…Then the bird said “Nevermore”
…Quoth the Raven “Nevermore”
E.A. Poe
Il film si ispira alla famosa serie televisiva erotica che ha tanto entusiasmato la gente (le masse? o le massaie?!); mettetevi l’anima in pace, la vita sessuale comincia a 40 anni! La prima puntata l’hanno seguita tutti tenendo il volume del televisore più basso possibile, poi quando hanno capito l’andazzo non si sono preoccupati di svegliare il vicinato per Sex and the city, la musica era strepitosa.
Ma andiamo ora al film, in alcune sale cinematografiche hanno distribuito fazzoletti di carta all’entrata. Mi è inoltre capitato di osservare un sospetto via vai di persone tra la sala di proiezione e la toilette: è un film commovente? È molto eccitante? O fa vomitare? È difficile dirlo, la trama è complessa, sicuramente impari molte cose sul sesso ma poco riguardo la città (è New York?). Le quattro protagoniste, che poi diventano otto, sono inarrestabili, la Miranda (chiaro riferimento al film di Tinto Brass) ci lascia senza parole in una scena che la vede a letto con sei uomini che giocano a carte sulla sua schiena nuda (!!) mentre un grazioso pittbull le lecca la faccia mandandole in cortocircuito l’orgasmometro portatile. Dopo uno shock erotico del genere è difficile ricomporre la trama, comunque non c’è solo sesso ma tanti buoni sentimenti e tanti sofismi e scetticismo metafisico che Gorgia ci si sarebbe masturbato. Il finale è tenero, friabile, croccante, i nostri sentimenti si sbriciolano: un elefante indiano infuriato frusta con la proboscide tutti gli amanti e gigolò della città che corrono nudi al tramonto presi dal panico, i titoli di coda, infine, scorrono lenti mentre vediamo superman volare in cielo inseguito da quattro corvi rossi sulle note di un maestoso canto gregoriano. Ai posteri l’ardua sentenza.
Antonello Qualapis
ma questa poi è una precensione o una recensione… attenzione attenzione il nostro Qualapis gioca sulla natura stessa del suo genere… e con la nostra capacità di leggerlo