di Vita/Calvisi
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…come l’anello che è di ferro, lavorato a mano, sgrossato malamente, dal cerchio imperfetto e dalla sagoma lesa, e che in cima ha una piccola indecisa sfera, e sotto alla sfera, minuscolo, il disegno di un pesce. L’anello, che è un segno del tempo e della dimenticanza, ricordo di un passaggio di mano in mano, cimelio medievale, ornamento occasionalmente femminile, lasciato (per caso?) cadere dalle mareggiate notturne, ehi sono io, non mi riconosci?, in questo letto. E il sonno scese come ogni sera ad insegnarmi una strana preghiera poi la mattina mi sciolse le mani, e ormai senza di te volata via io ritrovai l’anello. E lo stupore con circolare imbarazzo mi chiede se voglio quella, erano anni che lo stavi cercando, vuoi quella? era anni che la stavi cercando, vuoi quella, vuoi quella, vuoi quella…
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…ciò che si chiama coercizione a ripetere: vuoi quella? La mia mente fischiettava vecchie melodie. Vuoi quella? Ero orientato su un unico obiettivo. Vuoi quella? Non dirò se poi l’ho avuta, in fondo non credo che sia importante. Importante è svelare il gioco, far cadere il sudario, contare le vertebre della tua schiena. Amore, il giorno vacilla e non ho più parole. Ma se ti tagliassero a pezzetti, anzi, se io ti tagliassi a pezzetti, lo farei perché per un attimo hai ritenuto di sfidarmi, perché per un attimo hai pensato che non fossi in grado di cogliere la citazione nascosta come l’anello nella spuma del mare. Per l’anello che è sfuggito al forziere è diverso. Esso rotola negli abissi, si confonde nel ventre del paguro, ma la poesia è un’altra cosa. E il mare è il mio ambiente, tu questo dovresti saperlo. Il mare è il mio ambiente e dai fondali io emergo sempre, su su, fino a camminare sulle onde, mi vedi? Ho decifrato il messaggio perché sono l’alfa e l’omega, e tu, amore, non avrai altro dio al di fuori di…

[...] …to be cont…nue… contined…conti..con… [...]
[...] …il mare è il mio ambiente e dai fondali io emergo sempre, su su, fino a camminare sulle onde… [...]