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Storia della sinistra in epigrammi – la Repubblica

In our books on Luglio 14, 2009 at 12:59 am

chiuso per turnoBrevi perché anticamente destinati a essere incisi sulla pietra e il bronzo, piccole saette che vanno dritte al cuore. Gli epigrammi sono la sfida cui si sottopone, non per la prima volta, Tommaso Di Francesco, firma de il manifesto, autore di saggistica e poesia. Il suo ultimo, Il trasloco, è un omaggio affilato ai colleghi di redazione e complici di una vita. 195 epigrammi “come lame aguzze nella carne di ciascuno di noi”, scrive Valentino Parlato nella postfazione.
Parlato è a pagina 92, “il tripolino, l’aviatore, che vola da solo radente di notte perdendo figli dalla carlinga” e abboccando “non a uno, ma a due opposti ami”. Storia di un’avventura umana e politica, quella del manifesto. Epigrammi che raccontano di speranze e delusioni, intrecciandosi con la poesia. Ida Dominjanni, femminista, ha “il capo cosparso di genere”. A Rossanda Di Francesco svela amabilmente che “il mondo non solo finisce ogni sera” ma “comincia semplicemente ogni giorno”. Per Luciana Castellina, lapide breve: “Come erravamo”. libro dal retrogusto amaro, quello di una sinistra in difficoltà. Ci si può consolare, come fa Parlato, con il mito di Sisifo rielaborato da Camus. Basta la fatica per raggiungere la cima del monte e “dare pienezza al cuore di un uomo”. Oppure ci si può ancora fare delle domande, come fa Di Francesco a se stesso: “Brucia un dubbio autorevole e senile. Ho vinto o perso la guerra civile?”.

Alessandra Longo, La Repubblica