giovedì 13 agosto
presso l’AULA DIDATTICA PARCO DEL MONTE FUSO
a Scurano, a Scurano* sì, a Scurano, nel Cult Fest
presenterà:
Chiuso per Turno
giovedì 13 agosto
presso l’AULA DIDATTICA PARCO DEL MONTE FUSO
a Scurano, a Scurano* sì, a Scurano, nel Cult Fest
presenterà:
Chiuso per Turno
Heartworn happiness, fine line that winds
among the tapestry’s old blacks and blues,
bright hair blazing in the theater,
red hair raving in the bar—as now
the little leaves shoot veils of gold
across the trees’ bones, shroud of spring,
ghost of summer, shadblow snow, blood-
russet spoor spilled prodigal on last year’s leaves…
When your yellows, greens, and yellow-greens,
your ochres and your umbers have evolved
nearly to hemlock blackness, cypress blackness,
when the woods are rife with soddenness
(unfolded ferns, skunk cabbage by the stream,
barberry by the trunks, and bitter
watercress inside the druid pool)
will your thin, still-glinting thread insist
to catch the eye in filigreed titrations
stitched along among beneath the branches,
in the branches where it lives all winter,
occulted fire, brief constant fleeting gold… Read the rest of this entry »

Dopo l’inaspettato – direi quasi straordinario direi – successo dello scorso mese, lanciamo oggi il nuovo tema del concorso di racconti Ultimo Round. Come sempre il vincitore sarà premiato con la pubblicazione del racconto sul blog e… le regole, ormai lo sapete, le trovate qui. Considerando che il mese di Agosto la Round Robin chiude i battenti per godersi meritate e anelate bracciate marine, e con lei chiude anche per un mese questo blog, Read the rest of this entry »
l’altro giorno °
nelle quinte stavano litigando °
una pasta dil rei °
ed una gamba di pois °
il primo diceva che la scala era abbastanza grande °
per aprire il sole e chiedergli qualcosa °
l’altro un po piu grosso diceva che comunque °
non era posibile salire °
senza l’aprobazione dil rei °
allora la gamba ha presso una casserola °
la ha messo sulla testa della pasta °
ed è salito °
ha incontrato un uccelo °
con l’ochio sinistro °
sempre in giro °
questo uccelo °
gli ha spiegato il segreto °
di come fare cambiare il colore dil sole ° Read the rest of this entry »
Riassumiamo prima dell’estate tutti i modi che avete di cercarci, per i più svariati motivi, e come quindi agevolmente seguirci.
Su internet siamo presenti con il nostro sito e questo blog, oppure è possibile sapere qualcosa di noi attraverso il nostro account su Twitter e/o quello su facebook (dove c’è anche un gruppo a noi dedicato, wohhh). Inoltre potete iscrivervi alla nostra newsletter, grazie alla quale vi arriveranno tutte le nostre aziendalmente deliranti promozioni, o potete comodissimamente ordinare on-line i nostri libri, che altrimenti potete trovare in tutte le librerie d’Italia – e non è detto che già ci siano (le migliori, proverbialmente, ce li hanno) – ma potete comunque ordinare qualunque nostro libro da tutto il territorio del reame, che è ben servito dai seguenti distributori (a cui qualunque libraio può ordinare i libri, anche, volendo, in conto vendita):
Ecco il racconto vincitore del concorso Ultimo Round del mese di luglio 2009:
1
La mano guantata di bianco tracciò il segno della croce sulla folla osannante. A metà fra la balconata e la piazza, un palco di legno circondato da una bassa balaustra scricchiolò sotto il peso dei passi dei Dodici.
Fremiti di anticipazione e curiosità correvano lungo le schiene. Ancora poche ore, e finalmente sarebbe stato pronunciato il nome del Diacono, colui che avrebbe avuto l’onore di diventare il servitore dei Cinque Pontefici nel Regno dei Cieli. I Dodici rappresentavano la crema del noviziato del Seminario Vaticano, coloro che durante il loro percorso di formazione avevano dimostrato la più ferma devozione alla Chiesa e più incrollabile fede in Dio. Athelpius, che dei Cinque Pontefici era colui che dirigeva l’Elezione, pronunciò i loro nomi con voce tonante. Read the rest of this entry »
Dopo qualche anno di partecipazione intensa al movimento delle donne per i consultori, nella prima metà degli anni Settanta, mi allontanai dal femminismo. Non mi andavano e non mi vanno nel femminismo degli anni successivi diverse cose. Forse la mia diagnosi non è obiettiva e bene informata, oggi; forse, quelle che sto per dire, sono impressioni, più che giudizi fondati. Beh, comunque dico quel che non mi piace, anche se mi si potrà rimproverare di essere superficiale.
Non mi piace il separatismo sociale, sessuale, genitoriale; non mi piace una sorta di autosantificazione della donna, talvolta accompagnata da vittimismo; non mi piace il discorso ossessivo sulla letteratura al femminile, sulla poesia al femminile, sull’arte al femminile, che non tiene conto del fatto che quando le donne facevano tanti bambini Read the rest of this entry »
Si sta per concludere il primo prestigiosissimo, direi storico direi, va’, mese di concorso del già sarà fu mitico Ultimo Round, l’agone di racconti mensile della Round Robin, la casa editrice del futuro! Alle 24:00 di stasera scadrà infatti la validità del primo scherzoso tema, meglio cominciare con un sorriso ci siamo detti, “Papi“, il tema, vi ricordo. Affrettatevi ordunque…
dai
dai
dai
dai!
Not, exactly, green:
closer to bronze
preserved in kind brine,
something retrieved
from a Greco-Roman wreck,
patinated and oddly
muscular. We cannot
know what his fantastic
legs were like–
though evidence
suggests eight
complexly folded
scuttling works
of armament, crowned
by the foreclaws’
gesture of menace
and power. A gull’s
gobbled the center, Read the rest of this entry »
Ho fatto due gol in una partita di serie A. Naturalmente dentro un sogno. Il primo era un gol di rovesciata, calciando col sinistro, dal limite dell’area, la palla è rimpallata tra me e un difensore, poi, in modo un po’ rocambolesco a dire il vero, sono riuscito a infilarla con una palombella lenta e dall’arco molto pronunciato, attaccata al palo. Tutti, tutti tranne me e l’arbitro, erano convinti che avessi preso la palla con la mano. Ma come? Era una rovesciata! Gli avversari mi guardavano veramente storto, come quello che ci prova, me le promettevano. I compagni sorridevano sotto i baffi mentre a centrocampo mi battevano il cinque. Ma cazzo! Era una rovesicata! Ma quale mano? L’azione successiva mi ritrovavo palla al piede molto fuori area sulla fascia destra, che era anche una navata destra, il campo era diventato una chiesa, e io correvo alla destra della fila esterna di bancate, tra le panche e la serie delle colonne che divideva la navata principale da quella esterna. Read the rest of this entry »
Due tipi di pazzia
Nei giorni scorsi ho pensato molto ai due libri di Calvisi, mi dicevo che raccontavano due tipi di pazzia che tempo fa sentii sommariamente descrivere da uno strizzacervelli, ma soprattutto che riconoscevo e riconosco come fondati non solo teoricamente: sia introspettivamente, in quella – piccolissima – quota di pazzia che alberga in me, sia nella crescente, infinita quantità di pazzia che continuo a scoprire negli altri.
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Mancano solo cinque giorni alla fine del primo Ultimo Round, il concorso di racconti mensile della RR. Il 20 luglio si chiude infatti la possibilità di partecipare al concorso di questo mese, il cui tema, lo ricordiamo è “Papi“, forza gente, scrivete, mandateci racconti, partecipate, il tempo stringe e si avvicina la proclamazione del primo, immortale vincitore…

Abbiamo assistito al passaggio di una creatura mitica, per caso o per errore manifestatasi nel nostro tempo, nel nostro universo di simboli anziché nel suo, nel quale avrebbe goduto di un’esistenza infinita ma meno vistosa. Michael Jackson è stato un satiro strappato al delirio dei baccanali degli antichi boschi della penisola ellenica. Creatura padrona del canto invasato e ispirato dall’ebbrezza divina Michael, nel suo passaggio nell’epoca dell’immagine, ha naturalmente – come avrebbe potuto fare altrimenti? – guidato orde di cantanti e ballerini, cambiando la storia del canto e della danza (più innovativo di Nureyev, è stato detto). Il satiro mostra i suoi tratti sin dall’apice massimo del suo successo, lo sguardo caprino nel video di Thriller rivela al mondo la sua divina diversità. Read the rest of this entry »
Brevi perché anticamente destinati a essere incisi sulla pietra e il bronzo, piccole saette che vanno dritte al cuore. Gli epigrammi sono la sfida cui si sottopone, non per la prima volta, Tommaso Di Francesco, firma de il manifesto, autore di saggistica e poesia. Il suo ultimo, Il trasloco, è un omaggio affilato ai colleghi di redazione e complici di una vita. 195 epigrammi “come lame aguzze nella carne di ciascuno di noi”, scrive Valentino Parlato nella postfazione. Read the rest of this entry »
Norme sull’immigrazione in Spagna
Inizio luglio 2009 – Norme sull’immigrazione in Italia
Passati i giorni del G8, che ha riempito i giornali e ha messo in ombra altri problemi, torniamo a occuparci dell’immigrazione, questa volta in Italia.
Come si sa, il 2 luglio è stato convertito in legge, con voto di fiducia, il decreto sicurezza. L’aspetto più rilevante è la criminalizzazione dell’immigrato irregolare. Se l’immigrazione irregolare è un crimine, i pubblici ufficiali hanno il dovere di denunciare chi lo commette. Read the rest of this entry »
Cold orates upon a Roman wall.
Light is extreme (caught)
and shadows wait like
hoods to drop.
Brain taps
twice
for salt.
Was it Ovid who said, There is so much wind here stones go blank.
Anne Carson, 2006 Read the rest of this entry »
A Roma i miracoli esistono: ce lo conferma l’impagabile giunta Alemanno. Non paga degli obiettivi raggiunti nel garantire la sicurezza dei cittadini (…), la solerzia del sindaco si spinge ormai ai confini della taumaturgia, come ci informa un prezioso manifesto apparso qualche giorno fa agli angoli delle strade di Testaccio (e probabilmente altrove, non ho controllato). A quanto pare, infatti, lo storico campo della SS Romulea 1921 non verrà toccato dai lavori per la costruzione della linea C metropolitana, come originariamente previsto. E di questo, mi pare, possiamo essere tutti contenti. Oppure, e forse è più probabile, ce ne frega poco, ma insomma, troppo male non farà (certo, bisogna vedere quanto costerà questo ‘ritocco’ ai lavori, ma questi sono pensieri chiaramente tendenziosi…). Read the rest of this entry »
Inizio luglio 2009 – I numeri e le percentuali
Inizio luglio 2009 – Norme sull’immigrazione in Italia
Inizio luglio 2009 – Norme sull’immigrazione in Spagna
In Spagna ci sono norme che mirano a limitare e a respingere l’immigrazione irregolare, e quindi hanno un volto repressivo, ma sono sotto molti aspetti anche elastiche e rispettose dei diritti umani. In sintesi: l’immigrazione irregolare non è reato, ma infrazione. Chi entra nel territorio spagnolo senza averne il diritto legale, può essere espulso. Però, dopo che ha ricevuto la notifica di espulsione, può ricorrere e fermarsi in Spagna nel mentre il giudice decide se accogliere o meno il ricorso. Quando giunge il decreto di espulsione, molti riescono a fermarsi ugualmente nel paese.
Vengono comunque riconosciuti i diritti all’assistenza sanitaria, alla scuola per i figli, dall’età di 3 anni a 18 anni. I bambini nati su suolo spagnolo, se i genitori non rivendicano per loro altra nazionalità, hanno la cittadinanza spagnola. Read the rest of this entry »
Scrivo per segnalare quella che secondo me è la modalità migliore e più comoda di ricerca e reperimento dei libri: l’acquisto on-line.
Chiunque pubblichi ha la giusta ambizione e la necessità di vedere i propri libri esposti nelle librerie della propria città, necessità quasi fisica, di presenza dell’anima nel mondo.
Ma se si esce con un piccolo editore si sa – io lo so per esperienza – che la presenza in libreria è saltuaria, discontinua, inaffidabile e ostacolata dalle scelte degli stessi librai (ancora di più in verità la presenza dei libri è messa a repentaglio dall’atteggiamento dei distributori che cercano letteralmente di tagliare i piccoli editori, per loro inutile peso: con lo stesso ingombro di pratiche burocratiche ottengono infatti un giro d’affari molto inferiore con un libro di un editore piccolo rispetto a quello di uno più grande e pubblicizzato).
I libri vengono quindi dapprima esposti per un breve periodo se si è fortunati a banco, poi, poco dopo (una settimana, se va bene), passano a scaffale, e poi vengono spinti fisicamente indietro dai nuovi arrivati, prima di finire in magazzino o peggio resi. Read the rest of this entry »
“Perché vale la pena vivere?”. Una domanda angosciante, sparata come una bomba a tempo nella testa di un ragazzino undicenne dalla terribile supplente delle medie.
Un ragazzino che diventerà uomo, ma che non riuscirà a trasformarsi in un adulto, schiacciato sotto il peso di una risposta troppo dura per essere elusa, troppo ingombrante per essere ignorata: “Bisogna vivere per lasciare un segno nella vita. Bisogna lasciare un segno come Dante Alighieri”. Con queste due frasi si apre il romanzo di Angelo Calvisi, e con queste due frasi la supplente delle medie condanna il ragazzo, poi uomo (che guarda caso si chiama Angelo Calvisi), ad un’esistenza di perpetua sconfitta, ad una “maledizione infinita”, la Maledizione del Sommo Poeta. Read the rest of this entry »
Inizio luglio 2009 – Norme sull’immigrazione in Spagna
Inizio luglio 2009 – Norme sull’immigrazione in Italia
Inizio luglio 2009 – I numeri e le percentuali
Come si sa, è stato convertito in legge, dal Parlamento italiano, con voto di fiducia, il decreto sulla sicurezza. In Spagna, in questi stessi giorni, è viva la discussione e la polemica sull’ultima Ley de extranjería (Legge sull’immigrazione) che, approvata dal Governo, andrà, non so quando, in Parlamento (non ci saranno ricatti di voti di fiducia che blocchino la discussione parlamentare e potrà perciò essere ulteriormente emendata).
Prima di ogni altra considerazione, fornisco dati comparativi sulla popolazione spagnola e su quella italiana. Si riferiscono all’anno 2007 e sono tratti da un articolo de El País, e da uno de La Repubblica. Solo per la Spagna dispongo anche di dati più aggiornati. Read the rest of this entry »
My washed rags flap on a serious grey sunset.
Suppertime, a colder wind.
Leaves huddle a bit.
Kitchen lights come on.
Little spongy mysteries of evening begin to nick open.
Time to call mother.
Let it ring.
Six.
Seven.
Eight—she
lifts the receiver, waits.
Down the hollow distances are they fieldmice that scamper so drily.
.
Anne Carson, 2006
Michelangelo vive per il cibo. La morte del padre, che con lui gestiva un ristorante in centro Parma, lo induce a riflettere su scelte e valori che fino a quel momento hanno ispirato la sua vita. Altre vicende drammatiche lo segneranno nel profondo fino alla constatazione che forse, di fronte alla paura del dolore, della solitudine, della morte, il benessere economico e il successo professionale non sono tutto. Sarà capace Michelangelo di rinunciare a quei piaceri della vita che da sempre rappresentano la sua filosofia esistenziale?
- Hai paura? – disse una voce maschile alla mia destra.
Mi spaventai, tanto che per poco non finii fuori strada. Senza fermarmi, mi girai e vidi seduto al mio fianco Sandokan.
Leggo il primo capitolo di Chiuso per turno di Massimo Zanettini e mi dico che l’autore ha dei numeri. Il fatto è che mentre leggo vedo la scena di un film con Totò o, meglio ancora, con Massimo Troisi. Perché proprio Troisi? Perché mi sembra che, meglio di qualsiasi altro artista, riesca a coniugare malinconia e ironia, e non è una cosa da poco. Ma vediamo questa scena. Read the rest of this entry »
ce l’abbiamo fatta, Jacopo è tra noi. 3, 210 kg di pura dolcezza. credevo che il paradiso non esistesse, e invece…
Stefano
benvenuto principino, auguri auguri auguri da tutti noi, che siamo felicissimi!!!

Esce in libreria Il trasloco, epigrammi sulla nostra redazione, dal 1971 a oggi.
Il trasloco (del manifesto s’intende, dal centro di Roma all’attuale semiperiferia di Via Bargoni) non è stato un addio, ma una partenza. Affaticati scambi di parola: «Che strada facciamo?», «Dove diavolo metti la tua valigia?». Un cambiamento di sede che diventa, per il nostro Tommaso Di Francesco, un’occasione per osservarci e gridarci in faccia i suoi versi. È in libreria «Il trasloco, epigrammi sulla redazione de il manifesto», prefazione in versi di Roberto Roversi (Round Robin editrice, 12 euro, pp. 150, www.roundrobineditrice.it)
Gli epigrammi originano dagli epitaffi, e se quelli erano elogi dei morti, questi sono coltellate ai vivi. Un grande libertino come Balzac ricorda che «l’epigramma sollecita l’intelligenza e non induce mai all’amor proprio». Nemmeno l’autore, dunque, può considerarsi immune dai colpi che scaglia sugli altri. Della banda del manifesto, ripeto banda, Tommaso è fra i compagni più antichi, presente già ai tempi della rivista, nel 1969. Appassionato, generoso fino alla violenza e fedele a se stesso, è al tempo stesso lucido e acuminato quanto serve per scrivere epigrammi che s’intrecciano, com’è nel suo carattere, con la sensibilità della poesia. Tommaso è anche un poeta: è opportuno tenerlo a mente quando leggiamo queste composizioni che sono, naturaliter, cattive. Read the rest of this entry »