round robin

jam session – 8

In racconti (e ultimi round) on Gennaio 25, 2009 at 2:02 am

di Vita/Calvisi

…il mare è il mio ambiente e dai fondali io emergo sempre, su su, fino a camminare sulle onde, mi vedi? Ho decifrato il messaggio perché sono l’alfa e l’omega, e tu, amore, non avrai altro dio al di fuori di…

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…questo fiume cresciuto come il pane sotto una coperta, come una pasta col lievito di birra, come una spuma che monta, come la maionese, come una ferita che si gonfia e si apre e si ingiallisce e sanguina, come il ventre di una donna il biondo Tevere è cresciuto gli ultimi giorni dell’altr’anno. Il fiume Tevere, il fiume di Roma, per via della pioggia. Ogni ora che l’acqua saliva il fiume era più pericoloso e bello, avvolgente come una lunga sciarpa i margini dell’Isola, tagliando in alto l’arco dei ponti, da quello di ferro sembrava di camminare sull’acqua. E l’ultimo giorno ad ogni ora in attesa della piena che per la prima volta avrebbe sconfitto gli sproporzionati argini, la gente, avvertita del pericolo, si assiepava attorno ai muraglioni, avvertita del pericolo sperava, a ben vedere, che il fiume straripasse. La piena è scesa, l’acqua ha rioccupato il consueto letto lasciando i marciapiedi sommersi puliti come non lo erano mai stati. E gli spogli platani fioriti di buste rubate a questo sogno danubiano…

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…che se ci ripenso mi conduce a un valzer lontano, ti ricordi? Volteggiavi tra le mie braccia, ed eri più acqua dell’acqua, e io parlavo, parlavo, e il suono della mia voce che sussurrava il tuo nome aveva una trasparenza che non saprei ridire. La pelle della tua nuca era morbida, mi dicevi di stare buono, ti infastidiva la leggera pressione delle mie dita sulla tua piccola scatola cranica. C’è il mio cervellino, dicevi, c’è il mio cervellino qui sotto. Io volevo farci un buco, raschiare via tutto, ora lo capisci? Volevo tirare fuori la polpa dell’osso per misurare quanto eri profonda. In realtà l’ho fatto, e ho visto l’osso, talmente candido, anche l’osso, come la tua pelle, talmente candido da sembrare luminoso. Mi facevi venire in mente un neonato. E poi la polpa, appunto, e poi il midollo che era quasi liquido, e dentro galleggiavano delle tracce di sangue. Ho diviso tutto, ho controllato. La mia vita, ma anche la tua, dipendeva, in quel momento, da quelle valutazioni, da quelle verifiche sul colore, la consistenza, il peso specifico della tua materia. Non è semplice rievocare l’argomento: la polpa del tuo osso. Non è  per niente semplice, ma non ci sono altre strade per ricordare l’amore che provavo per te, per i tuoi polsi sottili, per le tue vene verdi, nitide, che da sempre mi fanno il medesimo effetto, e mi rammentano che anche io, un giorno, forse dovrò morire…

…to be cont…nue… contined…conti..con…

  1. [...] …to be cont…nue… contined…conti..con… [...]

  2. [...] jam session - 9 In Jam session on Febbraio 6, 2009 at 6:13 pm … Non è  per niente semplice, ma non ci sono altre strade per ricordare l’amore che provav… [...]