Ho fatto due gol in una partita di serie A. Naturalmente dentro un sogno. Il primo era un gol di rovesciata, calciando col sinistro, dal limite dell’area, la palla è rimpallata tra me e un difensore, poi, in modo un po’ rocambolesco a dire il vero, sono riuscito a infilarla con una palombella lenta e dall’arco molto pronunciato, attaccata al palo. Tutti, tutti tranne me e l’arbitro, erano convinti che avessi preso la palla con la mano. Ma come? Era una rovesciata! Gli avversari mi guardavano veramente storto, come quello che ci prova, me le promettevano. I compagni sorridevano sotto i baffi mentre a centrocampo mi battevano il cinque. Ma cazzo! Era una rovesicata! Ma quale mano? L’azione successiva mi ritrovavo palla al piede molto fuori area sulla fascia destra, che era anche una navata destra, il campo era diventato una chiesa, e io correvo alla destra della fila esterna di bancate, tra le panche e la serie delle colonne che divideva la navata principale da quella esterna. La porta era su un palco, sì, non era proprio una chiesa, ma una via di mezzo tra una chiesa e un teatro, la porta era proprio grande quanto il palco di un teatro e come quello rialzata. Mi pareva molto scomodo, sia per me che per gli avversari, doversi districare tra i banchi e le colonne e quindi, senza starci tanto a pensare, pur essendo molto lontano dalla porta ho calciato, calcolando anche il dislivello, che il palco è sollevato. La palla è volata sopra ai banchi e si è infilata a sinistra, sul palo lungo, in basso. E allora ho corso tra le colonne con le mani aperte veramente felice, nessuna strana macchia su questa marcatura (forse prima avevo toccato la palla con la mano durante il rimpallo, dopo lo stop?) e in due minuti, era chiaro, avevo deciso la partita. Questo sogno l’ho fatto il giorno che ho comprato i biglietti del volo per l’Inghilterra. Non so perché lo stia scrivendo qui, questo proprio non ha senso.
fdv
