Although it is night, I sit in the bathroom, waiting.
Sweat prickles behind my knees, the baby-breasts are alert.
Venetian blinds slice up the moon; the tiles quiver in pale strips.
Then they come, the three seal men with eyes as round
As dinner plates and eyelashes like sharpened tines.
They bring the scent of licorice. One sits in the washbowl,
One on the bathtub edge; one leans against the door.
“Can you feel it yet?” they whisper.
I don’t know what to say, again. They chuckle,
Patting their sleek bodies with their hands.
“Well, maybe next time.” And they rise,
Glittering like pools of ink under moonlight,
And vanish. I clutch at the ragged holes
They leave behind, here at the edge of darkness.
Night rests like a ball of fur on my tongue.
(Rita Dove, from Yellow House on the Corner, 1989)
>> [ Adolescenza II
Nonostante sia notte, siedo in bagno, e aspetto.
Il sudore mi formicola dietro le ginocchia, i seni neonati allerta.
Le veneziane tagliano a fette la luna; le piastrelle fremono in strisce pallide.
Poi arrivano loro, i tre uomini foca dagli occhi tondi
Come piatti e ciglia come affilati denti di forchetta.
Portano un aroma di liquerizia. Uno siede nel lavandino,
Uno sul bordo della vasca da bagno; uno si appoggia alla porta.
“Lo puoi già sentire?” sussurrano.
Non so cosa dire, di nuovo. Loro ridacchiano,
accarezzano i loro corpi patinati con le mani.
“Bene, magari la prossima volta.” E si alzano,
brillando come pozze d’inchiostro sotto il chiaro di luna,
e svaniscono. Mi aggrappo ai vuoti grezzi
che si lasciano dietro, qui al limite del buio.
La notte riposa come una palla di pelo sulla mia lingua.
trad. it Cecilia Piantanida ]
NOTE
Rita Dove (1952-). Nata in Ohio nel 1952, Rita Dove è una delle figure più influenti nel panorama poetico contemporaneo. Vincitrice del Pulitzer per la Poesia nel 1987 con Thomas and Beulah (1986), ha servito come Poetessa Laureata dal 1993 al 1995. La sua opera in versi si presenta principalmente come una critica acuta degli avvenimenti sorico-politici contemporanei con grande attenzione al sociale. Tra le sillogi principali American Smooth (2004); On the Bus with Rosa Parks (1999); Mother Love (1995) e Grace Notes (1989). Parallelamente all’opera poetica Dove si dedicata anche alla narrativa, nel 1985 pubblica la raccolta di racconti Fifth Sunday, seguita nel 1992 dal romanzo Through the Ivory Gate. Ha inoltre pubblicato diverse raccolte di saggi grazie anche alla sua attività accademica che continua ancora oggi come professoressa di letteratura inglese all’Università della Virginia.

Densa di mistero.
un po’ criptica si’. secondo me in parte e’ una poesia sull’ispirazione poetica (ma e’ solo un’interpretazione): “And they rise,/Glittering like pools of ink under moonlight” (E si alzano,
brillando come pozze d’inchiostro sotto il chiaro di luna).
un dubbio: ma quei “seal men”, non potrebbero essere uomini foca? mi veniva da pensarlo per gli occhi tondi e le ciglia affilate, e più in generale per l’ambientazione acquatica (è un bagno), e il lessico usato per descrivere loro e le loro azioni..
ecco vedi! si ci sta. possono decisamente essere uomini foca! anzi ti diro’ di piu’, avevo tradotto proprio con uomini foca. pero’ poi a me faceva ridere sta cosa, e l’ho scartata senza pensarci a sufficienza evidentemente (o forse ci ho pensato troppo) ma in effetti il fatto che “pat their hands on their sleek bodies” e le “ink pools” etc etc suggerisce quello. non riuscivo a spiegarmele ste foche. e’ per quello che ero restia a tradurre cosi’. pero’ in effetti se si pensa che e’ una visione potrebbe essere come il sogno di un ubriaco che vede elefanti rosa volare..insomma una roba del genere. errore mio mi sa, grazie per aver sollevato la questione perche’ ci sto litigando da un po’ con questa poesia. chiedo venia. anzi, la cambiate la traduzione?
ora vediamo.
e ti pareva..
uominifocata
grasssie!
beh, ha l’aria di una visione, sì. questo elemento animale potrebbe essere espressione di pulsioni nuove e modificazioni fisiche tipiche dell’adolescenza, da cui il titolo. è un po’ la poetica di certo Pelù
.
Cioe’ quindi secondo te (e secondo Pelu’) diventiamo tutti un po’ foche a 16 anni. potrei essere d’accordo con questa interpretazione… ;D