A Roma i miracoli esistono: ce lo conferma l’impagabile giunta Alemanno. Non paga degli obiettivi raggiunti nel garantire la sicurezza dei cittadini (…), la solerzia del sindaco si spinge ormai ai confini della taumaturgia, come ci informa un prezioso manifesto apparso qualche giorno fa agli angoli delle strade di Testaccio (e probabilmente altrove, non ho controllato). A quanto pare, infatti, lo storico campo della SS Romulea 1921 non verrà toccato dai lavori per la costruzione della linea C metropolitana, come originariamente previsto. E di questo, mi pare, possiamo essere tutti contenti. Oppure, e forse è più probabile, ce ne frega poco, ma insomma, troppo male non farà (certo, bisogna vedere quanto costerà questo ‘ritocco’ ai lavori, ma questi sono pensieri chiaramente tendenziosi…).

Ciò che meraviglia, invece, è il seguito della storia. A sentire la giunta Alemanno, infatti, il campo da calcio – evidentemente grato per la sopravvivenza garantitagli dall’amministrazione comunale – si sarebbe prodotto in una stupefacente opera demiurgica, realizzando da solo (immaginiamo, in una notte di luna piena) la stazione ‘Ambaradam’ di quella che sarà la nuova metro C. Recita il testo: “Grazie al comune di Roma e a Roma metropolitane, il campo della SS Romulea 1921 rimarrà lì dove è nato pur realizzando la stazione ‘Ambaradam’ della futura linea C . Con Alemanno vince lo sport“. Ma la grammatica perde 7 a 1, verrebbe da aggiungere. Io me la immagino, la task force del Sindaco, che ha composto questo manifesto, replicato in centinaia di copie nella zona sud della città. E se tutta la faccenda non fosse così ridicola, credo che ci sarebbe quasi da incazzarsi, a pensare che qualcuno l’ha scritto, qualcun altro l’ha corretto, un terzo l’ha impaginato, un quarto ha approvato la bozza, etc, etc, e di tutti questi professionisti, pagati con soldi pubblici, nessuno – a quanto pare – aveva frequentato le elementari, dove si insegna che, nelle proposizioni subordinate implicite (in questo caso la concessiva ‘pur realizzando’), il soggetto dev’essere esplicitato se è diverso da quello della reggente.
Peccato veniale? Forse sì, ma – e permettete una rosicata privata – se state cercando lavoro e nessuno vi si fila perché i vostri studi letterari sono ritenuti implicitamente una perdita di tempo, sapere che gente così mangia alla generosa mensa del comune è una cosa che fa discretamente ribollire…
Andrea da Mirtivi
P.S. Probabile che l’origine dell’errore sia qui, dove troviamo una versione non elegantissima ma comunque corretta della frase incriminata, poi (ipotizzo) sconciata per esigenze di spazio (e mancanza di cervello). Il Mollicone però esibisce svagatamente nello stesso post la jpeg del manifesto, anche lui con ineffabile sprezzo della lingua italiana.