The time will come
when, with elation
you will greet yourself arriving
at your own door, in your own mirror
and each will smile at the other’s welcome,
and say, sit here. Eat.
You will love again the stranger who was your self.
Give wine. Give bread. Give back your heart
to itself, to the stranger who has loved you
all your life, whom you ignored
for another, who knows you by heart.
Take down the love letters from the bookshelf,
the photographs, the desperate notes,
peel your own image from the mirror.
Sit. Feast on your life.
Roma, 9 marzo 2009 - Alla libreria Nero su Bianco è stato presentato Chiuso per turno, scritto da Massimo Zanettini. Il romanzo, edito da Round Robin, è uscito nelle librerie il 26 febbraio nella collana Parole in Viaggio e racconta la storia di un insolito personaggio, inetto, stravagante, mangione. Personaggio tutto umano emblematico di quell’esistenzialismo del dissidio, del distacco dalla realtà, spesso tipico del rapporto dell’uomo contemporaneo con il mondo, Michelangelo (questo il nome del protagonista del racconto) vive in una Parma contemporanea gestendo un ristorante di lusso. Con i tratti di un tipico antieroe, un uomo comune preso dalla gente, forse per questo così simpatico, il protagonista ha alcuni elementi che lo avvicinano ad ognuno di noi: “è difficile a volte per gli uomini seguire una strada virtuosa “dice l’autore “difficile essere coerenti con i propri ideali, con la propria ideologia politica. Il protagonista è un persona normale, comune, uno che non ce la fa a fare quel salto“. Read the rest of this entry »
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Oggi è la Liberazione, la Festa della Liberazione. Oggi celebriamo il giorno in cui l’Italia si è liberata dal nazifascismo mentre magari un sindaco di una città di 4 lettere come amor, l’anno scorso abbia detto che la liberazione rappresenta la libertà da ogni forma di regime. No, mi dispiace, per noi la Liberazione rappresenta la fine dell’oppressione nazifascista e, di riflesso, il rifiuto per qualunque regime. Oggi festeggiamo la libertà (parola di cui un barattolo coi denti si è illegittimamente appropriato) che ci è stata donata dagli eserciti alleati e dai PARTIGIANI, dalle varie anime della Resistenza, nonostante pochi giorni fa un ministro, uno che fino a poco tempo fa aveva l’abitudine di salutare a braccio teso e mano aperta insieme al sindaco di amor, abbia detto che i partigiani rossi non vanno celebrati come eroi. Mi dispiace ministro, ma i cosiddetti partigiani rossi sono quelli che hanno dato il contributo militare più consistente alla Resistenza ed inoltre nella Costituzione sono evidenti l’anima democratica, socialista e comunista. Tutte e tre. Che Le piaccia o no. E se non sono stati sempre eroi, nel complesso sono molto migliori di altri.
E nonostante lo stesso ministro abbia detto che i Partigiani e i ragazzi di Salò in fondo erano animati dallo stesso spirito patriottico e nonostante in questi giorni alcuni parlamentari del Pdl vogliano equiparare per legge i republichini ai Partigiani, bisogna distinguere, bisogna continuare a distinguere tra chi combattè perché l’Italia fosse migliore e chi voleva continuasse lo squallido coma civile e politico del ventennio. No, ministro, no indegni parlamentari, non è così. Non è per niente così, ancora una volta si sbaglia, vi sbagliate. Read the rest of this entry »
Dalla tesi Forme della scrittura autobiografica. Tre esempi con la quale Wu Ming-F si è laureato in Scienze del testo, all‘Università La Sapienza di Roma. Relatore della tesi il professore di Letteratura italiana moderna e contemporanea Aldo Mastropasqua, correlatore il prof. Rocco Paternostro (Critica letteraria). Uno dei tre testi presi in esame da Wu Ming-F nella sua tesi è il nostroInterno con rivoluzione. Pubblichiamo qui l’estratto di tesi che parla del romanzo. Si avvertono i lettori che data l’estesa trattazione tesistica (comprendente anche un corposo riassunto del romanzo), si consiglia la conoscenza del testo. Si sconsiglia altresì la lettura a chi avesse intenzione di leggere il romanzo di Maria Laura Bufano e non l’avesse ancora fatto: vengono anticipati completamente trama e motivi.
Mi preme riassumere brevemente in queste primissime pagine la storia della “scoperta” e della pubblicazione di Interno con rivoluzione, che, in parte, mi riguardano direttamente. Ormai da un paio d’anni infatti lavoro come editor per la Round Robin editrice, la piccola, audace casa editrice romana che, al momento della discussione di questa tesi, avrà pubblicato il romanzo d’esordio di Maria Laura Bufano. Read the rest of this entry »
“Chi è Don Peppe?” “Sono io”. Poi una rapida successione di colpi e sei mesi dopo don Puglisi anche la camorra ammazza il suo primo prete. Aveva 36 anni don Peppe Diana quando nella sagrestia della Chiesa di San Nicola a Casal di Principe ha risposto per l’ultima volta a quella domanda. Era il 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico.
Un fumetto, con relativa mostra presente nella prestigiosa cornice dell’undicesima edizione del Comicon di Napoli, racconta la vita e l’eredità di don Peppino, la sua normalità che diventa rivoluzionaria in una terra sfregiata dai molteplici e loschi affari del cosiddetto clan dei Casalesi, il contesto difficile in cui ha vissuto e dal quale ha tentato di sottrarre i più deboli. Don Peppe Diana, Per amore del mio popolo è il titolo del fumetto scritto da Raffaele Lupoli (che è anche ideatore e curatore della collana) e dallo sceneggiatore Francesco Matteuzzi e disegnato da Riccardo Innocenti, Luca Ferrara, Luca Cicchitti, Giovanni Ballati, Mauro Balloni e Anna Ciammitti, prima opera di un progetto ancora più ampio, figlio dell’associazione daSud e della casa editrice Round Robin, che lanciano al Comicon la collana Libeccio, con la quale racconteranno grazie a tavole e balloon le storie degli eroi (quasi mai per scelta) della lotta alle mafie, soprattutto attraverso le testimonianze di chi li ha conosciuti. Read the rest of this entry »
Cronache da Siviglia è il romanzo d’esordio di Federico di Vita, classe 1982, studente romano che ha fatto l’Erasmus in Spagna e che da quella esperienza ha ricavato questa veloce narrazione.
Si legge nella seconda di copertina: “un trovatore dei nostri giorni se ne va per le strade dell’Andalusia, raccoglie a caso rami, fiori, pietre, ragazze che non si lasciano afferrare e scrive agli amici storie sbilenche e struggenti come ondate di mare nei giardini, racconti di Francesi che si incazzano per il mondiale… Storie perdute tra le pinete in Portogallo, squarci di vita che si propaga dall’ombra dei vicoli intorno a Calle Verde e poi si irradia di luce […]”.
Nell’atmosfera di Siviglia, città che ha davanti a sé l’Atlantico con uno splendore di sensuale indolenza nei profumi e nei colori, Federico ci parla dei suoi coinquilini e delle scorribande nei locali con gli altri studenti stranieri, racconta le feste finniche in discoteca, le sfide da goliardi “a chi magna dappiù” (p. 84), il suo non perdere neanche un’occasione per ricordare – fiero delle sue “augustissime origini” (p. 29) – chi ha vinto il mondiale. Read the rest of this entry »
… dove trovi:
- una bionda intellettuale concentrata nella lettura di un romanzo, voluminoso.
- una meravigliosa signorina, forse francese, tutta presa a smangiucchiare un noto hamburger. (Si suppone che la ragazza indossi le cuffie di un iPod, perché forse non si accorge di cosa le succede intorno).
E questo è il punto in cui entri tu, con la lettrice davanti e la francese a sinistra. Di poco ti segue:
- una banda di teen-ager chiassosi e scatenati che si sistema a fianco della bionda, disturbandone visibilmente la lettura. Intanto il più audace nota la bella francesina, le si rivolge e fa:
- Dove hai preso quell’hamburger?
- …
- HEI TU, quell’hamburger dove l’hai preso?
Lei mangia e non ci sente, o forse finge. Sul pacchetto della busta del panino campeggia grossa la M di McDonald. La bionda fa:
- Non è un logo proprio sconosciuto… Mi sa che non è stata la battuta migliore del secolo eh…
I compagni del distratto seduttore ridono di gusto, la lettrice batte il cinque al più vicino, il carro si ferma di nuovo, il nostro eroe prova a scusarsi, più volte ripete le sue venie alla ragazza, che forse, sempre forse, non lo sente. E a te forse rimane la strana sensazione che il denominatore comune dell’universo non sia tanto armonia, ma caos, conflitto e…
La letteratura di viaggio (e non da viaggio che è tutta un’altra cosa) è sempre stata una porzione del settore che ha interessato principalmente i viaggiatori indefessi, o i sognatori: coloro che non potendo permettersi di mollare tutto e andarsene in giro per il mondo, riescono a costruirsi i loro viaggi, volando con la fantasia, laddove i piedi o il portafoglio non possono arrivare.
Altra cosa le guide turistiche, unico mezzo di sopravvivenza nei luoghi lontani.
Eppure bisognerebbe ascrivere alle categorie sopra menzionate, un altro tipo ancora di letteratura di viaggio: quella dove il viaggio avviene più o meno dichiaratamente tra le righe, dove la cronaca è quella del viaggio personale, dove le esperienze raccontate sono quelle di vita vissuta dall’autore stesso.
Mi sono capitati tra le mani proprio due libri, nell’ultimo periodo, che mi hanno fatto riflettere proprio su questa tipologia alternativa di letteratura di viaggio. Read the rest of this entry »
Oggi ho dato una bella svolta alla mia vita: sono andato a tagliare i capelli e ho portato a lavare la macchina.
E’ stato importante, sarebbe stato davvero un delitto se fosse rimasto, come ultimo ricordo (e di questi tempi non si sa mai, con tutti quei romeni che impazzano per le strade), l’immagine del mio volto incorniciato da quella zazzera inconcludente ed erratica.
I miei capelli sono tornati, come direbbero, anzi come in effetti dicono quei due simpatici individui che parrebbero essere i miei genitori, ad avere un aspetto civile, che indica evidentemente un grado di anonimia dell’aspetto esteriore compatibile con i parametri estetici della brava gente di questo paese meraviglioso.
Ora che la mia testa non è più infestata di vorticosi boccoli dal discutibile impatto ambientale, i miei capelli si piazzano sul podio nella speciale classifica delle parti del corpo che creano un minore senso di imbarazzo nei confronti del mondo esterno.
Più veloce del suono, più potente della locomotiva, al servizio dell’umanità e del progresso, contro i nemici della sicurezza e del benessere: è l’Uomo Atomico.
Volando a velocità supersonica, l’Uomo Atomico arrivò in un batter d’occhio nella zona dove un tempo aveva il laboratorio il suo fornitore di carburante atomico.
Il luogo era molto cambiato durante tutti quegli anni. Case nuove e palazzi erano stati costruiti fino a coprire quelli vecchi, inglobandoli in nuovi quartieri residenziali, impermeabilizzando il terreno col cemento, in nome del benessere e dello sviluppo.
Dopo aver sorvolato alcune volte l’area, l’Uomo Atomico intercettò finalmente il laboratorio. Con una picchiata lo raggiunse.
-C’è nessuno? – chiese una volta dentro al piccolo locale che ospitava gli esperimenti dell’amico del supereroe.
-Dipende, – rispose una voce.
-Sono l’Uomo Atomico.
-Che mi venisse un… Read the rest of this entry »
Trenta anni di storia italiana, tra il dopoguerra e gli anni ‘70, attraverso le vite di Lidia e Paolo. Le ansie, le contraddizioni, le incertezze, gli amori e la passione politica di due ragazzi che diventano adulti su uno sfondo che forse per loro muta troppo rapidamente. O forse sono Lidia e Paolo che cambiano, siamo noi che cambiamo e vediamo tutto da una prospettiva diversa.
Paolo guardò a terra. C’erano due grossi pesci che si contorcevano per smania d’acqua. “Chissà come gli brucia l’aria nel corpo – pensò. – E ora che sono fuori dall’acqua, non hanno neppure la forza di riconoscersi, di farsi compagnia nella morte. Ciascuno magari scambia l’altro per un sasso. Read the rest of this entry »
Dopo mesi di consultazioni questo l’autorevole parere che i gestori del prestigioso blog della RR hanno emesso riguardo il noto libello illustrato. Gli stimati critici sono pronti a discutere tali mirabili conclusioni con i numerosi lettori nei commenti.
grazie.
ps. Suggeriscono ora dalla regia di aggiungere un sondaggio onde rendere più agevole per il pubblico la discussione ermeneutica:
Non posso, ovviamente, nel breve spazio di qualche articolo, dar conto della grande ricchezza di dati, storie, comparazioni, riflessioni, norme assurde, leggende crudeli, che riporta la studiosa nel suo libro avvincente, strumento utilissimo a comprendere i nostri “palestinesi”, i poveri e perseguitati che vivono fra noi, e ancor più a interrogarci sullo sguardo con cui li osserviamo.
In quest’ultimo mio scritto sul libro della Calabrò mi limiterò a proporre la lettura di due ampi passi particolarmente significativi.
Leggiamo dunque quel che dice Anna Rita Calabrò a proposito del numero degli “zingari” presenti a Milano e della presunta invasione che sarebbe avvenuta negli ultimi anni: Read the rest of this entry »
LAZIO: DOVE DONARE IL SANGUE
Questi i centri a disposizione: policlinico Umberto I; ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli; ospedale Sandro Pertini; policlinico Tor Vergata; ospedale San Giovanni Evangelista Tivoli; spedale Delfino Parodi Colleferro; San Giovanni Addolorata; Cto; ospedale S. Eugenio; ospedale Civile di Velletri; ospedale Civile di Frascati; ospedale Civile di Anzio/Nettuno; San Camillo Forlanini; ospedale Grassi di Ostia; ospedale Pediatrico Bambino Gesu’; I.F.O.; San Filippo Neri; ospedale S. Andrea; ospedale San Pietro FBF; ospedale S. Spirito; ospedale Civile San Paolo di Civitavecchia; Policlinico Gemelli; ospedale degli Infermi di Viterbo; ospedale Civile di Rieti; Centro Trasfusionale di Frosinone; ospedale S.S. Trinita’ di Sora; ospedale S.M. Goretti di Latina; presidio ospedaliero di Formia.
L’INIZIATIVA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
Rifondazione sta organizzando e raccogliendo le disponibilita’ di famiglie disponibili ad ospitare gli sfollati nelle regioni limitrofe all’Abruzzo. Il punto di riferimento e’ la Federazione provinciale del Prc di Pescara (via F. Tedesco 8 ) che funzionera’ anche come centro di raccolta di aiuti e soccorso. Read the rest of this entry »
Non è facile trovare un libro ambientato nel sessantotto con una struttura narrativa forte ed un intento letterario né banale né presuntuoso. Penso alla letteratura della militanza, ai romanzi che nascono tali ma spesso deviano assumendo la forma boriosa di saggi dal contenuto trito e ritrito.
In Interno con rivoluzione, Maria Laura Bufano ha un obiettivo: narrare la storia di Lidia e quella di Paolo. Tutto il resto è un contorno, certamente necessario a contestualizzare il romanzo, ma mai invadente. Per una volta, insomma, gli anni della rivoluzione non rubano la scena ai veri protagonisti, cioè a chi il cambiamento l’ha voluto, l’ha perseguito e, nel suo piccolo, l’ha anche ottenuto. Lidia e Paolo. Lei fiera e battagliera, figlia di una borghesia che ama vivere al di sopra delle proprie possibilità, si ribella ai genitori e dalla Puglia se ne va in un’innominata città del nord Italia ad insegnare in un liceo. Qui incontra Paolo, taciturno e remissivo, succube ancora inconsapevole dell’asfissiante amore della madre e della sorella. Read the rest of this entry »
Io son scarpolino, aggiusto le scarpe. Di gente che aggiusta le scarpe non ce ne più al giorno d’oggi. Se ne compra un paio nuovo ogni anno, e quelle vecchie si buttano via. Così tutti gli scarpolini hanno lasciato lì di fare sto mestiere. Ma io non lascio mica lì finché non crepo! Adesso sono in pensione, ma con 600.000 lire al mese, non ci campo, allora continuo a fare il mestiere che ho fatto per cinquant’anni, così per arrotondare la pensione. Ma più che altro lo faccio per passare il tempo. Da quando è morta la Fernanda, la mia povera moglie, la mattina è lunga come la quaresima. Mio figlio, che ha studiato da dottore, mi dice che dovrei leggere, tenermi informato. La fa facile lui, ma oramai mi son scordato di come si fa a leggere, e faccio una fatica dell’ostia, e non capisco mai quello che vogliono dire. Poi mi è calata la vista, e dopo un po’ mi bruciano gli occhi.
Il pomeriggio però mi passa alla svelta anche se non lavoro, perché quando non vado a giocare a briscola al bar, suono la fisarmonica. Mi piace suonare la fisarmonica, soprattutto d’estate. Quando l’aria è calda come il brodo, dormo un po’. Poi quando vien più fresco, mi metto davanti a casa mia, all’ombra, e suono.
Delle volte vengono delle persone a sentirmi, non perché sia tanto bravo, ma per stare in compagnia e sentire le canzoni di una volta. Read the rest of this entry »
Davvero un libro interessante questo di Filippo Conticello. L’isola che c’è (Round Robin 2008) è un lavoro di ricerca, collage, denuncia che mostra la faccia meno visibile di una terra, la Sicilia, troppe volte ricordata solo per il cancro apparentemente incurabile della mafia. L’occhio dello scrittore si sposta via via sui vari centri della regione (Palermo, Catania, Gela, Siracusa), come se ognuno fosse un microcosmo diverso dall’altro. E in ogni città viene palesato l’impegno di chi vuole sconfiggere questo torpore marcio che attanaglia il progresso economico e sociale dell’isola.
Nelle pagine del libro non v’è odore di arance, il colore delle zagare in fiore, non si respira l’aria del mare che osservato dagli scogli sembra più un oceano che il Mediterraneo, non c’è il silenzio della “siesta” pomeridiana, il fragore delle domeniche in piazza. E per una volta scompare anche il sangue delle stragi mafiose, il dolore delle famiglie colpite, le continue minacce, il lento stillicidio del racket e del pizzo. Tutto è coperto da una sensazione ottimistica e vitale, la sensazione di aver trovato una possibile via d’uscita, una speranza prima nascosta e poi riaffiorata. Read the rest of this entry »
Maledizione del sommo poeta è il secondo romanzo della trilogia sulla follia pubblicato dalla Round Robin editrice. Rispetto al Geometra sbagliato notiamo subito una notevole differenza: il nome del protagonista non è Tito Pozzi ma il tuo, Angelo Calvisi. L’opera non si può certo definire autobiografica ma alcune delle ossessioni del personaggio Angelo Calvisi devono essere le stesse dell’autore, come per esempio il segno da lasciare nella vita. Parlaci un po’ dell’Angelo Calvisi protagonista del Sommo poeta e, più in generale del tuo rapporto con questo libro.
Nella Maledizione del Sommo Poeta ci sono talmente tanti episodi collegati alla mia biografia che chiamare il protagonista con il mio nome mi è proprio venuto spontaneo. In questo senso, contrariamente a quello che dici tu, è un libro clamorosamente e vergognosamente autobiografico, e d’altra parte ritengo che ogni libro lo sia. Intendo dire che ogni scrittore è mosso alla scrittura dal proprio vissuto, che necessariamente si riverbera, in maniera più o meno diretta, su quello che scrive. Per assurdo anche Stephen King fa dell’autobiografia, anche Manganelli. Read the rest of this entry »