle righe conclusive, quando si allude chiaramente al finale del film <em>Il pianeta delle scimmie</em>. Gli “altari d’oro” (di Tesippo: capitolo x.) li ho trovati da qualche parte in Marquez. Sempre nel capitolo x., il Principe precipita in una buca piena di serpenti. Lo stesso accade a Indiana Jones (ancora!) nel primo capitolo della saga cinematografica. Inoltre anche il Principe, come il celebre Indy, odia i serpenti. Il ragazzino che sembra il fratello minore del protagonista, e che nel capitolo x. viene decapitato per non aver saputo rispondere a un indovinello, è il Principe di Persia presente in <em>Turandot</em>, l’opera pucciniana. Un’arena simile a quella descritta nel capitolo x. (quando il Principe viene ucciso dagli scimmioni), si vede in <em>Odissea Americana</em>, albo a fumetti della collana dedicata a Zagor, personaggio pubblicato e creato (con il <em>nom de plume</em> di Guido Nolitta) da Sergio Bonelli. Il dialogo tra il Principe e il fantasma del Sultano (capitolo xi.) ricalca quello tra Amleto e lo spirito del padre. Nel capitolo xii., salutando Baghdad, il Principe di Persia cita l’<em>Addio ai monti </em>di manzoniana memoria. Poco più avanti il protagonista incontra alcuni guerrieri dall’aspetto “formidabile”, che combattono con le tecniche dei personaggi di Matrix. Sono gli Uomini in Nero, così chiamati per ricordare soprattutto la setta di avversari del detective dell’Impossibile, Martin Mystère, il personaggio a fumetti creato da Alfredo Castelli e pubblicato dalle edizioni del già menzionato Sergio Bonelli. Non si dimentichi, però, che si chiamano Men in Black anche i bizzarri investigatori dei due omonimi film interpretati da Will Smith e Tommy Lee Jones. L&#8217;Operazione Arcangelo, di cui si comincia a parlare nel capitolo xii., ha lo stesso nome di una missione condotta dal colonnello Walter E. Kurtz in <em>Apocalypse Now</em> di Francis Ford Coppola. All’inizio del capitolo xiii., le “ombre della notte” che, “arretrando, lottano contro la luce che avanza”, il “tumuletto di talpa” e i pastori che si “stanno soffiando sulle dita per scaldarsi” citano testualmente l’<em>Enrico VI</em> &#8211; <em>Parte Terza</em>, ancora di Shakespeare. Nel Terzo livello, i nomi dei due infermieri alludono naturalmente ad Ascanio Celestini, mentre nel nominare le analisi a cui si sottopone il protagonista (capitolo xv.) si vuole rendere omaggio a Giuseppe Berto e al suo romanzo di ambientazione manicomiale <em>Oh, Serafina!</em>. I “seni attoniti” di Beatrice (capitolo xvi.) sono presi pari pari da Marquez (<em>L’amore ai tempi del colera</em>). Ghinazzi, che compare nel capitolo xvii. e ha lo stesso cognome del cantante Pupo, cita Jago e fa parlare il Principe come un Otello. Nell’inizio del Quarto livello si intrecciano citazioni e suggestioni da Pinter (<em>La serra</em>), Manganelli (<em>La palude definitiva</em>) e Leopardi (<em>Ultimo canto di Saffo</em>). Nel capitolo xix. (i racconti del Principe nel palazzo dei carabinieri) si cita ancora Otello, il discorso al Senato Veneziano, e nuovamente Leopardi (<em>L’infinito</em>) per la “profondissima quiete” che coglie il protagonista durante la sua metamorfosi. Il Museo di Tesippo, capitolo xx., allude al Beaubourg parigino. Nel capitolo xxi., gli “incappati come i pellegrini nell’anno del Giubileo” sono un vago riferimento a Dante (Inf. XVIII, 29) e la frase “sto per entrare in un regno in cui regna la follia” è citazione letterale dal videogioco Resident Evil. L’ultimo livello, il Quinto, si apre con una citazione dal film <em>Fight Club</em> e, ancora, dalla <em>Palude</em> manganelliana. Più avanti si cita ancora <em>Apocalypse Now</em> (gli elicotteri e il testo letto dalla voce registrata), mentre la descrizione relativa al “Salto dell’Ubriaco” (nel capitolo xxiii.) si deve a Stephen King (in uno dei primi capitoli di <em>‘Salem’s Lot</em>). Sempre nel capitolo xxiii., i momenti che precedono l’esecuzione echeggiano la medesima situazione narrata ne <em>Lo Straniero</em> di Albert Camus. Sebastiano Vassalli, con <em>Stella avvelenata</em>, è citato nel capitolo xxiv., più precisamente nel paragrafo che descrive l’inverno genovese. La canzone di Edoardo Bennato citata nell’outro è <em>Quando sarai grande</em>, tratta da <em>Burattino senza fili.</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;"><strong><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank">Angelo Calvisi</a>,<a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"> Il Principe di Persia</a></strong></p>
Posted in our books Tagged: Angelo Calvisi, credits, Il geometra sbagliato, il principe di persia, maledizione del sommo poeta, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3318/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3318/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3318/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3318&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/30/credits/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Discorso sugli e-book (e sondaggio)</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/29/discorso-sugli-e-book-e-sondaggio/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/29/discorso-sugli-e-book-e-sondaggio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 09:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[catalogo digitale]]></category>
		<category><![CDATA[e-book reader]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[kindle]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi mercati]]></category>
		<category><![CDATA[round robin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3292</guid>
		<description><![CDATA[ Si fa sempre più pressante, dal punto di vista di una piccola casa editrice come la nostra, un discorso integrato &#8211; organico &#8211; sull&#8217;eventuale necessità di proporre i nostri testi anche in forma digitale. Di consentire cioè ai nostri lettori &#8211; anche a voi che state leggendo questo post &#8211; di poter scaricare i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3292&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="size-full wp-image-3294 alignright" title="images" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/images.jpeg?w=120&#038;h=119" alt="images" width="120" height="119" /><img class="size-full wp-image-3293   alignleft" title="images-1" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/images-1.jpeg?w=122&#038;h=129" alt="images-1" width="122" height="129" /> Si fa sempre più pressante, dal punto di vista di una piccola casa editrice come la nostra, un discorso integrato &#8211; organico &#8211; sull&#8217;eventuale necessità di proporre i nostri testi anche in forma digitale. <span id="more-3292"></span>Di consentire cioè ai nostri lettori &#8211; anche a voi che state leggendo questo post &#8211; di poter scaricare i nostri libri direttamente dal sito, pagandoli molto meno che in libreria (i prezzi ragionevolmente oscillerebbero tra i 4 e i 5 €), e di poterli quindi leggere per mezzo dei cosiddetti e-book (cerco di essere comprensibile anche a tutti quanti non conoscano perfettamente i termini della questione: si tratta di quei dispositivi portatili sui quali è possibile scaricare e leggere migliaia di libri contemporaneamente, dispositivi che riproducono la pagina su uno schermo non retro-illuminato &#8211; diverso da quello del computer per intenderci &#8211; pensato per simulare l&#8217;effetto carta e per non stancare lo sguardo durante la lettura).</p>
<p style="text-align:justify;">Il fenomeno degli <em>e-book-reader</em> è già molto diffuso negli Stati Uniti, dove anche grandi giornali come il New York Times dispongono e incoraggiano i lettori a servirsi della versione digitale del quotidiano. Al di là degli innegabili vantaggi che la penetrazione degli e-book garantirebbe a livello di eco-sostenibilità (si pensi al risparmio di carta cui si andrebbe incontro anche solo se il fenomeno fosse &#8216;limitato&#8217; all&#8217;ambito giornalistico), quello che mi preme proporre in questo post è un dibattito interno ed esterno ai membri della stessa <a href="http://www.roundrobineditrice.it/" target="_blank">Round Robin</a> sull&#8217;eventuale impiego dell&#8217;evoluzione digitale da parte nostra (scrivo a titolo personale, la casa editrice a riguardo non ha preso al momento alcuna risoluzione).</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3295" title="kindle" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/kindle.jpg?w=250&#038;h=267" alt="kindle" width="250" height="267" />Più diffusamente l&#8217;argomento e-book-reader è trattato in un articolo di Antonio Tombolini recentemente rilanciato da <a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/10/21/editoria-digitale-ebook-e-mercato-italiano/" target="_blank">Nazione Indiana</a>, copio qui sotto due delle idee che suggerisce Tombolini:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>3 &#8211; un’idea per gli editori, <em>anzi due</em>:</strong> la prima, rilasciate subito tutto il vostro catalogo in formato ePub, cribbio, cosa state ancora aspettando? E se avete il fegato per farlo, <em>senza</em> <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management" target="_blank">DRM</a>, ché tanto sappiamo già tutti che tra due anni, forse meno, saremo lì a toglierli (noi di Simplicissimus vi suggeriamo <a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/ebook-ok-ma-come-venderli-sbf-stealth/" target="_blank">SBF STEALTH</a>, con i <a href="http://blog.feedbooks.com/?p=82" target="_blank">Social DRM</a>, col nostro tool di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_watermarking" target="_blank">watermarking</a>, che consente una personalizzazione dell’ebook aggiungendo sul frontespizio del libro un vero e proprio ex-libris digitale, col nome e cognome dell’acquirente); se però non ne avete il fegato, metteteci pure i DRM (tanto tra due anni, forse meno, li toglierete), e <em>rilasciate</em> <em>subito ’sto benedetto catalogo!</em> <strong>Seconda idea</strong>, smettetela di dire agli autori che il vostro ruolo non morirà mai perché siete voi a dare autorevolezza ai loro libri appiccicandoci il vostro <em>brand</em>. Già oggi nessun lettore cerca un libro in base al marchio dell’editore (ma semmai autore, titolo, argomento, prezzo… tutto tranne che l’editore!). Concentratevi invece in quello che era il vero mestiere dell’editore, e di cui ci sarà sempre più bisogno nell’epoca dell’abbondanza digitale: l<em>a ricerca e scoperta di talenti nuovi</em>, <em>e la loro cura</em>, offrendo piattaforme di scrittura innovative, in grado di dare all’autore la padronanza di tutte le possibilità che la rete offre fin dalla ideazione del suo libro, offrendo piattaforme ricche di interazione e condivisione diretta coi lettori, … imparando insomma un nuovo-vecchio mestiere: quello di <em>padroneggiare la tecnologia</em> per cavarne tutti i tool, gli attrezzi del mestiere, più adatti a coltivare i talenti di un autore e il suo rapporto coi lettori.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>8 &#8211; un’idea per i lettori:</strong> smettetela di fare i bambini capricciosi, <em>ah ma vuoi mettere la carta e l’inchiostro e il profumo</em>… <strong>tutte balle</strong>, il 95% della carta stampata che maneggiate fa schifo, è stampata male, puzza, vi sporca le dita, i caratteri sono troppo piccoli e da una pagina vedete in trasparenza quella successiva. E pesa. E… insomma, piantatela: date soddisfazione al vostro feticismo spendendo dei bei soldoni in qualche <em>realmente bella </em>edizione cartacea, e correte a comprarvi un ebook reader, e cominciate a rompere le scatole a librai ed editori perché si decidano a pubblicare tutti i loro libri anche in formato ebook. Cosa ne otterrete facendo così? Che <strong>leggerete di più</strong>, come, guarda un po’, da quando c’è il lettore mp3, ascoltate più musica.</p>
<p style="text-align:center;">****</p>
<p style="text-align:justify;">Al di là delle considerazioni personali di Tombolini (io per esempio mi fido, eccome!, del marchio di alcuni editori) le sue valutazioni meritano un approfondito dibattito. Dovremmo rendere disponibile il nostro catalogo in forma digitale? Se sì dovremmo proteggere i singoli file tramite dei dispositivi (i DRM) che ne rendano difficoltosa (non certo impossibile) la riproducibilità? Oppure dovremmo rilasciarli, come suggerisce l&#8217;autore dell&#8217;articolo, senza alcuna protezione, tanto se qualcuno volesse clonarli e renderli disponibili, che ne so, su eMule potrebbe comunque farlo &#8211; senza contare che una trasmissione pirata dei nostri testi oltretutto ci garantirebbe una discreta forma di pubblicità a costo zero (sinceramente io mi sentirei lusingato se trovassi un nostro titolo &#8216;piratato&#8217; in rete). La questione è articolata e complessa.</p>
<p style="text-align:justify;">Per quanto mi riguarda io non solo pubblicherei il nostro catalogo in forma digitale, ma cercherei di farne delle belle edizioni (magari personalizzate) e non mi preoccuperei di bloccare i file tramite i dispositivi DRM. Perché? Perché, come dicevo sopra, se qualcuno li piratasse più che altro ci farebbe pubblicità, in secondo luogo perché bloccarli tramite i dispositivi DRM al momento ridurrebbe il pubblico dei potenziali lettori di testi digitali al numero (in Italia davvero esiguo) dei possessori degli e-book reader (capaci di decrittare i DRM), mentre rilasciando i testi in una qualche forma di PDF saremmo da subito in grado di proporci al pubblico di tutti coloro i quali sono in possesso di un pc, di tutti coloro i quali siano insomma già in grado di leggere questo articolo. Non male eh? Concludo con un&#8217;ultima considerazione: io non credo che la diffusione degli e-book sia un grosso rischio per l&#8217;editoria come la conosciamo noi, credo che ancora per lungo tempo i due mercati (cartaceo e digitale) continueranno a convivere e saranno di fatto due scenari per lo più paralleli e non in vera concorrenza, anzi, se ne saremo capaci, in grado di sostenersi l&#8217;un l&#8217;altro, di fare sistema. Per essere chiaro: se io da un libro fossi solo incuriosito sarei probabilmente disposto a spendere 4 o 5 € per acquistarlo in versione digitale, mentre invece forse nel dubbio eviterei di acquistarlo a prezzo pieno in formato cartaceo&#8230;</p>
<p style="text-align:right;">FdV</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Propongo di seguito un sondaggio, puramente indicativo.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><a name="pd_a_2183698"></a><div class="PDS_Poll" id="PDI_container2183698" style="display:inline-block;"></div><script type="text/javascript" language="javascript" charset="utf-8" src="http://static.polldaddy.com/p/2183698.js"></script>
		<noscript>
		<a href="http://answers.polldaddy.com/poll/2183698/">View This Poll</a><br/><span style="font-size:10px;"><a href="http://www.polldaddy.com">online surveys</a></span>
		</noscript></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: catalogo digitale, e-book reader, editoria, editoria digitale, kindle, libri, nuovi mercati, round robin <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3292/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3292&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/29/discorso-sugli-e-book-e-sondaggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>34</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/images.jpeg" medium="image">
			<media:title type="html">images</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/images-1.jpeg" medium="image">
			<media:title type="html">images-1</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/kindle.jpg?w=281" medium="image">
			<media:title type="html">kindle</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Scrivere e pubblicare &#8211; 3</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/28/scrivere-e-pubblicare-3/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/28/scrivere-e-pubblicare-3/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 08:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la gazza andalusa]]></category>
		<category><![CDATA[book on-demand]]></category>
		<category><![CDATA[dati editoria italiana]]></category>
		<category><![CDATA[e-book]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[espresso book-machine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3283</guid>
		<description><![CDATA[Due ordini di dati.

Propongo due ordini di dati che ci vengono dalla realtà circostante e che dovrebbero sempre essere sotto gli occhi di autori, aspiranti autori, ed editori, soprattutto se piccoli:
1- La scolarizzazione di massa ha cambiato il volto della produzione “letteraria”: le proposte di pubblicazione si sono moltiplicate per mille, le case editrici sono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3283&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h5 style="text-align:center;">Due ordini di dati<span style="color:#ffffff;">.</span></h5>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:justify;">Propongo due ordini di dati che ci vengono dalla realtà circostante e che dovrebbero sempre essere sotto gli occhi di autori, aspiranti autori, ed editori, soprattutto se piccoli:</p>
<p style="text-align:justify;">1- La scolarizzazione di massa ha cambiato il volto della produzione “letteraria”: le proposte di pubblicazione si sono moltiplicate per mille, le case editrici sono sommerse dai manoscritti, gli editori-tipografi che molte volte promettono agli aspiranti autori carriere luminose sono almeno in parte una delle conseguenze di questo stato di cose. <span id="more-3283"></span>Ma anche le case editrici “buone”, quelle che fanno incredibili sforzi per continuare a operare limpidamente, si trovano in questa grande nave, anzi in questo continente confuso che vaga sugli oceani  privo di ancoraggio e anche di timone.<br />
Traggo dal sito di Alice, nel dicembre 2008, alcuni numeri sull’editoria italiana:</p>
<p style="text-align:justify;">1.055.801 titoli complessivi;<br />
622.359 titoli in commercio<br />
4824 titoli di prossima pubblicazione<br />
10.583 case editrici<br />
309.366 autori<br />
253.630 titoli con copertina<br />
94,70% di titoli con soggetto CCE (97,70% dei titoli in commercio)<br />
55.000 novità ogni anno<br />
14.000 titoli ogni anno annunciati in anticipo sulla pubblicazione</p>
<p style="text-align:justify;">Poniamo pure il caso che solo il 10%, o anche solo il 5% della produzione sia di qualche interesse per un certo numero di lettori: pure in questo caso, i sogni di gloria per gli autori e le case editrici dei 1400 o 700 titoli interessanti, specie se piccole, hanno poche probabilità di realizzarsi: poche speranze anche per i libri che siano comunque stati editi. Bisogna però vedere se la gloria così intesa è davvero importante.</p>
<p style="text-align:justify;">2- La tecnologia – a cominciare dall’avvento della scrittura elettronica che ha sostituito la gloriosa Lettera 32 Olivetti &#8211; ha cambiato e ancor più cambierà nel futuro prossimo venturo il volto dell’editoria. Avanza l’<a href="http://www.vip.it/google-machine/" target="_blank">Espresso Book Machine</a> (<a href="http://www.vip.it/google-machine/" target="_blank">altro esempio</a>) che per ora – ma fino a quando? -  pare sia utilizzato solo per stampare libri del passato, fuori diritti d’autore. E avanzano, con le stesse provvisorie limitazioni, i <a href="http://www.ebooksitalia.com/ita/articoli/articolo.lasso?code=20060131133800&quot; http://www.ebooksitalia.com/ita/articoli/articolo.lasso?code=20060131133800" target="_blank">supporti elettronici con pagine flessibili</a> (gli e-book, n.d.r.), su cui si possono scaricare centinaia di migliaia di libri (non so che effetto faccia leggere, stesi su un letto, per mezzo di questi dispositivi sempre più simili ai libri tradizionali che l’industria sta sfornando a ritmi rapidi: non ne ho preso mai in mano uno).  E non parliamo dei canali televisivi e di tutto ciò che crea circuiti e fornisce autori di successo, certe volte proprio respingenti e volgari, all’industria editoriale: di questo si è detto e si dice molto e non mi ci soffermo.<br />
E ora qualche riflessione mia, assai provvisoria, su questi dati (tenete conto – non mi stanco di ripeterlo &#8211; del fatto che sono una vecchia insegnante).</p>
<p style="text-align:justify;">L’editoria soffre dello stesso disorientamento che ha sofferto e sta soffrendo la scuola di massa, ed è strettamente legata, che piaccia o no, all’alfabetizzazione universale che si è realizzata in tutto il “mondo sviluppato” negli ultimi cinquant’anni e in qualche regione d’Europa un po’ prima. Avverto fortemente il parallelismo fra la scuola di massa e l’aspirazione di tantissimi a scrivere e a far conoscere i propri scritti.<br />
Le reazioni all’alfabetizzazione universale sono state spesso, da parte di chi aveva il compito di attuarla, tra vittimistiche, scettiche, colpevolizzanti: tutti vogliono venire a scuola, anche gli incapaci. Oggi gli insegnanti hanno qualche ragione per piangere su se stessi, vista la distruzione feroce e dissennata che è in corso in Italia di una classe docente con cui si poteva anche discutere e polemizzare, ma che c’era (questo tentativo di distruzione è però coerente con una deriva di cui c’erano i segni, piccole ferite, già venti e trenta anni fa, ferite che nessuno s’è curato di rilevare e curare). E comunque penso siano ancora tanti quelli che andando oggi raminghi per scuole diverse continuano a dire che sono costretti ad “abbassare il livello” del loro insegnamento per colpa dei ragazzi  “più indietro”. A pochi forse è venuto in mente in questi decenni che l’alfabetizzazione universale, dopo millenni in cui l’uso della scrittura è stato riservato a ristrettissime minoranze, è una sfida all’intelligenza, alla ricerca, alla capacità di intessere nuove e inedite relazioni umane, e che la risposta della banalizzazione è la più stupida, la più inetta, la più fallimentare che si possa dare: perché è molto più difficile, se non impossibile, insegnare la banalità, a chiunque.</p>
<p style="text-align:justify;">Riporto questo discorso all’editoria. Sono in tanti – editori e persone che si occupano di editoria o anche “estranei” a quest’industria – a piangersi addosso perché “tutti scrivono”; e sono in tanti quelli che scrivono per dire che gli altri scrivono troppo. Anche nell’editoria, come nella scuola, le posizioni nostalgiche non pagano, perché le persone continuano a scrivere, continuano a mandare in giro i propri prodotti e non per questo sentono di essere assassini. Abbassare il livello invece può nell’immediato pagare, ma solo per quanto riguarda i soldi, e unicamente per i grandi gruppi intrisi di cinismo.</p>
<p style="text-align:justify;">Qualche considerazione sulla seconda questione: l’irruzione della tecnologia nell’editoria. Faccio riferimento alla mia personale esperienza. Quando frequentavo l’università a Bari, vale a dire in era preistorica, mi guadagnavo una parte della vita facendo la correttrice di bozze per Laterza. C’erano allora nelle case editrici redazioni forti, che sapevano, fra l’altro, controllare il lavoro di noi correttori (facendo collazioni puntigliose e sadiche, beccavano qualsiasi svista ti fosse sfuggita e te la mettevano sotto il naso). Poi ho avuto altre esperienze, soprattutto nell’editoria scolastica. Con l’avvento della scrittura elettronica e la precarizzazione di buona parte delle redazioni, si è perduta la capacità di dominare le nuove tecnologie e la qualità dei testi. Il libro – se non si tratta di un testo costosissimo, di lusso – viene spesso gettato sul mercato pieno di errori e di refusi, sia dall’editoria scolastica sia dall’altra editoria, oggi considerata più seria e importante. (ma a proposito di editoria scolastica, vorrei ricordare che nei primi anni settanta fecero libri per la scuola media Italo Calvino, Natalia Ginzburg e per il biennio Franco Fortini!). L’incapacità o forse la non voglia di governare la tecnologia, la sciatteria nel lavoro sono anche di case editrici non scolastiche: non ci sono barriere di ferro. Recentemente, in una mia incursione in Italia, ho comprato, fra gli altri, un libro tradotto dall’inglese ed edito da un prestigioso gruppo editoriale: non sono riuscita a leggerlo tanto era confuso, sgrammaticato, incomprensibile. Ho scritto alla casa editrice chiedendo indietro i soldi, naturalmente non mi hanno risposto.<br />
Certo, i grandi gruppi usano spesso le tecnologie abbassando il livello di ampi settori della loro produzione e puntando su una massificazione senza qualità e diseducativa anche della lettura, oltre che della televisione. Ai piccoli resta da puntare su una sorta di nuovo umanesimo umanizzante, un ruolo forse da Don Chisciotte: ma l’hidalgo non aveva, infine, fatto male i suoi conti, se resta ancor oggi, per noi, figura luminosa.<br />
Attivare una discussione su queste cose con i mezzi di cui si dispone, rivisitare in modo critico, in relazione all’oggi, gli stessi concetti di “arte” e di “letteratura”, smascherare questa sorta di crocianesimo volgarizzato e degradato, asfissiante,  rifiutare un’omologazione alla mentalità che domina tra quelli che si occupano di queste cose, esplicitare più che si può i percorsi attraverso cui si costruisce un giudizio anche sulle proposte di pubblicazione che arrivano alla Casa editrice, evitare quanto più è possibile i mali principali dei nostri giorni, l’autoreferenzialità e il localismo, rompere le scatole ai colleghi piccoli e grandi dell’editoria, sul come si lavora in questo campo, sui criteri di selezione dei nuovi autori etc (anche quelli di <a href="http://writersdream.org/" target="_blank">Writer&#8217;s Dream</a> potrebbero occuparsene, forse): tutte queste non sono certo proposte risolutive, capaci di portare successi sicuri, ma possono diventare progetti di vita. E chiedersi anche come si dominano le innovazioni tecnologiche, accorgersi di quello che sta per arrivare. Più che combattere contro i mulini a vento, vale la pena di chiedersi come si possano governare, utilizzare, mettere in catene (tanto non sono persone, ma stupidi giganti di ferro!).</p>
<p style="text-align:justify;">Sono piccole cose, atteggiamenti più che fatti. È possibile allora pensare a un umanesimo umanizzante umano del XXI secolo, a partire da una piccola realtà editoriale? Chi lo sa.</p>
<p style="text-align:right;">Maria Laura Bufano</p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/16/scrivere-e-pubblicare-1/" target="_blank"><strong>Scrivere e pubblicare &#8211; 1</strong></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/22/scrivere-e-pubblicare-2/" target="_blank">Scrivere e pubblicare &#8211; 2</a></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Scrivere e pubblicare &#8211; 3</strong></p>
Posted in la gazza andalusa Tagged: book on-demand, dati editoria italiana, e-book, editoria, espresso book-machine <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3283/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3283&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/28/scrivere-e-pubblicare-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Ultimo Round &#8211; NOVEMBRE 2009 &#8211; &#8220;[vedi foto]&#8221;</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/27/ultimo-round-novembre-2009-vedi-foto/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/27/ultimo-round-novembre-2009-vedi-foto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 23:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti (e ultimi round)]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[barattolo]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[novembre]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo round]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa campbell]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3273</guid>
		<description><![CDATA[Dopo le mirabolanti vicende di Steven vi proponiamo la nuova sfida, il cui tema sarà ancor più ermetico (quello del mese scorso lo era solo apparentemente: le vicissitudini biografiche di Bradbury in realtà offrivano di per sé notevoli spunti narrativi, così come non indifferenti erano quelli comici suggeriti dal video della Gialappa&#8217;s), affideremo infatti per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3273&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Dopo le mirabolanti vicende di Steven vi proponiamo la nuova sfida, il cui tema sarà ancor più ermetico (quello del mese scorso lo era solo apparentemente: le vicissitudini biografiche di Bradbury in realtà offrivano di per sé notevoli spunti narrativi, così come non indifferenti erano quelli comici suggeriti dal video della Gialappa&#8217;s), affideremo infatti per questo mese l&#8217;enigma  solo ed esclusivamente ad una foto. L&#8217;<a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/ultimo-round/" target="_blank"><strong>Ultimo Round</strong></a> di novembre, amici miei, è tutto qui:<span id="more-3273"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3274" title="IMG barattolo" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/img-barattolo.jpg?w=177&#038;h=300" alt="IMG barattolo" width="177" height="300" /></p>
Posted in racconti (e ultimi round) Tagged: 2009, barattolo, concorso, novembre, racconti, ultimo round, zuppa campbell <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3273/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3273/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3273/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3273/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3273/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3273/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3273/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3273/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3273/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3273/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3273&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/27/ultimo-round-novembre-2009-vedi-foto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/img-barattolo.jpg?w=177" medium="image">
			<media:title type="html">IMG barattolo</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Scrivere e-mail ruba l’anima: apologia della lettera</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/26/scrivere-e-mail-ruba-l%e2%80%99anima-apologia-della-lettera/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/26/scrivere-e-mail-ruba-l%e2%80%99anima-apologia-della-lettera/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 08:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[провокация]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[carta]]></category>
		<category><![CDATA[e-mail]]></category>
		<category><![CDATA[epistolario]]></category>
		<category><![CDATA[g-mail]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[posta elettronica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3263</guid>
		<description><![CDATA[
L’e-mail. La posta elettronica. Il veicolo di comunicazione più diffuso su questa terra. L’invenzione rivoluzionaria che permette di condividere informazioni in tempo reale fra emisferi opposti. L’e-mail, indispensabile oggi a tutti noi: se crollasse G-mail il mondo imploderebbe. Lavoriamo e viviamo con l’e-mail. Grazie al cielo c’è la posta elettronica che ha permesso a questo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3263&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3264" title="prpvo6" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/prpvo64.gif?w=300&#038;h=100" alt="prpvo6" width="300" height="100" /></p>
<p style="text-align:justify;">L’e-mail. La posta elettronica. Il veicolo di comunicazione più diffuso su questa terra. L’invenzione rivoluzionaria che permette di condividere informazioni in tempo reale fra emisferi opposti. L’e-mail, indispensabile oggi a tutti noi: se crollasse G-mail il mondo imploderebbe. Lavoriamo e viviamo con l’e-mail. Grazie al cielo c’è la posta elettronica che ha permesso a questo articolo di farsi Oxford-Roma all’una del mattino nello spazio di un minuto. <span id="more-3263"></span>L’e-mail che ha sostituito la posta tradizionale con i suoi ritardi, le sue tempistiche obsolete. Il fenomeno che ci ha restituito le ore, i giorni passati ad aspettare la corrispondenza tradizionale, regalandoci agognati minuti all’insegna dello slogan “il tempo è denaro”.  Sì, siamo tutti grati all’e-mail. Ma… l’e-mail, dico, l’e-mail&#8230; cosa s’è presa in cambio?</p>
<p style="text-align:justify;">L’e-mail s’è presa l’anima dello scrittore di lettere. L’e-mail s’è portata via il gusto di scrivere lettere, quelle di carta. Quelle lettere personali, quelle lettere che si scrivevano agli amici, alla famiglia, agli innamorati. Quelle pagine scritte a mano: con le cancellature e il tratto incerto, o sicuro — a seconda dell’occasione.<br />
L’e-mail s’è impossessata d’una tradizione durata millenni, di un genere — l’epistolario — e l’ha plasmato in un surrogato contemporaneo, virtuale e per tanto intangibile.<br />
Dov’è finita dunque  l’anima dello scrittore di lettere? L’e-mail impostora l’ha rubata e l’ha ingabbiata in una tastiera, in uno schermo e un’anonima configurazione d’account, riproducibile all’infinito e omologata — seppur molto efficiente.</p>
<p style="text-align:justify;">Non c’è forse bisogno di dire che la comunicazione epistolare per definizione comporta un mittente e un ricevente; stabilisce dunque un rapporto. È un atto volto all’esterno, uno scambio tra due individui che, si suppone, condividano qualcosa (poco importa di che natura sia questo qualcosa). Il punto è quindi: più di qualsiasi altra forma di scrittura, lo scambio epistolare implica che il mittente, come unico referente del destinatario, sviluppi, più o meno intenzionalmente, una voce, una personalità, una propria identità che lo rappresenti. A questo proposito, la sublime lettera cartacea e il rituale che va con essa, per le sue qualità materiali e sensibili, offre strumenti comunicativi e livelli espressivi potenzialmente infiniti. Le scelte personali dello scrittore, volte a stabilire un rapporto con il ricevente, innalzano la comunicazione a livelli ulteriori. La lettera infatti offre allo scrittore la possibilità di usufruire di stimoli visivi e tangibili come carta, tratto, colori e calligrafia, che il mondo virtuale dell’e-mail ha cancellato. Nella scrittura di e-mail non c’è spazio per quel rito che implica piegare la lettera e imbustarla, sigillarla, applicare il francobollo (il francobollo!), uscire di casa e imbucarla, e consegnare questa stupenda proiezione di sé nelle mani di un’altra persona…<br />
La lettera è irriducibile fonte di suggestioni; rappresenta per lo scrittore un microcosmo individuale, uno spazio creativo in cui lasciare una traccia di sé. Una traccia reale, e irriproducibile che oltrepassa la soglia del verbale e diventa tangibile, tramite il piacere sottile di far scorrere la penna sul foglio, d’incidere le parole sulla carta, di farsi tutt’uno con le pagine. Come dice Valerio Magrelli:</p>
<p style="text-align:justify;">Essere matita è segreta ambizione.<br />
Bruciare sulla carta lentamente<br />
e nella carta restare<br />
in altra nuova forma suscitato.<br />
Diventare così da carne segno,<br />
da strumento ossatura<br />
esile del pensiero.<br />
Ma questa dolce<br />
eclissi della materia<br />
non sempre è concessa.<br />
C’è chi tramonta solo col suo corpo:<br />
allora più doloroso ne è il distacco.<br />
(Valerio Magrelli, da <em>Ora Serrata Retinae</em>)</p>
<p style="text-align:justify;">Non solo la grafia personale inevitabilmente contribuisce ad arricchire il valore simbolico della lettera, come espressione del singolo individuo irriproducibile ed unica; tutto questo comporta anche un significativo aspetto di goduria sensoriale ed estetica sia per il mittente che per il ricevente, insuperabile dalla formattata comunicazione via e-mail. Vogliamo forse paragonare le aste e le rotondità d’una frase vergata da un pennino spessore G e inchiostro nero, e poi il tuffarsi, da lettore, nella calligrafia, decifrarne le mancanze, viverne le correzioni, seguire con gli occhi il tratto della mano che scrisse le lettere una ad una… vogliamo paragonare, insomma, questa esperienza suprema con la decifrazione di un banalissimo Times New Roman, su uno schermo accecante? No grazie.<br />
Frammento d’una personalità consegnata al tratto insostituibile di ciascuno, stringere tra le mani una lettera è custodire un’opera irriproducibile, a cui possiamo attribuire il valore che meglio ci aggrada. Nell’e-mail invece l’estetica è banalizzata e il piacere dello scrivere frustrato. L’e-mail, figlia della frenesia del risultato nel minor tempo possibile, compromette la forza comunicativa degli elementi accessori ed edonistici della scrittura (e della lettura); ci ha infine sottratto un po’ di quel gusto del superfluo che arricchisce l’esistenza. L’estetica del gesto è quindi diluita tra un succedersi regolare di caratteri su uno sfondo irrimediabilmente bianco e sterile. L’uso sinestetico dei sensi, proprio dell’e-mail, seppur affascinante, non può sostituire l’esperienza sensoriale diretta.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma c’è di più: la lettera è democratica&#8230; Sì, democratica.<br />
Pensate al caso di una missiva indesiderata: pensate a quell’atto supremo di catarsi che risiede nella distruzione di una lettera nemica! Pensate al piacere prorompente che scaturisce dalla volontaria disintegrazione delle pagine foriere di cattive notizie&#8230; La lettera offre, metonimicamente, la possibilità democratica dell’eliminazione fisica del mittente dalla realtà contingente, senza commettere reato. La lettera si può ridurre in brandelli, frantumare, lanciarla nel fuoco, o fuori dalla finestra. La lettera offre una via di scampo nella catarsi. Ma l’e-mail… l’e-mail non permette questa sublimazione. L’e-mail ci consegna nelle mani dell’analista.<br />
Il malcapitato ricevente di un’e-mail indesiderata, infatti, come dovrebbe reagire alla missiva fittizia sullo schermo? Alla paradossale comparsa — in una casella virtuale, fatta di parole virtuali, in un mondo virtuale — di parole taglienti, seppur intangibili?<br />
Non può certo spaccare il computer. L’unica soluzione è consegnare la catarsi a tristi azioni meccaniche: indice, mouse, cursore, click su tasto (tasto, vi ricordo, sempre virtuale). E puff. Fine. Missiva scomparsa. Risultato: odio represso e frustrazione dilagante.<br />
E questa sarebbe catarsi? Certo che no. È comprovato che l’e-mail indesiderata lascia il ricevente delle cattive notizie inerme e con considerevoli turbe psichiche. Al contrario la lettera offre una liberazione e catarsi immediata, e risparmia costosissime sedute d’analisi: la lettera è dunque libertà.</p>
<p style="text-align:justify;">In conclusione, la lettera è democratica, personale, individuale, simbolica e paradigmatica, esteticamente gratificante e immensamente goduriosa. L’e-mail dal canto suo è alienante in quanto sottrae allo scrittore parte della sua identità performativa. L’e-mail ruba allo scrittore la possibilità di lasciare un frammento di sè al ricevente, e lo depriva dell’irriproducibilità del manoscritto, a favore di un’alternativa comoda, ma spersonalizzante. Scrivere una e-mail è come bere birra analcolica: è un surrogato svuotato di caratteristiche fisiche fondamentali e venduto come “progresso”. È il regresso d’una pratica, lo svuotamento del gesto e l’annichilamento del rituale. Piangiamo quindi la graduale scomparsa dell’uso della corrispondenza cartacea e torniamo a scrivere lettere! Combattiamone l’estinzione, e soprattutto, soprattutto, smettiamola di dire che un’e-mail è analoga a una lettera. Non è vero. È un’eresia. Checché se ne dica, l’e-mail non è e non sarà mai un sostituto soddisfacente della lettera. La lettera è superiore.<br />
Perché l’e-mail ruba l’anima allo scrittore,  ma la lettera gliela restituisce.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Cecilia Piantanida</p>
Posted in провокация Tagged: anima, carta, e-mail, epistolario, g-mail, lettera, posta elettronica <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3263/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3263&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/26/scrivere-e-mail-ruba-l%e2%80%99anima-apologia-della-lettera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/prpvo64.gif?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">prpvo6</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Supercafone</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/25/supercafone/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/25/supercafone/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 10:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[1999]]></category>
		<category><![CDATA[avant-pop]]></category>
		<category><![CDATA[piotta]]></category>
		<category><![CDATA[supercafone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3249</guid>
		<description><![CDATA[[misconosciuto classico dell'avant-pop]:


Sento un fischio, non resisto
musica maestro, vai cor disco
pisto, nella folla me ce ammischio
il dj je l&#8217;ammolla se corre il rischio
niente fiaschi, riempio piste
Piotta è sul piatto e nessuno è più triste
c&#8217;è chi in pista veste come Manero Tony
mangianastri a palla negli Alfettoni
pantaloni a zampa, la giacca della Standa
la cubista in tanga, eccita [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3249&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><em>[misconosciuto classico dell'avant-pop]:</em></p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/25/supercafone/"><img src="http://img.youtube.com/vi/V-lYDCasCxc/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;"><span id="more-3249"></span></p>
<p style="text-align:center;">Sento un fischio, non resisto<br />
musica maestro, vai cor disco<br />
pisto, nella folla me ce ammischio<br />
il dj je l&#8217;ammolla se corre il rischio<br />
niente fiaschi, riempio piste<br />
Piotta è sul piatto e nessuno è più triste<br />
c&#8217;è chi in pista veste come Manero Tony<br />
mangianastri a palla negli Alfettoni<br />
pantaloni a zampa, la giacca della Standa<br />
la cubista in tanga, eccita la banda<br />
mi metto in branda e sogno un sei all&#8217;enalotto<br />
poi me compro tutto quello ch&#8217;è coatto<br />
lo studio 54 o il Piper disco<br />
Ma Amanda Lear è una femmina o un maschio?<br />
Piotta, merlo maschio come Lando<br />
un urlo un lampo il cafone è sul palco</p>
<p style="text-align:center;">Rit. 2 volte:</p>
<p style="text-align:center;">Il supercafone eccolo qua<br />
Piotta è il suo nome nun lo scordà<br />
movi la mano de qua e de là<br />
fammela vede&#8217; nun te fermà</p>
<p style="text-align:center;">Alla fine del mese alla borsa: EuroPiotta<br />
di corsa alla banca del seme: Robba Coatta<br />
se non è robba nostra devastiamo tutto<br />
a casa nun ve manno&#8230; &#8220;Ah senza tetto&#8221;<br />
più a palla, niente ballo del quaquà<br />
il Supercafone eccolo qua,<br />
&#8220;Com&#8217;è bello fa l&#8217;amore&#8221; come canta la Carrà<br />
anda&#8217; co&#8217; Califano al Festivalbar<br />
co&#8217; &#8216;na stella dell&#8217;Hard su Novella<br />
brindà co&#8217; Funari a sciampagna e mortadella<br />
sur Ferrari co&#8217; &#8216;na pischella der varietà<br />
&#8220;Vota Moana&#8221; pe&#8217; cambià la società<br />
il rap&#8230; chi lo ama e chi lo frega<br />
io so&#8217; coatto come Mario Brega</p>
<p style="text-align:center;">Rit. 2 volte</p>
<p style="text-align:center;">Sì, sì, sì&#8230; aha, aha, aha<br />
Piotta e Robba Coatta&#8230; Supercafoniii!</p>
<p style="text-align:center;">Il sole integrale ar mare o in balcone<br />
o la classe serale dei supercafoni<br />
giovani coatti come Manuel Fantoni<br />
&#8220;Ah bella&#8221; vie&#8217; co&#8217; sti maschioni<br />
Signore e Signori io so&#8217; Mister Ok<br />
il rapper giusto per lui e per lei<br />
provo disgusto per ogni gentilezza<br />
il cafone è trucido come er Monnezza<br />
&#8220;che pezza&#8221;, la voce si spande<br />
dalle Alpi alle Ande<br />
Piotta, sei grande!<br />
ignorante con l&#8217;abbronzante,<br />
abbondante fra le mutande</p>
<p style="text-align:center;">Rit. 6 volte</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:right;">Piotta, 1999</p>
<p style="text-align:center;">
Posted in poesia Tagged: 1999, avant-pop, piotta, poesia, supercafone <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3249/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3249&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/25/supercafone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/V-lYDCasCxc/2.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Catechismo, di Marco Vezzoli &#8211; Vincitore Ultimo Round -</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/24/catechismo-di-marco-vezzoli-vincitore-ultimo-round/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/24/catechismo-di-marco-vezzoli-vincitore-ultimo-round/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 09:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti (e ultimi round)]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[catechismo]]></category>
		<category><![CDATA[concorso mensile]]></category>
		<category><![CDATA[marco vezzoli]]></category>
		<category><![CDATA[ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo round]]></category>
		<category><![CDATA[vincitore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3233</guid>
		<description><![CDATA[Ecco il racconto vincitore del concorso Ultimo Round del mese di ottobre 2009:
“Ora potete chiudere la Bibbia e riflettere”, proclamò il reverendo Thompson.
I ragazzi obbedirono silenziosi.
Dopo un profondo sospiro, il reverendo riprese: “Vediamo di capire cosa ci insegna questo brano dell’Apocalisse. Chi vuole dirmelo?”.
Nessuno si mosse. I ragazzi, seduti ai vecchi banchi della canonica, parevano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3233&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><em>Ecco il racconto vincitore del concorso <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/ultimo-round/" target="_blank"><strong>Ultimo Round</strong></a> del mese di ottobre 2009:</em></p>
<p style="text-align:justify;">“Ora potete chiudere la Bibbia e riflettere”, proclamò il reverendo Thompson.<br />
I ragazzi obbedirono silenziosi.<br />
Dopo un profondo sospiro, il reverendo riprese: “Vediamo di capire cosa ci insegna questo brano dell’Apocalisse. Chi vuole dirmelo?”.<br />
Nessuno si mosse. I ragazzi, seduti ai vecchi banchi della canonica, parevano poco attratti dall’argomento; la maggior parte di loro prestava attenzione al vociare che proveniva da oltre i vetri. Nella splendida domenica mattina di maggio la luce del sole scintillava sull’erba verde del parco di Camden, dietro la Chiesa Presbiteriana,<span id="more-3233"></span> e le aiuole erano affollate; intorno a barbecue fumanti c’erano famiglie, bambini che giocavano e gruppi di ragazzi vocianti. Tutti in attesa dell’ora di pranzo.<br />
“Nessuno vuole intervenire?”, sollecitò il reverendo.<br />
Dal fondo della classe si levò una mano.<br />
“Prego, dimmi pure”.<br />
“Ecco, padre, io… insomma… io non sono d’accordo”.<br />
“Che intendi dire?”.<br />
Un ragazzo biondo si alzò in piedi. Coi palmi delle mani sul banco e gli occhi bassi disse: “Penso che il Signore potrebbe organizzarsi meglio”.<br />
Un’ilarità sommessa serpeggiò tra i banchi.<br />
“Silenzio!”, urlò il reverendo vibrando un colpo secco sulla cattedra.<br />
Poi, più incuriosito che stupito, chiese; “Scusa, vuoi spiegarti?”.<br />
“Lei ha letto l’Apocalisse dove dice”, aprì la Bibbia e scandì le parole, ”Precipiterà a terra tutti gli uomini ma sorreggerà chi crede in lui”.<br />
Il reverendo annuì: “È parola del Signore”.<br />
“Lo so, ma pensavo: il Signore eviti di far inciampare chi crede in lui e non dovrà intervenire a sorreggerlo. Basta che precipiti solo chi non ha fede”.<br />
Ci fu un attimo di incertezza.<br />
“Sentite ragazzi, pensavo fosse chiaro che questa è una metafora”.<br />
Josh, stancamente allungato sul banco della prima fila, si sentì in dovere di intervenire; “Cos’è una metafora, padre?”.<br />
“Vi ho già spiegato”, sospirò il reverendo, “che una metafora è una storia semplice per spiegare cose difficili”.<br />
“Ma qui non è mica difficile!”, affermò il ragazzo biondo dall’ultima fila, “Non ha senso fare cadere tutti e poi affannarsi a fare delle distinzioni per sostenere solo quelli che hanno la fede”.<br />
“Ma il Signore è onnipotente! Credi che potrebbe sbagliarsi?”.<br />
“Non voglio correre il rischio. E se avessi la sfortuna di cadere in un giorno di enorme confusione, in mezzo a tanti altri, e fossi scambiato per uno di poca fede? Potrebbe dimenticarsi di sorreggermi!”.<br />
Ora aveva addosso gli sguardi curiosi di tutta la classe.<br />
“Sei troppo egoista!”, lo incalzò il reverendo, “E come vuoi pregare, allora?”.<br />
Data un’occhiata alla pagina della Bibbia, il ragazzo rialzò lo sguardo e dichiarò: “Tengo presente l’Apocalisse e chiedo al Signore di fare molta, ma molta attenzione e di non farmi mai cadere a terra. Prima di me tocca a tutti quelli che hanno meno fede”.<br />
Il reverendo Thompson, sceso dalla cattedra, si avvicinò all’ultima fila. Si piantò davanti al ragazzo e assunse un tono di severo rimprovero: “Ascoltami bene Steve Bradbury, lo sai che se continui così non farai molta strada?”.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><strong>MOTIVAZIONE</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il grande punto di forza del racconto è l’idea folgorante che c’è alla base: andare a ripescare l’Apocalisse di Giovanni per interpretare l’incredibile performance di Bradbury (ma soprattutto dei suoi avversari) è un autentico colpo di genio. L’ambientazione, con la classe di catechismo e il giovane dissidente e vagamente blasfemo, rimanda a tanta letteratura e tanto cinema, con un piacevole effetto di profondità storica (tra gli ultimi, anche se la religione era diversa, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YJl6N4ygJ8c" target="_blank">The Believer,</a> nella scena finale). Il racconto di <strong>Marco Vezzoli</strong> si è fatto valere per la potenza della trovata narrativa, mantenendo al tempo stesso una forma assolutamente soddisfacente nello stile. Unico appunto che ci permettiamo di muovere è la forse non sfruttata appieno potenzialità icastica della trovata, soprattutto nella parte finale di <strong>Catechismo</strong> probabilmente sarebbe stato possibile cercare di chiudere con delle sferzate più nette, più memorabili appunto. Ma questo non toglie nulla al bel racconto di Marco, meritato vincitore di questa tornata, ed ha dovuto lottare non poco per essere in conclave proclamato tale! Gloria imperitura dunque al giovane seminarista Steven e al mitico reverendo Thompson!</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3234" title="CONCORSO" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/concorso3.jpg?w=241&#038;h=224" alt="CONCORSO" width="241" height="224" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>COMMENTI</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Ancora grazie a tutti per la partecipazione blablabla, no davvero, grazie sul serio, con un tema così pensavamo che partecipaste in numero minore, ci avete stupito ancora, e, diremo di più, il livello medio era più che buono, probabilmente più elevato rispetto a quello delle precedenti sfide (cosa che, ahinoi, rende più difficile il nostro compito)!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Tra i temi che si rintracciano c’è sicuramente, molto forte, quello del fato, del destino. Molti di voi hanno voluto vedere nell’incredibile avventura di Steve una manifestazione se non divina comunque in qualche modo legata a un ordine invisibile, non immediatamente chiaro agli esseri umani ma sempre presente al di sotto della realtà fenomenica. È il caso di <strong>Stefano Mascella</strong>, coi miracoli del suo S. Filippo Neri, o di <strong>Cristiano Micucci</strong>, che ci offre una prospettiva filosofica, distaccata, con cui guardare agli eventi umani:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>superato il punto di mezzo, ogni cosa andrà a degenerare e disfarsi, ma già allora non la si chiamerà più vita. Sarà morte, o al più sconfitta.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ancora una volta degno di nota il racconto di <strong>G.B. Shock</strong>, sempre capace di dare forma a strutture narrative composite ed elegantemente pensate. In questo caso è molto abile nel ricostruire la vicenda &#8211; scandita temporalmente in due spezzoni che fotografano l&#8217;evento narrativo prima e durante la gara decisiva -  mostrandola dal punto di vista di Steven e della sua coach Ann Zhang, che gli suggerisce di rimanere in piedi come stratagemma, sperando nella caduta dei più forti avversari in lotta tra loro:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Cristo, potrebbe anche funzionare, pensò Steven.<br />
Muovendosi come in un sogno, si diresse alla linea di partenza per i controlli di rito. Il discorso di Zhang gli aveva fottuto il cervello.<br />
Prova, si disse, che cos&#8217;hai da perdere?<br />
Una figura di merda in mondovisione, rispose la parte razionale del suo cervello.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Vibrante nello stile, che denuncia una profondità di pensiero e di sentimento notevole, il racconto di <strong>Rossella A. Roli</strong>. È uno Steven Bradbury calato in atmosfere noir, come più volte è successo nei vostri racconti: un campione pronto a tutto per vincere la medaglia, anche al doping e agli illeciti:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>“Sorpassato il primo scoglio dell’immoralità e illegalità, tutto viene più facile. Vendersi il corpo come vendersi lo spirito. E scopri che la tua fragilità è circondata da una moltitudine di altrui fragilità che attendono solo un cenno per erompere”. </em></p>
<p style="text-align:justify;">La storia, tuttavia, manca un po’ di mordente, e il finale ci ha lasciato insoddisfatti. Speriamo però vivamente di leggere ancora racconti di Rossella, nei prossimi mesi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Riccardo Messineo</strong> tratteggia un originale scenario in cui lo sconfitto Apolo Ohno, incapace di sopportare lo smacco della vittoria di Bradbury, decide di eliminarlo, condannandosi così a una vita di rimorso, tranciata di netto da una strana sorta di “gruppo di supporto” per aspiranti suicidi:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>«La sera stessa andai da Steve, per ‘congratularmi con lui’. Portai una bottiglia di champagne che si frantumò non appena dentro la sua stanza. Sì… sono stato io a uccidere Steve Bradbury. E ora, fate il vostro lavoro».  La guida finì di compilare la richiesta di suicidio e di appuntare le  ultime dichiarazioni del ragazzo.  Apolo firmò il documento e assaporò il tonante attimo che pose fine  agli anni di rimorso e dolore che aveva vissuto”.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Molto gradevole anche la rivisitazione in chiave western della sfida tra Bradbury e i suoi avversari, proposta da <strong>Gabriele Peccati</strong>. Abbiamo apprezzato molto l’idea, ma ci è sembrato che nello svilupparla Gabriele (alla sua terza partecipazione) sia rimasto un po’ bloccato su moduli narrativi abusati, facendole perdere in parte la sua freschezza:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Il bandito si chiama Lao, ma nessuno osa pronunciare il suo nome in Arizona. Per tutti è “l’uomo giallo vestito di nero”. Grande e grosso come un bue, si è fatto i muscoli lavorando in miniera. Una leggenda racconta che nelle pieghe dei suoi vestiti stracciati siano nascosti migliaia di dollari.</em></p>
<p style="text-align:justify;">In &#8220;Shit&#8221; di <strong>Paolo Casa </strong>è rappresentato invece il mondo delle scommesse clandestine, gestite da mafiosi italiani che decidono di vendicarsi in modo brutale del &#8216;tradimento&#8217; di Steven, reo di aver fatto saltare le previsioni del loro &#8216;picchetto&#8217;, andando a vincere mentre il suo compito era quello di giungere ultimo. La vicenda, che ricorda quella del difensore colombiano Escobar freddato dalla mala colombiana dopo l&#8217;autogol che estromise la sua nazionale da USA &#8216;94, si conclude in modo cruento e drammatico:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>“Lo so che avevi detto ULTIMO!”<br />
Lo scagnozzo dell’italiano sembra australiano, provo a convincerlo a lasciarmi andare, gli prometto dei soldi.<br />
Non fa una piega!<br />
Lo imploro.<br />
L’odore di merda mette paura.<br />
L’aroma di benzina ha ormai impregnato l’aria, dissolvendosi.<br />
Eppure so di averla addosso.<br />
Sono un accendino vivente.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ultimo tema che segnaliamo tra quelli più presenti nei tanti racconti inviatici è quello del doppio, o della fratellanza, come nel caso di &#8220;Vita di mio fratello S.&#8221; di <strong>Alberto de Paulis</strong>, mentre l&#8217;ultimo testo che menzioniamo è l&#8217;originale &#8220;Vendetta&#8221;, di <strong>Nicola della Pergola</strong>, in cui a vendicarsi è la stessa pista di short track destinata ad essere dismessa:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Forse credete che sia semplice.<br />
Forse dentro di voi pensate: “che vuoi che sia. Riuscirebbe anche a me”.<br />
Ed invece vi assicuro che la mia vita è stressante e piena di responsabilità.<br />
D&#8217;altra parte vorrei vedere voi come ve la cavereste se foste la miglior pista di pattinaggio dello Utah.</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Come al solito invitiamo tutti i partecipanti a postare nei commenti i loro racconti e a discutere con noi le nostre osservazioni. E detto questo, vi diamo appuntamento al prossimo mese!</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Davide e Federico</p>
Posted in racconti (e ultimi round) Tagged: 2009, catechismo, concorso mensile, marco vezzoli, ottobre, racconti, ultimo round, vincitore <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3233/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3233&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/24/catechismo-di-marco-vezzoli-vincitore-ultimo-round/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>21</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/concorso3.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">CONCORSO</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Stasera con Calvisi da nero su bianco</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/24/stasera-con-calvisi-da-nero-su-bianco/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/24/stasera-con-calvisi-da-nero-su-bianco/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 07:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Calvisi]]></category>
		<category><![CDATA[aperitavitti]]></category>
		<category><![CDATA[Il geometra sbagliato]]></category>
		<category><![CDATA[maledizione del sommo poeta]]></category>
		<category><![CDATA[nero su bianco]]></category>
		<category><![CDATA[p.za san cosimato]]></category>
		<category><![CDATA[principe di persia]]></category>
		<category><![CDATA[trastevere]]></category>
		<category><![CDATA[trilogia sulla follia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3218</guid>
		<description><![CDATA[Visto l&#8217;imbarazzante successo di pubblico di ieri sera abbiamo deciso su due piedi di replicare e oggi pomeriggio alle 18:27 tra bicchieri di vino e tranci di pizza (forse) parleremo nuovamente di follia e letteratura col fuggiasco Angelo Calvisi &#8211; che domani se ne torna in quel di Genova &#8211; altre occasioni amici non ce [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3218&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Visto l&#8217;imbarazzante successo di pubblico di ieri sera abbiamo deciso su due piedi di replicare e oggi pomeriggio alle 18:27 tra bicchieri di vino e tranci di pizza (forse) parleremo nuovamente di follia e letteratura col fuggiasco<a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank"><strong> Angelo Calvisi</strong></a> &#8211; che domani se ne torna in quel di Genova &#8211; altre occasioni amici non ce ne saranno davvero!</p>
<p><img class="size-thumbnail wp-image-3219  alignleft" title="il mio cuore ha 2 battiti.ai" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/il-geometra-sbagliato.jpg?w=104&#038;h=150" alt="il mio cuore ha 2 battiti.ai" width="104" height="150" /><img class="size-thumbnail wp-image-3223   alignright" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/principe-di-persia-blog4.jpg?w=104&#038;h=150" alt="chiuso per turno" width="104" height="150" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><span id="more-3218"></span></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;"> </span><span style="color:#ff0000;"><strong>ore 18:27</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><strong>libreria nero su bianco</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#008000;">piazza san cosimato 14 </span>- <span style="color:#000080;">trastevere</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><em>folle folle folle aperitivo con calvisi&#8230;</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-thumbnail wp-image-3220  aligncenter" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/maledizione-del-sommo-poeta1.jpg?w=104&#038;h=150" alt="chiuso per turno" width="104" height="150" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>&#8230; aspettando l&#8217;outing</em></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: Angelo Calvisi, aperitavitti, Il geometra sbagliato, maledizione del sommo poeta, nero su bianco, p.za san cosimato, principe di persia, trastevere, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3218/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3218&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/24/stasera-con-calvisi-da-nero-su-bianco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/il-geometra-sbagliato.jpg?w=104" medium="image">
			<media:title type="html">il mio cuore ha 2 battiti.ai</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/principe-di-persia-blog4.jpg?w=104" medium="image">
			<media:title type="html">chiuso per turno</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/maledizione-del-sommo-poeta1.jpg?w=104" medium="image">
			<media:title type="html">chiuso per turno</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Scrivere e pubblicare &#8211; 2</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/22/scrivere-e-pubblicare-2/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/22/scrivere-e-pubblicare-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 22:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la gazza andalusa]]></category>
		<category><![CDATA[bruno vespa]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[scuole di scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo round]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3206</guid>
		<description><![CDATA[Scuole di scrittura ed esperienza
.
A proposito delle scuole di scrittura…  Dice Davide Martirani in un commento all’ultimo racconto vincente del concorso indetto dalla R.R.: “… quello che mi preme individuare è una generale difficoltà a costruire una storia coerente, dei personaggi verosimili e capaci di appassionare il lettore, etc. [...] L’insistere sulla storia, quindi, è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3206&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h5 style="text-align:center;">Scuole di scrittura ed esperienza</h5>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:justify;">A proposito delle scuole di scrittura…  Dice Davide Martirani in un commento all’<a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/09/24/lalba-del-chinotto-di-alberto-de-paulis-vincitore-ultimo-round/" target="_blank">ultimo racconto vincente </a>del concorso indetto dalla R.R.: “<em>… quello che mi preme individuare è una generale difficoltà a costruire una storia coerente, dei personaggi verosimili e capaci di appassionare il lettore, etc. </em>[...]<em> L’insistere sulla storia, quindi, è un invito a impadronirsi innanzitutto dei ferri del mestiere, degli strumenti base, per poi eventualmente scardinarli, piegarli, modificarli, etc</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Queste cose una scuola di scrittura o l’insegnamento della scrittura a scuola (che sarebbe possibile se tanti insegnanti si fossero per tempo esercitati a scrivere: le vite sono incatenate!) dovrebbe proporle.<span id="more-3206"></span> Però mi sembra mostruoso pensare a un vivaio di scrittori preselezionati. Perché questo ennesimo stacco fra scrittori in potenza – neppure scrittori in atto &#8211; e comuni mortali? Uno stacco così non rischia di affidare alla tecnica quello che invece dovrebbe essere portato dell’esperienza nel suo senso più vasto? Non rischia di sminuire il senso dell’esperienza a favore di una virtualità presuntuosa e disseccata? Se è vero – io ne sono profondamente convinta – che il giudizio di valore è fortemente influenzato anche da ciò che il lettore-critico-editore pensa del mondo, ed è un atto di potere, ma anche di consapevolezza del limite umano, come si può proporre addirittura una selezione preventiva di quelli che si prevede possano diventare futuri scrittori? E poi, non è né condivisibile né umana quest’idea di affidare alla selezione preventiva il successo di una scuola di scrittura o di qualsiasi altra scuola (non parlo di un corso di alta specializzazione e neppure di un lavoro assai complesso, che accolga al suo interno persone già formate: non sono contro una meritocrazia ragionevole e umana, anch’essa inevitabile, oggi, se non si vuole fermare tutto). La selezione dovrebbe essere una cosa che si attua dopo, una presa d’atto non certo allegra e trionfante dei limiti umani dei discepoli e degli insegnanti.</p>
<p style="text-align:justify;">Per parte mia, penso che insegnare quello che dice Davide a tutti quelli che vogliano imparare sia almeno in linea teorica una cosa assai possibile e utile. Non serve principalmente o soltanto a quelli che poi proveranno a farsi pubblicare uno scritto, ma a tanti altri: imparare a tenere nelle mani il filo o i fili di una storia, di un discorso anche orale (quest’ultima cosa è per me difficilissima!), può essere utile e piacevole per moltissimi. Un insegnamento che abbia per oggetto la testualità dovrebbe essere come la grammatica che ha per oggetto piccoli segmenti del discorso: la grammatica, che può avere mille volti, non attiva, purtroppo, le capacità immaginative, è essenzialmente uno strumento di controllo e di razionalizzazione. Certo, se io ho idee che vogliono scendere sulla pagina, conoscendo bene anche la grammatica di una lingua, le tiro giù con maggiore facilità, e ciò può incoraggiarmi a scrivere senza paura. Lo stesso discorso potrebbe valere per una scuola che avesse per oggetto la testualità: non farebbe germogliare nuove idee, storie, discorsi; servirebbe essenzialmente per controllare e dare forma a ciò che uno ha in mente. Perciò l’insegnamento della scrittura fondato su incipit, su imitazioni di brandelli tratti da opere di “grandi scrittori”… beh, non mi convince: ancora una volta si pretende di sostituire la carta (o il foglio elettronico del computer) alla vita. Piuttosto si dovrebbe lavorare sulle cose che diceva Davide: sulla coerenza, sulla simmetria, sulla “necessità” delle diverse parti e anche delle diverse frasi e parole di un testo; sulla consapevolezza dello sviluppo oppure del non-sviluppo di una storia, di un’idea, di un discorso. Quelli che decidessero poi di scrivere per gli altri, sarebbero certamente aiutati da una scuola di questo tipo, a meno che a tutte queste cose non ci avessero già pensato da soli. E, come dice Davide, potrebbero buttare all’aria tutte le “regole”, dopo averle conosciute e sperimentate. E quelli che decidessero di tenersi per sé quest’esperienza,  sarebbero contenti di averla fatta e ne avvertirebbero il valore formativo. Forse aumenterebbero ancora gli aspiranti scrittori che assediano le case editrici. Ma, chissà, diminuirebbero le persone che votano per re travicello, se è vera una cosa strana che penso: che le ranocchie italiane sono oggi influenzate nelle loro scelte più dall’immaginario e dai miseri strumenti di divertimento di cui dispongono che dalla dura realtà con cui devono fare i conti ogni giorno.<br />
Naturalmente tutto quel che ho detto sulle scuole di scrittura è una grande pazzia: le idee, ne sono convinta, sono ottime, ma chi potrebbe metterle in atto?</p>
<p style="text-align:justify;">E tuttavia mi pare che il concorso mensile della R.R. possa essere utile, assolvere, pur se in piccola parte, a questo compito. Non so però quanto questo mio auspicio sia nella mente dei due (Davide e Federico) che leggono, commentano e premiano.</p>
<p style="text-align:justify;">E ora, due parole su quello che penso sulla felicità e infelicità di chi scrive e cerca di pubblicare o pubblica davvero. Innanzi tutto, un avvertimento: non bisogna arrabbiarsi con gli editori che non ti accettano: le case editrici sono sommerse di testi e hanno gravi difficoltà nella scelta e poi non vale la pena rodersi il fegato per queste cose, come forse involontariamente avverte il non edificante Calvisi raccontando di maledizioni lanciate da poeti, scrittori e santi.  Se però ti capita di scrivere e pubblicare, le fasi più belle, secondo me, sono due: quando ti accorgi che un altro non solo ti accetta, ma ti interpreta in un modo che ti dà calore, che si è avvicinato a te come persona e non solo perché il tuo testo è un “oggetto letterario”: è una festa. L’altra cosa che secondo me dà molta felicità e viene prima di quella che ho appena detto: consiste nello scrivere e ancor più nel correggere e ricorreggere ciò che si è scritto. Certo, l’una e l’altra felicità non possono essere perpetue, sono condizioni passeggere: che scoperta! Sopravviene la rassegnazione, quando queste cose si esauriscono, e la rassegnazione non è comunque uno stato d’animo brutto. Non so se sopravviene anche a chi pubblica con Mondadori e guadagna tanti soldi, che certo, fanno sempre comodo. Però questo tizio ha come collega Bruno Vespa, e ciò è un contrappeso non da poco nel bilancio delle felicità personale.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Maria Laura Bufano</p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:center;"><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/16/scrivere-e-pubblicare-1/" target="_blank"><strong>Scrivere e pubblicare &#8211; 1</strong></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Scrivere e pubblicare &#8211; 2</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/28/scrivere-e-pubblicare-3/" target="_blank"><strong>Scrivere e pubblicare &#8211; 3</strong></a></p>
Posted in la gazza andalusa Tagged: bruno vespa, editoria, esperienza, letteratura, scuole di scrittura, ultimo round <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3206/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3206&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/22/scrivere-e-pubblicare-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Maledizione del Sommo Poeta di Angelo Calvisi &#8211; Lungotevere.net</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/22/maledizione-del-sommo-poeta-di-angelo-calvisi-lungotevere-net/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/22/maledizione-del-sommo-poeta-di-angelo-calvisi-lungotevere-net/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 09:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Calvisi]]></category>
		<category><![CDATA[dante]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[Il geometra sbagliato]]></category>
		<category><![CDATA[il principe di persia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[maledizione del sommo poeta]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[round robin]]></category>
		<category><![CDATA[trilogia sulla follia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3199</guid>
		<description><![CDATA[ Roma, 21 ott 2009 - Angelo Calvisi è il protagonista e anche l&#8217;autore di una storia a tratti surreale ma anche molto vera, che rispecchia il malessere dell&#8217;uomo contemporaneo, la sua difficoltà ad affermarsi, ad essere qualcuno, a lasciare un segno nella vita. La storia di cui stiamo parlando è quella raccontata in Maledizione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3199&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3200" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/maledizione-del-sommo-poeta.jpg?w=170&#038;h=243" alt="chiuso per turno" width="170" height="243" /> <strong>Roma, 21 ott 2009 </strong>- Angelo Calvisi è il protagonista e anche l&#8217;autore di una storia a tratti surreale ma anche molto vera, che rispecchia il malessere dell&#8217;uomo contemporaneo, la sua difficoltà ad affermarsi, ad essere qualcuno, a lasciare un segno nella vita. <span id="more-3199"></span>La storia di cui stiamo parlando è quella raccontata in <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731070" target="_blank"><strong>Maledizione del Sommo Poeta</strong></a>, edito da Round Robin (<a href="http://www.roundrobineditrice.it/">www.roundrobineditrice.it</a>). Il libro è il secondo volume di una trilogia che parte con <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731001" target="_blank"><strong>Il Geometra Sbagliato</strong></a> e si concluderà con <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><strong>Il Principe di Persia</strong></a> (che verrà, tra l&#8217;altro, presentato venerdì 23 ottobre alle 21.30 all&#8217;Altroquando, in via del governo vecchio, 80).</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Maledizione del sommo poeta&#8221; è la storia di un 35enne ossessivo e mentalmente instabile, perseguitato dal desiderio di lasciare un segno nella letteratura, proprio come il Sommo Poeta Dante Alighieri, la cui ingombrante presenza pesantemente si impone nella vita del protagonista dalla più tenera età. Da allora in poi la vita di Angelo Calvisi diventa compromessa per sempre, oppressa dal senso di sconfitta generato da quella volontà continuamente delusa. E la maledizione di Angelo Calvisi è quella di crescere rimanendo però sempre un po&#8217; bambino e un po&#8217; inetto, di non riconoscere i propri limiti, di volersi elevare al di sopra delle masse, non rassegnandosi all&#8217;anonimato, senza arrendersi all&#8217;idea di non essere in grado di farlo. Tra l&#8217;altro il protagonista deve fare i conti con tutta una serie di personaggi che affollano la sua mente dialogando tra loro e intralciando le sue azioni quotidiane. Su tutti campeggia il Sommo Poeta, che ritroviamo appollaiato sul camino a ricordare costantemente al protagonista la sua inadeguatezza, a fumare marijuana o a giocare a ruba bandiera con la propria cuffietta. Divertentissimo l&#8217;abbassamento grottesco di questo personaggio, eterno compagno di viaggio del protagonista e l&#8217;ironia con cui è giocata tutta la narrazione che si snoda entro un arco temporale di tre giorni, essenzialmente al di dentro della mente del protagonista, che tenta di far fronte agli eventi, spesso non riuscendo a gestirli, trascinandosi nella vita, lasciandosi vivere passivamente preparandosi al meglio ad attendere la morte. Il tutto in uno stile veramente spassoso, che da subito coinvolge il lettore fino a farlo scoppiare dalle risate di fronte alla pagina.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">L&#8217;andamento sintattico sgrammaticato ricalca esattamente i ritmi e le strutture del parlato e dà vita ad una serie di vicende esilaranti che riflettono perfettamente il mondo caotico e pieno di fantasia del personaggio protagonista.</p>
<p style="text-align:justify;">I flussi di coscienza, le ossessioni, i dialoghi con gli strampalati personaggi, le vicende che non si comprendono quanto siano vere o finte creano un impasto veramente variegato di immagini e colori che ci fanno calare in un turbine mentale del tutto diverso dal solito modo di guardare il mondo. Il romanzo nella sua brevità e scorrevolezza è del tutto godibile. Divertente ma anche in grado di far riflettere. Al di là del gioco, che riesce a far si che il lettore si diverta moltissimo, rimane infatti la percezione di una dimensione più problematica, di un&#8217;angoscia esistenziale, di una difficoltà ad entrare in contatto con il mondo. Una condizione dolorosa che si fa sempre più strada nel racconto, che si percepisce sempre di più dietro l&#8217;umorismo. Un testo spassosissimo eppure amaro che concretizza e riflette le sfaccettature della follia.</p>
<p style="text-align:right;">Benedetta Casaretti,<a href="http://www.lungotevere.org/news.asp?id=5385&amp;s=3&amp;a=20" target="_blank"> lungotevere.net</a></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: Angelo Calvisi, dante, genova, Il geometra sbagliato, il principe di persia, letteratura, libri, maledizione del sommo poeta, narrativa, round robin, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3199/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3199&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/22/maledizione-del-sommo-poeta-di-angelo-calvisi-lungotevere-net/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/maledizione-del-sommo-poeta.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">chiuso per turno</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>venerdì, altroquando, 21:30</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/21/venerdi-altroquando-2130/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/21/venerdi-altroquando-2130/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 21:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[our books]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3186</guid>
		<description><![CDATA[chiuso per turnochiuso per turno<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3186&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;">&gt; via del governo vecchio 80 &gt; <strong>p.za di pasquino</strong> &gt; roma</p>
<p style="text-align:center;">dalle segrete di bagdad a nuova vita torna</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094" target="_blank"><strong>Il Principe di Persia</strong></a><br />
(di <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/autore.aspx?bk=angelo_calvisi" target="_blank"><strong>Angelo Calvisi</strong></a>)</p>
<p style="text-align:center;"><em>Dolce color d&#8217;oriental zaffiro, che s&#8217;accoglieva nel sereno aspetto del mezzo, puro infino al primo giro&#8230;</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3189" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/principe-di-persia-blog2.jpg?w=180&#038;h=258" alt="chiuso per turno" width="180" height="258" /><span id="more-3186"></span></p>
<p style="text-align:center;"><em> &#8230; scusate, divagavo, divagavo, ma s&#8217;era mai visto, dico, s&#8217;era mai visto un romanzo tratto da un videogame?</em></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;">Interverranno, oltre all’autore:<br />
<strong>Jaffar</strong> (aspirante al trono di Babilonia)<br />
<strong>asdgsrgtfc wm4ew90 ukls </strong>(critico letterario)<br />
<strong>fjknq9876 y ukl  hjk </strong>(giornalista)</p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ffffff;">..</span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:right;">[VENERDI'23ottobre21:30 ALTROQUANDOpzadiPasquinoROMA]</p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:left;">ps. è vero eh, lo dicono <a href="http://www.altroquando.com/2009/10/19/il-principe-di-persia-angelo-calvisi-round-robin/" target="_blank"><strong>anche qui</strong></a>.</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:center;">
Posted in our books  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3186/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3186/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3186/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3186/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3186/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3186&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/21/venerdi-altroquando-2130/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/principe-di-persia-blog2.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">chiuso per turno</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Instrumentum regni</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/21/instrumentum-regni/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/21/instrumentum-regni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 09:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[anobii]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[friendfeed]]></category>
		<category><![CDATA[networkedblogs]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3177</guid>
		<description><![CDATA[
È da poco possibile seguire le nostre mirabolanti avventure tramite due novissimi ritrovati della telematica tecnologia post-cartesiana. Trattasi dello stupefacente gingillo chiamato NetworkedBlogs in dove sulla futuristica piattaforma faccialibresca poterete, nevvero, abbonarvi al nostro blogghettino come se nulla fosse tramite leggera pressione dell&#8217;indice o altro dito della mano, sovente destra, sul topo caudato (o meno) [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3177&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3178" title="logo_homepage" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/logo_homepage.png?w=147&#038;h=21" alt="logo_homepage" width="147" height="21" /></p>
<p style="text-align:justify;">È da poco possibile seguire le nostre mirabolanti avventure tramite due novissimi ritrovati della telematica tecnologia post-cartesiana. Trattasi dello stupefacente gingillo chiamato <a href="http://apps.facebook.com/blognetworks/blog/round_robin/" target="_blank"><strong>NetworkedBlogs</strong></a> in dove sulla futuristica piattaforma faccialibresca poterete, nevvero, abbonarvi al nostro blogghettino come se nulla fosse tramite leggera pressione dell&#8217;indice o altro dito della mano, sovente destra, sul topo caudato (o meno) che governa del computatore le freccette (ubichiamo inoltre il link a tale arzigogolato lustrino permanentemente in basso a destra, così come in basso a destra scorrendo si può in effetti aver modo di vedere&#8230;). <span id="more-3177"></span>È per giunta da poco vitale et amabilmente prosperante altra diavoleria nota con il barbaro nome di <a href="http://friendfeed.com/" target="_blank"><strong>friendfeed</strong></a>. Ivi vi consiglio di seguire tosto le orme nostre così come solitamente con altri facciam noi, e vi rammento al dunque che oltre a queste vi sono altre roundrobinan manifestazioni social-netuorcanti in giro per la sapida tela come rete nota: tra queste mi diverte ricordare di <a href="http://www.facebook.com/home.php?#/roundrobin?ref=name" target="_blank"><span style="color:#3366ff;"><strong>facebook</strong></span></a> l&#8217;inclito <span style="color:#0000ff;"><a href="http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=17515156486" target="_blank"><strong>gruppo</strong></a></span>, il cinguettìo dell&#8217;avio <a href="http://twitter.com/RoundRobined" target="_blank"><strong>twitterante</strong></a>, e, perché no, di <a href="http://www.anobii.com/roundrobin/books" target="_blank"><strong>anobii</strong></a><strong> </strong>l&#8217;orientaleggiante libreria.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-3179" title="nano-logo" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/nano-logo.png?w=150&#038;h=33" alt="nano-logo" width="150" height="33" /></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: anobii, facebook, friendfeed, networkedblogs, social network, twitter <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3177/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3177&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/21/instrumentum-regni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/logo_homepage.png" medium="image">
			<media:title type="html">logo_homepage</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/nano-logo.png?w=150" medium="image">
			<media:title type="html">nano-logo</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>e Steve Bradbury all&#8217;ultima curva&#8230;</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/20/e-steve-bradbury-allultima-curva/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/20/e-steve-bradbury-allultima-curva/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 06:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[racconti (e ultimi round)]]></category>
		<category><![CDATA[steven bradbury]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo round]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3168</guid>
		<description><![CDATA[Scade questa sera alle 24:00 la tornata di racconti sulle lame di Steven&#8230; tema (o meglio suggestione) valido/a per l’Ultimo Round di ottobre. Mancano pochi giri della lancetta (corta) e, forse, pochi capitomboli e giravolte in pista&#8230;

Posted in (p)Recensioni &#38; vanità Tagged: concorso, ottobre, racconti (e ultimi round), steven bradbury, ultimo round    [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3168&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Scade questa sera alle 24:00 la tornata di racconti sulle lame di <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/09/26/ultimo-round-–-ottobre-2009-–-“vita-morte-e-miracoli-di-steaven-breadbury/" target="_blank"><strong>Steven</strong></a>&#8230; tema (o meglio suggestione) valido/a per l’<a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/ultimo-round/" target="_blank"><strong>Ultimo Round</strong></a> di ottobre. Mancano pochi giri della lancetta (corta) e, forse, pochi capitomboli e giravolte in pista&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3167" title="200px-FrancobolloStevenBradbury" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/200px-francobollostevenbradbury.jpg?w=200&#038;h=202" alt="200px-FrancobolloStevenBradbury" width="200" height="202" /></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: concorso, ottobre, racconti (e ultimi round), steven bradbury, ultimo round <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3168/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3168&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/20/e-steve-bradbury-allultima-curva/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/200px-francobollostevenbradbury.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">200px-FrancobolloStevenBradbury</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Calcio e matematica</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/19/calcio-e-matematica/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/19/calcio-e-matematica/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 13:21:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[провокация]]></category>
		<category><![CDATA[18-10-2009]]></category>
		<category><![CDATA[errori arbitrali]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>
		<category><![CDATA[milan roma 2 - 1]]></category>
		<category><![CDATA[statistica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3148</guid>
		<description><![CDATA[
A dodici ore di distanza gli animi si raffreddano e si è in grado di riflettere in maniera lucida sulla partita.
Sgombriamo subito il campo dal dubbio che questo mio post sia la solita lamentela del romanista piagnone. Diciamo che la Roma ha colpe gravi sulla sconfitta di Milano. Cito le due macroscopiche: primo il non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3148&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3149" title="prpvo6" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/prpvo63.gif?w=300&#038;h=100" alt="prpvo6" width="300" height="100" /></p>
<p style="text-align:justify;">A dodici ore di distanza gli animi si raffreddano e si è in grado di riflettere in maniera lucida sulla partita.<br />
Sgombriamo subito il campo dal dubbio che questo mio post sia la solita lamentela del romanista piagnone. Diciamo che la Roma ha colpe gravi sulla sconfitta di Milano. Cito le due macroscopiche: primo il non aver saputo concretizzare la schiacciante supremazia di gioco del primo tempo con un secondo gol, secondo l&#8217;aver subito gol a Milano su contropiede sul punteggio di 1 a 1 (semmai avrebbe dovuto essere il Milan a scoprirsi al contropiede della Roma).<span id="more-3148"></span><br />
Ciò detto, è doveroso (e molto frustrante) porre l&#8217;accento sul fatto che per l&#8217;ennesima volta le decisioni arbitrali sono state decisive in una partita della Roma a Milano. Procediamo col rito abbreviato e concentriamo l&#8217;attenzione su due di esse: il rigore non concesso su Menez nel primo tempo e il rigore inesistente concesso al Milan nel secondo (sorvoliamo su almeno un episodio molto dubbio sullo stesso Menez sempre nel primo tempo). Tralasciamo la valutazione di merito sulla condotta arbitrale e analizziamo i fatti. Diciamo che l&#8217;episodio su Menez viene valutato rigore tre volte su quattro e quello su Nesta una volta su quattro. Consideriamo inoltre il fatto (puramente statistico) che i rigori vengono sbagliati all&#8217;incirca una volta su quattro. Sulla scorta di tutto questo, cerchiamo di valutare il risultato di 1-1 all&#8217;undicesimo del secondo tempo in funzione delle scelte arbitrali. Iniziamo dalle scelte dell&#8217;arbitro. Utilizziamo le abbreviazioni:</p>
<p style="text-align:center;"><strong>M = rigore su Menez concesso<br />
N = rigore su Nesta concesso<br />
nonM = rigore su Menez negato<br />
nonN = rigore su Nesta negato</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Le decisioni dell&#8217;arbitro potevano essere dunque:<br />
<strong>1) M &amp; nonN con probabilità 9/16, ovvero 56.25%<br />
2) nonM &amp; nonN con probabilità 3/16, ovvero 18.75%<br />
3) M &amp; N con probabilità 3/16, ovvero 18.75%<br />
4) nonM &amp; N con probabilità 1/16, ovvero 6.25%</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ciò significa che le decisioni arbitrali effettivamente prese avevano a priori una probabilità del 6.25%.</p>
<p style="text-align:justify;">Analizziamo invece ciò che riguarda il risultato: se prendiamo in considerazione solo questi due eventi è chiaro che i risultati possibili al minuto undici del secondo tempo sono quattro, ovvero 0-1, 0-2, 1-2, 1-1.</p>
<p style="text-align:justify;">Da quanto detto finora segue che il risultato poteva essere all&#8217;11° del secondo tempo:<br />
<strong>1) 0-1 con probabilità: 91/256, ovvero 35.6%<br />
2) 0-2 con probabilità: 117/256, ovvero 45.7%<br />
3) 1-2 con probabilità: 21/256, ovvero 8.2%<br />
4) 1-1 con probabilità: 27/256, ovvero 10.5%</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Infine osserviamo che, se l&#8217;arbitro avesse preso le decisioni giuste (il che avviene nel 56.25% dei casi), allora la Roma si sarebbe trovata in vantaggio di due gol con probabilità del 75%, mentre se l&#8217;arbitro avesse preso, come poi effettivamente ha fatto, entrambe le decisioni sbagliate (il che avviene nel 6.25% dei casi), allora tre volte su quattro il Milan si sarebbe trovato sul 1-1, come effettivamente è accaduto.</p>
<p style="text-align:justify;">Veniamo alle conclusioni. Possiamo senz&#8217;altro dire che il Milan è stato molto fortunato a trovarsi sull&#8217;1-1 al minuto 11 della ripresa. C&#8217;è però dell&#8217;altro. Se la matematica non è un&#8217;opinione, possiamo dire che le decisioni arbitrali prese (decisive per l&#8217;esito della partita) avevano una probabilità piuttosto bassa di esserlo: il 6.25%. Questo dato di per sé non costituisce nessuno scandalo: non c&#8217;è nulla di strano nel fatto che si verifichi un evento che ha a priori una probabilità del 6.25% di verificarsi. Ciò che fa riflettere è che considerazioni quantitativamente simili possono essere fatte sulle partite giocate dalla Roma a Milano negli ultimi 4 anni. Il risultato è che le partite giocate dalla Roma a Milano costituiscono un&#8217;anomalia statistica. Sorvolando su quale ne sia la causa, che ci sia una inerzia arbitrale in queste partite è un fatto, sempre che la matematica non sia un&#8217;opinione.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Sobolev*</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;">NOTE</p>
<p style="text-align:justify;">* [<em><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/category/провокация/" target="_blank">провокация</a> è una rubrica che si prende delle libertà, in questo caso ospita l'intervento di un matematico esterno al  pool degli autori</em>].<em><br />
</em></p>
Posted in провокация Tagged: 18-10-2009, errori arbitrali, matematica, milan roma 2 - 1, statistica <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3148/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3148/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3148/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3148&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/19/calcio-e-matematica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>18</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/prpvo63.gif?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">prpvo6</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Finale</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/19/finale/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/19/finale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 07:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti (e ultimi round)]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Calvisi]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[finale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3144</guid>
		<description><![CDATA[dal blog angelocalvisi:
La gente normale scrive l’inizio di un romanzo. Io sono un idiota e ne scrivo la fine. Eccola.
Il testimone invisibile ha assistito a tutto, pezzo dopo pezzo, e si è marcato anche la frenesia dei giornalisti, l’esodo di dio, le storie oltre il quadro. Si è fatto un’idea. Forse, per comprendere la vita, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3144&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#666699;">dal blog <a href="http://geometrasbagliato.wordpress.com/2009/10/17/finale/" target="_blank"><strong>angelocalvisi</strong></a>:</span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>La gente normale scrive l’inizio di un romanzo. Io sono un idiota e ne scrivo la fine. Eccola.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il testimone invisibile ha assistito a tutto, pezzo dopo pezzo, e si è marcato anche la frenesia dei giornalisti, l’esodo di dio, le storie oltre il quadro. Si è fatto un’idea. Forse, per comprendere la vita, oc corre veramente pensare a certi film francesi, che si può azzerare l’audio perché intanto i dialoghi sono superflui, e ciò che importa sono i movimenti del corpo, i gesti, le espressioni del viso. E cosa salta fuori? La sensazione spiacevole che se vedi un giorno li hai visti tutti. O almeno così la pensa il testimone invisibile,<span id="more-3144"></span> che allontanandosi allarga l’inquadratura sempre di più, a dismisura, e Genova è come una chiazza di cemento, anonima, e soltanto un po’ più luminosa.</p>
<p style="text-align:justify;">Ai piani bassi non ci si accorge di nulla. La troupe del testimone invisibile se n’è appena andata, tutto sbaraccato, ma si va avanti col solito tran tran. Tu e Roberta vi incontrate a mezzanotte, di fronte all’e dicola notturna, dove sono già comparse le locandine del quotidiano. Ciò che accadrà tra stasera e do mani è facile da immaginare. Probabilmente, quan do tua madre tornerà dall’ospedale e ti racconterà la sua giornata, ti preoccuperai, e magari proverai an che un po’ di rimorso per Monica. Ma ci penserai a suo tempo. Ora hai spento il cellulare, hai chiuso nell’armadio il bell’abito blu e ti sei vestito con i jeans e una polo chiara. Roberta è più bella di come la ricordavi, e il suo saluto è come una carezza dol cissima.</p>
<p style="text-align:justify;">Non c’è molto da aggiungere. La prendi per mano, le baci la fronte, girate per un po’ nella città vecchia, parlando quasi niente. Poi andate a cercare una spiaggia che non sia stata proprio distrutta dalla burrasca, per vedere dal mare un’altra alba liquida. La pri ma luce livida vi coglie che state ancora facendo l’a­more, nascosti tra due barche. Il vento lasco della notte ha raggiunto nidi, fo­glie, balconi, e adesso sfianca piano i panni stesi.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Resta da stabilire cosa è successo prima. Qualcuno ha qualche idea?  Eh?</em></p>
Posted in racconti (e ultimi round) Tagged: Angelo Calvisi, blog, finale <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3144/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3144/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3144/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3144&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/19/finale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>The Miniaturist</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/17/the-miniaturist/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/17/the-miniaturist/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 22:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[2005]]></category>
		<category><![CDATA[Gregory Pardlo]]></category>
		<category><![CDATA[The Miniaturist]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3138</guid>
		<description><![CDATA[She is jack-hammering needlepoint through
a hank of satin blanched in a wash of milk light,
the rippling fluorescents, her sculpted hunch
snow-capped by the light above the workbench, the ceiling
veined with shadow play of plumbing
gurgling like hand fed pigeons.
House-shoes drag out her listening and she
thinks of sea foam inching the linoleum’s
edge, dampening the sill between
laundry and garage [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3138&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>She is jack-hammering needlepoint through<br />
a hank of satin blanched in a wash of milk light,<br />
the rippling fluorescents, her sculpted hunch<br />
snow-capped by the light above the workbench, the ceiling<br />
veined with shadow play of plumbing<br />
gurgling like hand fed pigeons.<br />
House-shoes drag out her listening and she<br />
thinks of sea foam inching the linoleum’s<br />
edge, dampening the sill between<br />
laundry and garage where his voice<br />
catches like a sweater thread<br />
on a cuticle, unsure of loss<br />
or longing, before he enters her field<br />
of vision to peck her forehead as if she were<br />
parchment, and he tells her it is good<br />
and she thinks <em>comme ci comme ça</em>. <span id="more-3138"></span>It will do.<br />
Everywhere appears the synecdoche<br />
projecting from the frugal mind in which she<br />
squints at sea swells that broaden like<br />
a yawn before they spasm into compressed light<br />
and the idea of light and the rhythm in between them<br />
is the precision she crafts into displays<br />
she wants to carry through the vastness that follows<br />
the hollow and diminishment of her bones,<br />
the rudderless boats and unchartable shores, the buoys<br />
doddering silently midmotion like satellites she seizes,<br />
fraction by fraction from the lips of stars ever<br />
imploding on the unseen roofs of her balsawood boxes.</p>
<p style="text-align:right;">Gregory Pardlo, 2005</p>
<p>&gt;&gt; [<em> La Miniaturista</em></p>
<p>Sta trivellando mezzopunto fino in fondo<br />
a una matassa di satin sbiancata in un bagno di luce lattiginosa,<br />
increspano le fluorescenze, la luce sopra la panca da lavoro<br />
una coperta di neve sulla sua gobba scolpita,<br />
il soffitto venato dai giochi d’ombre delle tubature<br />
gorgoglia come piccioni imbeccati con le mani.<br />
Scarpe da casa la trascinano all’ascolto e lei<br />
pensa alla schiuma del mare che avanza verso il ciglio<br />
del linoleum, che bagna il davanzale fra<br />
lavanderia e garage dove quella voce<br />
s’impiglia come il filo d’un maglione<br />
su una pellicina, incerta fra perdita<br />
e brama, prima che lui entri nel suo campo<br />
visivo a baciarle la fronte come se fosse<br />
un attestato, e lui le dice che va bene<br />
e lei pensa <em>comme ci comme ça</em>. Questo basterà.<br />
Ovunque appare la sineddoche<br />
proiezione dalla mente frugale in cui lei<br />
strizza gli occhi davanti all’onde che s’aprono come<br />
uno sbadiglio prima che questo spasmi in luce compressa<br />
e nell’idea di luce e il ritmo fra di loro<br />
è la precisione che lei a mano mette in mostra<br />
che lei vuole portare attraverso la vastità che segue<br />
il vuoto e la diminuzione delle sue ossa,<br />
le barche senza timone e le coste fuori mappa, le boe<br />
che vacillano silenziosamente in movimento come satelliti da afferrare,<br />
frazione per frazione dalle labbra delle stelle che da sempre<br />
implodono sui tetti non scrutati delle sue scatole di legno di balsa.</p>
<p style="text-align:right;"><em>trad. it. Cecilia Piantanida </em>]</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;">NOTE</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Gregory Pardlo</strong>. Quarantenne poeta e traduttore newyorkese Pardlo scopre la poesia a venticinque anni e ne fa una professione. Infatti, dopo aver ottenuto un Master in Scrittura Creativa dall’Università di New York, nel 2005 diventa New York Foundation for the Arts Fellow in <em>poetry</em>. Le sue poesie e traduzioni compaiono regolarmente nelle più prestigiose riviste internazionali, tra cui <em>The American Poetry Review</em>; ad oggi ha pubblicato un’unica ma plurime volte premiata silloge intitolata <em>Totem</em> (2007). Fortemente ispirata alla musica e in particolare alla cultura Jazz, la poesia di Pardlo esplora il significato della rappresentazione oggi, il ruolo dello scrittore contemporaneo e il suo rapporto con il peso delle aspettative culturali, politiche e letterarie del mondo odierno. Dal 2008 Pardlo vive a Brooklyn con la sua famiglia e insegna scrittura creativa all’Università di George Town.</p>
Posted in poesia Tagged: 2005, Gregory Pardlo, The Miniaturist <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3138/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3138&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/17/the-miniaturist/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Steven &#8211; 3</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/17/steven-3/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/17/steven-3/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 08:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[- 3]]></category>
		<category><![CDATA[steven bradbury]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo round]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3135</guid>
		<description><![CDATA[Ultimo giorni della tornata ottobrina. Ultimo Round. – 3. Il 20 scade eh. Fatevi sotto, siamo alle ultime curve, gli avversari cadranno ancora come pere mature al cospetto dello stralunato di Steven?


Posted in (p)Recensioni &#38; vanità Tagged: - 3, steven bradbury, ultimo round      <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3135&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Ultimo giorni della tornata ottobrina. <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/ultimo-round/" target="_blank"><strong>Ultimo Round</strong></a>. – 3. Il 20 scade eh. Fatevi sotto, siamo alle ultime curve, gli avversari cadranno ancora come pere mature al cospetto dello stralunato di <strong><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/09/26/ultimo-round-–-ottobre-2009-–-“vita-morte-e-miracoli-di-steaven-breadbury/" target="_blank">Steven</a></strong>?</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3136" title="CONCORSO" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/concorso2.jpg?w=245&#038;h=227" alt="CONCORSO" width="245" height="227" /></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: - 3, steven bradbury, ultimo round <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3135/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3135&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/17/steven-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/concorso2.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">CONCORSO</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Scrivere e pubblicare &#8211; 1</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/16/scrivere-e-pubblicare-1/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/16/scrivere-e-pubblicare-1/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 23:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[la gazza andalusa]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[scuole di scittura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3126</guid>
		<description><![CDATA[Letteratura e giudizi di valore
.
Il dibattito che si è aperto sul blog a proposito di scrittura, letteratura, editoria, scuole di scrittura, è interessante e coinvolgente e mi dà l’occasione di dire cose che avevo in mente da molto tempo. Naturalmente la prendo alla larga… ma non so proprio fare diversamente.
Sono convinta che l’arte e la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3126&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h5 style="text-align:center;">Letteratura e giudizi di valore</h5>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:justify;">Il dibattito che si è aperto sul blog a proposito di scrittura, letteratura, editoria, scuole di scrittura, è interessante e coinvolgente e mi dà l’occasione di dire cose che avevo in mente da molto tempo. Naturalmente la prendo alla larga… ma non so proprio fare diversamente.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono convinta che l’arte e la letteratura siano diventate, con la nascita e la crescita della secolarizzazione e della miscredenza, il paradiso dei laici. Evidentemente è difficile per gli esseri umani fare a meno della fede in un’entità metafisica ed eterna. <span id="more-3126"></span>L’idea che l’arte (ma, visto che sto parlando dal blog di una casa editrice, faccio riferimento a quella parte di “arte” che viene comunemente chiamata “letteratura”) sia qualcosa che, grazie ai suoi valori estetici, vola al di sopra del tempo e della storia, ha avuto origine forse un paio di secoli fa ed è stata poi ribadita in vari modi, fino ai nostri giorni. Ma questo paradiso, come tutti i paradisi, con il tempo si è degradato. E sono tanti quelli che cercano di entrarci. A degradarlo non è il fatto che siano in tanti a scrivere, ma che molti di questi lo facciano per la voglia di entrare in un brutto paradiso e che chi ha le chiavi di  ampie zone di questo paradiso apra le porte soprattutto a persone come Bruno Vespa.</p>
<p style="text-align:justify;">Un salto nel ragionamento che poi spero di giustificare.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando ero insegnante, ero arrabbiata con una scuola che sposava schemini didattici di cui non si chiedeva l’origine e lo statuto e li proponeva/imponeva agli studenti senza domandarsi che effetto avrebbero avuto su di loro, che cosa avrebbero dato e tolto loro. Naturalmente mi riferisco al modo con cui i libri di testo – e di conseguenza i professori che difficilmente si staccavano dal libro adottato – proponevano lo studio della letteratura. Per molti anni ha avuto la preminenza, dopo i “furori” degli anni Sessanta e Settanta, un approccio “scientifico” al patrimonio letterario: strutture narratologiche, focalizzazioni, scarti semantici, figure, metriche, generi e sottogeneri, intertestualità decontestualizzata, nelle sue diverse versioni…  Un ennesimo tentativo di restaurare il paradiso più volte pericolante. Niente di male nel fare oggetto di analisi questi apparati concettuali, queste strutture retoriche, questi motivi che hanno viaggiato nel tempo e nel cervello delle persone, trasformandosi. Forse letture quasi esclusivamente contenutistiche di tempi precedenti, spesso troppo ideologiche, che non prendevano in considerazione le forme dei testi, erano altrettanto monche e limitate. Però è curioso, paradossale, ma non stupefacente, che delle scuole critiche (a partire dal Formalismo russo e dal Circolo di Praga) che avevano distinto il letterario dal non letterario per reagire alla dura rozzezza positivista (e in parte anche al “realismo socialista”) abbiano poi cercato una “scientificità”, un’“obiettività” a cui le “scienze dure” stavano in parte rinunciando. Questa ricerca di scientificità ha spinto a isolare gli “oggetti letterari” dalla vita, a disseccarli. L’autore è stato scarnificato, ridotto in polvere ed è sparito, almeno provvisoriamente. Il paradiso letterario, sede delle opere letterarie, è stato spesso proposto ai comuni mortali, nel caso specifico agli studenti, come un regno sempre più lontano e astratto, e anche per questo sempre più escludente e desiderabile. D’altra parte dalla polvere in cui è stato ridotto l’autore sono nati spettri narcisisti (degli scrittori viventi, naturalmente).<br />
In un suo libro assai stimolante (non in tutto condivisibile, per me), che ha ormai undici anni di vita, <em>L’ombra lunga dell’autore</em>, una simpaticissima studiosa, Carla Benedetti, ha messo in evidenza come l’autore, cancellato, ricompaia come fantasma prepotente ed esibizionista di un mondo mediatico.</p>
<p style="text-align:justify;">A mio parere, uno degli snodi che ha portato a questo disseccamento/rinascita narcisistica dell’autore contemporaneo è stato proprio quel concetto di scarto semantico, quella piccola deviazione che si attribuisce a-prioristicamente al testo letterario rispetto ai discorsi dei comuni mortali, al fine di spedirlo nel sistema letterario paradisiaco, dove sono pronti tavoli per autopsia su cui opera lo scienziato-critico. L’opera letteraria, secondo questi orientamenti, può essere oggetto solo di un giudizio estetico basato essenzialmente su un’analisi formale e al massimo intertestuale. Tale giudizio, infine, non può che risultare alla fine tautologico: questa cosa è bella perché formata da parti/parole/strutture interessanti… Non c’è nessun vero incontro “umano”  fra l’autore, allontanato dalla città degli uomini, che magari riappare frettolosamente in qualche festival della letteratura, e il lettore.<br />
Per me è invece è fondamentale, pur attraverso tutte le mediazioni, i viottoli, i passaggi tra forme e collisioni fra testi, mettermi a parlare con l’autore. Non è che io pretenda di essere sullo stesso piano di Alessandro Manzoni: che i pochi  lettori di questo mio scritto non mi attribuiscano, per favore, un simile pensiero. Manzoni è quel grande autore che amo contro tutte le monumentalizzazioni che ne sono state fatte, è oltre tutto un autore canonico e il canone, pur essendosi formato per sedimenti, quindi per via empirica e non metafisica, è necessario: forse non sempre giusto, ma passerella che ci consente di non affogare. Richiama, a mio parere, non i fasti letterari di quelli che ci sono entrati, ma la limitatezza umana. Ma Manzoni mi dice anche attraverso le scelte stilistiche, linguistiche, i riferimenti ad altri scrittori ecc., qualcosa di me stessa, della mia esperienza, su cui posso discutere. Un’attitudine ermeneutica che non si arresti al testo, ma vada a sollecitare il senso della vita dell’autore, e persino le sue intenzioni, è la sola permessa nel rapporto interpersonale: uno che dà i suoi scritti ad altri legittima con questo atto tutti gli arzigogoli sulla sua visione del mondo, delle donne, degli uomini, del sesso, del sogno, dei figli, della guerra, della pace, dell’inconscio, della coscienza, della natura, degli alberi, delle case e delle cimase. Per me è questa la ragione per cui vale la pena leggere: leggere non è né un merito né una cosa necessaria. Certe volte le persone che non leggono niente sono assai più incantevoli e acute di certi lettori divoratori. Non c’è bisogno di chiudere Manzoni nel recinto dei santi e delle forme, non ne ha proprio bisogno, per essere interpretato, capito, per essere interrogato da chi lo legge a distanza di più di un secolo e mezzo.<br />
Quello che sto dicendo non è affatto originale. In una parte del mondo accademico, per i più avveduti (penso a Giulio Ferroni, anche a Romano Luperini, penso a Rolando Damiani… forse sono rimasta indietro, ho lasciato scuola e Italia ormai da anni, ce ne saranno altri che mi sfuggono o non conosco affatto) queste considerazioni sono forse scontate. I libri di questi studiosi circolano da tempo nelle scuole, ma non so quanto molti insegnanti siano consapevoli della proposta epistemologica di cui sono portatori. A chi lavora in una casa editrice piccola o grande, seria, naturalmente, queste sembreranno elucubrazioni di una vecchia professoressa… e forse lo sono davvero elucubrazioni di un tramonto non sempre colorato. Però penso che i giovani di oggi, qualunque cosa facciano, non debbano dimenticare quello che hanno dato o tolto o nascosto o distorto gli anni di scuola: se no, si affetta tutto, si vivono pezzi isolati di vita, si gettano via troppi scarti.</p>
<p style="text-align:justify;">E veniamo allora al giudizio di valore: è inevitabile alla fine darlo. Per ragioni pratiche, perché si deve scegliere, per esempio, chi e che cosa pubblicare. Però non dovrebbe il giudizio di valore avere lo spazio che certe volte ha: dovrebbe essere formulato con la consapevolezza che è un male necessario, legato alla finitezza umana. Specialmente dal versante editoriale, non si possono incontrare ermeneuticamente (nel senso che ho dato sopra a questa parola) tutti quelli che inviano i loro scritti. E comunque questo giudizio dovrebbe fondarsi sempre sulla consapevolezza del fatto che il valore è stabilito in gran parte dalla collisione fra esseri umani e sentimenti della vita: se io sento che quello che ha scritto tizio provoca in me emozioni e fa germogliare pensieri, il giudizio di valore sarà positivo. Certo, non prescinderò – lo ripeto un’ennesima volta – dalle scelte formali che leggo nello scritto di tizio, ma alla fine quello che deciderà sarà il confronto fra i due mondi di pensieri, di sentimenti e di convinzioni di cui siamo portatori. Non esito a dire che se fossi stata redattrice in una casa editrice e mi fosse capitato il manoscritto de <em>Il piacere</em> o quello de <em>Le novelle della Pescara</em>, tremende, di D’Annunzio, avrei espresso serie riserve per la pubblicazione. Faziosa? Sì.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Maria Laura Bufano</p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:center;"><strong>Scrivere e pubblicare &#8211; 1</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/22/scrivere-e-pubblicare-2/" target="_blank"><strong>Scrivere e pubblicare &#8211; 2</strong></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/28/scrivere-e-pubblicare-3/" target="_blank"><strong>Scrivere e pubblicare &#8211; 3</strong></a></p>
Posted in la gazza andalusa Tagged: editoria, letteratura, scrittura, scuole di scittura <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3126/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3126&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/16/scrivere-e-pubblicare-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Videocracy o Democracy?</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/15/videocracy-o-democracy/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/15/videocracy-o-democracy/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 23:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Erik Gandini]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[lele mora]]></category>
		<category><![CDATA[mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[videocracy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3122</guid>
		<description><![CDATA[Lo scorso settembre è uscito nelle sale italiane (sempre troppo poche) il film-documentario Videocracy, del regista italiano Erik Gandini, che ormai da anni vive in Svezia e studia le evoluzioni o, per meglio dire, le involuzioni socio-culturali del nostro paese. Il film, presentato alla Settimana della Critica e delle Giornate degli Autori della 66ma Mostra [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3122&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Lo scorso settembre è uscito nelle sale italiane (sempre troppo poche) il film-documentario <em>Videocracy</em>, del regista italiano Erik Gandini, che ormai da anni vive in Svezia e studia le evoluzioni o, per meglio dire, le involuzioni socio-culturali del nostro paese. Il film, presentato alla Settimana della Critica e delle Giornate degli Autori della 66ma Mostra del Cinema di Venezia e scartato dalla sezione ufficiale, parla di come l’assetto politico, sociale e culturale italiano sia stato distorto e trasfigurato dalla onnipresente e sempre più imperante televisione. Dove, naturalmente, per televisione s’intende quella berlusconiana. <span id="more-3122"></span>Le tv di Berlusconi, che, ricordiamo essere Presidente del Consiglio di un Paese e allo stesso tempo padrone di tre quarti del palinsesto televisivo nazionale, hanno instaurato in Italia una sorta di struttura mentale videocratica. In poche parole, da noi, non è la democrazia a legittimare un uomo o una donna, e neanche la meritocrazia, ma la videocrazia, l’immagine. L’immagine in Italia è tutto e con l’immagine il signor Silvio Berlusconi ha costruito un impero, scavalcando ogni organo costituzionale e istituzionale. Nel film di Gandini si traccia la storia televisiva italiana, comparandola, sul binario parallelo, alla storia della società del Paese negli ultimi trent’anni. Ragazze seminude, prostitute d’alto bordo che rasentano la politica e a volte entrano anche in politica, la televisione che si mischia al potere e il potere invischiato nella televisione, trash, volgarità, cinismo. Lo spettacolo televisivo italiano è questo e anche di più. Si resta sconcertati davanti alle immagini di un Lele Mora che dichiara apertamente di adorare Mussolini, di essere vicino alla cultura fascista e di possedere sul suo cellulare (che mostra alla telecamera) inni, immagini e sigle con tanto di svastiche e simboli mussoliniano-fascisti. La pellicola apre con le immagini di un quiz di trent’anni fa dove, in un piccolo studio televisivo, una ragazza si spoglia quando il telespettatore a casa indovina la risposta. Da lì, da quel germe infetto, è nato un impero mediatico, con in calce la firma di Silvio Berlusconi. E si arriva ad oggi, dove a farla da padroni sono i reality e le trasmissioni politico-trash, dove i politici si urlano in faccia e invece di parlare dei problemi del paese permettono l’instaurarsi di una vera e propria dittatura videocratica. Non meraviglia dunque se il documentario di Gandini sia stato rifiutato alle sezioni ufficiali veneziane e che il trailer sia stato censurato da Rai e Mediaset. E cade a fagiolo, questo piccolo filmetto, nel putiferio delle ultime settimane sul Lodo Mondadori, sulle implicazioni poco chiare di corruzione di Berlusconi e sul rifiuto del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale e del Presidente della Repubblica. Perché cade a fagiolo? Semplicissimo. Basta andarsi a rivedere la trasmissione di Porta a Porta, dove il Premier, in diretta tv, interviene al telefono e per svariati minuti si sfoga contro la sinistra, la Corte, il Presidente Napolitano e tutti gli italiani sinistroidi del paese. E soprattutto, ciliegina sulla torta, promette di andare in televisione per difendersi dalle accuse e per dichiarare la verità sul Lodo Alfano, sbugiardando i suoi aguzzini politici e istituzionali. Insomma un delirio, dove è davvero interessante l’uso psicologico anzi, diremmo, mentale che Berlusconi fa della tv. In quella trasmissione di Vespa, il Cavaliere ha dimostrato ancora una volta come in Italia vige una dittatura dell’immagine, dove vince chi ha l’immagine più forte. Perché se hai soldi e permetti al popolo intero di vedere, attraverso uno schermo immacolato, donne scosciate, putiferi volgari con personaggi dello spettacolo che non sanno fare niente ma lo fanno, film di prim’ordine e trash trash e ancora trash, allora puoi permetterti anche di collocarti al di sopra della Nazione. Non vogliamo assolutamente essere moralisti, se c’è qualcuno che vota Berlusconi per le sue tv questo qualcuno è il popolo ed è il popolo il responsabile del proprio voto. Solo ci chiediamo: ma questa è democrazia o videocrazia?</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Davide Speranza</p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: berlusconi, Erik Gandini, Italia, lele mora, mediaset, tv, videocracy <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3122/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3122&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/15/videocracy-o-democracy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Ultimo round settimana di rush finale, chi mai si aggiudicherà l&#8217;ambito</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/14/ultimo-round-settimana-di-rush-finale-chi-mai-si-aggiudichera-lambito/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/14/ultimo-round-settimana-di-rush-finale-chi-mai-si-aggiudichera-lambito/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 07:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[steven bradbury]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo round]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3118</guid>
		<description><![CDATA[trofeo, chi vincerà la guerra di Steven, chi segnerà con la lama della penna il giro veloce nella pista di short track chiamata letteratura? 7 giorni e lo saprete, come sempre su questi schermi, ultimo round

Posted in (p)Recensioni &#38; vanità Tagged: steven bradbury, ultimo round      <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3118&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">trofeo, chi vincerà <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/09/26/ultimo-round-–-ottobre-2009-–-“vita-morte-e-miracoli-di-steaven-breadbury/" target="_blank"><strong>la guerra di Steven</strong></a>, chi segnerà con la lama della penna il giro veloce nella pista di short track chiamata letteratura? 7 giorni e lo saprete, come sempre su questi schermi, <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/ultimo-round/" target="_blank"><strong>ultimo round</strong></a></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-3119" title="CONCORSO" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/concorso1.jpg?w=271&#038;h=249" alt="CONCORSO" width="271" height="249" /></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: steven bradbury, ultimo round <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3118/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3118/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3118/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3118/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3118/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3118/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3118/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3118/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3118/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3118/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3118&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/14/ultimo-round-settimana-di-rush-finale-chi-mai-si-aggiudichera-lambito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/concorso1.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">CONCORSO</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Discorso sulle scuole di scrittura in America</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/13/discorso-sulle-scuole-di-scrittura-in-america/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/13/discorso-sulle-scuole-di-scrittura-in-america/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 07:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[new yorker]]></category>
		<category><![CDATA[scuole di scittura]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3111</guid>
		<description><![CDATA[Riportiamo in forma di post parte di una discussione nata in sede di commento a una delle poesie americane scelte, curate e tradotte per il nostro blog da Cecilia Piantanida. L&#8217;intervento di Cecilia indaga l&#8217;ambito delle sempre più numerose (e viste da lontano verrebbe da dire ottime, escono dalle scuole di scrittura americane autori di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3111&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><em>Riportiamo in forma di post parte di una discussione nata in sede di commento a <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/11/written-by-himself/" target="_blank"><strong>una</strong></a> delle <strong><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/?s=cecilia+piantanida" target="_blank">poesie americane</a></strong> scelte, curate e tradotte per il nostro blog da Cecilia Piantanida. L&#8217;intervento di Cecilia indaga l&#8217;ambito delle sempre più numerose (e viste da lontano verrebbe da dire ottime, escono dalle scuole di scrittura americane autori di un certo interesse ormai di continuo da oltre 30 anni) scuole di scrittura statunitensi. Questo post (in cui sono evidenziate anche tutte le contraddizioni del sistema nord-americano) può essere un valido spunto per riflettere sulla situazione che invece c&#8217;è qui da noi, dove le scuole di scrittura sembrano manifestazioni episodiche, mal strutturate e spesso organizzate con l&#8217;unico scopo, mal celato, del lucro.</em></p>
<p style="text-align:center;">****<span id="more-3111"></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Per quanto riguarda la presenza massiccia di scuole di scrittura creativa, anche a livello istituzionale nel mondo anglo-americano posso dire che la critica è molto divisa. Indubbiamente una grandissima parte degli scrittori emergenti oggi è il prodotto di quest&#8217;industria. I pregi e i difetti di questo aspetto sono oggetto di accese discussioni. Recentemente leggevo un articolo interessantissimo sul <a href="http://www.newyorker.com/arts/critics/atlarge/2009/06/08/090608crat_atlarge_menand" target="_blank">New Yorker</a> in cui si diceva che il ploriferare di queste scuole è solo un fenomeno di moda e una maniera per ufficializzare una pratica, quella creativa, che di natura rifugge un tipo di insegnamento scolastico. Il critico in questione concludeva che il fatto che i giovani scrittori più interessanti del momento escano tutti da queste scuole è dovuto ad una selezione di base molto forte a monte. Gli studenti accedono a questi corsi estremamente competitivi con delle capacità e dei prerequisiti che un corso non può insegnare. Sono scrittori in fieri fin dall’inizio: ovvero il fantomatico “talento” o ce l’hai o non ce l’hai, non è dato dalla formazione universitaria. In sostanza questi scrittori entrerebbero nelle scuole con un talento grezzo già presente prima dell’istruzione formale. Le scuole quindi sembrerebbero fungere come da incubatrici e/o trampolini di lancio.<br />
Indubbiamente però, io penso, l’istituzionalizzazione della pratica creativa offre una fantastica opportunità per uno scrittore alle prime armi, se non altro per le numerosissime borse di studio offerte a questi giovani aspiranti e per le credenziali che questi acquisiscono entrando in un certo tipo di programma e i legami a doppio filo che le università stabiliscono con il mondo dell’editoria. Indubbiamente, d’altro canto, c’e’ il rischio di un’omologazione generale della scrittura e delle tendenze, che però, si spera, gli autori più originali possano sublimare con il talento e l’inventiva personale. È vero anche che quelli che poi diventano veramente qualcuno sono pochi rispetto al numero di studenti e dei corsi.<br />
Poi c’è un altro aspetto della questione: l’opera di marketing portata avanti da certe scuole, imperniata indubbiamente sullo status symbol creato dalla partecipazione ad un certo tipo di ambiente è molto marcata, e soggetta a numerosissime critiche da parte degli addetti al mestiere.</p>
<p style="text-align:justify;">Detto ciò il mondo anglo-americano “ci crede” molto di più &#8211; ma questo in generale &#8211; e la scommessa sui giovani autori e sulle nuove leve è parte integrante di questa società e un aspetto positivo di un mondo a volte così paradossale e pieno di contraddizioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Vi segnalo infine, sempre dal New Yorker, questo interessante <a href="http://www.newyorker.com/online/blogs/books/2009/06/should-creative-writing-be-taught.html" target="_blank">sondaggio</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Cecilia Piantanida</p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: new yorker, scuole di scittura, stati uniti <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3111/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3111&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/13/discorso-sulle-scuole-di-scrittura-in-america/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Sticazzi</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/12/sticazzi/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/12/sticazzi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 23:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[провокация]]></category>
		<category><![CDATA[corretto uso]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[provocazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[sticazzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3056</guid>
		<description><![CDATA[
Sticàzzi /sti&#8217;kattsi/ o &#8217;sti cazzi [comp. di 'sti, questi, e cazzi, peni] inter. • fam. dial. rom. inim. Esprime schietto disinteresse, naturale e leggera indifferenza, distacco e sim.: Pronto casa Stichizzi? No. — &#124; Ho comprato delle pere! — &#124; Oltre a essere un&#8217;esclamazione sticazzi assurge a livello filosofico in quanto capace di dare forma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3056&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3057" title="prpvo6" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/prpvo62.gif?w=300&#038;h=100" alt="prpvo6" width="300" height="100" /></p>
<p style="text-align:justify;">Sticàzzi /sti&#8217;kattsi/ o <em>&#8217;sti cazzi</em> [comp. di 'sti, <em>questi</em>, e cazzi, <em>peni</em>] inter. • fam. dial. rom. inim. Esprime schietto disinteresse, naturale e leggera indifferenza, distacco e sim.: <em>Pronto casa Stichizzi? No</em>. — | <em>Ho comprato delle pere!</em> — | Oltre a essere un&#8217;esclamazione sticazzi assurge a livello filosofico in quanto capace di dare forma definitiva alla <span style="text-decoration:underline;">placida noncuranza</span>, tipica e genuina espressione del punto di vista del romano, <span id="more-3056"></span>storicamente avvezzo a tutto e che a fronte di questo manifesto – ma non superficiale – apparente disinteresse, rivela una nobile e geneticamente radicata inclinazione all&#8217;integrazione, sticazzi è manifestazione immediata, comprensibile e secca del sotterraneo &#8216;vivi e lascia vivere&#8217;, vero indicibile zoccolo filosofico su cui poggia la romanità. Ma anche sticazzi. Cioè, nun è che ve lo devo sta&#8217; a spiegà, lo sapemo noi, pure se nun lo sapemmo lo sapemo &#8216;dentro&#8217;, lo mettemmo in pratica, pane ar pane vino ar vino: hai visto &#8216;na borsetta nuova? Sticazzi. Ha fatto &#8216;n discorso alla carlona? Mi sono laureato, è diventato frocio, ha cambiato scuola? Ha perso il tram, non vuole fare tardi, mi scusi può indicarmi? Ha due minuti? Le parlo del Folletto! È appena tornato, ci sono delle bellissime mele in quel supermercato, il Mibtel si è abbassato, dipingo la porta di rosso o di blu? Ha spento il cellulare, si è perso, è andato al mare? Sticazzi, sticazzi. Sticazzi, risposta buona per tutte le stagioni &#8211; sticazzi &#8211; ti sento, registro l&#8217;informazione e andiamo avanti, non diamo peso al vano, alleggeriamo il pieno, sticazzi, a volte &#8217;sti-gran-cazzi.</p>
<p style="text-align:center;">[esempio vivo dell'uso corretto]:</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/12/sticazzi/"><img src="http://img.youtube.com/vi/gZanDpjkaRM/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;">Arrivo dunque al motivo di questa провокация. L&#8217;originario e originale uso romano di &#8217;sticazzi&#8217; non è infatti il solo, a questo  si è successivamente affiancata la sconcertante versione milanese, che suona più o meno così: <em>sticäåązziiiiiii</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Il suono, con la <em>a</em> aperta, deflorata e trascinata, e col fastidiosissimo indugio finale sulla <em>i</em> non è il peggior difetto dello sticazzi meneghino. Il vero dramma riguarda lo slittamento semantico. Mentre a Roma sticazzi significa &#8216;chi se ne importa&#8217;, a Milano il senso vira verso &#8216;me cojoni / ammazza / anvedi&#8217;, oppure, in italiano &#8216;accipicchia / caspita / ma pensa un po&#8217;!&#8217;. E questo tentativo di emulazione con variante risulta agli orecchi del romano fastidioso ai limiti dell&#8217;insopportabile. È già stato osservato come i dialetti del nord, il milanese in particolare, siano grigi, industrializzati e privi di vitalità, questo negli anni &#8216;60. E c’è da ritenere che Pasolini, mentre indicava queste caratteristiche, non immaginasse neppure il livello di decadenza di là da venire nei successivi decenni nei quali a Milano, centro nevralgico dei modaioli e della mancanza di identità, è cresciuto un mostro linguistico che continua a nutrirsi  di parole inglesi mal assimilate, furti ai più vitali dialetti del centro-sud (con particole soggezione nei confronti della parlata romana, più volte plagiata), espressioni italiane svilite, un gergo squallido (quello sì autoctono) e per di più ricco di lemmi troncati e di non immediata decifrabilità:<br />
<em>- Ehi raga&#8217; qua mi asciugo, bellalì vi va un ape&#8217; giù in downtown?<br />
- Sticäåązziiiiiii! </em></p>
<p style="text-align:justify;">Ehhhh? Queste cose non si possono sentire, e vabbè che seguendo saggiamente l&#8217;inclinazione sovraesposta dovrei rispondere <em>sticazzi</em> ma per oggi no, oggi vi offro questa scialuppa di salvezza, vi indico la via. È comprensibile, amici milanesi, questo vostro continuo rincorrere la nostra parlata (al contrario, un romano che dice &#8220;mi asciughi&#8221; nel senso di &#8220;mi stai infastidendo / annoiando&#8221;, non lo troverete, con ogni evidenza, mai), è comprensibile questo vostro disperato &#8211; a volte anche tenero &#8211; tentativo di emularci. È specchio della vostra eterna frustrazione, Milano, si sa, vorrebbe essere quello che Roma è da sempre e che invece  la città del Duomo non sarà mai, ma se avete bisogno delle nostre parole seguite questo consiglio: usatele come le usiamo noi.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho sentito spiegazioni curiose sulla presunta differente versatilità della versione milanese. Sgombriamo velocemente il campo dal primo equivoco, se qualcuno pensasse che lo <em>sticazzi</em> lombardo è in qualche modo più ‘accettabile’ se lo levi dalla testa: in contesti formali tutte e due le accezioni sono decisamente sconsigliabili. Altri invece ritengono originale il significato della variazione meneghina, e pensano che sia utile a manifestare un certo sentire, evidentemente prima non dicibile con gli esegui mezzi della parlata dei navigli. Ma anche in questo caso sono costretto a smentirvi, il sentimento di <span style="text-decoration:underline;">compiaciuto stupore</span> che a Milano viene erroneamente associato a <em>sticazzi</em> è esprimibile in italiano con “accipicchia, caspita, perbacco…” e se queste esclamazioni non piacciono al giovin stiloso lùmbard parlante ve ne regaliamo un’altra noi, una di quelle di cui una volta inserita nel vostro tristo <em>pidgin</em> non vi dovrete vergognare:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>ammazza, anvedi, me cojoni, mortacci!, li mortacci, morte&#8217;, li morte&#8217;!, ammappa, ammappate, aò! </em>(detto con intonazione appropriata),<em> mortanguerieri, me cojons, etc…</em> e qualunque di queste scegliate ricordatevi che si usano così:</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/12/sticazzi/"><img src="http://img.youtube.com/vi/m7hDHQKlBzo/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;">p.s. Per quanto questo possa sembrare assurdo mentre non esistono parlanti romani che adottano espressioni milanesi, si danno dei rarissimi casi di capitolini che lasciati troppo a lungo a contatto con madrelingua padani siano arrivati ad adottare la versione milanese di sticazzi. Beh, ragazzi, che dire? Tutto quanto detto vale anche per voi, con l&#8217;aggravante che questa sorta di analfabetismo di ritorno che mette in bocca a un romano lo sticazzi milanese è, se possibile, ancora più allucinante…  Sticazzi è una sassata, un colpo di biliardo, qualcosa che assomiglia allo <em>spock</em> di una pallina da tennis colpita bene, e soprattutto <strong><em>sticazzi vor dì sticazzi</em></strong>. Con questo chiudo la mia ecumenica apertura ai parlanti dell&#8217;Île-the-José e ai nostri pochi figliol prodighi&#8230; signori le cose stanno così, se mi volete ascoltare bene, sennò — | V. anche <em>cazzo</em>.</p>
<p style="text-align:right;">Federico di Vita</p>
Posted in провокация Tagged: corretto uso, Milano, provocazioni, Roma, sticazzi <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3056/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3056/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3056/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3056/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3056/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3056/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3056/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3056/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3056/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3056/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3056&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/12/sticazzi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>23</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/prpvo62.gif?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">prpvo6</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/gZanDpjkaRM/2.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/m7hDHQKlBzo/2.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Written by Himself</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/11/written-by-himself/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/11/written-by-himself/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 23:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Gregory Pardlo]]></category>
		<category><![CDATA[totem]]></category>
		<category><![CDATA[Written by Himself]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3053</guid>
		<description><![CDATA[I was born in minutes in a roadside kitchen a skillet
whispering my name. I was born to rainwater and lye;
I was born across the river where I
was borrowed with clothespins, a harrow tooth,
broadsides sewn in my shoes. I returned, though
it please you, through no fault of my own,
pockets filled with coffee grounds and eggshells.
I was [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3053&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>I was born in minutes in a roadside kitchen a skillet<br />
whispering my name. I was born to rainwater and lye;<br />
I was born across the river where I<br />
was borrowed with clothespins, a harrow tooth,<br />
broadsides sewn in my shoes. I returned, though<br />
it please you, through no fault of my own,<br />
pockets filled with coffee grounds and eggshells.<br />
I was born still and superstitious; I bore an unexpected burden.<br />
I gave birth, I gave blessing, I gave rise to suspicion.<br />
I was born abandoned outdoors in the heat-shaped air,<br />
air drifting like spirits and old windows.<span id="more-3053"></span><br />
I was born a fraction and a cipher and a ledger entry;<br />
I was an index of first lines when I was born.<br />
I was born waist-deep stubborn in the water crying<br />
ain’t I a woman and a brother I was born<br />
to this hall of mirrors, this horror movie I was<br />
born with a prologue of references, pursued<br />
by mosquitoes and thieves, I was born passing<br />
off the problem of the twentieth century: I was born.<br />
I read minds before I could read fishes and loaves;<br />
I walked a piece of the way alone before I was born.</p>
<p style="text-align:right;">Gregory Pardlo, 2009</p>
<p>&gt;&gt; [ <em>Scritto da sé<br />
</em></p>
<p>Sono nato in minuti in una cucina a bordo strada una padella<br />
sussurrava il mio nome. Sono nato da acqua piovana e lisciva;<br />
sono nato oltre il fiume dove sono<br />
stato imprestato colle molle da bucato, un dente d’erpice,<br />
giornali cuciti nelle mie scarpe. Sono tornato, seppur<br />
ciò ti piaccia, senza averne colpa<br />
le tasche piene di polvere di caffè e gusci d’uovo.<br />
Sono nato morto e superstizioso; ho portato un fardello inaspettato.<br />
Ho dato vita, ho dato benedizioni, ho dato adito al sospetto.<br />
Sono nato abbandonato all’aperto nell’aria segnata dal caldo,<br />
aria alla deriva come spiriti e vecchie finestre.<br />
Sono nato una frazione e una cifra e una voce di libro mastro.<br />
Ero un indice di capoversi quando sono nato.<br />
Sono nato testardo nell’acqua fino alla vita urlando<br />
non sono forse una donna e un fratello sono nato<br />
da questa casa di specchi, questo film horror sono<br />
nato con un prologo di riferimenti, inseguito<br />
da zanzare e ladri, sono nato oltre-<br />
passando il problema del ventesimo secolo: sono nato.<br />
Ho letto menti prima di poter leggere pesci e pani;<br />
ho fatto un pezzo di strada solo prima d’esser nato.</p>
<p style="text-align:right;"><em>trad. it. Cecilia Piantanida</em> ]</p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:center;">NOTE</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Gregory Pardlo</strong>. Quarantenne poeta e traduttore newyorkese Pardlo scopre la poesia a venticinque anni e ne fa una professione. Infatti, dopo aver ottenuto un Master in Scrittura Creativa dall’Università di New York, nel 2005 diventa New York Foundation for the Arts Fellow in <em>poetry</em>. Le sue poesie e traduzioni compaiono regolarmente nelle più prestigiose riviste internazionali, tra cui <em>The American Poetry Review</em> da cui è tratta “Written by Himself”; ad oggi ha pubblicato un’unica ma plurime volte premiata silloge intitolata <em>Totem</em> (2007). Fortemente ispirata alla musica e in particolare alla cultura Jazz, la poesia di Pardlo esplora il significato della rappresentazione oggi, il ruolo dello scrittore contemporaneo e il suo rapporto con il peso delle aspettative culturali, politiche e letterarie del mondo odierno. Dal 2008 Pardlo vive a Brooklyn con la sua famiglia e insegna scrittura creativa all’Università di George Town.</p>
Posted in poesia Tagged: 2009, Gregory Pardlo, totem, Written by Himself <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3053/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3053&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/11/written-by-himself/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>dai, votateci</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/10/dai-votateci/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/10/dai-votateci/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 08:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[finzioni]]></category>
		<category><![CDATA[oscar delle case editrici]]></category>
		<category><![CDATA[round robin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3049</guid>
		<description><![CDATA[votateci

Posted in (p)Recensioni &#38; vanità Tagged: finzioni, oscar delle case editrici, round robin      <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3049&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://www.finzionimagazine.it/oscar-delle-case-editrici/" target="_blank"><strong>votateci</strong></a></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3051" title="oscar-della-letteratura1" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/oscar-della-letteratura1.jpg?w=300&#038;h=126" alt="oscar-della-letteratura1" width="300" height="126" /></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: finzioni, oscar delle case editrici, round robin <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3049/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3049/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3049/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3049&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/10/dai-votateci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/oscar-della-letteratura1.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">oscar-della-letteratura1</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>ultimo round ultime due</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/09/ultimo-round-ultime-due/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/09/ultimo-round-ultime-due/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 07:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo round]]></category>
		<category><![CDATA[vita morte e miracoli di stevan bradbury]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3045</guid>
		<description><![CDATA[settimane. affrettatevi signori la mitica storia di steven aspetta di essere narrata, non troppi i partecipanti sinora a questa giostra, un po&#8217; più impegnativa, e per questo più ambita, affrettatevi, sfidatevi, il termine di scadenza per inviarci i vostri racconti come sapete è il 20 (ottobre). le regole stanno qui.

Posted in (p)Recensioni &#38; vanità Tagged: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3045&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">settimane. affrettatevi signori la mitica <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/09/26/ultimo-round-–-ottobre-2009-–-“vita-morte-e-miracoli-di-steaven-breadbury/" target="_blank"><strong>storia di steven</strong></a> aspetta di essere narrata, non troppi i partecipanti sinora a questa giostra, un po&#8217; più impegnativa, e per questo più ambita, affrettatevi, sfidatevi, il termine di scadenza per inviarci i vostri racconti come sapete è il 20 (ottobre). le regole stanno <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/ultimo-round/" target="_blank"><strong>qui</strong></a>.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3046" title="CONCORSO" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/concorso.jpg?w=270&#038;h=249" alt="CONCORSO" width="270" height="249" /></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: ottobre, ultimo round, vita morte e miracoli di stevan bradbury <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3045/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3045/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3045/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3045&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/09/ultimo-round-ultime-due/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/concorso.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">CONCORSO</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Prince of Persia</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/08/prince-of-persia/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/08/prince-of-persia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 07:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[our books]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Calvisi]]></category>
		<category><![CDATA[il principe di persia]]></category>
		<category><![CDATA[trilogia sulla follia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3037</guid>
		<description><![CDATA[Ho combattuto contro guerrieri di tutti i livelli, con punti-ferita maggiori dei miei, ho lasciato sul pavimento i corpi esanimi di un sacco di assassini senza scrupoli e soprattutto ho corso come un keniota degli altopiani, scampando imboscate e tagliole e spunzoni. E alla fine ho vinto. Ho liberato la Daughter e per un istante [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3037&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><em>Ho combattuto contro guerrieri di tutti i livelli, con punti-ferita maggiori dei miei, ho lasciato sul pavimento i corpi esanimi di un sacco di assassini senza scrupoli e soprattutto ho corso come un keniota degli altopiani, scampando imboscate e tagliole e spunzoni. E alla fine ho vinto. Ho liberato la Daughter e per un istante la mia scimitarra si è incrociata con quella di Jaffar&#8230;</em></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731094/Il+principe+di+Persia/" target="_blank"><em><strong>Angelo Calvisi &#8211; Prince of Persia</strong></em></a><span id="more-3037"></span></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/08/prince-of-persia/"><img src="http://img.youtube.com/vi/SjiObmXtuGg/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;">
Posted in our books Tagged: Angelo Calvisi, il principe di persia, trilogia sulla follia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3037/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3037&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/08/prince-of-persia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/SjiObmXtuGg/2.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>precensione 51009</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/07/precensione-51009/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/07/precensione-51009/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 07:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[(p)Recensioni & vanità]]></category>
		<category><![CDATA[(p)recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[abel ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[aguirre il furore di dio]]></category>
		<category><![CDATA[coppola]]></category>
		<category><![CDATA[herzog]]></category>
		<category><![CDATA[il cattivo tenente]]></category>
		<category><![CDATA[il padrino]]></category>
		<category><![CDATA[profondo rosso]]></category>
		<category><![CDATA[qualapis]]></category>
		<category><![CDATA[tarantino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=3027</guid>
		<description><![CDATA[“Vivere è stupefacente” è la nuova campagna antidroga, o anche: “andare al cinema è stupefacente”, “la droga distrugge i nostri neuroni”, “non bere prima di guidare”, “non bere prima di andare al cinema”, “non fumare”, “il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno”, “il fumo uccide”, “non fumare durante la proiezione di un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3027&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">“Vivere è stupefacente” è la nuova campagna antidroga, o anche: “andare al cinema è stupefacente”, “la droga distrugge i nostri neuroni”, “non bere prima di guidare”, “non bere prima di andare al cinema”, “non fumare”, “il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno”, “il fumo uccide”, “non fumare durante la proiezione di un film di Tornatore” etc.<br />
Avendo trasgredito a questi utili avvertimenti, il vostro precensore non è più sicuro di quello che scrive; all&#8217;indomani di una confusa convalescenza riferisce di  essere entrato di nuovo in una sala cinematografica. Le poche righe che riportiamo sono frammenti critici sui diversi film visionati (pura follia).<span id="more-3027"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Il cattivo tenente</em>. Il trailer mostrava una violenta sparatoria, il protagonista con occhi da pesce lesso sniffava coca e faceva sesso, una scritta ardente, messa di sbieco come fosse un film di Tarantino, mostrava il nome del regista: Werner Herzog. Il film viceversa è una specie di poliziesco all&#8217;americana senza infamia e senza lode. Eppure sto Herzog me lo ricordavo diverso&#8230; andiamo avanti. Abel Ferrara risponde alla provocazione con un bellissimo remake di  <em>Aguirre il Furore di Dio</em>, famoso film di Herzog con Klaus Kinsky, questa volta però a vestire i panni del  folle  Aguirre è un  Sylvester Stallone  non più giovane ma in piena forma.  Dario Argento firma il remake di <em>Profondo Rosso</em> di Dario Argento, ma questa volta in 3D; dopo averlo visto in anteprima mondiale dico tra me e me: non c&#8217;è male, ma quello del 75!! Ehm! Altri tempi, sì, altri tempi, cosa direbbe oggi Dario Argento a Dario Argento? Roberto Benigni, invece, dirige e interpreta il remake di <em>Taxi Driver</em>, film molto aderente all&#8217;originale ma con musiche di Nicola Piovani, malinconico, sognante e con un finale durissimo. <em>Cineitalia!</em>, stavolta vinciamo il Leone d&#8217;oro! Molto bello anche il remake del remake di <em>Non aprite quella porta</em>, dal titolo “Apritela ma sta vorta, fate piano!&#8221; di Kurtz Bainoff,  famoso regista di <em>10 volte vergine</em> e <em>L&#8217;agguato delle tartarughe gialle</em>. Infine segnalo <em>La ragazza che giocava con il cuoco</em>, film vietato ai minori di 14 anni e dedicato ai quattordicenni, la storia gira intorno ad una quattordicenne che&#8230; inutile andare avanti, in attesa che esca il nuovo di Quentin Tarantino, un remake del <em>Padrino</em> con Alvaro Vitali, a voi tutti,  buona visione!</p>
<p style="text-align:right;">Antonello P.</p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:center;">****</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:justify;"><em>Torna a farsi tempi dopo lungo tempo il Nostro, e mi premuro di segnalare qualcuno dei suoi antichi gioielli, le mitiche precensioni, qui sotto, sperando che i nuovi lettori del blog abbiamo così voglia di scoprirle.</em></p>
<p style="text-align:center;">PRECENSIONOGRAFIA ESSENZIALE</p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&gt;&gt; <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2008/06/13/chi-scrive-precensioni/" target="_blank"><strong>Chi scrive precensioni</strong></a></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&gt;&gt; <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2008/06/06/precensioni-da-cannes/" target="_blank"><strong>Precensioni da Cannes</strong></a></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&gt;&gt; <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2008/04/28/il-grande-silenzio/" target="_blank"><strong>Il grande silenzio</strong></a></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&gt;&gt; <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2008/05/23/precensioni/" target="_blank"><strong>Precensioni</strong></a></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&gt;&gt; <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2008/09/05/un’estate-al-cinema-notti-insonni-copule-animalesche-e-vagine-con-i-denti/" target="_blank"><strong>Un&#8217;estate al cinema: notti insonni, copule animalesche e vagine con i denti</strong></a></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&gt;&gt;<strong> <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2008/05/30/sopravvivere-con-i-cani/" target="_blank">Sopravvivere con i cani</a></strong></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&gt;&gt;<strong> <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2008/05/16/laltra-donna-del-re/" target="_blank">L&#8217;altra donna del re</a></strong></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&gt;&gt;<strong> <a href="http://roundrobineditrice.wordpress.com/2008/06/20/sex-and-the-city/" target="_blank">Sex and the city</a><br />
</strong></em></p>
Posted in (p)Recensioni &amp; vanità Tagged: (p)recensioni, abel ferrara, aguirre il furore di dio, coppola, herzog, il cattivo tenente, il padrino, profondo rosso, qualapis, tarantino <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/3027/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/3027/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3027/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/3027/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3027/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/3027/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/3027/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/3027/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3027/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/3027/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=3027&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/07/precensione-51009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il trasloco &#8211; Le Reti di Dedalus</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/06/il-trasloco-le-reti-di-dedalus/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/06/il-trasloco-le-reti-di-dedalus/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 23:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[our books]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[epigrammi]]></category>
		<category><![CDATA[il trasloco]]></category>
		<category><![CDATA[le reti di dedalus]]></category>
		<category><![CDATA[mario lunetta]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poeta]]></category>
		<category><![CDATA[round robin]]></category>
		<category><![CDATA[tommaso di francesco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=2999</guid>
		<description><![CDATA[Da Machiavelli all’Aretino, da Foscolo a Giusti, da Malaparte a Maccari, da Delfini a Flaiano, da Fortini a Pasolini, e via e via, nella nostra letteratura, soprattutto a partire dal Rinascimento,   zampetta e graffia tutta una folla di epigrammisti e di poeti satirici che nel Novecento, nei modi di quello che si potrebbe dire microgiornalismo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=2999&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3000" title="chiuso per turno" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/il-trasloco.jpg?w=166&#038;h=237" alt="chiuso per turno" width="166" height="237" />Da Machiavelli all’Aretino, da Foscolo a Giusti, da Malaparte a Maccari, da Delfini a Flaiano, da Fortini a Pasolini, e via e via, nella nostra letteratura, soprattutto a partire dal Rinascimento,   zampetta e graffia tutta una folla di epigrammisti e di poeti satirici che nel Novecento, nei modi di quello che si potrebbe dire microgiornalismo in versi, trovano la loro <em>couche</em> privilegiata. <span id="more-2999"></span>Alcuni raggiungono livelli apicali di concentrazione e di violenza <em>ad personam</em> guadagnandosi una loro eternità minore; altri sono soprattutto scherzosi; altri, infine, poggiano su uno zoccolo di moralismo più o meno massiccio. Piluccando qua e là, ecco Flaiano: “Quest’anno è andata male al poeta Bertolucci, / gli hanno tolto il premio Nobel per darlo a Carducci”. E Pasolini (<em>A G. L. Rondi</em>): “Sei così ipocrita, che come l’ipocrisia ti avrà ucciso, / sarai all’inferno e ti crederai in paradiso”. E Fortini: “Ali, Alicata! Salinari, sali!”. E Giorgio Calcagno: “Troppo facile, Indro, / scriver Controcorrente / traendo dal cilindro / quel che pensa la gente”. E Malaparte (<em>Il cocomero</em>): “La Repubblica, ad essere sinceri, / a un grande e bel cocomero somiglia: / è tonda è verde è bianca ed è vermiglia, / e i semi del cocomero son neri”.</p>
<p style="text-align:justify;">Un poeta come Tommaso Di Francesco, vaccinato contro i rischi e le insidie del genere non solo per sua personale perizia, ma anche per essere stato, nel 1981, curatore per Savelli di <em>Veleno</em> (antologia della poesia satirica contemporanea italiana), lo sa benissimo. È insomma perfettamente cosciente che con l’epigramma non si scherza anche quando si scherza, perché la gelosa severità della sua forma non lo consente, dal momento che la sua efficacia sta tutta nel taglio sguincio e nell’effetto sorpresa quasi sistematicamente raccolto nella sintesi della clausola, come un colpo di coltello sferrato dal basso in alto, magari col piacere dell’odio, con <em>The pleasure of Hating</em>, per dirla con William Hazlitt, che di epigrammi e di sulfuree aggressioni di penna si intendeva non poco. Ciò non vuol dire che nell’epigramma una qualche dose di odio sia indispensabile. Spesso chi lo pratica si accontenta di un’allusione, o di un buffetto affettuoso, o di una bonaria chiamata di correo. Solo talvolta il gioco si radicalizza, e la carne dell’epigramma si condisce di una goccia di perfidia, o di immedicabile malinconia – come càpita per esempio nella conclusione della splendida <em>Lettera a Bobi</em> (che è naturalmente Bobi Bazlen) in <em>Diario del ’71 e del ’72</em> di Montale: “Confessore / inconfessato non potevi dare / nulla a chi già non fosse sulla tua strada. / A modo tuo hai già vinto anche se hanno perduto / tutto gli ascoltatori. / Con questa lettera / che mai tu potrai leggere ti dico / addio e non aufwiedersehen e questo / in una lingua che non amavi, priva / com’è di Stimmung”.</p>
<p style="text-align:justify;">Niente come l’epigramma è “poesia d’occasione”. Così, era inevitabile che i rapidi epigrammi di Tommaso Di Francesco, scritti negli anni, battuti a caldo e visibilmente ansiosi di finire nello spazio compatto di un libro, appunto in un libro finissero. Il suo titolo è <a href="http://www.roundrobineditrice.it/rred/scheda.aspx?bk=9788895731087" target="_blank"><strong>Il trasloco</strong></a>, che allude con metafora straniata al frequente mutamento di sede del giornale “il manifesto” in cui il poeta lavora da sempre, e contiene in sé, per contraddizione attiva, un distintivo di coerenza incancellabile: quello di chi continua a stare “dalla parte del torto”. Il libro è arricchito da una sàpida prefazione in versi di Roberto Roversi e da una puntuale postfazione di Valentino Parlato, che lo definisce “buon diabolico volumetto”.</p>
<p style="text-align:justify;">L’operazione epigrammatica di Di Francesco è fatta di molti pimenti, ma non somiglia a nessun’altra, prima di tutto per una ragione strettamente tematica. Si tratta infatti (come recita il sottotitolo) di “Epigrammi sulla redazione de <em>il manifesto</em>”: un luogo fisico affollato di persone ogni giorno impegnate a produrre il giornale; un luogo dell’immaginario; un luogo della solidarietà e del conflitto: insomma, come lo definì Luigi Pintor che ne è stato il fondatore, “una forma originale della politica”. E appunto “politica” non poteva che essere l’ottica di questi testi che si snodano davvero come una storia “secondaria” dentro la storia primaria dell’esistenza del quotidiano comunista. Ci sono gli epigrammi scritti addosso ai numerosi ex (alcuni assolutamente feroci), quelli che fissano un tic caratteriale o uno stigma linguistico, quelli che nel lampo di un flash profilano con secca efficacia le ragioni profonde di una militanza. La strategia di Tommaso tende al risparmio stilistico: nessun gusto della sbavatura o del ghirigoro bagna questi versi stretti in poche linee; nessuna divagazione li appesantisce; nessun “pentimento” ne aggrava il disegno. La loro è una forma della velocità, nel senso della frecciata: e assai di frequente il tiro risulta perfetto. Vi sono di casa ovviamente il <em>calembour</em>, la freddura, il finto lapsus (quello che tanto piaceva a Savinio), il <em>jeu de mots </em>in contropiede: strumenti tutti di una retorica non dichiarata che si fa linguaggio, dura (e perché no, talvolta affettuosa e tènera) economia del gesto e della voce, quindi – a suo modo, e nei termini della letteratura – declinazione particolarissima di una critica dell’economia politica attraverso la poesia: una forma ipersintetica, salda e crudele di “poesia civile”, che mi pare possa anche riuscire, in tempi così banalmente devoti ai sospiri del lirismo e alle sue “tragedie” non di rado risibili, un esempio di nitida intelligenza del senso e del controsenso dei nostri anni, dentro e fuori la sinistra.</p>
<p style="text-align:justify;">Protagonisti di questi centonovantacinque epigrammi sono le storiche colonne portanti del “manifesto”, da Pintor a Rossanda, da Parlato a Castellina a Notarianni a K. S. Karol, poi la generazione di mezzo, infine i giovani. Chiude la serie un <em>tris</em> di <em>couplets</em> che l’autore dedica a se stesso. Il secondo così suona, con assai autoironica consapevolezza: “Brucia un dubbio / autorevole e senile. / Ho vinto o perso / la guerra civile?!”. Infine, la copertina: ovviamente di Vauro Senesi, al quale nel libro spettano tre versi spiritosamente “settari” (“La bandiera rossa / garrisce al vento / e non starnuta mai”).</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Mario Lunetta, <a href="http://www.retididedalus.it/Archivi/2009/ottobre/LETTURE/4_difrancesco.htm" target="_blank"><strong><em>Le Reti di Dedalus (sindacato nazionale scrittori)</em></strong></a></p>
Posted in our books Tagged: critica, epigrammi, il trasloco, le reti di dedalus, mario lunetta, poesia, poeta, round robin, tommaso di francesco <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/2999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/2999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/2999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/2999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/2999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/2999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/2999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/2999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/2999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/2999/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=2999&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/06/il-trasloco-le-reti-di-dedalus/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/il-trasloco.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">chiuso per turno</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>All&#8217;Opera!</title>
		<link>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/05/allopera/</link>
		<comments>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/05/allopera/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 06:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>round robin</dc:creator>
				<category><![CDATA[провокация]]></category>
		<category><![CDATA[opera classica]]></category>
		<category><![CDATA[pro e contro]]></category>
		<category><![CDATA[provocazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://roundrobineditrice.wordpress.com/?p=2986</guid>
		<description><![CDATA[провокации è la nuova rubrica del blog della Round Robin. провокации è una rubrica basata sulle singole, estemporanee, irregolari, libere e indipendenti idee di ognuno dei suoi autori. Gli autori di провокации sono Marina Romani (dottoranda in Italian Studies presso l&#8217;Università di Berkeley, CA; e North American Editor di musicalcriticism.com), Cecilia Piantanida (dottoranda in Letteratura [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=2986&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;"><strong>провокации</strong> è la nuova rubrica del blog della Round Robin. <strong>провокации</strong> è una rubrica basata sulle singole, estemporanee, irregolari, libere e indipendenti idee di ognuno dei suoi autori. Gli autori di <strong>провокации</strong> sono Marina Romani (dottoranda in Italian Studies presso l&#8217;Università di Berkeley, CA; e North American Editor di <a href="musicalcriticism.com" target="_blank">musicalcriticism.com</a>), Cecilia Piantanida (dottoranda in Letteratura Comparata presso l&#8217;Università di Oxford); Tommaso Tocci (traduttore); Davide Martirani (moralista) e Federico di Vita (curatore di questo blog).  <strong>провокации</strong> non è una rubrica letteraria. <strong>провокации</strong> è una rubrica di<span id="more-2986"></span><br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2987" title="prpvo6" src="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/prpvo61.gif?w=300&#038;h=100" alt="prpvo6" width="300" height="100" /></span></p>
<p style="text-align:justify;">I teatri sono pieni. I cantanti accettano stipendi inferiori per permettere ai teatri di produrre più spettacoli. I blog di critici professionisti, e non, aumentano sempre più. Siamo ossessionati dalle storie, e l&#8217;opera racconta le storie che conosciamo – da Ulisse e Diomede, da Ofelia ed Amleto. Eroine forti che devono morire, giovani senza soldi, amanti contrastati, padri vendicativi, qualche maledizione ogni tanto. L&#8217;opera non è morta.</p>
<p style="text-align:justify;">E non dirò che l&#8217;opera è più o meno popolare, perché questo implicherebbe un confronto con altre forme di narrazione <em>più</em> popolari &#8211; il cinema, la letteratura. L&#8217;opera non fa più parte dello zeitgeist, qualcuno dice, l&#8217;opera è morta. È lo zeitgeist che è morto, risponde qualcun altro.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;opera dà piacere, e non ha bisogno di prerequisiti. Vuole che si parli di lei.<strong> </strong>Richiede attenzioni.<strong> </strong>Più se ne ascolta, più se ne vuole parlare. E l&#8217;opera accetta un rapporto irrispettoso. Io ho problemi con la mitologia nordica di Wagner e con le opere monumentali ed egomaniacali, con l&#8217;auto-indulgenza di Puccini, con l&#8217;atonalità (e quindi con la maggior parte dell&#8217;opera contemporanea), con qualsiasi scenografia (e sì che ce ne sono) che includa motorini, balle di fieno e cani scodinzolanti, con i soprani col vibrato troppo ampio, e con la maggior parte dei tenori in attività. Mia cugina, che è andata all&#8217;opera due volte nella sua vita, ha problemi con Tamino, il tenore eroe del <em>Flauto Magico</em>. Commentando l&#8217;ultima produzione del New York Met, mi ha scritto quanto segue: &#8220;Tamino è il tipico eroe idiota che sto iniziando a capire essere un tipo frequente dell&#8217;opera. Sarastro poi non ne parliamo. Ogni volta che lo vedevo apparire non vedevo l&#8217;ora di passare alla scena successiva. Chiaramente volevo che alla fine la Regina della Notte facesse fuori lui e quei suoi pseudo-sacerdoti ma ahimè non ho scritto io il libretto&#8221;. Avendole poi fatto notare che, ridotta ai minimi termini, <em>Il Flauto Magico</em> è un&#8217;opera pervasa da ideali illuministi, di cui Sarastro è in teoria il portatore massimo (se pure attraverso delle arie da basso in adagio, molto adagio&#8230;), mia cugina ha ribattutto: &#8220;Tamino può fare tutte le prove che vuole per entrare nella fratellanza dei sapienti, ma se è davvero una storia illuminista gli manca un ingrediente fondamentale: il cervello&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;opera non è morta perché ogni produzione può affrontare gli stessi temi in maniera nuova. Un buffone della corte mantovana del Seicento, Rigoletto, può diventare una pedina nelle trame mafiose della Little Italy degli anni &#8216;50 a New York. <em>La Bohème</em> parigina dei primi dell’&#8217;800 si trasforma in una fotografia della Parigi di Brassaï; su di essa, si proietta la vita di un gruppo di artisti squattrinati che si trovano ad affrontare la morte per la prima volta. E si possono riscattare personaggi che Dante aveva mandato all&#8217;inferno – Gianni Schicchi è uno di questi. Non perdonandogli l&#8217;aver falsificato il testamento di un ricco fiorentino per il proprio tornaconto e quello di parenti avidi, Dante aveva condannato Schicchi alla pena eterna (<em>per guadagnar la donna de la torma,/ falsificare in sè Buoso Donati,/ testando e dando al testamento norma</em>)<em>.</em> Giovacchino Forzano, il librettista di Puccini, l&#8217;ha interpretata diversamente: i soldi rubati da Schicchi permettono a sua figlia di sposarsi con l&#8217;uomo che amava; ed è Schicchi stesso a chiedere al pubblico di allearsi con lui, in un gesto à la Puck di Shakespeare:</p>
<p><em>Ditemi voi, signori,<br />
se i quattrini di Buoso<br />
potevan finir meglio di così?<br />
Per questa bizzarria<br />
m&#8217;han cacciato all&#8217;inferno&#8230; e così sia;<br />
ma con licenza del gran padre Dante,<br />
se stasera vì siete divertiti,<br />
concedetemi voi l&#8217;attenuante.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ed è dal 1918, la prima di <em>Gianni Schicchi</em>, che il pubblico scagiona il folletto fiorentino con l&#8217;applauso finale, più o meno caloroso a seconda dell&#8217;abilità del baritono che lo interpreta.</p>
<p style="text-align:justify;">C&#8217;è una realtà sotto tutto ciò: non si può affermare che l&#8217;opera non si confronti con situazioni diverse da quelle che rappresenta all&#8217;interno del suo universo auto-referenziale, fatto di canoni ed equilibri di secoli passati. Questa constatazione è la risposta all&#8217;argomento che &#8220;non c&#8217;è un repertorio che si rigenera, le opere sono sempre le stesse&#8221;. Innanzitutto, un repertorio di opere contemporanee esiste. (Quello che non esiste è un canone nuovo, come quello ottocentesco, che riempia i teatri). Inoltre, non solo ogni opera è un&#8217;opera differente a seconda della produzione, ma ogni serata assume colori diversi, grazie al contributo degli attori-cantanti, dell&#8217;orchestra, di ogni gesto che nella performance prima non era ancora stato inventato, non esisteva.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>L&#8217;inesistenza dei contro</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il solo nominare la parola &#8220;opera&#8221; sembra avere il potere di sollevare una serie di obiezioni e di argomenti a favore della sua presunta dipartita. Ecco le più frequenti – le conoscete già:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Non si capiscono le parole</em>. Le parole sono proiettate nei <em>surtitles</em>, i sovra-titoli – in lingua originale, in inglese, o in una lingua a scelta nei teatri maggiori. (Noi italiani siamo pigri: i film ce li doppiano, e non ci siamo abituati). E le parole sono dei veicoli plasmabili nell&#8217;opera. Fanno parte della musica, si dilatano, si sfaldano e si ri-amalgamano insieme in maniere innovative e inaspettate. Il potere semantico di ogni attimo di suono, nell&#8217;opera – nella musica – si espande in tutte le direzioni come una goccia di colore in un bicchiere d&#8217;acqua.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>I cantanti d&#8217;opera non sono credibili come attori. E sono tutti obesi.</em> I bravi cantanti d&#8217;opera sono attori fenomenali. E mi dispiace distruggere il buon vecchio stereotipo pavarottiano, ma il mondo dell&#8217;opera sta diventando più <em>glamorous</em> di Hollywood. Anna Netrebko, Elīna Garanča, Danielle DeNiese, Dmitri Hvorostovsky, Juan Diego Flórez&#8230; Google Image rimuoverà ogni dubbio.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Costa troppo</em>. Con i posti in piedi, si possono andare a vedere opere per pochi euro. Ho soddisfatto la mia ossessione per <em>La traviata</em> andando tre volte e spendendo meno di trenta euro alla Royal Opera House a Londra. Andare all&#8217;opera non costa più di un concerto dei Radiohead.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;opera è più che popolare. É pervasiva. É un modo – il modo melodrammatico. La funzione melodramma, nelle parole di Ezio Raimondi, è ancora necessaria. É necessaria così tanto che è dentro di noi e nemmeno ce ne accorgiamo. L&#8217;opera inghiotte generi, temi e convenzioni. E lo fa da quando è nata, nelle stanze di un gruppo di umanisti fiorentini alla fine del Cinquecento, il cui intento era far rivivere il teatro greco, con la sua azione catartica e totalizzante. &#8220;L&#8217;opera è un genere derivativo&#8221;, l&#8217;ha definita una volta uno dei miei interlocutori preferiti su questo argomento. Sì: l&#8217;opera, come tutti i generi della narrazione, ha sempre fagocitato e rielaborato, sfigurato e rimodellato. Sull&#8217;<em>Othello</em> di Shakespeare, Verdi e il suo librettista Boito hanno costruito il <em>loro</em>, di <em>Otello</em>. Entrambi sono vivi e potenti nella loro forza generatrice di miti. Come i miti, l&#8217;opera non è morta. Di più: non può morire.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">Marina Romani</p>
<p style="text-align:justify;">
Posted in провокация Tagged: opera classica, pro e contro, provocazioni <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/roundrobineditrice.wordpress.com/2986/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/roundrobineditrice.wordpress.com/2986/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/roundrobineditrice.wordpress.com/2986/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/roundrobineditrice.wordpress.com/2986/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/roundrobineditrice.wordpress.com/2986/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/roundrobineditrice.wordpress.com/2986/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/roundrobineditrice.wordpress.com/2986/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/roundrobineditrice.wordpress.com/2986/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/roundrobineditrice.wordpress.com/2986/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/roundrobineditrice.wordpress.com/2986/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=roundrobineditrice.wordpress.com&blog=3403262&post=2986&subd=roundrobineditrice&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://roundrobineditrice.wordpress.com/2009/10/05/allopera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>28</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/65b1461c655ba2cce0ec776df6959aae?s=96&#38;d=monsterid" medium="image">
			<media:title type="html">RR</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://roundrobineditrice.files.wordpress.com/2009/10/prpvo61.gif?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">prpvo6</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>