La Round Robin augura a tutti buone feste e vi saluta in attesa del nuovo anno, condividendo con i suoi lettori l’augurio, gradito, ricevuto da un amico …
Archivio per la categoria ‘(p)Recensioni & vanità’
[CORSARI] ‘a Calabria è morta
In (p)Recensioni & vanità, our books on Dicembre 24, 2009 at 1:06 pm
Un’idea della Calabria e del Mezzogiorno, un progetto culturale, uno spettacolo teatrale. E un libro. Tutto questo è ‘a Calabria è morta, il nuovo libro di Ernesto Orrico che inaugura Corsari, la collana tascabile sui nuovi modi per raccontare il Sud diretta da Danilo Chirico.
L’attore e autore cosentino Ernesto Orrico, dopo la performance di Cosenza alla libreria Ubik, presenterà il suo nuovo lavoro a Reggio Calabria presso il CSOA Angelina Cartella, lunedì 28 dicembre alle ore 19:30.
Un libro a Milano
In (p)Recensioni & vanità on Dicembre 11, 2009 at 10:20 amLa Round Robin Editrice sbarca per la prima volta a Milano al “Salone della piccola e media Editoria Indipendente”, alla prima edizione. Read the rest of this entry »
L’anima del commercio
In (p)Recensioni & vanità on Dicembre 5, 2009 at 11:14 pmSono giunto in città e decervella oggi, decervella domani, dopo aver tanto decervellato ecco cosa vi ho combinato! Provate a mettere il naso fuori di casa e le dita fuori dal naso, voi che siete menomale così perbene. Provate a portar a spasso i vostri piedi, non ve la spasserete assai! Non c’è più un’insegna intatta in città.
La MERCERIA è diventata una MARCERIA, e all’interno del negozio non ci son più fili, bottoni, stoffe, cerniere e quant’altro, al posto solo merce deperibile e pure in avanzato stato di decomposizione, una mela marcia, una bistecca marcia, un pomodoro marcio, insomma tutta roba marcia e un trionfo di vermi ciccioni. Uohpa uohpa (è il verso del verme ciccione). Read the rest of this entry »
Round Robin Mads Party
In (p)Recensioni & vanità on Dicembre 3, 2009 at 10:06 amRoooooooaaaarrrr
In (p)Recensioni & vanità on Novembre 27, 2009 at 11:03 amÈ nato un fantastico animale, nel dettaglio si tratta di una bestia con corpo di leone e testa di leone, ma non necessariamente dello stesso leone… E il mitico cucciolone che si aggira novello tra le maglie della rete si chiama il Grande Roe! Read the rest of this entry »
come (vista la mole
In (p)Recensioni & vanità on Novembre 20, 2009 at 2:20 pmconsiderevole di racconti giunti tra ieri e oggi) ben sapete, corrono rapide le lancette delle ultime ore dell’Ultimo Round novembrino, se siete dei nostri, affrettatevi!
Lettera per Trenitalia
In (p)Recensioni & vanità on Novembre 19, 2009 at 4:21 pmdal blog di effequ:
Ci sono occasioni in cui non può proprio farsi a meno di scrivere una bella lettera. La mia pigrizia queste occasioni le filtra per benino. Direi anzi che ne fa scempio. Per talune, però, nulla può. Nella mia vita Trenitalia me ne ha fornite più d’una… questa che segue è la prima, cioè quella che ha innescato un vero e proprio epistolario tra me e vari funzionari degli ex pubblici trasporti. Seguiranno altri episodi.
Ci tengo a precisare che nulla di quanto segue è inventato. Tutto corrisponde a sacrosanta verità. Coautori di quanto è narrato sono gli stessi protagonisti citati. Non sono per nulla simpatico, io, sono loro ad esserlo! Read the rest of this entry »
i libri importanti
In (p)Recensioni & vanità on Novembre 18, 2009 at 10:41 amQualche tempo fa abbiamo proposto un sondaggio: chiedevamo ai nostri lettori di indicare quali fossero i libri importanti scritti in Italia negli ultimi 34 anni, vale a dire dal giorno della morte di Pier Paolo Pasolini.
È nostra intenzione portare avanti ancora un po’ quest’indagine, che ha raccolto diversi pareri e che speriamo serve a delineare almeno parzialmente un panorama difficile da inquadrare, essendo noi ancora nel vivo della scena. I libri che sinora sono stati indicati sono questi: Read the rest of this entry »
Lettera a pulp
In (p)Recensioni & vanità on Novembre 12, 2009 at 10:20 amCari stagionati ragazzi,
i vostri interventi mi hanno procurato un quarto d’ora di sano divertimento. Mi presento. Sono uno stagionato ragazzo che da una decina d’anni scrive di critica letteraria e di altri argomenti cosiddetti culturali. L’ottanta per cento di questi interventi è uscito per noti giornali e riviste di regime, tra i quali il manifesto, Linea d’ombra, Pulp, Liberazione. Gratis. (“Gratis” non è una nuova testata giornalistica, è l’ammontare dei compensi ricavati dall’ottanta per cento della mia attività critica in dieci anni di lavoro). Read the rest of this entry »
- 10 [ultimoround]
In (p)Recensioni & vanità on Novembre 10, 2009 at 10:37 amil 20 scade il concorso del mese di novembre, il 20 scade il concorso di racconti del mese di novembre. il 20 scade questo

sabato, la cité, 18:30
In (p)Recensioni & vanità on Novembre 4, 2009 at 10:46 amquello che manca – [se manca]
In (p)Recensioni & vanità on Novembre 2, 2009 at 7:21 pmIndice dei libri importanti usciti negli ultimi 34 anni
(da stilare con i lettori, in Rete)
2 nov 1975 – 2 nov 2009
importante agg. Che è opportuno o necessario tenere in considerazione, spec. per quanto ne può derivare.
importanza s.f. Possibilità o capacità di influire sull’equilibrio o sullo svolgimento delle persone o degli ambienti.
[Devoto-Oli, 1967].
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34 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. Read the rest of this entry »
Discorso sugli e-book (e sondaggio)
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 29, 2009 at 10:58 am
Si fa sempre più pressante, dal punto di vista di una piccola casa editrice come la nostra, un discorso integrato – organico – sull’eventuale necessità di proporre i nostri testi anche in forma digitale. Read the rest of this entry »
Stasera con Calvisi da nero su bianco
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 24, 2009 at 8:44 amVisto l’imbarazzante successo di pubblico di ieri sera abbiamo deciso su due piedi di replicare e oggi pomeriggio alle 18:27 tra bicchieri di vino e tranci di pizza (forse) parleremo nuovamente di follia e letteratura col fuggiasco Angelo Calvisi – che domani se ne torna in quel di Genova – altre occasioni amici non ce ne saranno davvero!


Maledizione del Sommo Poeta di Angelo Calvisi – Lungotevere.net
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 22, 2009 at 10:45 am
Roma, 21 ott 2009 - Angelo Calvisi è il protagonista e anche l’autore di una storia a tratti surreale ma anche molto vera, che rispecchia il malessere dell’uomo contemporaneo, la sua difficoltà ad affermarsi, ad essere qualcuno, a lasciare un segno nella vita. Read the rest of this entry »
e Steve Bradbury all’ultima curva…
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 20, 2009 at 7:48 amScade questa sera alle 24:00 la tornata di racconti sulle lame di Steven… tema (o meglio suggestione) valido/a per l’Ultimo Round di ottobre. Mancano pochi giri della lancetta (corta) e, forse, pochi capitomboli e giravolte in pista…

Steven – 3
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 17, 2009 at 9:01 amUltimo giorni della tornata ottobrina. Ultimo Round. – 3. Il 20 scade eh. Fatevi sotto, siamo alle ultime curve, gli avversari cadranno ancora come pere mature al cospetto dello stralunato di Steven?

Videocracy o Democracy?
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 15, 2009 at 12:07 amLo scorso settembre è uscito nelle sale italiane (sempre troppo poche) il film-documentario Videocracy, del regista italiano Erik Gandini, che ormai da anni vive in Svezia e studia le evoluzioni o, per meglio dire, le involuzioni socio-culturali del nostro paese. Il film, presentato alla Settimana della Critica e delle Giornate degli Autori della 66ma Mostra del Cinema di Venezia e scartato dalla sezione ufficiale, parla di come l’assetto politico, sociale e culturale italiano sia stato distorto e trasfigurato dalla onnipresente e sempre più imperante televisione. Dove, naturalmente, per televisione s’intende quella berlusconiana. Read the rest of this entry »
Ultimo round settimana di rush finale, chi mai si aggiudicherà l’ambito
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 14, 2009 at 8:50 amtrofeo, chi vincerà la guerra di Steven, chi segnerà con la lama della penna il giro veloce nella pista di short track chiamata letteratura? 7 giorni e lo saprete, come sempre su questi schermi, ultimo round

Discorso sulle scuole di scrittura in America
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 13, 2009 at 8:56 amRiportiamo in forma di post parte di una discussione nata in sede di commento a una delle poesie americane scelte, curate e tradotte per il nostro blog da Cecilia Piantanida. L’intervento di Cecilia indaga l’ambito delle sempre più numerose (e viste da lontano verrebbe da dire ottime, escono dalle scuole di scrittura americane autori di un certo interesse ormai di continuo da oltre 30 anni) scuole di scrittura statunitensi. Questo post (in cui sono evidenziate anche tutte le contraddizioni del sistema nord-americano) può essere un valido spunto per riflettere sulla situazione che invece c’è qui da noi, dove le scuole di scrittura sembrano manifestazioni episodiche, mal strutturate e spesso organizzate con l’unico scopo, mal celato, del lucro.
ultimo round ultime due
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 9, 2009 at 8:54 amsettimane. affrettatevi signori la mitica storia di steven aspetta di essere narrata, non troppi i partecipanti sinora a questa giostra, un po’ più impegnativa, e per questo più ambita, affrettatevi, sfidatevi, il termine di scadenza per inviarci i vostri racconti come sapete è il 20 (ottobre). le regole stanno qui.

precensione 51009
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 7, 2009 at 8:22 am“Vivere è stupefacente” è la nuova campagna antidroga, o anche: “andare al cinema è stupefacente”, “la droga distrugge i nostri neuroni”, “non bere prima di guidare”, “non bere prima di andare al cinema”, “non fumare”, “il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno”, “il fumo uccide”, “non fumare durante la proiezione di un film di Tornatore” etc.
Avendo trasgredito a questi utili avvertimenti, il vostro precensore non è più sicuro di quello che scrive; all’indomani di una confusa convalescenza riferisce di essere entrato di nuovo in una sala cinematografica. Le poche righe che riportiamo sono frammenti critici sui diversi film visionati (pura follia). Read the rest of this entry »
Scrittura ed eterno presente
In (p)Recensioni & vanità on Ottobre 3, 2009 at 7:33 am–Questa notte è stata una di quelle notti in cui il letto mi ballava, sotto. Mare mosso involontario. Da qualche anno bevo solo – meglio: cerco di bere solo – vodka, perché m’han spiegato che è “bianca”, appunto. Il giorno dopo non c’hai i soliti problemi di stomaco e di testa che dà l’alcol, sei grossomodo normale. Il giorno dopo ti svegli e puoi lavorare, scrivere, leggere. Da qualche giorno leggo e rileggo questa cosa qui: collettivomensa ascolta Moresco. La cosa bella è che io ero lì, ho visto Antonio Moresco seduto per terra, davanti al Teatro della Pergola, e i due del collettivomensa a girargli intorno, a domandargli, a fotografarlo. Leggo: «Oggi sembra che chi è visibile è un essere umano, chi non è visibile non esiste. Come se fosse una non persona, non è così». Ecco: lo status. Read the rest of this entry »
ultimo giorno Ultimo Round
In (p)Recensioni & vanità on Settembre 20, 2009 at 9:08 amQuesta sera alle 24:00 scadrà il tema Chinotto, valido per l’Ultimo Round di agosto e settembre. Avete scritto in tanti, tanti tanti tanti. Grazie.

Chinotto – 3
In (p)Recensioni & vanità on Settembre 18, 2009 at 8:57 amUltimo giorni del concorso di agosto-settembre di Ultimo Round. Chinotto. – 3. Il 20 scade eh. Fatevi sotto, ora o mai più per un chinotto…

Ultimo Round | Chinotto | Ultimi 7
In (p)Recensioni & vanità on Settembre 13, 2009 at 9:40 amSettimana finale del concorso Ultimo Round valido per i mesi di agosto e settembre. A sfidarsi sul frizzante tema del Chinotto siete stati in tanti, avete ancora 7 giorni, aumenteranno i pretendenti al titolo di secondo campione? Avanti scriventi, scrivete, avanti Chinotti, evviva i chinotti!
altro giro altra quarta
In (p)Recensioni & vanità on Settembre 8, 2009 at 7:59 amLa leggerezza è una ragazza olandese con il corpo elastico, è la Giralda di smeraldo, è un mercato pieno di colore che si apre all’improvviso tra le case disabitate. La leggerezza è un calle fiorito, è la fortuna di avere vent’anni in una città straniera, quando tutto ti pare innamorato, ed è il lucente acquerello che brucia nel tempo, e brucia anche se non te ne accorgi. Nelle Cronache da Siviglia di Federico di Vita, le parole hanno il sapore dei datteri e se volano via sono farfalle che lasciano tra le palpebre l’iride perfetta e malinconica della giovinezza. Read the rest of this entry »
librai! librai, accorrete librai,
In (p)Recensioni & vanità on Settembre 4, 2009 at 9:09 amguardate i nostri libri, librai
le copertine, i colori, i saggi, narrazioni,
spulciateli sul sito, librai,
convinti dalla cura e dalle informazioni
non c’è che da ordinarli, librai
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Ultimo Round – 20…
In (p)Recensioni & vanità on Settembre 1, 2009 at 2:01 pmMancano 20 giorni al giorno 20, giorno di chiusura del nuovo Ultimo Round. Il concorso dei mesi agosto/settembre, tema chinotto!

Avanti, scrivete, ricordandovi che il limite è di 3000 battute e il premio un libro a scelta dal nostro catalogo!
Avanti fatevi sotto, sfidatevi, è tempo di racconti… (al chinotto eh!)
Sui caretteri geografici e sul già costruito
In (p)Recensioni & vanità on Agosto 23, 2009 at 1:17 pm
PER SALVARE L’ITALIA DALLA SPECULAZIONE EDILIZIA BISOGNEREBBE COMINCIARE A COSTRUIRE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SUL GIA’ COSTRUITO Sono intimamente convinto che i caratteri generali, le inclinazioni, le doti e le caratteristiche di quell’insieme di persone che si definiscono nazione siano geneticamente dipendenti da fattori geografici, molto più che storici o latamente ‘culturali’, Read the rest of this entry »
La quarta perfetta
In (p)Recensioni & vanità on Agosto 21, 2009 at 8:28 pmTroppe vicissitudini più o meno turpi e/o aberranti e disonorevoli hanno coinvolto la mia persona, troppe iniziative da me poste in essere a detrimento di meretrici disseminate su e giù per lo stivale… è l’estate del “Fuck me, I’m famous”, delle identità fittizie, dei cognomi pesanti, di comuni mortali all’ombra di ben più noti fratelli… così però sicuramente non c’avrete capito un cazzo… famo ’sta pizza e ve racconto tutto…
Vostro, Gianluca Vaporidis
Chinotto, Ultimo Round!
In (p)Recensioni & vanità on Agosto 10, 2009 at 8:35 amDecina centrale d’agosto, prosegue Ultimo Round. Il blog ristagnerà nella bonaccia dei controlli e nell’abbandono estivo (forse), ma l’Ultimo Round procede la sua regata, siamo al quarto di boa, c’è chi si è già presentato ai nastri di partenza e questo di per sé è un vantaggio. Avanti, da sotto gli ombrelloni, forza, dai verdi clivi estivi, dalle isole o dai monti, abbandonate l’enigmistica e sfidatevi, al sapore di Chinotto, c’è in palio Ultimo Round…

Traghetti sul Mar Jonio
In (p)Recensioni & vanità on Agosto 8, 2009 at 4:24 pm
COME LA COSTITUZIONE DI UNA ELEMENTARE RETE NAVALE TRA PUGLIA E CALABRIA SAREBBE IN GRADO DI RILANCIARE L’ECONOMIA DEL SUD ITALIA. Ci penso da anni, ora mi ricapita. Dovrò andare in Puglia, a Gallipoli e poi in Calabria, a Tropea. Due posti del Sud, sarà uno spostamento agevole, meglio che se fossi andato prima a Gorizia e poi a Tropea, o prima a Parma e poi a Tropea, invece che a Gallipoli, direte voi. E invece NO. Read the rest of this entry »
predica bene razzola male
In (p)Recensioni & vanità on Agosto 5, 2009 at 11:11 amDIALOGO POSTPLATONICO NELLA FACEBOOK DEL XXI SECOLO
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j’ai rencontré l’homme* de ma vie
In (p)Recensioni & vanità on Luglio 24, 2009 at 11:22 am
Riassumiamo prima dell’estate tutti i modi che avete di cercarci, per i più svariati motivi, e come quindi agevolmente seguirci.
Su internet siamo presenti con il nostro sito e questo blog, oppure è possibile sapere qualcosa di noi attraverso il nostro account su Twitter e/o quello su facebook (dove c’è anche un gruppo a noi dedicato, wohhh). Inoltre potete iscrivervi alla nostra newsletter, grazie alla quale vi arriveranno tutte le nostre aziendalmente deliranti promozioni, o potete comodissimamente ordinare on-line i nostri libri, che altrimenti potete trovare in tutte le librerie d’Italia – e non è detto che già ci siano (le migliori, proverbialmente, ce li hanno) – ma potete comunque ordinare qualunque nostro libro da tutto il territorio del reame, che è ben servito dai seguenti distributori (a cui qualunque libraio può ordinare i libri, anche, volendo, in conto vendita):
Ultime ore, Ultimo Round!
In (p)Recensioni & vanità on Luglio 20, 2009 at 2:09 pmSi sta per concludere il primo prestigiosissimo, direi storico direi, va’, mese di concorso del già sarà fu mitico Ultimo Round, l’agone di racconti mensile della Round Robin, la casa editrice del futuro! Alle 24:00 di stasera scadrà infatti la validità del primo scherzoso tema, meglio cominciare con un sorriso ci siamo detti, “Papi“, il tema, vi ricordo. Affrettatevi ordunque…
dai
dai
dai
dai!
Ultimo Round – 5
In (p)Recensioni & vanità on Luglio 16, 2009 at 12:36 pmMancano solo cinque giorni alla fine del primo Ultimo Round, il concorso di racconti mensile della RR. Il 20 luglio si chiude infatti la possibilità di partecipare al concorso di questo mese, il cui tema, lo ricordiamo è “Papi“, forza gente, scrivete, mandateci racconti, partecipate, il tempo stringe e si avvicina la proclamazione del primo, immortale vincitore…

Michael Jackson, tragedia di un satiro danzante
In (p)Recensioni & vanità on Luglio 15, 2009 at 11:25 amAbbiamo assistito al passaggio di una creatura mitica, per caso o per errore manifestatasi nel nostro tempo, nel nostro universo di simboli anziché nel suo, nel quale avrebbe goduto di un’esistenza infinita ma meno vistosa. Michael Jackson è stato un satiro strappato al delirio dei baccanali degli antichi boschi della penisola ellenica. Creatura padrona del canto invasato e ispirato dall’ebbrezza divina Michael, nel suo passaggio nell’epoca dell’immagine, ha naturalmente – come avrebbe potuto fare altrimenti? – guidato orde di cantanti e ballerini, cambiando la storia del canto e della danza (più innovativo di Nureyev, è stato detto). Il satiro mostra i suoi tratti sin dall’apice massimo del suo successo, lo sguardo caprino nel video di Thriller rivela al mondo la sua divina diversità. Read the rest of this entry »
Alemanno contro Bembo. L’affaire Romulea
In (p)Recensioni & vanità on Luglio 10, 2009 at 11:14 pmA Roma i miracoli esistono: ce lo conferma l’impagabile giunta Alemanno. Non paga degli obiettivi raggiunti nel garantire la sicurezza dei cittadini (…), la solerzia del sindaco si spinge ormai ai confini della taumaturgia, come ci informa un prezioso manifesto apparso qualche giorno fa agli angoli delle strade di Testaccio (e probabilmente altrove, non ho controllato). A quanto pare, infatti, lo storico campo della SS Romulea 1921 non verrà toccato dai lavori per la costruzione della linea C metropolitana, come originariamente previsto. E di questo, mi pare, possiamo essere tutti contenti. Oppure, e forse è più probabile, ce ne frega poco, ma insomma, troppo male non farà (certo, bisogna vedere quanto costerà questo ‘ritocco’ ai lavori, ma questi sono pensieri chiaramente tendenziosi…). Read the rest of this entry »
Perché comprare i libri on-line
In (p)Recensioni & vanità on Luglio 7, 2009 at 9:59 pmScrivo per segnalare quella che secondo me è la modalità migliore e più comoda di ricerca e reperimento dei libri: l’acquisto on-line.
Chiunque pubblichi ha la giusta ambizione e la necessità di vedere i propri libri esposti nelle librerie della propria città, necessità quasi fisica, di presenza dell’anima nel mondo.
Ma se si esce con un piccolo editore si sa – io lo so per esperienza – che la presenza in libreria è saltuaria, discontinua, inaffidabile e ostacolata dalle scelte degli stessi librai (ancora di più in verità la presenza dei libri è messa a repentaglio dall’atteggiamento dei distributori che cercano letteralmente di tagliare i piccoli editori, per loro inutile peso: con lo stesso ingombro di pratiche burocratiche ottengono infatti un giro d’affari molto inferiore con un libro di un editore piccolo rispetto a quello di uno più grande e pubblicizzato).
I libri vengono quindi dapprima esposti per un breve periodo se si è fortunati a banco, poi, poco dopo (una settimana, se va bene), passano a scaffale, e poi vengono spinti fisicamente indietro dai nuovi arrivati, prima di finire in magazzino o peggio resi. Read the rest of this entry »
e dopo un lungo, sonnacchioso (?) travaglio, alle ore 19:48 giunge il messaggio…
In (p)Recensioni & vanità on Luglio 2, 2009 at 10:21 amce l’abbiamo fatta, Jacopo è tra noi. 3, 210 kg di pura dolcezza. credevo che il paradiso non esistesse, e invece…
Stefano
benvenuto principino, auguri auguri auguri da tutti noi, che siamo felicissimi!!!

Problemi di linguaggio – Silvio Berlusconi e la stampa – The Economist
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 20, 2009 at 10:00 amLanguage problems – Silvio Berlusconi and the press
The Economist, 18th June
La campagna del primo ministro italiano contro i giornali esteri
Nessun politico ama una stampa critica, e Silvio Berlusconi, primo ministro italiano, non fa eccezione. Nelle ultime settimane è stato oggetto di analisi ravvicinata da parte dei giornalisti stranieri, e ciò che questi hanno scritto non gli ha offerto una lettura piacevole. I colpi portati alla sua solidità, tuttavia, sono in parte dovuti alle sue stesse azioni. Rimangono aperti gli interrogativi circa le sue relazioni con giovani donne e con David Mills, avvocato inglese da lui pagato e recentemente condannato per averlo favorito testimoniando il falso (Mills ha fatto ricorso in appello). Il signor Berlusconi ha provato a fermare la pubblicazione di fotografie dei suoi ospiti nella sua villa in Sardegna. Ha detto che sarebbe stata un’invasione della privacy, ma i media stranieri vedono questo gesto come parte di un disegno che tradisce insofferenza per la libertà di stampa.
Il signor Berlusconi ritiene che la miglior difesa sia l’attacco. Il mese scorso il suo ministro degli esteri ha definito ‘cattivo e disonesto giornalismo’ un articolo di primo piano del Financial Times, quotidiano finanziario inglese (e in parte proprietario dell’Economist), che muoveva critiche a Berlusconi. Read the rest of this entry »
bruscolone’s style
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 18, 2009 at 2:39 pmEmulando le tecniche comunicative dell’esimio Presidentissimo e dei suoi fidi sodali [e qui apro una discreta parentesi su quattro, e dico 4 finezze vere cui a mio avviso né la stampa di regime né quella mondiale del complotto hanno reso degna giustizia, prodezze ad opera di due dei più mirabili Campioni del variegato parterre dei Bruscolone's boys attivi nel Paese: la prima magica doppietta reca l'inconfondibile e prestigioso sigillo del Ministro degli Esteri Frattini, che in un primo momento ha definito "disonesti" i giornali internazionali* che si occupavano dei cazi privati del Premiér-dictateur italienne, e poi, vero colpo di tacco, ha buttato là - ma come COME vi siete lasciati sfuggire tanto mirabile prova - ha buttato là, dicevo, che comunque l'età del consenso in Italia è 14 anni, genio. L'altra doppietta, più recente, la si deve al fido avvocato Ghedini che, con fare da vero fantasista, prima ha segnalato che il legale del fotografo Zappaddu è un parlamentare dell'Italia dei Valori e, quindi, in un certo senso, ecco, non l'ha proprio detto chiaro chiaro, ma insomma, sì, opera in lui in qualche modo un certo 'conflitto di interessi'. E poi, con rovesciata alla Pelè, ha fatto notare che per quanto riguarda il novissimo scandalo delle ragazzotte pagate per passare la serata a Palazzo Grazioli e in Sardinia, insomma, traccia di reato per il Premier alcuna non vi è, essendo lui, in caso, solo e puramente "l'utilizzatore finale" del corpo di dette fanciulle... ], Read the rest of this entry »
L’odio al cuore del governo Italiano – The Guardian
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 11, 2009 at 1:08 amMentre Silvio Berlusconi si occupa della sua vita sentimentale, i federalisti della Lega Nord governano di fatto il paese.
Silvio Berlusconi si occupa del suo divorzio – circostanza ironica per un uomo che da tempo ha sovvertito i rapporti tra vita pubblica e privata, usando la famiglia come un’arma di propaganda politica e riducendo il dibattito in parlamento al livello di una farsa sentimentale da giornale scandalistico.
In seguito alle elezioni del 7 giugno, il controllo reale del governo italiano è nelle mani della Lega Nord. In Italia, come in ogni altro paese, non si votava solo per le elezioni europee, ma anche per quelle comunali e provinciali. Ed è proprio nelle comunali che la Lega ha fatto il colpaccio.
La Lega, fondata nel 1989, è il partito più antico d’Italia. È un movimento federalista di ispirazione xenofoba, l’espressione delle regioni più ricche e produttive d’Italia, come il Veneto e la Lombardia settentrionale.
Il suo fondatore, Umberto Bossi, usa un linguaggio rozzo e colorito, vivacizzato da metafore triviali e cliché da osteria. Read the rest of this entry »
BERLUSCONI A NUDO – El Paìs
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 9, 2009 at 10:43 amLe immagini non svelano l’intimità del primo ministro, ma la sua deriva autoritaria.
Non si inganni Berlusconi: è la stampa democratica che rispetta la sua intimità e lui che non smette di delegittimarla. Poiché la pubblicazione delle foto delle sue feste private non obbedisce ad alcun intento di giudicare la sua morale di cittadino, ma al proposito di dimostrare che egli, come primo ministro, sta cercando di convertire lo spazio della politica democratica in un semplice prolungamento delle proprie relazioni d’amicizia e dei propri divertimenti.
Ciò è esattamente quello che, secondo le sue stesse dichiarazioni, ha fatto nell’elaborare le liste elettorali del proprio partito e, incluso nel momento di assegnare incarichi di Governo. E altrettanto si può dire delle agevolazioni che lo Stato mette a disposizione del primo ministro affinché adempia ai propri compiti istituzionali. Trasportare invitati alle feste private non è compito degli aerei di Stato, poco importa nello specifico che si tratti di ballerine o di presentatori della televisione. E il fatto che il primo ministro abbia fatto approvare nel 2008 una legge che avrebbe aperto i voli ufficiali a qualunque accompagnatore, non gli offre una copertura giuridica, ma evidenzia un flagrante abuso di potere. Read the rest of this entry »
la nottata di uno scrutatore
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 8, 2009 at 11:09 ami voti* alle città
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 26, 2009 at 1:54 pmoggi metto i voti alle città:
Londra 3 – “The river is amazing”, dicono gli inglesi. Dimenticano di aggiungere “e basta”, il resto è ributtante. I monumenti più caratteristici sembrano posticci, tipo Westminster, che pare messo lì l’altro ieri. Una città che respinge, pervasa dalla frenesia, dal cattivo gusto e dal grigiore. Anche la metro è brutta, unge la pelle. Quella di Roma, sembra strano, è meglio… [sono pronto ad argomentare quest'audacità nei commenti, se necessario].
Madrid 6 – - Bruttarella, divertente.
Firenze 4,5 – La più grande impostura dell’era del turismo, una città medievale riverniciata (male) nel rinascimento e con l’interland, città, per altro, morente. Sfilacciata e grigia. Capolavoro di un genio del marketing. Qualche bella chiesa, un bel museo.
Siena 7,5 – Al momento è ancora un miracolo, una cittadina medievale conservata intatta fino ad oggi (altre, Lucca, Arezzo, Assisi, sono troppo piccole per il nome di città). Rischia la rovina, vedi ingressi hi-tech sistemati nel duomo. Come in tutta la Toscana (meno Firenze e Prato, popolate da cinesi) brulicante di donne che ti viene voglia di.
Siviglia 8 – - La città del sole, e, letteralmente, dei sogni. Cangiante e meravigliosa. “Sevilla tan sonriente, yo me lleno de alegria cuando hablo con su gente, sevilla enamora el cielo, para vestirlo de azul, hasta el sol duerme en triana, y la luna en santa cruz…” Read the rest of this entry »
Trastevere >>> Roma >>> Piazza Mastai >>>
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 23, 2009 at 9:26 amLa Round Robin
presente
con un proprio-proprio stand
stand StAnD STAND
Dal 21al31maggio2009, a Piazza Mastai,
Trastevere
Roma

(e vedete da venì, eh!)
razza de pelandroni…
[aò]
un uomo solo al comando…
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 17, 2009 at 6:46 pmSfruttando con abilità la crono scalata della sera, ripresa dalle telecamere RAI iiiihiihiihiiiiiiiIIIIIiiihhiIIIII DON PEPPONE DIANA ragggggggiunge in vetta il geometra, leader della corsa dall’inizio. Questo giro si aggiudicherà all’ultima curva dell’ultima tappa, grazie all’ultimo colpo di reni, al fotofinish della giornata di sconti torinesi. Domani, alla Fiera del Libro di Torino, Calvisi o Don Peppe, pirati e ammiragli, caporali o signori, nobili principi e alteri villani seguono col fiato sospeso l’altalenarsi alterno delle mutevoli emozioni dell’univero roundrobiano, certi che il futuro ci regalarà gioie e vittorie di quella che, ormai è già certo, è la casa editrice del futuro.
live from torino >> long john silver!!!
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 17, 2009 at 1:34 pmNella crono-scalata della domenica, tra l’esuberante esordio del Poeta e la presentazione ufficiale di Don Peppe, i pirati della Round Robin hanno conosciuto inaspettatamente il mitico Björn Larsson, dalla cui Vera storia del pirata Long John Silver prende il nome il nostro sparuto gruppo di audaci navigatori…
Per quanto riguarda le note dalla tappa conduce ancora saldamente il geometra, e il nostro capitano fuggitivo, il doppio Calvisi difende autorevolmente la maglia rosa di questa prestigiosa corsa a tappe…
Ma oggi è la giornata del pirata long john silver e di Larsson, nostro antico mito fondatore, con le cui parole chiudiamo questo storico piccolo post:
Cercate di far aderire quanti più possibile alla nostra causa e state all’erta per trovarvi pronti. Ciascuno di voi dovrà giurare sul round robin. Il round robin non è altro che una misura precauzionale. Da un lato, tutti quelli che vogliono essere dei nostri dovranno firmare la dichiarazione, così che non potranno tirarsi indietro quando si comincerà a sentire odore di bruciato. Dall’altro, quello stesso foglio ci condurrà dritti alla forca, se finisce nelle mani sbagliate. Ma, dato che sono sempre quelli che hanno firmato per primi ad essere considerati gli istigatori, sul round robin le firme formano un anello, in modo che non si può sapere chi ha iniziato.
live from torino… [3]
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 16, 2009 at 3:29 pmLa corsa entra nel vivo. Nel tappone dolomitico del sabato i grandi attesi, finora rimasti guardingamente a ruota, escono allo scoperto per tentare la stoccata decisiva alla maglia di leader della Fiera del Libro di Torino. Si segnala il primato per la corsa a squadre della compagine dei Calvisi, che avvantaggiati dal doppio titolo e dall’imminente presentazione del Poeta conducono questa particolare classifica. Per la maglia rosa notevoli le fughe di Chiuso per turno e Interno con Rivoluzione che dettano il passo sul primo gran premio della montagna per venire successivamente raggiunti in discesa proprio dal Geometra. Sulla seconda vetta di giornata notevolissimo lo scatto di Cronache da Siviglia, l’autorevole maglia gialla della fiera di Roma esce finalmente allo scoperto e appaia in testa i fuggitivi. La corsa entra nel vivo. Favorito per la vittoria finale a questo punto non può che essere il Geometra, ma i bookmaker non si sbilanciano, e il pubblico si aspetta ancora numerose sorprese in questa corsa prestigiosa e avvincente, pur nella sua per certi versi deludente affluenza di pubblico rispetto alle attese della vigilia.
NOTE DALLA CORSA: Read the rest of this entry »
live from torino 2…
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 15, 2009 at 12:16 pm… e la fiera continua.
Notizie dalla corsa:
Sardini appaia in vetta Vignozzi, per ora i due outsider guidano la classifica del Giro contentendosi paginata su paginata la maglia di leader. I favoriti della corsa attendono sornioni. Intanto a Torino piove. Piove, piove. Nel nostro “hotel” - e lo chiamano hotel… – questa mattina i nostri vicini si sono trovati nel loro vano del bagno, bagno comune ma fortunatamente non nostro, una cagata di gatto dentro alla vasca. “Lo scriveranno su internet”, si lamentava tra sé e sé la proprietaria, aggiungendo, “peccato, se l’avessi vista prima l’avrei tolta…”.
L’hotel è il NàNò Nà di Via NOMEDIUNPAPA V. (signora, su internet ce l’ho scritto io, ma finché il gatto non caga nel bagno nostro sorvolerò mi limiterò a dei vaghi indizi, altrimenti invece… ).
Per ora dalla strada è tutto, al comando la strana coppia Vignozzi-Sardini, arriverà la fuga al traguardo?! I bookmaker al momento sono cauti.
NOTE: il Ciccio, figlio della proprietaria dell’hotel, è mitico.
aggiungeremo foto? forse.
CdS corto + interview
In (p)Recensioni & vanità, our books on Maggio 7, 2009 at 10:33 amCortometraggio di Antony Redfield. Scritto da Antony Redfield, liberamente (molto liberamente) tratto da Cronache da Siviglia di Federico di Vita (Round Robin editrice, 2008). Con Federico di Vita. Regia Antony Redfield. Produzione Q.
INTERVISTA ALL’ATTORE OCCASIONALE
Allora Federico, ti sei dunque prestato a questa interpretazione, breve, inusuale, tratta dalle tue pagine. Non ti sembra lontano però il registro stilistico ed emotivo scelto dal noto artista visivo londinese Antony Redfield rispetto a quello del tuo libro?
Guarda, hai senz’altro ragione, il tono di Antony è lontano da quello delle pagine. Ma una proposta così non si può rifiutare. E poi mi sembravano interessanti queste note malinconiche, quasi disperate, e queste sensazioni di abbandono e trasfigurazione di luoghi e sentimenti proposte dal regista. Read the rest of this entry »
Forme della scrittura autobiografica. Tre esempi – Mille anni che sto qui
In (p)Recensioni & vanità, rred - approfondimenti on Maggio 6, 2009 at 10:28 amDopo lo straordinario successo della parte della tesi di Wu-Ming-F dedicata a Interno con rivoluzione di Maria Laura Bufano, abbiamo chiesto allo stesso autore la possibilità di pubblicare anche la sezione in cui tratta di Mille anni che sto qui, di Mariolina Venezia.
Dalla tesi Forme della scrittura autobiografica. Tre esempi con la quale Wu Ming-F si è laureato in Scienze del testo, presso la facoltà di Scienze Umanistiche dell‘Università La Sapienza di Roma. Relatore della tesi il professore di Letteratura italiana moderna e contemporanea Aldo Mastropasqua, correlatore il prof. Rocco Paternostro (Critica letteraria). Si avvertono i lettori che data l’estesa trattazione tesistica (comprendente anche un corposo riassunto del romanzo), si consiglia la conoscenza del testo. Si sconsiglia altresì la lettura a chi avesse intenzione di leggere il romanzo di Mariolina Venezia e non l’avesse ancora fatto: vengono anticipati completamente trama e motivi.
2.2 Mille anni che sto qui
Mille anni che sto qui di Mariolina Venezia [1] – Read the rest of this entry »
Utile suggerimento per impazzire
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 5, 2009 at 9:26 amCerte cose a me vengono spontanee e non so dire se siano la causa o l’effetto dei granchi che mi stanno rosicchiando (ma allegramente, lo giuro!) la base cranica. Ma tant’è, vi voglio ammannire un prezioso e utile suggerimento per misurare l’entità e/o originare un sano impazzimento. Si tratta di ripetere a voce alta (o anche solo pensare, ma è meno incisivo) la medesima frase o il medesimo concetto. La cosa migliore sarebbe che quando ti viene in mente una frase o un concetto degni di nota (ma anche no, come dite voi gggiovani) cominci a ripetere quella frase o quel concetto, li ripeti, cominci a ripetere il concetto, lo ripeti a voce alta, te lo fissi nel pensiero ma anche lo ripeti, ripeti il concetto e la frase che ti è venuta in mente, magari cambiando un po’ l’ordine delle parole, ma ripeti concetto e frase, a voce alta, sostanzialmente con le stesse parole, per almeno cinque minuti, non importa l’inflessione, importante è che ripeti la frase e il concetto, e adesso non so se vi serve un esempio, ve lo potrei anche fare, deve solo venirmi in mente un esempio che sia calzante, un esempio da farvi per esprimere questa tecnica rivoluzionaria che serve a stimolare il cervello alla base dell’impazzimento, e quindi ora non so se sia il caso di farvelo, questo esempio, anche perché ci vorrebbe una frase degna di essere ripetuta, una frase pregna e degna, una frase che serva come esempio e, insomma, ci vorrebbe una frase (o un concetto).
dal blog di angelocalvisi, Read the rest of this entry »
Intervista
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 1, 2009 at 12:40 amAvevo consigliato questo vecchio film di Fellini ad un amico. Perché c’era la scena del tram. La scena, mi ricordavo, in cui Fellini ragazzo con il tram andava a Cinecittà. E parlavo di questa scena, gliene parlavo l’altra sera, come di una scena, come di una lezione di cinema, dove il cinema, proprio lo schermo, è il vetro del tram. La lezione di cinema avviene guardando attraverso questo vetro, la finestra del tram (lo so, lo so… avete capito). Mi ricordavo di una scena in particolare, in cui dal tram Fellini giovane (Sergio Rubini) vedeva una cascata così vicina e vaporosa da bagnare le stesse finestre del veicolo, o forse bagnare addirittura i viaggiatori. Poi mi è venuto il dubbio di avere esagerato a parlare al mio amico di questo film e di questa scena in questo modo, di avergli anzi finanche consigliato il film quasi rimproverandolo per non averlo inserito in un libro che ha scritto, proprio sui tram a Roma. Libro nel quale cita come esempio – per lui la particolarità del tram è che possiede questa peculiare capacità narrativa, questa dote di connettere persone e luoghi, di attraversare storie – e cita, come esempio, dicevo, un film con una certa scena di Aldo Fabrizi, sempre a Roma. Ma come – gli dicevo – ma c’hai messo quello e nemmeno una parola su Intervista?! Read the rest of this entry »
La Liberazione
In (p)Recensioni & vanità on Aprile 26, 2009 at 12:17 amOggi è la Liberazione, la Festa della Liberazione. Oggi celebriamo il giorno in cui l’Italia si è liberata dal nazifascismo mentre magari un sindaco di una città di 4 lettere come amor, l’anno scorso abbia detto che la liberazione rappresenta la libertà da ogni forma di regime. No, mi dispiace, per noi la Liberazione rappresenta la fine dell’oppressione nazifascista e, di riflesso, il rifiuto per qualunque regime. Oggi festeggiamo la libertà (parola di cui un barattolo coi denti si è illegittimamente appropriato) che ci è stata donata dagli eserciti alleati e dai PARTIGIANI, dalle varie anime della Resistenza, nonostante pochi giorni fa un ministro, uno che fino a poco tempo fa aveva l’abitudine di salutare a braccio teso e mano aperta insieme al sindaco di amor, abbia detto che i partigiani rossi non vanno celebrati come eroi. Mi dispiace ministro, ma i cosiddetti partigiani rossi sono quelli che hanno dato il contributo militare più consistente alla Resistenza ed inoltre nella Costituzione sono evidenti l’anima democratica, socialista e comunista. Tutte e tre. Che Le piaccia o no. E se non sono stati sempre eroi, nel complesso sono molto migliori di altri.
E nonostante lo stesso ministro abbia detto che i Partigiani e i ragazzi di Salò in fondo erano animati dallo stesso spirito patriottico e nonostante in questi giorni alcuni parlamentari del Pdl vogliano equiparare per legge i republichini ai Partigiani, bisogna distinguere, bisogna continuare a distinguere tra chi combattè perché l’Italia fosse migliore e chi voleva continuasse lo squallido coma civile e politico del ventennio. No, ministro, no indegni parlamentari, non è così. Non è per niente così, ancora una volta si sbaglia, vi sbagliate. Read the rest of this entry »
Il piccolo principe
In (p)Recensioni & vanità on Aprile 11, 2009 at 12:09 pmfa kakà
Dopo mesi di consultazioni questo l’autorevole parere che i gestori del prestigioso blog della RR hanno emesso riguardo il noto libello illustrato. Gli stimati critici sono pronti a discutere tali mirabili conclusioni con i numerosi lettori nei commenti.
grazie.
ps. Suggeriscono ora dalla regia di aggiungere un sondaggio onde rendere più agevole per il pubblico la discussione ermeneutica:
Read the rest of this entry »TERREMOTO ABRUZZO, COME AIUTARE
In (p)Recensioni & vanità on Aprile 7, 2009 at 9:04 amLAZIO: DOVE DONARE IL SANGUE
Questi i centri a disposizione: policlinico Umberto I; ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli; ospedale Sandro Pertini; policlinico Tor Vergata; ospedale San Giovanni Evangelista Tivoli; spedale Delfino Parodi Colleferro; San Giovanni Addolorata; Cto; ospedale S. Eugenio; ospedale Civile di Velletri; ospedale Civile di Frascati; ospedale Civile di Anzio/Nettuno; San Camillo Forlanini; ospedale Grassi di Ostia; ospedale Pediatrico Bambino Gesu’; I.F.O.; San Filippo Neri; ospedale S. Andrea; ospedale San Pietro FBF; ospedale S. Spirito; ospedale Civile San Paolo di Civitavecchia; Policlinico Gemelli; ospedale degli Infermi di Viterbo; ospedale Civile di Rieti; Centro Trasfusionale di Frosinone; ospedale S.S. Trinita’ di Sora; ospedale S.M. Goretti di Latina; presidio ospedaliero di Formia.
L’INIZIATIVA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
Rifondazione sta organizzando e raccogliendo le disponibilita’ di famiglie disponibili ad ospitare gli sfollati nelle regioni limitrofe all’Abruzzo. Il punto di riferimento e’ la Federazione provinciale del Prc di Pescara (via F. Tedesco 8 ) che funzionera’ anche come centro di raccolta di aiuti e soccorso. Read the rest of this entry »
10 Maggio 1947, un’ombra aldilà del fiume
In (p)Recensioni & vanità on Marzo 24, 2009 at 2:05 pmdal diario di elmer
Jack ha i capelli neri e il viso scuro, ma un sorriso luminoso. Jack ha gli occhi dannatamente vivi e la pelle vissuta. Jack ha una cicatrice a forma di dolore alla base del collo e una voglia di donna a tre centimetri dal suo sesso e io, io sono la sua ombra. Tra i palazzi ricoperti dalla notte, al riparo dalle luci e dai rumori, siamo arrivati al fiume, passando dal ponte, nascosti tra i piloni. Abbiamo lasciato Nashville e le sue note troppo malinconiche per rifugiarci nel silenzio di Shelby Park, a metà tra la luce lunare e le ombre del Dutch Mill. Fuggire a piedi non è il massimo, ma Jack sembra essere sicuro di sé. La notte del 9 eravamo ad Inglewood, dove abbiamo rapinato un negozio in chiusura, una lavanderia di una vecchia maliarda e quattro cinesi, undici dollari. Jack aveva gli occhi spiritati ed ha più volte colpito la vecchia e i poveri cinesi, due erano donne, prima di prendere i soldi e andarcene. Per un attimo ho pensato che volesse rimanere lì a massacrarli per sadismo, o una qualche forma di divertimento. In quell’attimo ho temuto per me, per la mia fuga. Ma Jack per il momento mi serve, è sempre a suo agio, non parla molto e sembra sapere sempre cosa fare e come. Ha colpito un negro alla stazione solo perché lo fissava mentre aspettavamo il treno per Oak Hill, diretti a sud. Read the rest of this entry »
Il popolo di don Peppe
In (p)Recensioni & vanità on Marzo 17, 2009 at 8:07 pmChi è Don Peppe? Don Peppe sono io… E da qui che ricomincia una storia che ha cambiato la vita di molte persone. Parole semplici che diventano tragedia. Don Peppe Diana, parroco coraggioso di casal di principe, nella sua chiesa di San Nicola spesso parlava anche del Napoli e di quanto lo facessero incazzare alcuni giocatori. Un uomo nato in un luogo che sembra maledetto, ma che da quello stesso luogo cercava riscatto per il suo popolo e la sua terra. Don Peppe con il cuore scout e il vangelo in mano, non ha mai smesso di lottare e di combattere una guerra impari fin nel cuore della terra di gomorra. Il 19 marzo del 1994 un sicario entra nella chiesa di san Nicola e lo uccide a sangue freddo. Per la prima volta la camorra alza il tiro sulla Chiesa e un servo di Dio resta a terra in un bagno di sangue, perché vittima della follia e della sopraffazione del potere criminale che impazza nell’Agroaversano. Silvana Giusti, il commissario di polizia che arrestò Quadrano, il Killer di don Peppe, ricorda lo sgomento della gente e la particolare vicenda che per la prima volta vedeva un killer entrare in una chiesa. Un anno dopo fu proprio lei ad arrestare il sicario, con un mandato di estradizione che lo raggiunse fino in Spagna.
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biografia di E. H.
In (p)Recensioni & vanità on Marzo 6, 2009 at 11:12 amIl blog della Round Robin segnala l’interessante operazione di trascrizione letteraria di un autore inedito nordamericano, Elmer Hemingway. Qui di seguito la biografia ricostruita attraverso i suoi stessi appunti diaristici.
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Scrittore eclettico e paranoico, Elmer Hemingway ha vissuto una vita all’insegna della paura e della fuga.
Nasce nel 1918 a New York. La madre, irlandese immigrata nei primi anni del secolo, era insegnante di lettere mentre il padre, americano di nascita, era titolare di un negozio di tabacchi a Brooklyn. Il vero nome non è conosciuto, di nessuno, poiché il diario che è stato recuperato insieme agli scritti parla ben poco dei genitori e di se stesso ed è scritto in prima persona, senza nome, e si riferisce al “padre” e alla “madre” limitandosi ai consueti appellativi.
Intorno al 1936 comincia a lavorare in modo discontinuo con il padre, continuando a prendere lezioni di scrittura dalla madre le cui storie dei grandi romanzieri lo affascinano sin da piccolo.
Nel 1940 il padre viene ricoverato in seguito ad un incidente nella sua tabaccheria, preda di fiamme che in seguito si sapranno di origine dolosa. Read the rest of this entry »
Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro
In (p)Recensioni & vanità on Gennaio 30, 2009 at 11:27 amdi Nick Park e Steve Box
Premetto che ho sempre qualche riserva nell’andare al cinema col Sardo: innanzitutto non consente che gli si parli. Se pure il film offre qualche spunto involontariamente comico, che sarebbe un delitto non sfruttare, io so che col Sardo non vale la pena di rompere il silenzio della sala per sussurrare una battuta. Il suo sguardo di ghiaccio non si distoglierebbe dallo schermo, e al massimo ne otterrei un’impercettibile ma significativa contrazione delle labbra, ad ingiungermi di tacere.
Io poi, quando esco dal cinema, ho bisogno di un momento di tregua, qualche minuto di riflessione per elaborare l’esperienza, ripercorrere quello che ho visto ed accennare un primo, vago giudizio. Read the rest of this entry »
Il nuovo blog
In (p)Recensioni & vanità on Gennaio 27, 2009 at 8:59 pm
Come avrete già notato abbiamo rivoluzionato la struttura del nostro blog. Ci sembra necessario spendere due parole per presentare la nuova fisionomia del blog della Round Robin editrice. La nuova impaginazione del sito, che consente la vista sinottica degli ultimi tre post evitando il tipico incolonnamento e la conseguente gerarchizzazione, oltre a porre gli articoli sullo stesso piano percettivo, richiama esplicitamente il disegno e le funzioni del giornale quotidiano e, se ce lo consentite, ancor più, delle vecchie riviste letterarie. Ma nel XXI secolo non è più tempo di riviste, ed è la loro eredità – che via via rischia sempre più di perdersi, così come l’incidenza e il peso delle voci critiche – che con questa nuova impostazione cerchiamo di raccogliere. Read the rest of this entry »
lazialità
In (p)Recensioni & vanità on Gennaio 14, 2009 at 6:15 pm DIALOGO PRESOCRATICO NELLA FACEBOOK DEL XXI SECOLO.
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Gerarca nutre un intatto affetto per i suoi amici del Liceo, nonostante molti di loro siano degli invertiti impenitenti.
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.
.Cardinal Lucrezio Benedetto Paleologo Capuano
Ci sono anche gli invertiti penitenti come me e te, che sono ancora più intimamente segnati dalla corruzione, dall’infame stigma della rinuncia…
Gerarca Zarganenko
ma quando potremo dirci liberi dall’infame marchio, dal peso straziante del nostro bieco vissuto?
Cardinal Lucrezio Benedetto Paleologo Capuano
Ah, non c’è fine all’espiazione, mon frère… Una cosa possiamo e dobbiamo fare: avvertire i compagni ancora sommersi dal flutto del vizio innominabile, addolcire le nostre pene, cui solo la morte darà piena requie, aiutando i poverini a sgravarsi dalla soma sempre crescente delle loro turpitudini…
Gerarca Zarganenko
Oppure sospingerli con veemenza e inganno sulla via del peccato, delle azioni più turpi, della più cieca inconsapevolezza, cosicchè di fronte al Giudizio Finale, noi potremo apparire in finale più mondi, più aperti al vero, in finale, meno peggio?
No, vabbè , me sa de no…
Gerarca Zarganenko
Per quanto… No, no, mejo de no…
Cardinal Lucrezio Benedetto Paleologo Capuano
No, no, no! Meglio allora seguirli nel fango, nello sterco, nell’inferno, da impossibili indegni Bodhisattva…
Non voglio puzzare come un bordello francese!
In (p)Recensioni & vanità on Gennaio 13, 2009 at 7:58 pm
Ripete Mona vaporizzando nell’aria un’essenza di profumo. Perché non le piacciono i profumi. Edgar è un corvo puzzolente con la diarrea, e deve cagare in testa a un gargoille perché così gli dà la chiave per uscire dal castello. Non sappiamo nemmeno dove siano le cucine! E una bara contiene un ammennicolo per riprodurre i rumori degli animali, un pipistrello, una boccetta vuota, una lozione per i capelli, una bottiglietta di profumo e un vaporizzatore. Mona non vuole puzzare come una puttana, lo ripete continuamente riflessa elettricamente nello schermo, al castello si può parlare con i ratti mentre Edgar ripete spesso che è possibile farlo anche con le armature (oltre che con i gatti), ma i gargoille non si smouvono fin’ora e le bare immobili e mortuarie racchiudono improbabili oggettucoli che si suppone utili alla soluzione del problema posto dal videogioco all’éditor così impegnato, e di cui ora vi sfida a indovinare il titolo…
A che serve vivere se non si ha il coraggio di lottare?
In (p)Recensioni & vanità on Gennaio 6, 2009 at 1:29 amEra artista, pittore e scrittore. Ma era soprattutto un giornalista. Un giorno scrisse: “A che serve vivere se non si ha il coraggio di lottare?”. Sì, a cosa serve?
Il 5 gennaio del 1984, 25 anni fa, si trovava nella sua Catania, in via dello Stadio: aveva appena lasciato la redazione del suo giornale, il mensile I sicilianì da lui fondato e diretto, a bordo di una Renault 5. Gli uomini di Santapaola lo ammazzarono come un cane con cinque proiettili alla nuca. La sua colpa essere un uomo libero, onesto, con una precisa concezione di questo mestiere: “Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili. Pretende il funzionamento dei servizi sociali. Tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo”. Read the rest of this entry »
Harold Pinter
In (p)Recensioni & vanità on Gennaio 4, 2009 at 5:21 pmDal diario di Tito, noi siamo con Tito…
Io sono un attore che non recita, ho pochissima esperienza e probabilmente sono anche un cane. Una volta, però, mi sono sentito un professionista. Era il 2003, e con una compagnia che adesso non esiste più avevamo deciso di mettere in scena uno degli ultimi testi (ad allora) di Harold Pinter. Si trattava di Anniversario. Di Pinter, al tempo dell’università, avevo letto Il calapranzi e La serra che, circa vent’anni dopo, avrei ignobilmente plagiato in una parte del romanzetto che la Round Robin pubblicherà a novembre. Successivamente mi ero procurato i due volumi di Tutto il teatro (quelli con la copertina blu della Collezione di Teatro Einaudi) che ho letto e riletto molte volte e insomma tutto questo per dire che a me Pinter piace parecchio. Come dicevo, poi, nel 2003 ho avuto anche il piacere di recitare un suo testo, diretto da una regista vera, in un teatro piccolo ma dignitoso, con una scenografia e delle luci veramente curate, con una locandina che ancora adesso utilizzo per le mie vanterie e l’annuncio al telegiornale della Rai. Come appassionato di teatro, per me Pinter è un punto di riferimento. Con il tempo si è liberato dell’etichetta cucitagli addosso da Martin Esslin nel saggio che ha dato il nome al teatro dell’Assurdo per raggiungere la dimensione non classificabile dei classici. Read the rest of this entry »
aspettando il pedrellino…
In (p)Recensioni & vanità on Dicembre 29, 2008 at 12:36 pm
Per il matrimonio, a settembre, volevo scriverti una poesia, perché che regalo immortale eccetera, poi come al solito ho ripiegato pagando in mostruoso ritardo una rata di un regalo comune, un pezzetto di quel televisore gigante su cui ieri notte ti ho rotto il culo a PES, ehm… è mio Ste’, diciamo il telecomando, beh, non è mio ma l’ho pagato io… Anche ieri volevo farvi un regalo, darvi un consiglio sul nome del pargolo che la gentile tiene in grembo. Ma oltre a bocciare Jacopo, suggerire Uto e francescototti tuttoattaccato non sono stato capace. Però una mano ti serve se la tua idea è di chiamarlo Milvio, Milvio Milani, nome-da-famoso. Stefano, anche noto come il Pedrella a una ristretta cerchia di lettori di un libretto edito a settembre – e c’è chi ha osservato il palese conflitto di interessi nel fare del tuo editore il personaggio più fico di un romanzetto in uscita… – Stefano, dicevo, ha bisogno d’aiuto. Con Francesca aspettano un bambino, al momento senza nome. Suggerite nomi. Questo è un sondaggio libero e, come si dice, i risultati statistici non sono attendibili (nel senso che mica poi lo chiameranno come direte voi), però magari gli diamo un’idea. Sperando che sia un maschio…
- Jacopo
- Manlio
- francescototti
- Uto
- Barbaro
…
n.b. il bambino, se maschio, nascerà direttamente con la barba.
un post così
In (p)Recensioni & vanità on Dicembre 28, 2008 at 12:18 amQuesta è una forma ibrida, disprezzabile, disprezzata. Eppure eccoci qua, io sto qui e parlo arbitrariamente a nome di un noi, la casa editrice, come compito che dovrei svolgere, tener su questo blog, funzione di bloggher, si dice così? Tenerlo vivo. E non sai se farne una specie di rivista sconnessa oppure proprio un blog, con argomenti, sparate, cazzate che si spera qualcuno commenti per poi rivomitarci sopra ancora. Il fatto è che sto qua, in questa casa romana nelle feste di Natale, da solo, stanotte, incasinato e appeso al pensiero di femmine che dovrei/non dovrei chiamare, e mi domando 1) (oltre a cosa fare dei fatti miei e all’opportunità di accennarvi così, qua sopra, a finto nome di tutti) dicevo 1) che rapporto c’è tra il sesso e l’editoria? Perché in fondo io sono convinto che dentro le realtà editoriali più vive, nei momenti fervidi, quelli in cui uscivano fuori le idee buone si scopasse parecchio. 2) Se la contaminazione sessuale sia in grado di farle scaturire di per se stessa, le idee. 3) La faccio o no questa chiamata e soprattutto, soprattutto 4) ma veramente volete post così?
Buon Natale
In (p)Recensioni & vanità on Dicembre 22, 2008 at 9:58 pm
ps. ci chiedono dove trovare i nostri ambiti libretti… deve essere che con l’imminente Natale le copie sparse a pioggia dal distributore una ad una presso le grandi librerie stanno finendo. Un porto sicuro dove trovarli, i nostri libretti, comunque c’è: si tratta della libreria Nero su bianco in Piazza San Cosimato 11, Trastevere. Lì ce ne sono di certo ancora, e ancora e ancora… e ancora Buon Natale. Buon Natale, ancora.
Più libri più liberi – programma fiera RR
In (p)Recensioni & vanità on Dicembre 3, 2008 at 6:39 pm
La Round Robin editrice vi aspetta allo stand A27 alla fiera della piccola e media editoria di Roma, che si terrà al Palazzo dei Congressi dell’Eur dal 5 all’8 dicembre 2008.
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VENERDI 5 DICEMBRE
ore 17-18> ora dell’offerta: tutti i titoli al 50% di sconto.
ore 18-19> reading di A fiori di pelle sarà presente l’autore.
ore 19-20> aperitivo letterario: 5 € = aperitivo + libro Il mio cuore ha due battiti.
SABATO 6 DICEMBRE
ore 10-11> presentazione de L’isola che c’è in SALA AMETISTA.
ore 17-18> ora dell’offerta: 15 € = L’isola che c’è + Il riflesso della mafia.
ore 18-19> ora dell’offerta: 5 € = E di sorpresa abbiamo 40 anni. Sarà presente l’autore.
ore 19-20> aperitivo letterario: 10 € = Degustazione di prodotti siciliani + L’isola che c’è. Sarà presente l’autore. Read the rest of this entry »
Un’estate al cinema: notti insonni, copule animalesche e vagine con i denti
In (p)Recensioni & vanità on Settembre 5, 2008 at 12:12 amprecensione di Antonello Qualapis
Roma, notte d’agosto, caldo umido, strade trafficate (molte auto girano persino senza conducente), sale cinematografiche con l’aria condizionata: è il caso di spararsi almeno quattro film di seguito per godersi il fresco. Abbiamo visionato le seguenti pellicole in una sola notte: La notte non aspetta di David Ayer, La notte dei girasoli di Cabezudo, Il resto della notte di Munzi per concludere con E venne il giorno… di M. Night Shyamalan.
Night: parola chiave per interpretare questi film nel modo migliore, anche se diversi dal punto di vista narrativo, l’oscurità della notte che avvolge personaggi e strade è la medesima, spesso così intensa da rendere impossibile la visione per parecchi minuti, molti spettatori hanno tentato invano di illuminare lo schermo con un accendino. Si piange, si ride, si osserva per ore a bocca aperta, ci si emoziona, si urla in sala come ossessi, si intraprende una lotta a suon di gomitate con il vicino; la fattura di queste pellicole è mirabile, formalmente e contenutisticamente parlando, assistiamo al miracolo cinematografico estivo che distrugge senza pietà noia e depressione. Read the rest of this entry »
Supposte londinesi – Coleridge e gli Iron Maiden
In (p)Recensioni & vanità on Luglio 17, 2008 at 10:54 am
Gironzolando per negozi di musica, il vostro Editor a Londra approda in un SuperMegaMaxiIperStore nel centro città e si ricorda di un barlume di letterarietà musicale decisamente fuori dagli schemi. Supera il reparto novità, R’n’b e Pop e va nel ghetto buio del metal, reparto notoriamente frequentato da pochi eletti non propriamente fun di Arlecchino. Il vostro affezionatissimo occhieggia alle copertine sotto la lettera “I” e precisamente nello scaffale degli Iron Maiden. Tra tanti teschi, ragnatele e pattume vario trova la copertina che lo chiama, una futuristica reinterpretazione delle piramidi egiziane con (ovviamente) svariati teschi sparsi qua e là. I fedelissimi del gruppo avranno capito che sto parlando di “Powerslave”. 14 anni fa l’insospettabile gruppo inglese pubblicava in questo album una rivisitazione musicale della “Rime of the ancient mariner”, capolavoro del poeta inglese Samuel Taylor Coleridge. 13 minuti di potenza e poesia.
E’ proprio vero, le vie della letteratura sono infinite…
Alessio Lana
Supposte londinesi – Supereroi
In (p)Recensioni & vanità on Luglio 10, 2008 at 9:57 amIl vostro Editor a Londra è sempre stato troppo snob per apprezzare i fumetti ma non è riuscito a scampare dal bombardamento mediatico dei film legati ai vari supereroi. Piccadilly Circus, Leicester square, i doubledecker… ovunque vi sono cartelloni con i beniamini della parola disegnata. Non conoscendo origini ed imprese degli stessi, il vostro affezionatissimo ha fatto qualche ricerca. Questo è quanto ha scoperto.
Ironman è in realtà francese, parla con la R moscia ed è il campione del fegato d’oca, pietanza notoriamente ricca di ferro. Gli umoristi inglesi, come da tradizione, lo contendono ai cugini d’oltremanica addicendo che in realtà l’ironia è più forte del ferro.
Superman con quella sua “S” così urlata, potrebbe essere considerato il successore di Guglielmo Tell. Gli Svizzeri, alla disperata ricerca di un nuovo eroe, dopo aver rifiutato l’uso della Eszett o scharfes S (la ß per intenderci) per una più comoda doppia S, hanno visto nel superuomo il loro uomo.
Il bambino non mangia i vegetali? Fategli vedere Hulk, il re degli erbivori, un essere enorme e muscolosissimo ma verde. Tutto sta nel non spaventare i piccoli e spiegargli che il colore della pelle è dovuto ad un consumo eccessivo di verdura; un’insalatina al giorno non cambierà il colore della loro pelle.
Da ultimo viene Wolverine, senza dubbio il famigerato nemico dei barbieri vecchio stampo, di quei signori che non accetteranno mai la pettinatura “appena alzato dal letto”. Anche le manicure hanno detto la loro: quelle unghie vanno proprio tagliate.
Alessio Lana
Supposte londinesi – In metro
In (p)Recensioni & vanità on Luglio 2, 2008 at 11:32 pm
Prendere la metro a Londra è come fare un viaggio. Si va da una parte all’altra della città e cambia tutto: architettura, usi e costumi. Il vostro Editor a Londra è così preso da quest’idea che si prepara alla metro come se dovesse intraprendere un viaggio. Tralascia la parte culinaria, niente panini imbottiti né acqua in bottiglia, ma ogni volta perde dai 5 ai 15 minuti per decidere cosa leggerà. È difficile scegliere e come un buon libro di viaggio, il libro da metro deve essere scorrevole, poco impegnativo, se in inglese non deve avere troppi vocaboli antichi/obsoleti/sconosciuti e soprattutto deve essere maneggevole.
Solo ora che lo scrive il vostro Editor si accorge quanto è difficile prepararsi alla metro. La prossima volta sceglierà il più comodo bus.
Alessio Lana
Supposte londinesi – Per un editore Joanne aggiunse una K
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 26, 2008 at 9:16 amParlare male della Rowling è troppo facile, ma rimane uno dei divertimenti preferiti del vostro Editor a Londra. Fuori dai circuiti mondani, il vostro sottoposto trova una notiziola interessante: la Rowling si chiama Joanne Rowling. Stupiti? Credo di no, ma il gossip risiede nella K, la kiave di ogni risposta.
Secondo il suo editore pubblicare un libro come “J. Rowling” non era adatto, non faceva abbastanza chic e così ha deciso di aggiungere il famigerato “K”.
Un matematico direbbe che quella lettera (per lui simbolo di costante) ha influenzato la scrittura di J. K. rendendola priva di inventiva, piana ed inutile. In una parola: costante.
Povera Joanne, oh pardon, Joanne Konstance.
Alessio Lana
Sex and the city
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 20, 2008 at 9:12 am…Then the bird said “Nevermore”
…Quoth the Raven “Nevermore”
E.A. Poe
Il film si ispira alla famosa serie televisiva erotica che ha tanto entusiasmato la gente (le masse? o le massaie?!); mettetevi l’anima in pace, la vita sessuale comincia a 40 anni! La prima puntata l’hanno seguita tutti tenendo il volume del televisore più basso possibile, poi quando hanno capito l’andazzo non si sono preoccupati di svegliare il vicinato per Sex and the city, la musica era strepitosa.
Ma andiamo ora al film, in alcune sale cinematografiche hanno distribuito fazzoletti di carta all’entrata. Mi è inoltre capitato di osservare un sospetto via vai di persone tra la sala di proiezione e la toilette: è un film commovente? È molto eccitante? O fa vomitare? È difficile dirlo, la trama è complessa, sicuramente impari molte cose sul sesso ma poco riguardo la città (è New York?). Le quattro protagoniste, che poi diventano otto, sono inarrestabili, la Miranda (chiaro riferimento al film di Tinto Brass) ci lascia senza parole in una scena che la vede a letto con sei uomini che giocano a carte sulla sua schiena nuda (!!) mentre un grazioso pittbull le lecca la faccia mandandole in cortocircuito l’orgasmometro portatile. Dopo uno shock erotico del genere è difficile ricomporre la trama, comunque non c’è solo sesso ma tanti buoni sentimenti e tanti sofismi e scetticismo metafisico che Gorgia ci si sarebbe masturbato. Il finale è tenero, friabile, croccante, i nostri sentimenti si sbriciolano: un elefante indiano infuriato frusta con la proboscide tutti gli amanti e gigolò della città che corrono nudi al tramonto presi dal panico, i titoli di coda, infine, scorrono lenti mentre vediamo superman volare in cielo inseguito da quattro corvi rossi sulle note di un maestoso canto gregoriano. Ai posteri l’ardua sentenza.
Antonello Qualapis
Supposte londinesi – Mark Twain VS Harry Potter
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 19, 2008 at 12:56 pmIl vostro affezionatissimo Editor a Londra è ormai un consolidato fan della letteratura umoristica inglese e naviga a vista tra flutti di libri e input alla ricerca di letture. Questa settimana decido per Mark Twain. In libreria Mark è generalmente silenzioso, qui è considerato un classico DA leggere, un testo scolastico, come Manzoni da noi. Osannato da critica ed intellighenzia, bistrattato dal pubblico, se ne sta sullo scaffale cosciente del suo valore e della sua condizione di perla per pochi eletti.
Mi decido per “il diario di Adamo ed Eva”, opera a dir poco geniale. Alla ricerca di spunti di riflessione, internetto “Mark Twain” e mi imbatto su un post in italiano che mi lascia basito. Ad una prima, disattenta, lettura appare una cretinata sparata lì per caso, ma analizzandolo più attentamente mi accorgo che è una vera e propria idiozia ed il suo autore la prova che la mamma di una famosa categoria è sempre incinta.
Non posso che citare testualmente il post: “Twain Mark non è poi così bravo se si pensa a J.K.Rowling!!! Non consiglio di comprarlo”.
Scusate ma non ho più parole, quei tre punti esclamativi mi hanno dato il voltastomaco…
Alessio Lana
il nostro nick cerca l’ultima emozione della giornata…
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 17, 2008 at 2:56 pmindossa una maglietta round robin e volaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Sono finalmente disponibili le nostre magliette: provane una anche tu!
Chi scrive precensioni
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 13, 2008 at 8:46 am«Ah! Sogner est indigne.
Puisque c’est pure perte!»
Artur Rimbaud
«Non solo ho visto il film e la versione musicale, ma ho letto il libro e il poema»
Ennio Flaiano
Il problema di chi scrive recensioni è di doversi andare a vedere tutti i film che escono nelle sale; è un sacrificio non indifferente, anche se molti appaiono compiaciuti e sfoggiano un frasario accattivante, flirtando con quel poco di arte che trovano; questo è un lavoro ingrato, o meglio un compito ingrato, il lavoro è forza per spostamento, tutt’altra cosa. Scrivere precensioni invece è diverso, chi scrive precensioni può entrare in un cinema, pagare il biglietto e scappare dall’uscita d’emergenza, anzi, chi scrive precensioni conserva centinaia di biglietti di film mai visti, e quando discute con amici o colleghi, finge di aver visto il film, aspetta che qualcuno parli di quella scena famosa e improvvisamente sorride, dice sì o fa cenno con la testa. Commenta con parole tipo: “Stupendo!”, “Un capolavoro”, “Quei dialoghi tradiscono un’amarezza di fondo che avvolge i personaggi in una spirale progressiva”, “La trama non è all’altezza dell’estro registico”, facendo trasparire quella consapevolezza di chi ha inteso qualcosa di profondo. Chi scrive precensioni deve intuire la portata di una pellicola e penetrare il mistero del non visto. È come quando ti chiedono se hai letto un tal libro e per qualche motivo ti scappa di dire di sì, in un primo momento cominci ad essere vago, ma poi all’improvviso ti stanchi e tiri fuori di tutto, o la va o la spacca, parli di cose prodigiose con la disinvoltura di un venditore di aspirapolveri particolarmente ispirato.
Questa volta un film l’ho visto: Sex and the city. La prima parola del titolo mi ha attratto. Entro in sala, il film è iniziato da dieci minuti: Sarah Jessica Parker è già a “lavoro”, il lavoro è forza per spostamento e qui di forza e spostamenti ce ne è da vendere! Il film è troppo intenso, sono costretto a uscire dalla sala, mi soccorrono due mascherine e via, verso il più vicino pronto soccorso, preparerò la recensione la prossima volta (vi anticipo però che la scena hard con l’elefante indiano, merita un oscar).
precensione di Antonello Qualapis
Supposte londinesi – Agli inglesi piacciono alte
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 12, 2008 at 10:19 amNon c’è dubbio gli inglesi le preferiscano alte. Noi, complice un’anatomia similare, spesso le preferiamo basse e bolse, qui alte e snelle. Parlando di virgolette tipografiche il problema per l’Editor a Londra è abbastanza fastidioso. Da noi se un personaggio parla si usa mettere << >> o “”. Qui usano solo quelle alte e non sarebbe un problema se l’inglese non fosse così ricco di apostrofi. Quando un personaggio parla e nel mentre cita qualcosa, il problema si fa pesante. Mettiamo che il nostro Mister Brown sproloquiando inizi e finisca il suo discorso con una citazione: ne viene un “’Bla Bla Bla’”. Ma gli inglesi le virgolette piacciono perché tipograficamente esprimono anche il genitivo sassone e come le regolette grammaticali insegnano, dopo una parola che finisce per s la s del genitivo si evita lasciando solo l’apostrofo. A questo punto se Mister Brown finisce il discorso precedente con un genitivo ne viene un ammasso incredibile: “’Bla Bla Blas’’”. Impossibile evitare questo accalco di virgolette. Agli inglesi, da buongustai, piacciono solo alte.
Alessio Lana
Arrakis
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 12, 2008 at 10:14 amVogliamo anche noi partecipare ad una bella iniziativa: da questa notte molti blog italiani si sono volutamente oscurati trasformandosi in player di Arrakis, un bellissimo documentario sulle vittime del progresso industriale italiano. Non possiamo che appoggiare questa iniziativa e sperare che sia l’inizio di una nuova forma distributiva d’impatto per documentari, video e cultura indipendente di qualità, come quella che stampiamo sulle nostre pagine. Purtroppo la nostra piattaforma non ci consente di trasformarci per un giorno in player: possiamo dirottarvi sul blog di un amico, Salvatore Di Taranto: cliccate e guardate Arrakis, non ve ne pentirete.
Supposte londinesi – Fiction
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 7, 2008 at 8:30 amL’Editor a Londra vole fa’ l’americano e si è dimenticato di una parola chiave che lega la cultura anglosassone e quella italiana, la mitica Fiction. Visto che le parole sono frutto della cultura, in questa parola si racchiude tutta la nostra decadenza. Se Mister Brown parla di fiction, sta descrivendo un romanzo o un racconto, sta parlando di letteratura, di Hemingway e Orwell. Ce la vedete voi la Signora Orietta che parla di fiction, anzi fiscion, con questi connotati? Io no. Mi vado a fare una birra che è meglio.
Alessio Lana
Precensioni da Cannes
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 6, 2008 at 1:03 amDa Cannes arriva la grande notizia, Clint Eastwood riporterà sul grande schermo il mitico personaggio dell’ispettore Callaghan; nonostante l’età il nostro si cimenterà in ben due pellicole: Ispettore Callaghan: l’ospizio è tuo, dove lo vedremo fare i conti con vecchi boss paraplegici che seminano il terrore negli ospizi della città, e Coraggio fatti intubare torbida storia di spie e senili amori passionali, sparatorie e inseguimenti in sedia a rotelle. Poi il tanto atteso Che di Steven Cronemberg; storia di un sordo che non fa altro che urlare alle persone: “Che?!”, “Che dici?”, “Che?!”. Read the rest of this entry »
stanco del grigiore della città…
In (p)Recensioni & vanità on Giugno 5, 2008 at 10:16 amPoi Nick al Luna Park…
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 30, 2008 at 5:31 pmSopravvivere con i cani
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 30, 2008 at 1:14 amSopravvivere con i cani di Vero Almont
Commedia agrodolce con Alfredo Tati; storia di un bambino costretto a vivere nell’Italia di fine ‘900, con un padre playboy e una madre depressa. Dopo un’ora di film succede l’inaspettato, la pellicola si rompe, come non accadeva più da decenni, e quando il film riprende il protagonista è un vecchietto arzillo che canta nei locali notturni, canzoni di Fred Buscaglione, mentre in casa tiene il teschio del padre dentro al frigorifero e porta in tasca una ciocca bionda dei capelli della madre. Una sera conosce una ragazza anoressica in un bar e la storia cambia piega; il regista decide di seguire le vicende di una vedova che sopravvive alla solitudine cucinando biscotti per i senza tetto e dando da mangiare ai gatti scorticati del quartiere. Un giorno viene violentata da un uomo che è il sosia di Richard Gere, sconvolta dal fatto si chiude in un mutismo assurdo, continua a vivere ma perde l’uso della parola. Dopo una lunga serie di vere interviste a persone che passeggiano per le strade di Roma il sabato pomeriggio, quindi dopo aver assunto la forma di un documentario, il film si conclude con il vecchio protagonista che mostra alla ragazza anoressica le proprie natiche davanti alle vetrine dei negozi mentre i titoli di coda scorrono sulle note di una tarantella. Vero Almont, alla sua seconda prova come regista, ci lascia l’amaro in bocca, anche se in alcune sequenze passa dal ridicolo all’angoscioso con una velocità incredibile, la pellicola sembra non decollare mai, gli attori sono perfetti ma la storia sembra inventata per distrarre il pubblico, è come se il regista volesse costringere lo spettatore a vedere il film. Anche l’escamotage della pellicola che si rompe sul serio è cosa già vista, la rissa in sala di proiezione, le urla e il film che riprende senza la scritta Sessanta anni dopo, sono elementi poco efficaci, troppo teatrali.
Nella speranza che Vero Almont torni in forma come quando girò il primo film: Sopravvivere con i lupi, dove ci mostrava donne licantropo sbranare bambini indifesi, possiamo consolarci visionando i cortometraggi del maestro, girati in un liceo con telecamera a spalla.
precensione di Antonello Qualapis
Supposte londinesi – Senza se e senza ma
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 29, 2008 at 12:22 pmAncora risuona nella mente dell’Editor a Londra una frase di cui in Italia si fa uso ed abuso: “senza se e senza ma”, della quale si svilì il significato. Gli inglesi, con la loro naturale propensione allo humour, l’hanno trasformata rendendola di nuovo interessante. Al canonico “No ifs no buts” hanno sostituito “No ifs no butts”. Quella ‘t’ in più trasforma il consunto but (ma) in un felice butt, mozzicone di sigaretta. Un avviso ecologista che invita a non buttare i mozziconi per terra. Senza se e senza ma.
Alessio Lana
e poi all’acquario il nostro Nick…
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 27, 2008 at 1:22 amPrecensioni
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 23, 2008 at 1:18 am
“Check, one, two Aahhh, take care to get what you like or you will be forced to like what you get! Right?!” (H.P. Baxxter)
E’ tempo di precensioni, fulminee visioni prima di entrare in sala, poiché alla fine, nessuno vede quel che vede, può essere interessante godersi le allucinazioni che precedono l’inizio del film e scrivere sul cadavere di un film mai nato. Solo pochi film sono venuti incontro alle precensioni che spesso lasciamo dentro un cassetto; tempo fa John Rambo ci ha esaltati, ma pochi hanno condiviso l’entusiasmo. Ho provato a scrivere una precensione su Gozu di Takashi Miike; ho scritto di un uomo adulto che fuoriesce e quindi rinasce dalla vagina di una donna e questo ho visto dopo aver comprato il dvd, raramente capita, la precensione è stata profetica, certe pellicole vanno ricercate con cura, ci entri dentro ed esci trasformato, non è un caso che lo stesso Jodorowsky parli di Miike nell’intervista contenuta nel dvd di Santa sangre. Read the rest of this entry »
La vendetta di Robin…
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 22, 2008 at 10:17 amSupposte londinesi – Charity shops
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 22, 2008 at 10:14 amI libri sono cari a Londra? Sì, anzi no. Dipende. Le librerie offrono numerosi sconti, offerte, saldi ma il prezzo di copertina anche dei tascabili rimane alto. E allora il vostro Editor a Londra con italico acume trova l’escamotage: qualcuno azzarderebbe l’ipotesi delle bancarelle dell’usato ma sarei costretto a contrariarlo. Anche i prezzi dei libri di seconda mano sono improponibili. La soluzione dell’enigma risiede nei Charity shops, negozietti che ricevono gratuitamente da uomini di buona volontà tutto ciò che viene considerato inutile in casa, non da ultimi i libri. Vi si trova di tutto e, a seconda della gestione, sono più o meno ordinati e puliti. Io preferisco quelli più sporchi, dove i libri sono considerati come carta da imballaggio ed è più facile incontrare il salumiere alla ricerca di carta da uova che intellettuali. Qui si trovano prime edizioni, libri vecchissimi, rari, di pregio, all’incredibile cifra di 50 pence, l’equivalente di due caramelle. Certo, non si trova tutto ma chi si accontenta gode!
Alessio Lana
ove su una ruota ma col casco..
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 20, 2008 at 10:07 amL’altra donna del re
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 16, 2008 at 3:53 pmL’altra donna del re (2008), un film di Justin Chadwick
“Per favore, non mi racconti la trama, non mi restano che le trame” (Ennio Flaiano)
L’altra donna del re, pellicola incredibile di cui eviteremo di parlarvi della trama. Il re indossa guanti rossi e spoglia le ragazze con un rastrello da giardinaggio; ogni re possiede molte donne, come tra l’altro tutti i sudditi e persino i servi, ma il film non si ferma all’erotismo, va oltre, e di molto. Drappi dorati avvolgono le dame che improvvisano danze da tarantolati in saloni rococò, le cameriere servono il roccocò, dolce napoletano che il re ama gustare davanti al televisore, il televisore è un coreografo calvo che guida le ballerine nelle forme più complesse. C’è una scena toccante dove il re, dopo aver frustato a sangue la moglie, le porta da bere chiedendole scusa per i numerosi tradimenti, lei commossa lo abbraccia e gli confessa di avere avuto un rapporto con il fratello gemello, la fotocopia perfetta del re che lo sostituisce durante le imprese più pericolose. Indimenticabile è un tramonto, un fermo immagine di ben 20 minuti, si può approfittare per andare in bagno, poi il film riprende, i costumi sono splendidi, tutto è ben confezionato, la mano è buona, si vede, ogni tanto si agita ma nel complesso è ferma. Lasciatemi svelare il finale, tanto non si tratta di un giallo; la figlia del re non è sua figlia e la moglie è la sorella del fidanzato del nipote, per il resto consigliamo la visione ai soli adulti ma accompagnati da qualcuno, qualcuno con l’occhietto furbo e la mano morta.
precensione di Antonello Qualapis
Supposte londinesi – La battaglia dei classici!
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 15, 2008 at 2:31 pmIl vostro Editor a Londra ha un problema: vuole comprare Alice nel paese delle meraviglie e The Diary of a Nobody, due classiconi inglesi di tutto rispetto. Entra in libreria, si muove tra gli scaffali dell’area “Fiction” (Romanzi) e non fatica ad individuare il titolo che cerca. Viste le numerose edizioni disponibili i due volumi occupano da soli un intero scaffale. La scelta si fa difficile. Scarto per primi i titoli con i disegni non originali: voglio vivere l’esperienza di essere un inglese di primo ottocento che approccia il volume fresco di pubblicazione, quindi metto al bando le rivisitazioni grafiche. La prima scrematura si presenta insufficiente, la scelta è ancora vasta. Scarto l’edizione Worthsworth classic, una sorta di millelire nostrana. Costa poco ma la carta è di infima qualità e la mia copia di Alice dovrà resistere più di sei mesi! Scarto anche l’edizione Everyman’s classic, collana fautrice della rivoluzione del tascabile di inizio Novecento. Appena apparsa la sua idea era offrire classici a poco prezzo, oggi costa il doppio dei normali tascabili. Bah.
Alla fine rimango con due volumi: quello della Oxford University Press (per gli amici OUP) e quella della Penguin. Il gioco si fa difficile. Sono praticamente identiche, cambia qualche dettagio, ma anche l’impaginazione si presenta simile, le illustrazioni sono le stesse (L’Alice di John Tenniel ed il Nobody di Weedon Grossmith). Vengo colto da subitaneo romanticismo lancio al suolo l’edizione Penguin ed innalzo al cielo l’edizione OUP. Non me la sono sentita di tradire la Oxford, spero solo di non aver fatto una cretinata…
Alessio Lana
genesi, meraviglia e colazione di Nick Robin..
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 13, 2008 at 11:55 pmPresidente Bush – Confessioni di un sicario dell’economia
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 11, 2008 at 11:45 pmdi Noam Chomsky e John Perkins
Dobbiamo mantenere il diritto a bombardare i negri: è una questione di colore sulla cartina. La cartina dell’impero non è tutta dello stesso colore, e non è necessario che lo sia, non deve esserlo. Un impero moderno, basato sullo strapotere militare prima che politico-economico non deve esibire platealmente i suoi possedimenti, non deve scarabocchiare il mappamondo col pennarello rosso bianco e blu, non deve riempire di strisce e di stellette di plastica la cartina del pezzo di terra (un bel pezzo di terra) che intende dominare. Sarebbe una cafonata oltretutto. Certo gli americani non sono esattamente tutti dei gentlemen Jim, Noam Chomsky nel suo Presidente Bush a precisa domanda risponde addirittura che si stupirebbe se “Bush come individuo capisse realmente le parole che usa”. E nel paese dell’aquila anche per dei falchi come William Krystol e Robert Kagan Chomsky non sciorina aggettivi propriamente da rapaci (“credo che nessuno possa prendere sul serio Kagan. E’ una caricatura”). La (s)fortuna delle amministrazioni repubblicane che detengono il potere a Washinton dai tempi di Reagan a quelli di G.W. Bush (con l’evidente eccezione dei mandati clintoniani) è che l’idea e l’organizzazione dell’impero non hanno dovuto costruirsela, se la sono trovata già pronta: l’impero americano è la riedizione di quello britannico. Read the rest of this entry »
Supposte londinesi
In (p)Recensioni & vanità on Maggio 2, 2008 at 1:01 amLondra, 01 maggio 2008.
Mentre nella calda Italia si pensa al concerto romano, al mare o al picnic qui si lavora. Le vacanze comandate sono solo le bank-holidays. Pensate al povero editor costretto a lavorare con un sorriso amaro. Voi direte “Ah Ah Ah perché non andiamo al mare?!”; qui invece il sorriso si esprime con il sospetto “Ha Ha Ha”. Ridiamo in modo diverso, siamo più caldi con quell’acca che si nasconde. Ho il dubbio che il sorriso inglese voglia possederti, con quella sorda iniziale che sa di verbo avere, come se il manager col suo “Ha Ha, oggi lavori!” volesse rimarcare la sua proprietà sulla tua vita e sul tuo destino. Andate al mare e ridete voi, io sto qui a lavorare. Bastardi!
Alessio Lana
Il grande silenzio
In (p)Recensioni & vanità on Aprile 28, 2008 at 11:59 amQuesta è una precensione. Ovvero una recensione scritta prima di aver visto il film, letto il libro. Con quello che ti aspetteresti di trovarci dentro, o che ci vorresti trovare. Questa è una vecchia precensione, il film è del 2005, fu scritta per un progetto di rivista che poi non vide la luce, qui, su questo blog, dove abbiamo intenzione di rispolverare questa pratica ce la mettiamo lo stesso, anche se è vecchia, non fa niente: ci andava di cominciare così.
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Il Grande silenzio, di Philip Grönin
precensione di Antonello Qualapis
Io ho visto Il grande silenzio, ma non era come me lo ero immaginato; incredibile a dirsi, il film inizia sulle note di una tarantella con tanto di fisarmonica e monaci avvinazzati che ballano in cerchio, barcollano, ruttano e lanciano peti da far arrossire dei maiali con la diarrea.
Assolutamente rispettosi della preghiera e della meditazione, la sera non rinunciano a piccoli peccati di gola, infarcendo galline, tacchini e porchette con ogni possibile spezia e annaffiando il tutto con litri di vino. Sono giocosi, rozzi, grevi nella forma ma innocenti, generosi e onesti allo stesso tempo, si apostrofano volentieri con un “ali mortacci tua!” ma vivono in armonia ed allegria.
Cito testualmente una delle poche battute che si sentono in questo film, fatto di balli, canti e anche di molti silenzi (Per questo il titolo?): “Se a frate Mario rode er culo, la cena se la famo cor cazzo, vedi de non rompeglie li coglioni sennò te appiccico ar muro, namo a pregà! Sverti!”. E ancora verso la fine del film, con tanto di eco perchè siamo in una chiesa: “A stronza! Te ho confessato tre vorte, vedi de fa sta penitenza come devi altrimenti so cazzi e non me cercà più! “Pochi dimenticheranno quella battuta con intonazione alla Mario Brega che conclude una partita a carte nel convento: “A frate Vincè, e smettila de scurreggià!”.
Pasolini? Ciprì e Maresco? Uno scherzo? Non lo so, il film è a suo modo poetico ma come verrà interpretato? Offensivo verso la categoria dei frati? Io non credo, forse proprio il contrario, visto alcuni fattacci di cronaca. E voglio concludere descrivendo una scena bellissima, che vede dieci frati, piedi scalzi tozzi e caviglie pelose sotto il saio, che giocano a pallone sulla neve, urlano, quasi bestemmiano, si offendono e poi tornano abbracciati al convento per pregare e preparare la cena tutti insieme.
Vita da editor
In (p)Recensioni & vanità on Aprile 25, 2008 at 10:11 amEditor editor delle mie brame chi è – dicci – chi è il più bello del reame? Guardo i manoscritti, eh, oggi me tocca. Ne prendo uno, è un bel faldone, impaginato bene, coi rientri, le lineette dei dialoghi (già è qualcosa), apri e leggi apri e leggi apri e leggi: lo faccio ecco, dopo un caffé, basta, lo faccio: “ero assorto nel limbo dei kazzi miei…”. Ero assorto nel limbo dei kazzi miei, con la kappa. E mo come proseguo? Cominciamo bene, passiamo a quest’altro, un poliziesco, i nomi non ce li metto, i nomi non ce li metto ma come non notare che quello dell’autore coincide con la firma della vistosa epigrafe: “il mistero è la fonte dalla quale sgorgano tutte le emozioni”, il mio animo è in sussulto, vibro di terrore, vibro, mi fiondo su un romanzo rosa, apro a caso, meglio saltare gli inizi, me lo fanno apposta…: “Le finestre si guardavano. Read the rest of this entry »
eccoci qua!
In (p)Recensioni & vanità on Aprile 1, 2008 at 12:56 pmSe sei nuovo e vuoi conoscere meglio il blog della Round Robin, puoi iscriverti al nostro feed per seguire con comodo le nostre attività. Fai clic sulla scritta RSS FEED qui in alto a destra, oppure iscriviti alla nostra newsletter!
La Round Robin è quest’orchestra scapestrata. Qui certo non c’è tranquillità, qui ci azzuffiamo, ne discutiamo, qualcuno arriva, c’è chi ritarda, vedo chi gira, progetta, poi c’è chi rompe, a volte chi si gratta, là c’è chi timbra bolle, al posto del salone un tavolo coi poster per la promozione, poi bozze bozze bozze, carte da leggere, libri da correggere, sempre in ritardo, poi c’è chi scrive, si parla, presi da follia si canta, si scelga la nuova copertina! E poi chi vuole fare i gialli, quell’altro con quest’idea della collana… il sito il sito, ma l’hai finito il sito? E tu col blog? Cambiamo il piano editoriale! Vi piacciono allora ’ste magliette?!? Io farei prima questo… ma quella foto? Dai forza col caffè, c’è chi fa il pranzo, c’è chi pensa tra sé, chi cerca immagini: le taglia con le forbici, facciamo libri, speriamo che vi piacciano là fuori da Via Malaga 14.
Luigi Politano vien dal mare, satiro astuto e aspromontino governa piratescamente il nostro giogo. Sfoggiando acconciature calabresi guizza lillipuziano da editore: sceglie e quindi impasta, chiede, disfa, ritarda, s’illumina e protegge. Di Paola è Politano (o meglio di Fuscaldo) per questo fatto è santo, e santo protettore del libro su di un santo, altro, sempre di Paola, pure il santo.
Valerio di Paola ma da Roma (e quindi non di Paola), s’atteggia a provetto cineasta: sbooktrailera, taglia, copia-incolla, monta, musica, comunica e poi nasconde, virale, nel web, segnali roundrobbiani, così che un giorno nei meandri della rete questi verranno riscoperti, lucenti tra millenni, e noi saremo ricchi, ricchi, ricchi, grazie a te Valerio, grazie di Paola, guru del Mar Keting, grazie… tra centinaia d’anni. Gli piace, dice, il sushi, lo fanno buono a Londra.
A Londra vive Alessio. A Londra ci sta il Lana. All’urlo di Lana rispondiamo azzuffandoci mailmente. A Lana, che sta a Londra, gli piacciono i caratteri mobili, e gli va a genio il Gutenberg: perciò l’abbiam mandato a Londra, che fila nel secolo XXI. Pare che Manuzio, dice il Lana, verso l’anno 3 del ‘500 abbia chiesto un contributo a Dio per l’edizione della Bibbia “ma è il libro più venduto al mondo”, disse questo, “eh – gli fece quello – ormai ce l’hanno tutti!”. Rimane tuttavia da stabilire in quale percentuale, esattamente, le sue dichiarazioni siano da classificar come “cazzate”. Alessio già che viaggia, che viaggi con Joelle.
Scerrati, non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce a bisce, sdilenca un poco, e gnagio s’archipatta. E’ frusco David! E’ pieno di lupigna! Arraferia malversa e
sofolenta! Se cionfi ti sbiduglia e t’arripigna. Se lugri ti botalla e ti criventa. Eppure il vecchio David scerratano s’attarda a volte come un lonfo murcio, e questo suo tardar internettente ci avrebbe fatti ricchi, se non ci fosse stato, ma ancora, dice (però lo dice il Lana…), c’è. E questo lo consiglia proprio a te!
Un nome le cui lettere van stampate TUTTE sugli orli di camicia. Michael Hard, un nome Tosto, che non si abbrevia, Michele è il nostro duro, Tosto il fare, deciso il piglio, scuote la barba, tosta pane e coniglio (vivo). Faceva l’èditor, poi servì all’ufficio stampa, e lì si fece largo, spacconando. Michele il dormiglione, s’atteggia a veltroniano, si sfila il pigiamino ronfando sul cuscino. Salva il coniglio, tostando il consiglio.
Davidjei Martiranovìc è il nostro nuovo acquisto. Giunto su un nero destriero dalle steppe Marmorate, sapientemente ordisce piani quinquennali, inventa sparizioni, trafuga nomi, creator d’autori,
con l’occhio vaga umbriferi editori. Soppesa le parole, lo fa guardando altrove, somiglia a Mastroianni, geometricamente. Ricorda ad altri Pupo, assai terribilmente…
La Sinibalda discende da Frascati. Disegna le curve avventurosa, come poi farà le copertine… e cerca strade sempre nuove, sennò s’annoia, da Frascati, con quella tuscolana… le copertine pure cambian sempre, nessuna s’assomiglia, che ci sian collane e loghi a lei poco le cale… ma adesso la leghiamo, sta buona qua Lucia, di questo bel libretto la terza non ci sia!
Stephanus Milanensis dirige a noi romani. E accorda i nostri vezzi a quelli siciliani, gestisce i calabresi, ascolta i londinesi e quindi editorial conduce, dirigendo, verso le liete peripezie del costruttor libresco. Manifesto manifesta etiche e valori, di cui forse non saremmo promotori… Con sguardo giallorosso per sette volte (a zero) ci rende cavalieri, ringuaina poi la spada, e parla cor Catania…
Maya somiglia a un drago… no, Maya somiglia a una bambina… no, Maria Lina Pirone proclama meraviglie estratte qui, dai libri: riduce teatralmente, riaggiusta, illumina e regista, colleziona arcipelaghi d’eventi, ci spinge fuori da Via Malaga, ci mostra il mondo, ci valorizza, si batte, ci propone… ma ahinoi si dice che non sappia nulla di pallone…
Federico che di nome fa di Vita di fatto pel mondo se ne va girando da gran tempo… un giorno è capitato qui (che non sapeva nemmeno accendere un computer!) ma né come contabile, né da cuoco,
non come spazzino, né da fattorino a lui riusciva molto… allora gli facemmo “dai, su, tu pensa al blog”. Ingenuamente svalutando le sue capacità di provocare (legalmente…). A lui rimane questo, (e poi ci fa da editor).
Il Decle, vettoriale, ripassa ogni manuale, menando poi declina il segno nel disegno: scompone, preme un tasto, attende e poi
schiarisce, da sé ripassa un tratto con la sua pen brulée. Di tavoletta grafica dei Flinstone fa stele di Rosetta, poi Mauro va e sfumetta, fa foto senza fretta, prova i modelli, alcuni sono belli, per me va bene questa… voilà un’altra maglietta, che vesta almeno te!
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La Letteratura, il web e la compulsione a scrivere*
In (p)Recensioni & vanità on Novembre 4, 2009 at 10:59 pmA che cosa somiglia di più, mi chiedo, questo schermo munito di tastiera su cui passo ormai molte ore della mia giornata: al vecchio caro foglio bianco che mi si para davanti quando clicco sull’icona di Word, o a una finestra spalancata sul mondo? A ben vedere, questo attrezzo chiamato personal computer, se non lo si mette in rete ha ben poche differenze rispetto a una normale macchina da scrivere.
Si tratta in pratica di uno strumento “privato”, “personale” per l’appunto, che improvvisamente può diventare di dominio pubblico, con tutte le complicazioni del caso. Read the rest of this entry »