racconto di Massimo Zanettini
Parte prima
Più veloce del suono, più potente della locomotiva, al servizio dell’umanità e del progresso, contro i nemici della sicurezza e del benessere: è l’Uomo Atomico.
All’interno del loro cupo rifugio, nelle fogne di Elder Town, i nemici della sicurezza e del benessere, i Fratelli della Crisi, tramavano il ritorno e la loro vendetta contro le forze del bene. Un enorme Robot dall’aspetto mostruoso era circondato da decine di tecnici che, perfettamente coordinati, terminavano le operazioni di assemblaggio. -È straordinario, – disse Nopil, il capo della setta. -Questa volta la città sarà nostra, – rispose il viscido e più stretto suo collaboratore, Stag Flag. -Attaccheremo direttamente la città e una volta preso il municipio, con il sindaco in ostaggio, nessuno oserà ostacolarci. Elder Town sarà nostra! Una risata satanica interruppe per alcuni attimi il lavoro dei tecnici che guardarono intimoriti verso i due. Nel frattempo, al di sopra del manto stradale, nel suo appartamento nella prima periferia di Elder Town, un uomo di una settantina d’anni seduto su una poltrona di cuoio, tisana fumante lì accanto, leggeva. Un suono elettrico destò la sua attenzione. L’uomo alzò il sopracciglio destro e mosse leggermente il capo in modo da direzionare l’apparecchio acustico verso il suono. L’anziano signore chiuse quindi il libro e lo appoggiò sul tavolino davanti alla poltrona. Poi facendo leva sui braccioli provò ad alzarsi un paio di volte prima di trovare lo slancio giusto che gli permise di mettersi in piedi. Corse in direzione del suono e quando fu davanti alla scrivania, aprì un cassetto. Estrasse un telefono rosso senza ghiera. Ora si distingueva chiaramente il suono: era lo squillo elettrico del telefono. L’uomo si schiarì la voce e avvicinò la cornetta all’orecchio. -Sì? – disse. -Uomo Atomico, – rispose la voce all’altro capo, – i nemici della sicurezza e del benessere hanno un piano per sovvertire i nostri valori e sconvolgere il nostro stile di vita. -Maledetti Fratelli della Crisi! -Abbiamo bisogno di te. L’Uomo, ormai rassegnato alla pensione, abbassò la cornetta con fare virile con evidente soddisfazione. Con un’espressione di dolore si allungò fino a premere un tasto segreto sotto la scrivania. Appena il circuito fu chiuso, l’insospettabile libreria dietro di lui si aprì lasciando intravedere una stanza misteriosa. Oltre la soglia del passaggio segreto v’era un laboratorio pieno di luci intermittenti, di tastiere, di stampanti, e lettori di schede perforate. Al centro della stanza un manichino conservava una tuta elasticizzata su cui era riportata una enorme lettera “A” cerchiata con un pallino in alto a sinistra. L’Uomo Atomico, alla vista di quelle attrezzature avvenieristiche e vintage allo stesso tempo, sorrise di nuovo desideroso di metterle alla prova. Per prima cosa indossò la tuta, che, per quanto elasticizzata e contenitiva, faticava a vestire la pancia dell’Ormai Signore Di Una Certa Età Atomico. Ciò nonostante, quando anche il cappuccio fu perfettamente calzato sul canuto e stempiato capo, l’uomo sorrise una terza volta di piacere. Finalmente il Super Eroe poteva espletare tutte le pratiche che lo rendevano definitivamente l’Uomo Atomico. Premette alcuni tasti che misero in moto delle bobine, inserì delle schede perforate nell’apposito lettore, quindi entrò in una specie di cabina telefonica e chiuse la porta. Un fascio di luce verde lo investì donandogli tutti i poteri dell’Atomo. Pochi attimi più tardi era già in volo verso il municipio di Elder Town…
To be continued…
